{"id":34005,"date":"2018-02-07T11:28:23","date_gmt":"2018-02-07T10:28:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34005"},"modified":"2018-02-07T11:28:23","modified_gmt":"2018-02-07T10:28:23","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-tempo-ritrovato-di-aurora-vannucci-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34005","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il tempo ritrovato&#8221; di Aurora Vannucci (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Nel paese di Talamone, a sud della Toscana, le giornate scorrevano tranquille: gli abitanti si conoscevano tutti e non perdevano occasione di scambiare due chiacchiere nei bar o nella piazza principale, dove i bambini, spensierati, giocavano a pallone.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I turisti che si recavano in visita nella zona, additavano da lontano il castello che sorgeva imponente al centro del paese, oppure la famosa spiaggetta di roccia chiamata \u201cBaia delle donne\u201d dove nei tempi passati gli uomini si tuffavano dagli scogli e le donne prendevano indisturbate il sole, lontane da occhi indiscreti. Da l\u00ec attendevano il tramonto sul mare, che era imperdibile nelle giornate senza nuvole. Quella sera il sole scendeva lentamente tra le placide onde, tingendo il cielo di infinite sfumature arancioni, in lontananza alcune barche di pescatori venivano dondolate dal mare, che, nel riflesso della sfera infuocata, parevano illuminarsi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio ed i suoi amici, come spesso accadeva, ammiravano dal piazzale del castello lo spettacolo che gli offriva la natura, affascinati.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019 idea di attendere il tramonto da lass\u00f9 era stata di Valentina, la romantica del gruppo, e gli altri, un po\u2019 titubanti, avevano accettato a fatica, anche per via del commento sprezzante di Pietro: \u201cChe spreco di tempo, dobbiamo finire la partita di pallone!\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Intanto il sole era sceso del tutto, scambiandosi in parte con l\u2019 oscurit\u00e0: \u201cAndiamo alla spiaggia?\u201d propose Filippo, e tutti acconsentirono.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si avviarono e giunsero alla caletta in pochi minuti: Talamone era tutto l\u00ec, tutto a misura d\u2019 uomo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cPotremmo giocare ai pirati!\u201d esclam\u00f2 Fabio, che era il pi\u00f9 fantasioso del gruppo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Salirono sulla scogliera pi\u00f9 grande, che attorniava la spiaggia e i piccoli scogli che sbucavano dall\u2019 acqua cristallina. La luce dell\u2019 imbrunire era sempre pi\u00f9 fioca e fra le acque illuminava un oggetto che stancamente ondeggiava, cullato dalle onde.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cE quello che \u00e8?\u201d fece Vittorio indicando l\u2019 oggetto con un dito. Era un cofanetto simile ad uno scrigno, verde smeraldo, con alcune decorazioni argentee che riflettevano la fioca luce.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cSi direbbe una scatola\u2026 qualcuno riesce a prenderla?\u201d disse Flavio iniziando ad agitarsi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sebastiano esclam\u00f2: \u201cRagazzi, siamo troppo in alto, ma la corrente lo porta verso riva\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cQualcuno di noi dovr\u00e0 immergersi, per\u00f2\u2026\u201d sugger\u00ec Alice. \u201cE perch\u00e9 mai? Baster\u00e0 aspettare che il mare restituisca quello che si era preso!\u201d ribatt\u00e8 Valentina.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I ragazzi scesero cautamente dai massi, senza mai perdere di vista il bauletto galleggiante. Appena giunti sulla riva, Pietro, si tolse scarpe e calze ed entr\u00f2 in acqua raccogliendo l\u2019 oggetto, mentre gli altri si sporgevano per osservarlo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cE\u2019 un vecchio bauletto, ma manca la chiave\u201d not\u00f2 deluso il bambino. Filippo si avvicin\u00f2 facendosi porgere l\u2019 oggetto: \u201cPensavo fosse\u2026 che mistero!\u201d esclam\u00f2 rigirando il bauletto e sbiancando di colpo: \u201cG..g\u2026 guardate\u2026\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Trem\u00f2 indicando il retro dello scrigno che, seppur corroso dal mare, era ben visibile, mentre gli altri tentavano di decifrare le parole incise sul tergo. \u201cE\u2019 un indovinello\u201d fece Vittorio \u201cTemevo che tu avessi letto chiss\u00e0 quale minaccia\u2026 non ha neppure molto senso\u2026. \u201c.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Se questo scrigno volete aprir,<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>allora i miei indizi dovrete seguir<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>l\u00e0, dove sui monti, freddo non fa<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>dove in riva al mare caldo non fa<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>nel guardarla vi sentirete dei giganti\u2026<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cMa cosa vorr\u00e0 dire?\u201d rimugin\u00f2 Flavio. Il gruppetto rifletteva pensieroso e fissava lo scrigno, finch\u00e8 Alice url\u00f2: \u201cC\u2019e\u2019 una data\u2026 in numeri romani\u2026 c\u2019e\u2019 scritto 30 gennaio 1550\u2026\u201d lesse tutto d\u2019un fiato \u201cSono quasi 500 anni fa!\u201d grid\u00f2 Pietro stupito.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I giovani iniziarono ad agitarsi, ci fu un gran brusio, tutti commentavano ed esprimevano le proprie opinioni: \u201cNoi non sappiamo nulla dei fatti avvenuti in quell\u2019 epoca, cosa faremo? \u201cE se lasciassimo perdere restituendo lo scrigno al mare?\u201d \u201cSembra qualcosa che riguarda la Terra\u2026.\u201d finch\u00e8 Valentina, che era la pi\u00f9 studiosa del gruppo, con enorme stupore, fece un\u2019 osservazione: \u201cMa\u2026 Vittorio\u2026. come hai fatto a leggere quello che sta scritto sul bauletto? Non \u00e8 italiano, sembra volgare fiorentino\u2026 \u00e8 illeggibile!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Si voltarono verso Vittorio, il quale rimase perplesso e rispose: \u201cIo\u2026 io non so\u2026 ma riesco a leggerlo! E credo anche che la risposta dell\u2019 indovinello sia\u2026 una mappa!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutti lo guardarono stupiti ed ammirati, eccetto Flavio che chiese: \u201cCome fanno delle chiavi a trovarsi dentro una mappa? Poi, visto a quando risale lo scrigno, forse sono carte antiche, esposte in qualche museo a Firenze o gi\u00f9 di l\u00ec\u2026 non lo apriremo mai!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Le sue furono solo parole al vento perch\u00e9 Valentina, con gli occhi che le brillavano, farfugli\u00f2: \u201cMio padre\u2026 ha una mappa\u2026 l\u2019 ha acquistata all\u2019 asta qui in paese, non una ma alcune mappe antiche, da mettere nel suo bar\u2026 forse anche quella che stiamo cercando \u00e8 l\u00ec\u2026\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cSei geniale!\u201d esclam\u00f2 Filippo saltellando sul posto per l\u2019 eccitazione.<br \/>\n\u201dMmmm\u2026. Ma dov\u2019erano quelle cartine quando lui le ha comprate?\u201dchiese Flavio diffidente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cIn un baule\u201d rispose prontamente la ragazza \u201cUn vecchio baule polveroso\u2026 sta su, da qualche parte, nella nostra soffitta. Pap\u00e0 ha preso le mappe ma del baule non sapeva che farsene. Ma che t\u2019 importa?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cForse la chiave \u00e8 li, nel fondo del baule, sotto le carte geografiche\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nel frattempo Vittorio si rigirava la scatola fra le mani. Sembrava gli fosse sempre appartenuta, qualcosa di conosciuto, di famigliare. Non riusciva a distogliere lo sguardo, quello scrigno faceva, chiss\u00e0 perch\u00e9, quasi parte di lui. Cercava fra le parole, che solo lui riusciva a decifrare, qualcosa che gli svelasse la sua affinit\u00e0 con quell\u2019 arnese inanimato. Il bauletto per lui era una sorta di amico ritrovato, un vecchio ricordo che gli riaffiorava nella mente, qualcosa che gi\u00e0 conosceva.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Perso in quell\u2019oggetto aveva trascurato il discorso dei compagni di giochi che, sempre pi\u00f9 emozionati, elargivano ipotesi: \u201cAndiamo a casa mia, dubito che mamma ci sia, aveva una cena con le amiche. Saliamo in soffitta e vediamo, tu che ne dici Seb?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sebastiano era il fratello gemello di Valentina, anche se i due erano diversi sia nell\u2019 aspetto che nel carattere. Valentina era una persona decisa, intraprendente, socievole, indipendente e romantica mentre il fratello era serioso, scrupoloso e sempre alla ricerca della perfezione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sebastiano annu\u00ec, perci\u00f2 si diressero tutti verso la casa dei gemelli. Una volta entrati (Valentina aveva preso la chiave che mamma teneva nella cassetta delle lettere), percorsero eccitati i gradini che li separavano dalla soffitta.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio rimase meravigliato dalla quantit\u00e0 indefinita di polvere presente nella stanza, probabilmente abbandonata da tempo. Anche se tutti i suppellettili erano accatastati uno sopra l\u2019 altro, senza un ordine preciso, i sette trovarono subito ci\u00f2 che stavano cercando.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Filippo apr\u00ec il baule con mani tremanti, era decisamente il pi\u00f9 impressionabile della compagnia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Sul fondo della cassapanca, in un angolo, c\u2019era una piccola chiave arrugginita, e lui si fece scappare un gemito. \u201cPassatemi la scatola\u201d fece Vittorio solennemente, sollevando la chiave al cielo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Era un momento importante per svelare il mistero. Il ragazzo inser\u00ec la chiave delicatamente, fece due piccoli movimenti a sinistra e la serratura&#8230; schiocc\u00f2!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dentro la scatola c\u2019era un misterioso\u2026 \u201cUn diario?\u201d esclamarono tutti osservando quell\u2019 insieme di pergamene rilegate da una copertina rigida.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio invece, chiss\u00e0 perch\u00e9, vide esattamente quello che era certo di trovare, e lo prese fra le mani, stringendolo a se, fra lo stupore generale.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La fodera era nera lucida, nonostante la polvere, le pergamene erano ben conservate, nonostante il tempo, solo le pagine erano parecchio ingiallite.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Due parole, a caratteri corsivi, color oro porpora\u2026 Vittorio non ebbe problemi ad interpretarle \u201c<i>Federico Musaleschi<\/i>\u201d e a seguire la solita data \u201c30 gennaio 1550\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cLeggi, leggi, ti prego\u201d mormorava Flavio con gli occhi fuori dalle orbite.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio sfogli\u00f2 avidamente quei fogli di pergamena, che ad ogni pagina parevano sgretolarsi: \u201cChe calligrafia ordinata! Impossibile replicarla\u2026 un corsivo perfetto!\u201d comment\u00f2.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cE\u2019 sempre volgare fiorentino\u2026. Vittorio, che c\u2019e\u2019 scritto?\u201d fece Valentina sbirciando le pagine.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cDunque\u2026. <i>30 gennaio 1550 \u2013 Il cielo quel mattino era nuvoloso, nuvole nere che non facevano presagire nulla di buono. Io me ne stavo seduto sul mio trono rosso ed attendevo una visita. Finalmente arriv\u00f2: Gregorio Persico era giunto a palazzo. Tutti dicevano che era un grande mago, ma io lo volevo vedere all\u2019 opera, non ero certo della sua credibilit\u00e0: \u201cLe stelle ci illustreranno il vostro destino, mio giovane nobile fanciullo\u201d disse lui. Fandonie, erano solo fandonie. \u201cVuole mettere in dubbio la credibilit\u00e0 delle stelle?\u201d grid\u00f2 lui furente \u201cLa profezia enuncia\u2026. \u201c si ferm\u00f2, qualche pessima sorpresa era in agguato. Continu\u00f2 con voce ancora pi\u00f9 profonda e decisa: \u201cLa profezia vuole che essi arriveranno d\u2019 oltremare, deruberanno i suoi averi, deporteranno i suoi uomini e ne faranno schiavi, lei urler\u00e0 ogni notte, nelle viscere di questo castello\u2026.\u201d<\/i><\/p>\n<p>Cal\u00f2 il silenzio, i giovani si guardarono riflettendo su quelle parole \u201cQuando arriveranno chi?\u201d chiese Alice. Ma la pagina successiva era sgualcita dal tempo\u2026 poi si era fatto davvero tardi, era l\u2019 ora di ritornare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I ragazzi si salutarono per raggiungere le loro abitazioni, Vittorio si autonomin\u00f2 custode del bauletto e del suo contenuto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quella notte fece un sogno particolare: <i>un grido lacerante seguito da pianti, gemiti, ed urla soffocate. Poi un rumore di monete, che tintinnavano sonoramente. Delle figure avvolte nella nebbia, di cui si intravedevano solo i contorni: \u201cAbbiate piet\u00e0 delle nostre genti, prendete il tesoro, lasciate gli uomini alle loro terre\u2026 abbiate piet\u00e0\u2026\u201d<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Qualcuno sguain\u00f2 una spada e profer\u00ec dei vocaboli in lingua incomprensibile, arabo forse. Rimise l\u2019 arma nel fodero, incaten\u00f2 l\u2019 uomo che gridava, mentre le altre figure ghignavano e discutevano in quell&#8217; idioma ignoto. <\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio si svegli\u00f2 con il cuore in gola: nel silenzio della notte un grido penetrante sferz\u00f2 l\u2019 aria. Preso dal panico si blocc\u00f2 nel letto, paralizzato. Da dove proveniva quel grido disumano?<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dalla casa di Filippo, suo vicino di casa, oppure no\u2026 no\u2026. non era possibile: \u201cMusaleschi\u201d sussurr\u00f2 il ragazzo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Appiccic\u00f2 il muso alla finestra nel tentativo di captare la provenienza dei suoni. Possibile che li sentisse solo lui? Sgattaiol\u00f2 verso la camera della sua sorellina, che dormiva beatamente, ignara della voce. Anche i suoi genitori russavano, incuranti del fatto che il figlio stesse attraversando un momento di difficolt\u00e0: \u201cSono impazzito? Solo io lo sento\u2026. \u201c si blocc\u00f2. Un nuovo rumore di\u2026 catene! \u201cForse sto ancora sognando?\u201d si chiese Vittorio. Era sicuro che il giovane maltrattato nel sogno fosse Federico Musaleschi, ma gli altri chi erano? Erano aiutanti del mago? Torn\u00f2 a letto impastato di sonno e si riaddorment\u00f2, senza percepire altri lamenti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il giorno seguente cerc\u00f2 di parlarne ai suoi amici , che per\u00f2, non parevano particolarmente interessati alla questione e lo interrompevano spesso, cambiando argomento.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">In paese di tanto in tanto Vittorio cercava di ascoltare ma nulla, nessun grido anomalo. Quando il gruppo decise di avviarsi verso il castello per giocare a \u201cDama e Cavalieri\u201d, il giovane ud\u00ec nuovamente quei lamenti lancinanti: \u201c<i>Federico Musaleschi\u2026 Solimano\u2026 fame\u2026 timore\u2026 rabbia\u201d<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cL\u2019 ho sentito!\u201d esclam\u00f2 Vittorio \u201cSolimano? Ma chi \u00e8? Un assassino? Oh forse\u2026 il carceriere di Federico?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Tutti gli altri lo guardarono spaventati \u201cChi \u00e8 Solimano? Che hai udito esattamente?\u201d chiese Filippo allarmato: \u201cSecondo me hai sbagliato, non conosco nessuno di nome Solimano!\u201d sentenzi\u00f2 Pietro \u201cE poi, dove hai sentito questo nome?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cQui, lo giuro!\u201d rispose Vittorio<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cMa no, nessuno gridava parole ai quattro venti\u2026 e siamo soli qui!\u201dsbott\u00f2 Fabio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cE se non ci fosse\u2026 ma invece fosse\u2026 invisibile?\u201d fece ancora Vittorio \u201cIl nome precedente a Solimano era Musaleschi!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cTu dici che potrebbe essere un fantasma?\u201d squitt\u00ec Alice con gli occhi sgranati<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cAlice, non ci interessa chi ha pronunciato quei nomi ma chi sono Federico Musaleschi e Solimano\u201d spieg\u00f2 Pietro \u201cE forse una soluzione ci pu\u00f2 essere\u2026.\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Valentina esclam\u00f2:\u201dAndiamo al castello, li troveremo la chiave del mistero!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Pi\u00f9 si avvicinavano alla fortezza e pi\u00f9 i sussurri aumentavano di volume, anche se Vittorio sembrava l\u2019 unico ad accorgersene. Visto che tutti gli altri non sentivano nulla la comitiva decise di tornare indietro, aspettando un momento pi\u00f9 opportuno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Quella notte il povero Vittorio fu di nuovo tormentato dall\u2019 incubo: le urla erano sempre pi\u00f9 forti, interrotte solo dallo sbattere continuo delle catene, si potevano intravedere meglio i personaggi ma lui non li conosceva, la testa del ragazzo stava per esplodere.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019 indomani al solito incontro con gli amici Filippo esord\u00ec con una frase chiarificatrice: \u201cPirati. Ecco chi erano! Sono andato con Sebastiano e Valentina a fare una ricerca alla biblioteca comunale ed abbiamo scoperto che un tal Federico era stato incatenato dai pirati barbareschi, che si erano impossessati del castello di Talamone. Il libro narrava anche di un ferocissimo corsaro, Solimano, che aveva fatto diverse scorribande nelle fortezze toscane e liguri\u2026\u201d spieg\u00f2 all\u2019 attento gruppetto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio non sapeva se raccontare o meno del suo nuovo sogno, ma una cosa era certa: quella notte sarebbe andato al castello, non poteva continuare con questi incubi!<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Passarono la giornata a giocare a carte e a pallone, ma i pensieri del ragazzo erano tutti concentrati su Federico. Giunta la mezzanotte, si cal\u00f2 dalla finestra di camera sua, e si avvicin\u00f2 lentamente alla fortezza. Come sospettava, essendo terminato l\u2019 orario di apertura, la porta era chiusa.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cEhi tu, che ci fai li?\u201d sent\u00ec una voce alle sue spalle, una voce famigliare \u201cFlavio?\u201d esclam\u00f2.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Davanti a lui si apriva un bizzarro corteo: Flavio aveva un borsone marrone con attrezzi di ogni genere, i gemelli si riparavano il capo con una padella ed una scodella, Filippo aveva un mantello nero per mimetizzarsi nell\u2019 oscurit\u00e0, Pietro una mazza da baseball raccattata chiss\u00e0 dove ed infine Alice, che teneva in mano una manciata di sassi.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Filippo si espresse: \u201cAbbiamo avuto tutti la stessa idea e ci siamo incontrati lungo il cammino. All\u2019 appello mancavi solo tu, forse perch\u00e9 ci avevi preceduti!\u201d \u201cChe aspettiamo? Entriamo!\u201d incit\u00f2 Valentina. \u201cLa porta \u00e8 chiusa\u201d fece Vittorio. Era un vecchio portone di legno che faticava ad esser serrato, i battenti, inarcati dall\u2019 umidit\u00e0 e dalla salsedine del mare, erano tenuti assieme da un vecchio lucchetto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Dal borsone di Flavio uscirono un paio di tenaglie, Filippo e Flavio fecero forza sulla catena del lucchetto che in pochi minuti si apr\u00ec, cadendo al suolo.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cChe vandali\u201d rise Sebastiano che, essendo un tipo serioso, quella sera doveva essere proprio di buon umore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cTieni la mazza da baseball, Flavio, servir\u00e0 pi\u00f9 a te che a me\u201d disse Pietro. L\u2019 altro, appassionato di manganelli e similari, guard\u00f2 l\u2019 oggetto con aria sognante.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio, Sebastiano, Valentina e Flavio varcarono la porta del castello, gli altri tre rimasero fuori rannicchiati di guardia, coprendosi con il mantello nero di Filippo, per non dare nell\u2019 occhio.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ogni tanto Pietro usciva a controllare, ma quella notte in giro non c\u2019era proprio nessuno.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il gruppetto era capeggiato da Vittorio, l\u2019 unico a sentire le grida di Federico. Flavio aveva preso due torce dalla sua magica borsa, Vittorio si accorse solo allora di essersi dimenticato a casa la scatola con le pergamene. Le urla si fecero sempre pi\u00f9 potenti, finch\u00e8\u2026 \u201cOh, di qui non si passa, \u00e8 chiuso!\u201d bisbigli\u00f2 il giovane.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cNo, \u00e8 un&#8217;altra porta!\u201d esclam\u00f2 Flavio \u201cDovremo scassinare anche questa?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cEh se\u2026. \u201c Vittorio aveva lasciato a casa lo scrigno ma non la chiave, che teneva sempre con s\u00e8. La estrasse dalle sue tasche e Valentina con un sorriso illumin\u00f2 la serratura.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cCombacia con quella della scatola\u201d esclam\u00f2.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio inser\u00ec dolcemente la chiave e, senza nemmeno girarla, l\u2019 uscio magicamente si apr\u00ec.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cRagazzi, non mi seguite?\u201d disse entrando.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cEhmm\u2026 Vittorio, \u00e8 giusto che sia tu ad andare. Solo tu senti le voci e sogni Federico Musaleschi, insomma\u2026 tu sei quello legato a lui\u2026 se poi la nostra presenza non fosse gradita\u2026.\u201d.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">I gemelli annuirono. Vittorio fece due passi oltre la porta ed una strana sensazione lo pervase.. si sentiva\u2026 a casa. Conosceva quella stanza, conosceva quell\u2019 odore. Chiuse la porta alle sue spalle, a tutela degli amici, ed avanz\u00f2. Era buio, e la torcia che gli aveva consegnato Flavio era provvidenziale. Scese delle tortuose scale e giunse in una sala da cui proveniva una luce fioca e le urla aumentavano, ma non provava nessuna paura.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Grid\u00f2 insulsamente: \u201cBastaaaaaa!\u201d e come per magia i lamenti si affievolirono, fino a sparire.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Poi, nel silenzio, sent\u00ec un rumore, il solito tintinnio di catene.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cEntra!\u201d ordin\u00f2 una voce autoritaria \u201cEntra e raggiungimi\u201d. Vittorio s\u2019 incammin\u00f2 cautamente.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Nella stanza, illuminata solo da alcuni mozziconi di candele, c\u2019era un giovane uomo incatenato, con abiti regali ma sgualciti.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Aveva i contorni sfocati, Vittorio nella sua testa immagin\u00f2 che altro non poteva essere se non un fantasma. \u201cLei \u00e8 Federico?\u201d chiese di getto.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019 uomo si volt\u00f2, era pallido, con due enormi occhi verde smeraldo. I capelli erano biondi, di una lunghezza media, con un ciuffo ribelle che gli copriva l\u2019 occhio destro. Era magro, anzi, magrissimo, e sembrava essere in punto di morte.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Aveva un\u2019 aria talmente stanca che cancellava i suoi lineamenti fanciulleschi. Avr\u00e0 avuto sedici o diciassette anni, ma, in quelle condizioni, ne dimostrava molti di pi\u00f9.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La sua voce era decisa e lo sguardo determinato, anche se doveva essere incatenato dall\u2019 eternit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cTi aspettavo, Vittorio\u2026 finalmente il mio erede legittimo \u00e8 arrivato\u2026 non mi sorprendo che a scoprire i miei appunti sia stato proprio tu, il mio pronipote. Solo a te potevano essere diretti!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cChe cosa?\u201d chiese Vittorio con sguardo incredulo \u201cTu saresti\u2026chi?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019 altro riprese \u201cE\u2019 la curiosit\u00e0 che caratterizza la nostra famiglia, \u00e8 lei che ti ha spinto a prendere i miei appunti, la nostra sete di conoscenza!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cQuindi\u2026 tu saresti veramente un mio avo?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cEsattamente! Come puoi vedere ho passato il resto dei miei giorni in questi luridi sotterranei. Ti sei documentato sulla mia storia?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cSi, so alcune cose di te\u201d rispose il ragazzo \u201cMa devi ancora chiarirmi un punto\u2026 perch\u00e9 io ti sento? Perch\u00e9 io ho saputo leggere i tuoi scritti in volgare fiorentino? Io non conosco quella lingua\u2026\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cChiaramente tu sei un mio discendente, sono io a guidarti nella lettura dei miei scritti, sono io a voler farmi sentire solo da te! Tu mi somigli, tu hai il mio stesso carattere\u2026.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cMa che urli? Che ti lamenti? Ormai sei morto e sono passati centinaia di anni\u2026.\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cHai mai ascoltato le mie parole? Quello che ti dicevo in sogno?\u201d fece il nobile Federico.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Vittorio si sent\u00ec improvvisamente imbarazzato perch\u00e9, preso dal tenore delle urla e dalla disperazione in cui il suo avo gli appariva in sogno, non aveva mai fatto caso alle sue parole.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Al fantasma non sfugg\u00ec la sua espressione: \u201cLo immaginavo. Voi giovani moderni sentite senza ascoltare e guardate senza osservare. Ecco quello che ti dicevo: <i>Canaglie, luride canaglie! Avete preso il mio castello, i miei beni, i miei averi, i miei uomini, il mio tesoro!! Ma lo so, un giorno un animo buono mi trover\u00e0, comprender\u00e0 la mia storia e vendicher\u00e0 le vostre malefatte!\u201d<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cQual\u2019 era il tuo tesoro?\u201d chiese Vittorio sempre pi\u00f9 incuriosito<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cIn questo momento ha un posto d\u2019 onore sul tuo comodino!\u201d rispose Federico<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cLe pergamene? Il tuo manoscritto?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cGi\u00e0, quello racchiude in s\u00e9 i miei sogni, i miei desideri, le mie paure, i miei peccati\u2026 ma soprattutto dei valori positivi quali l\u2019 onore, l\u2019 amicizia e l\u2019 amore\u2026 tu hai letto solo la prima pagina vero? Perch\u00e9 non hai continuato?\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cIo ho letto\u2026 ma poi ho pensato a risolvere il mistero\u2026 era sgualcito e\u2026 volevo capire chi\u2026 ma come mai il tuo manoscritto era in mare?\u201d chiese Vittorio cercando una scappatoia ad una risposta che non riusciva a trovare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cCredo che i corsari, considerandolo solo un insieme di vecchie pergamene, lo abbiano gettato a mare. Ma non doveva rimanere nelle loro mani, non erano degni della sua lettura. Io, negli anni in cui ho amministrato le mie terre, non ho mai usato violenza ed ho sempre avuto rispetto per tutti, dal nobile cavaliere al misero schiavo\u2026 la vedi la gente di Talamone? Ecco, la mia gente, \u00e8 questa gente. I pirati barbareschi erano senza scrupoli, armati di spade affilatissime, catapulte e cannoni\u2026 hanno distrutto tutto, hanno preso i miei uomini come prigionieri e mi hanno lasciato qui a morire, incatenato nel mio castello. I tuoi concittadini pensano che il palazzo sia sempre stato cos\u00ec ma gli assalitori lo hanno abbattuto e solo successivamente ne \u00e8 stato costruito uno nuovo. Ora sai molte cose di me\u2026 hai altre domande?\u201d disse abbassando lievemente il volto affaticato anche solo dal pronunciare quelle parole.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cVa bene, d\u2019 accordo. Ma perch\u00e9 quel manoscritto ti sta cos\u00ec a cuore?\u201d <i> <\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cParla di me, della mia vita, sono le mie riflessioni, \u00e8 un trattato sui valori che ho sempre rispettato durante il mio dominio. Non sono mai stato un tiranno, non ho mai usato crudelt\u00e0 sul mio popolo\u2026. Ti svelo un segreto: solo un animo puro, generoso, curioso, buono, modesto, intraprendente e rispettoso avrebbe potuto udire la mia voce e leggere le mie parole. Se il mio tesoro fosse stato avvicinato dalla persona sbagliata, il mare l\u2019 avrebbe riportato con se. Sono morto per mano di corsari malvagi, e sono dovuto rimanere qui finch\u00e8 un uomo giusto, come sei tu, non fosse venuto a salvarmi\u2026 Ora tu hai un compito, segui i miei insegnamenti, adoperati perch\u00e9 Talamone resti sempre il luogo meraviglioso che \u00e8\u2026 e fai in modo che i miei scritti svelino a tutti quella parte di storia che era andata perduta!\u201d<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cCome devo fare?\u201c disse Vittorio, ma il fantasma per la prima volta sorrise, schiocc\u00f2 le dita e spar\u00ec.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Era stata una visione? Il giovane si sent\u00ec d\u2019 improvviso molto pi\u00f9 forte e sereno di prima, lasci\u00f2 la fortezza e torn\u00f2 dai suoi amici raccontando della vita di quel nobile e dei misteri legati al manoscritto, ma non disse di essere un suo pronipote, e nemmeno dei valori che Federico gli aveva rammentato.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il giorno seguente, senza essere visto, incastr\u00f2 lo scrigno e il suo contenuto fra le rocce, alla base del castello, dove spesso passavano i volontari che si occupavano di tenere aperta e visitabile la fortezza: sapeva che qualcuno lo avrebbe trovato e che, con il loro aiuto, la volont\u00e0 di Federico si sarebbe realizzata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">La sua vita era tornata quella di prima, nessun sogno, nessun lamento, nessuna voce. Ora Vittorio si sentiva migliore, come se lo spirito del suo avo liberato dal castello, vegliasse per sempre su di lui e sugli abitanti di questa \u201cperla\u201d incastonata nel mezzo del mare.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201c<i>Dedicato a Talamone ed a tutti i Paesi della nostra penisola dove il tempo scorre lento, gli usci sono aperti e si respira serenit\u00e0\u201d Aurora<\/i><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34005\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34005\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel paese di Talamone, a sud della Toscana, le giornate scorrevano tranquille: gli abitanti si conoscevano tutti e non perdevano occasione di scambiare due chiacchiere nei bar o nella piazza principale, dove i bambini, spensierati, giocavano a pallone. I turisti che si recavano in visita nella zona, additavano da lontano il castello che sorgeva imponente [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34005\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34005\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":8220,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-34005","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34005"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8220"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34005"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34005\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34010,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34005\/revisions\/34010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34005"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34005"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34005"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}