{"id":33970,"date":"2018-01-29T18:02:13","date_gmt":"2018-01-29T17:02:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33970"},"modified":"2018-02-07T20:19:44","modified_gmt":"2018-02-07T19:19:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-luce-accesa-di-marco-giampieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33970","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La luce accesa&#8221; di Marco Giampieri"},"content":{"rendered":"<p>Mary aspettava ancora sulla sua veranda.<br \/>\nL\u2019ombra del portico di legno chiaro si allungava sul prato verde segnato dal tramonto e tutto intorno era silenzioso. Solo si sentiva il vento estivo portare una dolce fragranza di eucalipto e le foglie della quercia accanto alla casa sembravano anime leggere scosse dall\u2019alito di Dio. Quante volte Mary si era chiesta dove fosse finito Dio o almeno la sua giustizia, la sua trama di salvezza? La sera scendeva ancora una volta sul suo sguardo lanciato oltre i campi di mais, oltre la linea sottile che divideva l\u2019oro del cielo da quello della terra, l\u2019una quasi sottomessa all\u2019altro. Quando tutti, nelle case intorno, rientravano per la cena, lei si metteva sotto la pergola a godersi lo spettacolo e ad aspettare. Come se quella fosse l\u2019ora pi\u00f9 propizia per parlare con Dio o almeno per interrogarlo. Dalla sua poltroncina imbottita vedeva la distesa infinita di pannocchie inghiottire e sbriciolare il disco perfetto del sole fino a quando un bagliore perlaceo invadeva pian piano la limpidezza del cielo. Le luci delle case intorno si accendevano e a Mary piaceva rimanere ancora l\u00ec a guardare il nero degli uccelli che rientravano e respirare il profumo spesso della siepe di ciclamino sotto la balaustra. Da mesi ripeteva quei gesti, tutte le sere usciva ad aspettare fino a quando il crepuscolo cedeva alla notte. Allora accendeva la luce della veranda e rientrava in casa per la cena.<br \/>\nTutto quello che sapeva era scritto nella lettera di Lucy. Una mattina si era alzata, un piede dopo l\u2019altro, con gli occhi semichiusi e l\u2019aveva trovata sul tappeto accanto alle pantofole. \u201cMi dispiace, ma qui non posso vivere. Ho preso dei soldi dal tuo portafoglio. Se torner\u00f2 te li restituir\u00f2. Ma non lo so, se torner\u00f2, intendo.\u201d<br \/>\nE cos\u00ec dopo Gino anche Lucy se n\u2019era andata. E Mary era rimasta sola nella sua bella casina con la veranda in legno chiaro e la sua poltroncina a guardare il tramonto sui campi di granturco. Erano passati gi\u00e0 tre anni da quando Gino le aveva detto che c\u2019era un\u2019altra, si chiamava Stefania, ma lui la chiamava Stefy. Lei lo capiva, lo apprezzava e a letto era tutta un\u2019altra cosa. Mary aveva provato a dirgli non fa niente, non m\u2019importa se ti sei preso una libert\u00e0, rimani con me. Ma lui le aveva detto che Stefy era incinta e che non aveva nessuna intenzione di chiederle scusa per quanto era successo, e che era tutto inutile perch\u00e9 ormai aveva deciso. Quella sera stessa, Gino aveva preso la sua roba e si era portato via anche il cane che aveva regalato a Mary due anni prima. E Mary era rimasta a guardare in silenzio quel suo darsi da fare tra le stanze, mentre riempiva due valigie come se stesse scappando inseguito da qualcuno, neanche il tempo di parlare. Tutto quello che Gino, nella fretta, aveva lasciato, Mary, il giorno dopo, lo aveva bruciato nel prato davanti alla casa mentre Lucy piangeva perch\u00e9 Gino si era portato via il cane. Una settimana dopo Gino aveva telefonato per venire a prendere le cose che aveva dimenticato ma Mary gli aveva detto \u201cFottiti, se vieni ti sparo con il fucile di mio padre\u201d e Gino cos\u00ec non si vide pi\u00f9.<br \/>\nMa Lucy, no. Non ce la faceva a sopportarlo, anche se non poteva farci niente, era maggiorenne e aveva diritto alla sua vita. Ma perch\u00e9 andare via cos\u00ec, senza una parola, senza una possibilit\u00e0? Dai carabinieri c\u2019era andata per denunciare la scomparsa, ma le avevano detto che era maggiorenne, che era chiaro che si trattava di un allontanamento volontario e che quindi avrebbero diffuso la segnalazione ma che, insomma, nessuno poteva costringerla a tornare.<br \/>\nCos\u00ec Mary aveva chiuso la stanza di Lucy, cos\u00ec come l\u2019aveva lasciata, ordinata, come sempre, per cercare di far rimanere dentro il suo profumo, qualcosa che entrando la potesse illudere di trovarla ancora l\u00ec, ma dopo un mese anche l\u2019odore di Lucy era scomparso.<br \/>\nNelle serate d\u2019inverno a volte nevicava e Mary allora rimaneva dietro la finestra ma lasciava sempre la luce accesa, anche se era convinta che Lucy non sarebbe tornata mentre nevicava. Lucy se n\u2019era andata in un giorno d\u2019aprile, il 7 per la precisione, era un gioved\u00ec e sugli alberi spiccavano dei grossi nidi. Quando Mary si era alzata, alle 8, c\u2019era ancora la nebbia e, dopo aver letto la lettera di Lucy, si accorse che dai campi saliva un tenue vapore.<br \/>\nL\u2019idea di non spegnere la luce della veranda le venne la sera stessa, anche perch\u00e9 quella notte non dorm\u00ec, convinta che Lucy prima o poi sarebbe tornata. Alle undici pass\u00f2 Giovanni, il vedovo che abitava nella fattoria confinante. La salut\u00f2, le chiese se c\u2019erano novit\u00e0 e se c\u2019era qualcosa che poteva fare, Mary disse grazie, no, non credo, comunque grazie Giovanni. Lui si ferm\u00f2 sulla veranda per un po&#8217;, rimasero a lungo in silenzio e poi si scambiarono la buonanotte.<br \/>\nUna sera di luglio Mary, dopo cena, mentre sedeva sulla sua poltrona con lo sguardo fisso ai campi di mais, vide una figura di donna che si avvicinava alla casa. Mano a mano che si faceva pi\u00f9 vicino cominciava a distinguere meglio i tratti del suo profilo e il colore dei suoi vestiti. L\u2019andatura era lenta e stanca, di chi ha camminato gi\u00e0 molto, ma nel passo e nella postura del corpo trapelava una speranza o comunque una soddisfazione, come di qualcuno che arriva al traguardo e anzich\u00e9 alzare le mani si piega su s\u00e9 stesso e subito dopo guarda avanti e ti fa capire che ha dato tutto anche se non poteva vincere. Mary aveva capito subito che non poteva essere Lucy e ora si era alzata per guardare meglio. Scese i tre gradini dalla veranda al prato e rimase immobile ad aspettare, con lo sguardo dritto ma non severo. La donna era ormai a pochi metri da lei, non la conosceva, non l\u2019aveva mai vista prima e si domandava cosa l\u2019avesse condotta nella sua casa.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Buonasera, le chiedo scusa, ma ho visto la luce da lontano ed era l\u2019unica accesa qui intorno. Mi chiamo Ester, Dio, ho camminato tutto il giorno, sono sfinita.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 E\u2019 un po&#8217; tardi per andarsene in giro, tra poco sar\u00e0 buio e qui intorno ci sono solo campi di mais. Io sono Mary, venga, si sieda, vuole un po&#8217; d\u2019acqua?<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Si, grazie, ne ho proprio bisogno.<br \/>\nMary sentiva il suo cuore battere pi\u00f9 forte e non capiva perch\u00e9. Prima di rientrare in cucina a prendere l\u2019acqua, la guard\u00f2 attentamente. Doveva avere poco pi\u00f9 di quarant\u2019anni, anche se il suo viso ora era un po&#8217; segnato dalla fatica. I suoi occhi scuri e dalle ciglia lunghissime erano profondi e sinceri, il suo aspetto non manifestava nessuna malizia, i capelli chiari, leggermente mossi, si adagiavano appena sulle spalle lasciate scoperte dagli abiti, e aveva una bocca molto bella, carnosa e di un colore rosato che sembrava innaturale. C\u2019era qualcosa in lei che ispirava fiducia e familiarit\u00e0. Anche la voce le ricordava qualcosa di intimo, di vissuto e Mary avvertiva tutte queste sensazioni traspirare dalla sua pelle ed impadronirsi del suo sguardo, orientando il suo corpo sempre pi\u00f9 verso una domanda:<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Da dove viene Ester?<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Da Ostiglia, non \u00e8 proprio qui dietro\u2026<br \/>\nSorrisero entrambe come se fossero amiche esauste dopo una giornata passata fuori, al lavoro in campagna.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Ecco l\u2019acqua.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Grazie Mary, sei gentile<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Beh non capita molta gente, da queste parti e \u2026 essere gentili non costa niente<br \/>\nNon si rese neanche conto che Ester le aveva dato del tu, non era sorpresa, la sua testa stava solo cercando di recuperare immagini, suoni, sguardi e movimenti per metterli a confronto con quelli di Ester. Ormai era sicura che Ester non le era del tutto estranea, pur essendo certa di non averla mai incontrata prima.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Ah .. freschissima, ne avevo proprio bisogno \u2026 posso usare il bagno?<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Certo, venga .., le faccio vedere dov\u2019\u00e8 e poi ..vuole mangiare qualcosa?<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Sei davvero molto gentile.. ma non vorrei \u2026<br \/>\nSi alz\u00f2 mentre pronunciava queste parole ed il suo gesto nel rimettersi a posto i capelli fu come un lampo per Mary, tutto le sembr\u00f2 chiaro, l\u2019inflessione nella voce, lo sguardo liquido, un po&#8217; malinconico. Osserv\u00f2 la sua andatura mentre si dirigeva verso il bagno, osserv\u00f2 meticolosamente l\u2019ondeggiare delle spalle, la tendenza ad appoggiarsi sull\u2019interno del piede destro. Era sicura di non sbagliare. Comprendere chi era ed entrare in uno stato di ansia feroce fu tutt\u2019uno. Torn\u00f2 a sedersi sulla poltrona in veranda. Sentiva l\u2019adrenalina salirle dai reni come le capitava spesso nelle situazioni di grande tensione e vide che le mani le tremavano pi\u00f9 del necessario. Quando Ester torn\u00f2 non si gir\u00f2 verso di lei, attese che si fosse seduta e dalle sue labbra scivol\u00f2 un fremito. Le parole le uscivano a fatica.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Come hai fatto a trovarmi?<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 E\u2019 importante?<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Sei la madre di Lucy.<br \/>\nEra passata al tu anche lei e la sua non era una domanda.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Si. Mi dispiace, ma non ho trovato un altro modo.<br \/>\nMary a quel punto abbass\u00f2 la testa, se la prese tra le mani e cominci\u00f2 a ridere, ma sembrava un singulto e presto si trasform\u00f2 in singhiozzi che tentava inutilmente di frenare. Poi, senza togliere le mani dal viso, riusc\u00ec a dire, strozzando le parole:<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Mary non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, se n\u2019\u00e8 andata da pi\u00f9 di un anno! Prima se n\u2019\u00e8 andato Gino, sono tre anni, mi ha piantata come se fossi un mobile, un tappeto, poi anche Lucy, mi ha lasciato con un pezzo di carta, solo uno stupido pezzo di carta con poche parole \u201cMi dispiace, ma qui non posso vivere\u201d, a lei dispiace, a te dispiace, a tutti dispiace. E a me? Anche a me dispiace, Dio, \u201cqui non posso vivere\u201d, e io? Io posso? Pago anche le colpe di Gino, pago tutte le mie illusioni, le mie povere pretese senza senso, oh, si, senza senso, cazzo\u2026<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Calmati Mary, ti prego, io, accidenti\u2026 sono sconvolta,<br \/>\nMary continuava a tenere il suo sguardo fisso ai campi o al cielo ormai scuro, non riusciva a guardarla. Faceva dondolare la poltrona che produceva un rumore secco e sgraziato a contatto con il pavimento di legno. Ester si alz\u00f2, si inginocchi\u00f2 accanto alla poltrona e mise la sua mano su quella serrata di Mary.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Io volevo vedere come era, volevo vederla prima di partire, tutta la mia vita\u2026. Per uno sbaglio\u2026 ora che era grande volevo.. non so cosa, Dio.., non \u00e8 possibile, mi dispiace moltissimo per te\u2026<br \/>\nMary abbass\u00f2 lo sguardo sulla mano di Ester, poi la guard\u00f2 in viso.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Si, tutta la vita .. non si pu\u00f2 dimenticare una figlia, non si pu\u00f2, a un certo punto lei ha cominciato a chiedere \u2026 soprattutto dopo che Gino se n\u2019era andato, voleva sapere perch\u00e9, se io sapevo qualcosa, forse l\u2019abbandono di mio marito le aveva mostrato una realt\u00e0 che non aveva mai capito fino in fondo, la vita \u00e8 stupida a volte, \u00e8 un gioco infantile e crudele, cos\u00ec anzich\u00e9 affezionarsi di pi\u00f9 a me ho cominciato a farle rabbia\u2026 detestava la mia solitudine, la mia rassegnazione, detestava la mia vita\u2026 mi amava sicuramente e per questo era spaventata\u2026 almeno io la vedo cos\u00ec\u2026<br \/>\nEster si sedette in terra accanto alla poltrona e non smise di tenere la mano di Mary. I suoi occhi ora vagavano dai campi lontani ai piedi nudi di Mary, piedi con le dita contratte quasi a voler trattenere qualcosa che non poteva essere mostrato. Mary smise di dondolare.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Da quel giorno, da quando se n\u2019\u00e8 andata, la luce \u00e8 rimasta accesa tutte le notti, perch\u00e9 Lucy, tornando, doveva vedere da lontano che qui non c\u2019era indifferenza, che la rassegnazione non \u00e8 oblio, doveva capire che l\u2019attesa era un dolore che mi potevo permettere, tutti i giorni, tutte le notti\u2026 io ho sempre pensato che tornando e vedendo la luce da lontano avrebbe potuto decidere.. conoscere meglio la vita di chi era rimasto\u2026.<br \/>\nNon riusciva neanche a piangere. Provava una grande pena per Ester. Una madre che decide di abbandonare sua figlia che poi scopre che la figlia \u00e8 in grado di compiere un gesto per certi versi simile non pu\u00f2 essere oggetto di disprezzo o preoccupazione.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Io non volevo ingannarti, non volevo complicarti la vita\u2026<br \/>\nMary aveva ancora la forza per l\u2019ironia<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Sei arrivata tardi e poi .. pi\u00f9 complicata di cos\u00ec!<br \/>\nEster sorrise in modo complice.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Non siamo messe bene, eh?<br \/>\nAmbedue rimasero in silenzio, quasi a superare il lieve senso di colpa che quel piccolo sorriso aveva loro procurato.<br \/>\n&#8211;\u00a0 Dopo venti anni lascio questo paese, torno in Polonia e mi sarebbe piaciuto tanto affrontare questo viaggio con lo sguardo di mia figlia, lo so, lo so, sarebbe stato un errore, ma a volte il rimpianto \u00e8 meglio della speranza.<br \/>\n&#8211; Sai, Lucy non mi era mai sembrata polacca, cio\u00e8 .. lo so \u00e8 una cosa stupida, non mi sembrava avesse i tratti di una bambina polacca..<br \/>\n&#8211; Ma il padre era italiano \u2026.<br \/>\n&#8211; Come l\u2019avresti chiamata se \u2026 si.. insomma?<br \/>\n&#8211; Penso Maria, si Maria<br \/>\n&#8211; Due Marie in casa \u2026<br \/>\n&#8211; Beh, lei non sarebbe stata Mary\u2026<br \/>\n&#8211; Vieni, ti faccio vedere una cosa.<br \/>\nEster ci sperava da quando era arrivata. Mary entr\u00f2 in casa e si diresse verso la camera di Lucy. Quando apr\u00ec la porta Ester le prese il braccio. Dalla stanza proveniva un piacevole fresco; era nella parte meno esposta della casa e l\u2019ombra di un grande ciliegio la proteggeva dal sole. C\u2019era un letto singolo con una testata in legno ricavata da una vecchia porta, una scala di quelle che si usavano in campagna per salire sugli alberi ora adibita a portaabiti, il manifesto di un concerto dei RHCP, la sciarpa del CUS Rovigo, e tantissime foto attaccate ad un foglio di plastica trasparente usata come lavagna. In terra, accanto al letto due pantofole crocks viola, sul letto una maglia gialla con una foto di Lucy al Carnevale di Venezia. Ester and\u00f2 subito a guardare le foto e portandosi la mano davanti alla bocca non riusc\u00ec a trattenere stupore e commozione. Sul comodino Fight Club e sulle mensole spiccavano American Pastoral, i fumetti di Zerocalcare e le poesie di Catullo. Quello che per Mary era un altare per Ester era un\u2019epifania, una suite di suggestioni e rivelazioni, un piccolo sogno mai sognato davvero. Gli oggetti restituivano in pochi secondi una parte di vita che non avrebbe mai pi\u00f9 condiviso con sua figlia.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Ti somiglia vero?<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Si, \u2026, \u00e8 banale lo so, ma a me sembra bellissima<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Lo \u00e8, lo \u00e8, \u2026 \u00e8 bellissima<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Dio, che dolore deve essere per te\u2026.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Vieni, ho una bottiglia di vino che mi aveva portato Giovanni, un vedovo che abita qui vicino, ma non l\u2019abbiamo mai aperta, ti va?<br \/>\n&#8211; Magari bere ci far\u00e0 bene\u2026 mi piacerebbe tanto fare una doccia, mi sento sudata e sporca<br \/>\n&#8211; Certo, ti do un accappatoio, vieni.<br \/>\nUn senso di tenerezza stava avvolgendo Mary, quasi che stesse attendendo da tanto tempo di fare quei gesti, accogliere qualcuno che tornava stanco alla sua casa e bisognoso di attenzioni premurose. Quella donna era la madre di Lucy, questa era la casa dove Lucy aveva vissuto, dove era cresciuta, da dove era fuggita. Sembrava quasi che questa sospensione, questa incompiutezza, questo vuoto che Lucy aveva aperto con la sua fuga potesse essere almeno parzialmente ricucito. La calda premura di Mary era il filo con cui lavorare su quella ferita e Mary per la prima volta pens\u00f2 che la luce non era rimasta accesa invano.<br \/>\nEra mezzanotte passata. Ester era tornata dalla doccia, e ora, con i capelli bagnati ed il viso pi\u00f9 disteso, la somiglianza con Lucy sembrava accentuata. Presero due bicchieri e Mary vers\u00f2 il vino. Bevvero in silenzio, un po&#8217; perch\u00e9 non avevano voglia di parlare, un po&#8217; per la stanchezza. Mary disse:<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Ti preparo il letto<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Grazie, ma domani mattina vado via<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Puoi rimanere quanto vuoi<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Lo so, grazie. Ma domani devo partire. Ho appuntamento per prendere un pulmino con cui viaggeremo fino a Cracovia.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Non sono mai stata a Cracovia<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 \u00c8 molto bella e poi \u2026 \u00e8 la mia citt\u00e0<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Non sono mai stata in molti posti in realt\u00e0\u2026<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Hai avuto una figlia da crescere\u2026<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Si, e un marito da prendere a calci\u2026<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Io sono stanchissima, non ce la faccio pi\u00f9 &#8230;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Vai, vai. Io rimango ancora un momento qui. Buonanotte Ester.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Mary volevo dirti\u2026<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Non c\u2019\u00e8 bisogno\u2026. Sono rimasta sola ma non sono stupida\u2026 la vita prima o poi si riprende il suo pegno, sempre&#8230; buonanotte.<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0 Buonanotte Mary e\u2026 grazie, davvero. Sei una brava donna.<\/p>\n<p>Mary si vers\u00f2 ancora un bicchiere. Non voleva dormire. In una notte cos\u00ec non voleva. Non \u00e8 che il dolore non ci fosse pi\u00f9, ma si rendeva conto che le distanze a volte sono solo un battito di ciglia. Da mesi pensava che, in fondo, oltre quei campi di mais, oltre quel confine di luce, non ci fosse pi\u00f9 niente o perlomeno niente che potesse toccarla. La luce accesa era solo un\u2019abitudine in fondo, come lavarsi, mangiare, sedersi in poltrona, imprecare contro il destino, chiedere a Dio di occuparsi di lei. Non viveva di speranza e la sua attesa era solo l\u2019ombra di un\u2019illusione. Ma quello che le era concesso ora invece era una commozione nuova, un\u2019intimit\u00e0 con il dolore altrui, una resa senza condizioni. E questo la convinceva di pi\u00f9 che non la necessit\u00e0 dei gesti. La vita le stava confidando un piccolo segreto e lei era capace di accettarlo. Certo l\u2019amore non si pu\u00f2 sostituire, ma la sua pratica ci induce a provarne nostalgia e questo ci predispone a cambiare la geometria del tempo che passa.<br \/>\nQuando la mattina si svegli\u00f2, si trov\u00f2 addosso una coperta che non ricordava di avere quando si era addormentata sulla poltrona. Solo vedere il rosso del vino nel bicchiere le dava la nausea e una nebbia leggera sfumava la vista sui campi di mais.<br \/>\nAncora una volta doveva leggere parole d\u2019addio. Ma gi\u00e0 lo sapeva. Era cos\u00ec che doveva succedere.<br \/>\n\u201cCara Mary, la vita che separa \u00e8 pi\u00f9 reale di quella che unisce. Ma la vita che sorprende in fondo \u00e8 quella che ci dice chi siamo. Nessuna di noi due la notte scorsa ha incontrato quello che voleva, ma questo, almeno per me, non \u00e8 stata una delusione. Tutto ritorna nell\u2019ombra, ma non spegnere la tua luce. Chiunque la vede si chieder\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 accesa e tu saprai che strada fanno gli altri.<br \/>\nAddio.<br \/>\nEster.\u201d<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33970\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33970\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mary aspettava ancora sulla sua veranda. L\u2019ombra del portico di legno chiaro si allungava sul prato verde segnato dal tramonto e tutto intorno era silenzioso. Solo si sentiva il vento estivo portare una dolce fragranza di eucalipto e le foglie della quercia accanto alla casa sembravano anime leggere scosse dall\u2019alito di Dio. Quante volte Mary [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33970\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33970\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":116,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-33970","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33970"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/116"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33970"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33970\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34011,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33970\/revisions\/34011"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}