{"id":33981,"date":"2018-01-31T18:26:22","date_gmt":"2018-01-31T17:26:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33981"},"modified":"2018-01-31T18:26:22","modified_gmt":"2018-01-31T17:26:22","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-latte-di-elena-dragoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33981","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Latte&#8221; di Elena Dragoni"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Era la nonna. Era mia nonna.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Era suo il sorriso radioso che piroettava tra i fornelli di una vecchia cucina economica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Erano sue le mani buone che accarezzavano la mia testa di bimba capricciosa e testarda. Le mani sapienti capaci di aggiustare vestiti logori e musi lunghi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Era sua la dolcezza disarmante contro cui si arrendeva ogni pianto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Era lei porto sicuro di piccole angosce, faro di luce della mia infanzia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma questo era prima. Prima della caduta, che ha spezzato le sue ossa, irrimediabilmente. Che ha spezzato qualcosa dentro di lei, per sempre.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Adesso vive in un istituto. Le chiamano residenze come si trattasse di villeggiatura.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mia mamma va a farle visita a giorni alterni. Credo si senta in colpa. Per non essere riuscita a prendersi cura di lei. A proteggerla. Come se da quell&#8217;offesa che \u00e8 la vecchiaia si potesse proteggere qualcuno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Oggi andiamo da lei insieme. Sono mesi che non la rivedo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La splendida villa in cui ha sede l\u2019istituto sta su un morbido declivio collinare, a cui si arriva per tornanti dalle viste mozzafiato: l\u2019armonia della campagna toscana \u00e8 il contrappasso destinato a questi spiriti oltraggiati. Come nel limbo, anche queste anime sospese hanno il loro castello.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 luogo incantevole. Lo \u00e8 abbastanza per poter dimenticare cosa vi si consuma.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mentre percorriamo la strada, ho la nausea. Non sono le curve.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Vorrei scendere. Vorrei poter dire a mia madre che io mi fermo qui. Vorrei saperle dire la verit\u00e0; che non ce la faccio.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma nel copione comandato da Dio, mia madre \u00e8 la figlia prodiga, e io la nipote devota; l&#8217;omaggio che dobbiamo alla nonna non si pu\u00f2 rinnegare. \u00c8 la nostra genitrice, la linea matriarcale del nostro sangue, che di cordone in cordone dalla sua pancia \u00e8 arrivato a me.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Questo sangue che adesso, da qualche parte, si \u00e8 ammalato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">E io lo sento, che torna indietro e mi avvelena l\u2019anima di rabbia. Non so ostinare gesti e parole alla desolazione di un amore interrotto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Siamo arrivate. Varchiamo l\u2019ampia soglia in pietra e un odore di rancido, un misto di urina e candeggina, ci prende la gola.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019odore non mente. Non si pu\u00f2 contenerla, anche se inamidata la morte serpeggia per queste stanze. Questi segnali sono la sua anticamera.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Penso alla nonna e sento le gambe deboli; ho voglia di scappare lontano come quando ero bambina.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Ma mamma prosegue, giusta, e sorride a tutti quelli che incrociamo. La seguo rapida, faccio in modo che il suo corpo pur minuto mi schermi. Tengo gli occhi bassi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La nonna \u00e8 sistemata nella grande sala comune. Raggi di sole filtrano tra i raggi delle ruote della sua sedia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Guarda verso di noi, ma non noi. Guarda ma non vede nulla, cos\u00ec si guarda dal paese del non ritorno.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Rivederla mi d\u00e0 ogni volta un dolore sconfinato. Un fitta mi prende il ventre. Mi si annebbiano gli occhi. Ogni mio sforzo si concentra nel pensiero: non piangere.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mamma le fa una carezza, due, tre. Le sistema un ciuffo ribelle sulla testa canuta. Si siede accanto a lei e le fa domande che non attendono risposta, le sorride.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nonna \u00e8 un muro di carne. Stretta nelle spalle, in una posa innaturale completamente ritorta su di un fianco. Guarda ostinatamente altrove.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una voce rotta che non riconosco come mia dice ciao, nonna. Me ne vergogno come se l\u2019avessi offesa.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Intorno a noi brulicano residui di uomini e donne. Mettono in scena a caso pezzi delle loro vite vissute o immaginate: in questo teatro infinito tutto si pu\u00f2. Qualcuno urla, qualcuno piange, qualcuno tace, qualcuno dorme accasciato sul relitto di se stesso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mi sento le spalle pesanti. Questa umanit\u00e0 pesa come il nostro destino. Capisco perch\u00e9 la confiniamo dove non possiamo vederla. Mi sembra sensato e vile insieme.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Mia mamma si alza, segue una giovane donna dal camice bianco per i rituali aggiornamenti su appetito, sonno, funzioni corporali. La fine della vita \u00e8 un\u2019involuzione neonatale, pannoloni compresi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Restiamo io e lei.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come se farlo avesse un qualche valore per lei, le sorrido. Sorrido alla mia nonna che era, all\u2019unico involucro di lei a cui posso ancora farlo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Appoggio una mano sulla sua, quasi col timore di farle male. Sospiro. Provo piet\u00e0 per me, che non so ancora come vivere; per lei, che non sa pi\u00f9 \u00a0come morire.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Lentamente, senza dare alcun preavviso, lei gira la testa verso di me. Sussulto. Annego all\u2019istante nell\u2019illusione che possa vedermi e riconoscermi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Accenna una smorfia dolce corrugando le labbra. La mia mano adesso stringe la sua, che \u00e8 ancora morbida come la ricordo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Socchiude piano le palpebre, in una concentrazione per lei impossibile. Quando li riapre, mi fissano grandi occhi antichi, pieni di latte.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33981\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33981\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era la nonna. 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