{"id":34025,"date":"2018-02-13T18:30:55","date_gmt":"2018-02-13T17:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34025"},"modified":"2018-02-13T18:30:55","modified_gmt":"2018-02-13T17:30:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-una-giornata-particolare-di-donatella-di-bella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34025","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Una giornata particolare&#8221; di Donatella Di Bella"},"content":{"rendered":"<p>Nel sogno tenevo Mario, il pi\u00f9 piccolo dei miei fratelli, sollevato. Avr\u00e0 avuto cinque o sei anni. Lo tenevo in braccio perch\u00e9 non si bagnasse nonostante l\u2019acqua fosse bassa. L\u2019ho tenuto stretto fino ad assicurarmi che fosse saldo sul sedile della barca. Il sole era gi\u00e0 alto. Riccardo, che ho conosciuto di recente, dietro di me mi ha distolto toccandomi prima un braccio. Senza parlare gli ho fatto un cenno per chiedergli di non distrarmi. Lui \u00e8 rimasto in silenzio poi con un gesto lieve mi ha spostato i capelli dalla faccia.<\/p>\n<p>Mi sono svegliata per quel tocco leggero provocato dal gatto che passeggiava in lungo e in largo sul mio letto. Ondeggiava disinvolto la sua coda pelosa\u00a0 sulla mia faccia.<\/p>\n<p>\u201cOhi! Da dove sei entrato?\u201d Un po\u2019 mi sono spaventata.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il mio gatto. Di tanto in tanto viene a farmi visita. Era un po\u2019 che non si vedeva. C\u2019era gi\u00e0 luce ma era presto, le cinque. A quel punto mi sono alzata e lui dietro. Con un balzo \u00e8 sceso dal letto e mi ha seguito fino in cucina con una richiesta implicita in quel \u201c<em>miao\u201d <\/em>ostinato dei gatti, purch\u00e9 si mangi.<\/p>\n<p>Si strusciava come se ci fosse un legame da anni mentre sminuzzavo un po\u2019 di pesce avanzato. Mi sa che devo comprare delle crocchette<\/p>\n<p>Ho dialogato con un gatto randagio come un\u2019anziana in pensione \u00a0per distrarmi sia dal sogno nebuloso sia dal silenzio delle prime ore del mattino a cui non sono abituata. Ho fatto il giro della casa per vedere da dove era entrato il gatto probabilmente da una delle finestre a cui sono state messe sbarre di ferro. Per precauzione, malgrado non ci siano malintenzionati.<\/p>\n<p>Di notte le lascio aperte perch\u00e9 entra l\u2019odore del gelsomino e un misto\u00a0 di profumi provenienti dalle piante aromatiche che crescono spontanee qui intorno.<\/p>\n<p>Mi sono infilata un maglione perch\u00e9 l\u2019aria era ancora fresca.<\/p>\n<p>Porto spesso maglie di cotone con le maniche lunghe anche di giorno suscitando orrore da parte degli isolani che per la maggior parte portano pantaloncini e canottiere quando va bene. I ragazzi li vedo spesso a torso nudo, abbronzatissimi, mostrare i bicipiti rigati dal sale. I turisti, che adesso si fanno pi\u00f9 numerosi, sembrano gamberi dalle carni bianche e rosse impropriamente e troppo a lungo esposte a un sole che \u00e8 bene tenere a bada.<\/p>\n<p>Ho preso un caff\u00e8, ho fatto una doccia e ho deciso di scendere a piedi fino alla spiaggia e fare il bagno. Mi sono incamminata gi\u00f9 per la discesa. Il gatto dietro, per cento metri poi si \u00e8 stufato, forse \u00e8 tornato a dormire sul mio letto. Io ho proseguito da sola, nel fresco del mattino.<\/p>\n<p>Ho avuto una sensazione di tale pace che ho promesso a me stessa di uscire ancora cos\u00ec presto, consapevole che non lo far\u00f2 o almeno non con la determinazione che mi sembra di avere in certi momenti. Tipo domani mi metto a dieta, porto fuori il cane tutti i giorni, vado a camminare tre volte alla settimana\u2026..<\/p>\n<p>Ho smesso di pensare e mi sono lasciata trasportare da quell\u2019atmosfera avvolgente, nel rumore ovattato che fa il vento nei paesaggi deserti di gente, lontani dai fragori delle citt\u00e0 e del loro traffico. Distanti dal mondo eppure cos\u00ec vicini da assaporarne gli elementi che ne tracciano la storia.<\/p>\n<p>Ogni volta che mi allontano dal brulicare della gente e mi ritiro in luoghi silenziosi vivo la sensazione doppia della vita associata alla morte. Qualcosa mi solletica le orecchie, mi soffia dentro la vita rendendo il mio udito pi\u00f9 fine, lo allunga e percepisco altri suoni. E\u2019 come varcare l\u2019altro mondo.<\/p>\n<p>Mentre camminavo sentivo di non voler arrivare mai, sorpresa dal calore accogliente di quel luogo, della strada deserta, dai profumi ancora intensi residui dell\u2019umidit\u00e0 della notte. Era come se tutto quel silenzio mi conducesse lieve verso una porta senza ritorno ed ho avuto paura di perdermi , di volare via, di disperdermi nell\u2019aria.<\/p>\n<p>Ho respirato riempiendo i polmoni dell\u2019aria magica di questa mattina. Ho chiuso gli occhi provando un \u00a0senso di gratitudine miscelato allo stupore per la mia vita che sta cambiando. Eppure era ci\u00f2 che volevo. \u00a0All\u2019inizio di questo soggiorno mi sono ubriacata \u00a0degli spazi selvaggi, aperti, esposti e plasmati dai processi naturali che determinano le linee. Non facevo altro che dire \u201c<em>che meraviglia<\/em>\u201d poi allo stupore sono seguite emozioni nuove come se fra me e il mondo attorno non ci fossero pi\u00f9 rumori e gente a falsare verit\u00e0 latenti. Solo silenzio.<\/p>\n<p>Sono rimasta per lo pi\u00f9 in casa forse per il timore di nuovi incontri, di altre emozioni sorridendo ma provando fastidio ogni volta che Mario mi proponeva di <em>\u201crestare in vita\u201d <\/em>come dice lui.<\/p>\n<p>Oggi per colpa del gatto o per via del sogno sono uscita e il cuore, l\u2019ho sentito, ha iniziato a battere pi\u00f9 forte mentre scendevo, verso la spiaggia. Credevo di essere pronta all\u2019assenza dei rumori, convinta di desiderare l\u2019isolamento. Invece sono\u00a0 \u00a0inerme, smarrita di fronte a tutto ci\u00f2 che avrei voluto grande ed aperto, proprio come in questa bella terra esposta agli elementi.<\/p>\n<p>Mi sono concessa un po\u2019 di tempo. Il tempo di attraversare il paradiso.<\/p>\n<p>Il tragitto in discesa \u00e8 breve, \u00e8 facile e in un quarto d\u2019ora sono arrivata fino alla spiaggia girando intorno alle poche costruzioni basse per evitare di incontrare qualcuno. Volevo continuare e restare ancora un po\u2019 in quella specie di culla sorda di voci e di gente. Ho tolto la maglia e i pantaloni leggeri, un look che pi\u00f9 o meno ripropongo per ogni occasione. Del resto le occasioni che mi concedo sono quelle che sono.<\/p>\n<p>\u201cO hai poca fantasia o non ti lavi i vestiti\u201d mi ha detto Mario<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9?\u201d gli ho chiesto intuendo la sua risposta.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 sei sempre vestita allo stesso modo con gli stessi colori, oltretutto anche un po\u2019 spenti\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cA me piace cos\u00ec\u201d<\/p>\n<p>\u201cTi regaler\u00f2 un vestito rosso!\u201d<\/p>\n<p>\u201cSi che bell\u2019idea, lo metter\u00f2 senz\u2019altro!\u201d<\/p>\n<p>Ho appoggiato a terra le mie cose e sono rimasta in costume. Intero. Blu. Mentre me lo aggiustavo sentendolo tirare, per niente a mio agio ho sorriso pensando sempre a lui, Mario, mio fratello piccolo che oggi ha trent\u2019anni.<\/p>\n<p>\u201cSei l\u2019unica in tutto il mondo a quarant\u2019anni a portare un costume intero!\u201d<\/p>\n<p>\u201cLo portavo anche a venti\u201d<\/p>\n<p>\u201cAh c\u2019\u00e8 da vantarsi!\u201d<\/p>\n<p>\u201cRegalami un perizoma da spiaggia gi\u00e0 che ci sei, quando compri il vestito rosso!\u201d<\/p>\n<p>Lui, lo so, non pu\u00f2 capire. A differenza di me \u00e8 cresciuto in assoluta libert\u00e0.<\/p>\n<p>Diciamo che il mio costume blu \u00e8 tutelante.<\/p>\n<p>Mi sono avvicinata alla riva cos\u00ec trasparente da mostrare tutta la bellezza del suo fondale. E\u2019 ingannevole per\u00f2 e devo fare attenzione perch\u00e9 anche se sembra il contrario l\u2019acqua \u00e8 molto profonda. I sassi e le piccole rocce sul fondo sembra di poterli toccare invece appena fai un passo ci sono almeno due metri d\u2019acqua.<\/p>\n<p>Abituata ai fondali bassi e sabbiosi dell\u2019Adriatico in cui puoi camminare per decine di metri con l\u2019acqua alle caviglie senza riuscire a vederti i piedi,\u00a0 la prima volta che mi sono immersa qui in questo mare pulito, sono sprofondata fino al sedere e un passo dopo ero a mollo fino alle ascelle. L\u2019acqua, gelida come appena tolta dal frigorifero mi ha mozzato il fiato,\u00a0 nonostante senta spesso dire da chi abita qui che \u00e8 <em>com\u2019u brodo<\/em><\/p>\n<p>D\u2019istinto ho alzato le braccia. Aiuto. Ma non ho gridato. Subito mi \u00e8 mancata l\u2019aria poi mi sono ricordata che almeno a galla ci so stare. Tra l\u2019altro il cosiddetto brodo in genere \u00e8 una tavola piatta, soprattutto al mattino. E\u2019 bastata una spinta, un piccolo colpo di reni e decidere di togliere i piedi dal fondo. In acqua basta nuotare.<\/p>\n<p>Coraggio. Ho tirato un sospiro come se dovessi tuffarmi da un trampolino di dieci metri. Il mare per quanto attraente\u00a0 mi impaurisce. Qui \u00e8 addirittura irresistibile e quindi lo temo ancora di pi\u00f9. Per la profondit\u00e0 dell\u2019acqua non ho fatto in tempo ad abituarmi allo sbalzo termico, in un secondo ero del tutto immersa. In fretta e furia ho iniziato a muovermi per resistere al freddo.<\/p>\n<p>Con la testa fuori come un\u2019anatra, neanche troppo abile, ho tentato qualche bracciata nuotando parallelamente alla riva, figuriamoci se mi spingo al largo. Poi ho messo la testa sott\u2019acqua e l\u00ec ho provato il secondo stordimento di questa giornata iniziata con un sogno e con un gatto.<\/p>\n<p>L\u2019acqua fredda e salata mi ha sommerso la testa circondandomi, spingendomi a guardare la vita nel fondale e ad osservare i movimenti lenti dei molluschi che respirano a rallentatore. Oscillano al soffio delle correnti e della vita come i rami degli alberi sulla terra. Sotto di me a sfiorare il mio costume blu il passaggio rapido \u00a0di pesci argentati, accorpati in branchi, diretti verso chiss\u00e0 quale meta del mare. E silenzio, questa volta interrotto solo dal mio riprendere fiato sulla cresta dell\u2019acqua anche per accertarmi di non essere troppo distante dalla riva quasi deserta.<\/p>\n<p>Ancora il richiamo muto di quel silenzio\u00a0 ovattato, irreale, che svela il confine tra una dimensione e l\u2019altra, di nuovo tra la vita e la morte e di nuovo il desiderio e la paura di uscire dal limbo del mare o di sprofondare per sempre.<\/p>\n<p>Mi ha distolto il freddo perch\u00e9 sono rimasta l\u00ec con la faccia immersa come un cadavere galleggiante sulla superficie. Ho realizzato di dover uscire prima di irrigidirmi del tutto. Una volta fuori il sangue ha ripreso a scorrere aiutato dal sole che ormai era pronto ad inondare di luce e di calore la terra e\u00a0 gli esseri umani preparati \u00a0a muoversi dentro l\u2019isola.<\/p>\n<p>Sar\u00f2 rimasta una mezz\u2019ora stesa sul mio telo mentre il sale si seccava sulla pelle provocandomi un senso di leggero fastidio e il costume blu diventava sempre pi\u00f9 caldo sotto i raggi del sole. Ho avuto come una vertigine allora ho pensato agli avvertimenti di nostro padre di non stare troppo con la testa esposta al sole.<\/p>\n<p>\u201cVa a finire che mi viene un malore\u201d ho pensato tornando alla realt\u00e0 perdendo \u00a0del tutto le tracce della poesia e della libert\u00e0 provate nella fusione con l\u2019universo. Comunque qui dopo le undici non resiste nessuno, il sole \u00e8 davvero troppo forte e il caldo non \u00e8 pi\u00f9 piacevole, almeno per me. Non ho incontrato un\u2019anima n\u00e9 all\u2019andata n\u00e9 al ritorno. Ho anche pensato di essere morta. Invece sono qui. Ma ho dimenticato\u00a0 di comprare le crocchette.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34025\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34025\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel sogno tenevo Mario, il pi\u00f9 piccolo dei miei fratelli, sollevato. 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