{"id":34042,"date":"2018-02-16T17:16:34","date_gmt":"2018-02-16T16:16:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34042"},"modified":"2018-02-16T17:16:34","modified_gmt":"2018-02-16T16:16:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-tra-le-pieghe-dellacqua-di-girolamo-titone-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34042","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Tra le pieghe dell\u2019acqua&#8221; di Girolamo Titone"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abPap\u00e0?\u00bb<br \/>\n\u00abS\u00ec?\u00bb<br \/>\n\u00abDomani morir\u00f2?\u00bb<br \/>\n\u00abS\u00ec, piccolo mio.\u00bb<br \/>\n\u00abE tu, soffrirai?\u00bb<br \/>\n\u00abCerto. Tutti i pap\u00e0 soffrono quando perdono il loro bambino.\u00bb<br \/>\n\u00abE anche le mamme?\u00bb<br \/>\n\u00abCerto. Anche le mamme.\u00bb<br \/>\n\u00abAllora tu non lo dire alla mamma. Cos\u00ec, se non lo sapr\u00e0, non soffrir\u00e0\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abLo sapr\u00e0, bambino mio. Un giorno lo sapr\u00e0. E non potr\u00e0 fare a meno di piangere.\u00bb<br \/>\n\u00abMa quando tutto sar\u00e0 finito, io rinascer\u00f2, lo sai!\u00bb<br \/>\n\u00abLo so. Ma fino a quel giorno ci mancherai, bambino mio. Non puoi immaginare quanto\u2026\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0L\u2019uomo chin\u00f2 leggermente la testa, e fiss\u00f2 quel viso tenero per un tempo che gli parve eterno. Fu cos\u00ec che volle ricordarsi per sempre del suo piccolo: con quelle spalle minute, che ora avvolgeva con le sue braccia calde; il piccolo petto irrequieto che sentiva agitarsi sotto le sue mani grandi; e quel suo sguardo instancabile, perso nell\u2019aria tremula dell\u2019orizzonte lontano.<br \/>\nLa prateria, che si stendeva placida davanti a loro, lastricava quelle terre selvagge con il velluto dei suoi fili d\u2019erba appena nati, e il silenzio che si riversava dalle colline si infrangeva come una mareggiata su quelle due esistenze solitarie, squassandone impietosamente i muscoli ormai stremati.<br \/>\nEra stato un lungo viaggio a condurli fin l\u00ec, durante il quale avevano incrociato molte vite di passaggio che avevano brillato solo per pochi miserevoli istanti. Ma ora tutto era come doveva essere. E il destino, che aveva guidato i loro passi fino a quel punto, stava ormai per compiersi.<br \/>\nL\u2019uomo batt\u00e9 delicatamente due colpi contro il petto del bambino, come per ridestarlo da un sonno millenario.\u00a0 \u00a0\u00abAndiamo\u00bb aggiunse malinconicamente, \u00abSi sta facendo tardi.\u00bb<br \/>\nIl bambino non lo guard\u00f2 neanche. Diede un ultimo saluto al sole, conservando per s\u00e9 il calore di quella luce accecante. Lo vide spegnersi mollemente nell\u2019abbraccio familiare dell\u2019orizzonte, poi afferr\u00f2 qualcosa che aveva raggomitolato sotto di s\u00e9, si alz\u00f2, si volt\u00f2 verso quella lunga figura che si era gi\u00e0 allontanata con passi lenti e severi, e la segu\u00ec, come un cucciolo, trascinando per la manica il triste relitto di un giubbotto senza vita. Quello fu l\u2019ultimo tramonto che il bambino vide, e non ce ne furono mai pi\u00f9 di cos\u00ec belli.<br \/>\nPass\u00f2 la notte, col suo manto scuro di presagi. E poi venne il giorno, lieve, che si adagi\u00f2 sui sogni del mondo sbiadendone il ricordo, e concedendo agli uomini solo la sensazione di un miraggio perduto nel tempo.<br \/>\nLa prateria, quella mattina, era ancora pi\u00f9 bella. Soffiava una leggera brezza da nord, e il chiarore del sole inondava le mille stille di rugiada che fiaccavano l\u2019erba esile.<br \/>\n\u00abPerch\u00e9 soffriamo, pap\u00e0? Tu lo sai?\u00bb<br \/>\n\u00abNo, piccolo mio. Me lo chiedo ogni giorno.\u00bb<br \/>\n\u00abMa i grandi dovrebbero sapere tutto! Se no, che senso ha diventare grandi?\u00bb osserv\u00f2 il piccolo. \u00abIo non lo so perch\u00e9 soffriamo, e non avr\u00f2 il tempo di scoprirlo. Mi sarebbe piaciuto, sai pap\u00e0? L\u2019avrei spiegato alla mamma, cos\u00ec almeno avrebbe capito perch\u00e9 le scendono le lacrime\u2026 e perch\u00e9 sono cos\u00ec amare.\u00bb<br \/>\nIl padre guardava il suo bambino quasi fosse la prima volta che lo vedeva\u2026 e forse era davvero cos\u00ec. Il distacco rende tutto cos\u00ec limpido, a volte. Si capisce a chi si tiene davvero, e quali cose possono anche essere gettate via senza rimpianto.<br \/>\n\u00abVedi, piccolo mio, i grandi non sanno tutto. A volte pensano di saperlo, ma in realt\u00e0 mentono a se stessi. Succede spesso, sai?\u00bb<br \/>\n\u00abIo a volte non vi capisco. Perch\u00e9, quando volete bene a una persona, \u00e8 come se vi capitasse la cosa pi\u00f9 brutta del mondo? State fermi l\u00ec, a soffrire, a sperare che vi chiami o che vi pensi, a piangere\u2026 e invece dovreste correre, abbracciarla, chiederle come sta, cosa fa di bello, se \u00e8 felice\u2026\u00bb<br \/>\nIl bimbo si ferm\u00f2 per un momento, poi continu\u00f2.<br \/>\n\u00abBisognerebbe far sapere, alle persone, che gli vogliamo bene. E non tenerlo solo per noi\u2026\u00bb<br \/>\nPoi, senza distogliere lo sguardo dal tenero filo d\u2019erba che rigirava con cura tra le mani, chiese improvvisamente:<br \/>\n\u00abTu mi vuoi bene, papa?\u00bb<br \/>\n\u00abUn bene pi\u00f9 grande dell\u2019universo, piccolo mio!\u00bb<br \/>\nIl bambino sospir\u00f2 impercettibilmente.<br \/>\n\u00abDovevi dirmelo, pap\u00e0\u2026 dovevi dirmelo che mi volevi bene\u2026 quando non era ancora tutto perduto\u2026\u00bb<br \/>\n\u00abLo so, bambino mio.\u00bb<br \/>\n\u00abIo proprio non vi capisco. Quand\u2019\u00e8 che si comincia a essere adulti, pap\u00e0? Quando si diventa cos\u00ec egoisti, cos\u00ec distratti? Anche tu a volte lo sembravi, pap\u00e0\u2026\u00bb<br \/>\n\u00ab\u00c8 davvero cos\u00ec che mi vedi, piccolo mio? Sono davvero cos\u00ec?\u00bb<br \/>\n\u00abLo eri, pap\u00e0. Lo eri certamente. Ma questo non \u00e8 importante. Quello che conta \u00e8 la tua risposta: lo sarai, pap\u00e0? Lo sarai ancora?\u00bb<br \/>\nL\u2019uomo ristette un momento prima di rispondere. Non era pronto a tanta verit\u00e0, e gli anni sui quali si era costruita la sua esistenza lo avevano plasmato diversamente da quello che avrebbe voluto essere. Se ne rendeva conto solo adesso che si ritrovava, ferito e dolorante, davanti a quella domanda.<br \/>\n\u00abProver\u00f2 a non esserlo pi\u00f9, piccolo mio, ci prover\u00f2. Posso solo prometterti questo.\u00bb<br \/>\n\u00abOh, \u00e8 gi\u00e0 tanto, pap\u00e0, credimi\u2026 \u00e8 gi\u00e0 tanto. Avrei voluto che la mamma fosse qui, oggi. Mi piaceva quando mi accarezzava i capelli, prima. Peccato che abbia smesso di farlo. \u00c8 perch\u00e9, cos\u00ec, sar\u00e0 pi\u00f9 facile per lei lasciarmi andare, vero pap\u00e0? Cos\u00ec, il ricordo dei miei capelli, lo dimenticher\u00e0 pi\u00f9 facilmente. Non \u00e8 cos\u00ec?\u00bb<br \/>\nL\u2019uomo non riusc\u00ec a trattenere le lacrime, ora. Per tutto il viaggio aveva fronteggiato quell\u2019impeto ricacciandolo dentro di s\u00e9, e aveva sperato di essere riuscito a sopprimerlo per sempre. Ma come si poteva non piangere\u2026 come si poteva non disperarsi.<br \/>\n\u00abTi dimenticherai di me, pap\u00e0?\u00bb<br \/>\n\u00abCosa, piccolo mio?\u00bb chiese l\u2019uomo.<br \/>\n\u00abQuando non ci sar\u00f2 pi\u00f9, ti dimenticherai di me?\u00bb<br \/>\n\u00abE come potrei?\u00bb rispose commosso l\u2019uomo.<br \/>\n\u00abDovresti, sai? Dovresti proprio farlo. O almeno dovresti dimenticarti di come sono adesso. Dovresti ricordare il tempo in cui ero il tuo bambino, solo il tuo bambino\u2026 e non questo fastidio.\u00bb<br \/>\n\u00abMa tu non sei mai stato un fastidio per me, bambino mio! Mai!\u00bb<br \/>\n\u00abDi certo lo sarei diventato presto\u2026 e io non voglio essere un fastidio per nessuno. Per questo ora devo morire.<br \/>\nSai, pap\u00e0? A volte non mi vedo. Mi guardo le mani, e le gambe, e questa faccia stanca\u2026 e non riesco pi\u00f9 a vedermi. \u00c8 una brutta cosa, pap\u00e0? \u00c8 brutto se non riesco a vedermi? Forse no, vero? In fondo penso che non sia pi\u00f9 cos\u00ec importante. Tanto non sono pi\u00f9 io, e tu lo sai. Per questo dovresti dimenticarti di me\u2026 io sono andato via molto tempo fa. \u00c8 rimasto solo uno strano bambino rannicchiato, come fossi ritornato nella pancia della mia mamma. \u00c8 solo che ora qui \u00e8 freddo, non \u00e8 come nella pancia della mamma. Qui non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 luce ormai\u2026\u00bb<br \/>\nL\u2019uomo guardava lontano, adesso. Scrutava i segreti di quella distesa che sembrava quasi irreale; cos\u00ec, immersa in quella luce rarefatta che il sole distribuiva con munificenza. Sembr\u00f2 rincuorato per un momento\u2026 un solo, impercettibile momento\u2026 poi si rivolse al bambino.<br \/>\n\u00ab\u00c8 giunto il tempo, piccolo mio. Dobbiamo andare.\u00bb<br \/>\n\u00abLo so, pap\u00e0. Abbraccia la mamma per me. Abbracciala forte, non come fate voi grandi\u2026 Addio pap\u00e0, ti penser\u00f2\u2026\u00bb<br \/>\nL\u2019uomo strinse tra le braccia il suo piccolo bambino, come se volesse fermare quell\u2019attimo per sempre. Poi gli pose la mano destra dietro la testa, e con l\u2019altra sorresse la misera schiena ossuta. Il piccolo si lasci\u00f2 andare senza opporsi. Socchiuse gli occhi, accecati dal riverbero chiaro del sole, e sorrise mentre sprofondava nelle viscere umide della pozza.<br \/>\nOra le mani del padre non cingevano pi\u00f9 la sua schiena, n\u00e9 sostenevano la testa, ormai sommersa. Ora entrambe spingevano contro le spalle del bimbo, costringendolo in quel letto madido in cui si sarebbe addormentato per l\u2019ultima volta.<br \/>\nIl suo viso delicato, che un tempo era stato felice, ora si intravedeva tra le pieghe dell\u2019acqua, mentre le lacrime dell\u2019uomo coloravano d\u2019amaro la superficie della misera pozza. L\u2019uomo lo osserv\u00f2 per l\u2019ultima volta, e vi scorse quella serenit\u00e0 che lui avrebbe perduto per sempre.<br \/>\nPoi venne il silenzio\u2026 e, con esso, il dolore.<br \/>\nL\u2019uomo lasci\u00f2 andare le spalle del bambino, che rimasero a fondo, mentre le gambe, fuori dal piccolo guado, tacevano immobili.<br \/>\n\u00abEcco, piccolo mio. Ora vai, e non essere pi\u00f9 triste. Ci vedremo un giorno, aspettaci\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Quando tutto fu compiuto, il sole aveva gi\u00e0 reclinato il suo capo altero, riprendendosi quel fulgore che aveva cos\u00ec generosamente elargito. I medici aprirono le tende con cura, scoprendo, dietro i vetri chiari della stanza, i corpi immobili delle montagne ormai innevate. Tolsero con cura l\u2019ago dal braccio del paziente che ora sembrava dormire un sonno profondo, mentre l\u2019uomo, chino su di lui, gli stringeva dolcemente la mano.<br \/>\n\u00abSono morto, pap\u00e0?\u00bb<br \/>\n\u00abOh, non pi\u00f9 piccolo mio\u2026 non oggi\u2026\u00bb fece l\u2019uomo. \u00abSei morto undici anni fa, in quell\u2019incidente che ci ha portato via la promessa di ci\u00f2 che avresti potuto essere. Ma ti ritrover\u00f2, un giorno, ne sono sicuro\u2026 Forse tra le lande sterminate di una prateria inondata dal sole\u2026 Ti ritrover\u00f2, bambino mio\u2026 perch\u00e9 so che mi aspetterai\u2026\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34042\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34042\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00abPap\u00e0?\u00bb \u00abS\u00ec?\u00bb \u00abDomani morir\u00f2?\u00bb \u00abS\u00ec, piccolo mio.\u00bb \u00abE tu, soffrirai?\u00bb \u00abCerto. 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