{"id":3396,"date":"2010-04-25T18:39:45","date_gmt":"2010-04-25T17:39:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3396"},"modified":"2010-04-25T18:39:45","modified_gmt":"2010-04-25T17:39:45","slug":"il-nido-di-donatella-mecucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3396","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Il nido&#8221; di Donatella Mecucci"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 10pt;\"><span style=\"small;\">Una mattina<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>aveva ricevuto un haiku in tre versi sulle foglie gialle d\u2019autunno, che poi era stato pubblicato su un blog e si era sentita parte di qualcosa. Perci\u00f2 , guardando fuori dalla finestra del lavoro, si sofferm\u00f2 sulle foglie dorate dell\u2019albero vicino. In effetti era arrivato l\u2019autunno. Tra un\u2019attivit\u00e0 e l\u2019altra, durante le pause, guardava fuori . Intanto passavano le settimane e gli alberi in strada erano ormai spogli, mentre quelli<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>che poteva osservare da quella finestra indossavano ancora le foglie dorate. Sembrava quasi che le quattro mura che delimitavano quell\u2019anomalo boschetto, cinque giovani fusti disposti come i pallini sulla faccia di un dado, quattro ai vertici e uno al centro, avessero fermato il tempo, determinando una specie d\u2019incantesimo. Ormai era arrivata la stagione delle piogge e quella del gelo e le foglie erano sempre l\u00ec, salde e dorate. Si sentiva quasi vittima di una magia, che le impediva di riscuotersi da quel pensiero, dall\u2019haiku e dal suo autore. Non era possibile che lei, sempre estremamente razionale, potesse essere ammaliata da uno stupido albero. Cos\u00ec inizi\u00f2 una ricerca su internet anche se non sapeva da dove cominciare. Non ricordava nulla di alberi, foglie, stagionalit\u00e0. Aveva in mente solo la forma frastagliata di quelle foglie e la presenza di piccole ghiande. Le sembrava di ricordare che le ghiande nascessero sulle querce, ma chiss\u00e0 perch\u00e9 associava l\u2019idea di quercia a un albero solido, dal fusto ben piantato, mentre quelli che aveva davanti erano alberelli. Che stupida! Erano giovani querce! E cerca che ti ricerca, che la determinazione non le mancava di certo, ebbe<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>la conferma<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>che di querce si trattava. Una specie oltretutto davvero particolare, che non perdeva le foglie in autunno come gli altri alberi, mantenendo inalterato, per giunta, quel bel colore dorato. Ed ecco spiegato l\u2019arcano, macch\u00e8 magia e magia! Poi un giorno, mentre guardava fuori, la sua attenzione venne attirata da due tortore dal collare orientale. Sembravano proprio una coppia. Avanzavano su un ramo , dirigendosi<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>verso un nido disabitato dalla stagione precedente. Una<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>si siede e l\u2019altra la veglia da vicino. Pochi minuti e volano via. Che strano. Sembrava quasi fosse una prova, un test, per saggiarne tenuta e comodit\u00e0. L\u2019indomani tornano e una delle due si siede stabilmente. Ma allora \u00e8 vero! Si stavano scegliendo casa!<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Vuoi vedere che inizia una cova? Ma non \u00e8 troppo presto per covare? Fa un freddo cane, siamo a gennaio. Niente, lei imperterrita cova, incurante delle intemperie, degli acquazzoni e dei rami gelati. L&#8217;altra intanto \u00e8 sempre pi\u00f9 affascinata da questo evento naturale. Sembra incredibile che, con questo freddo assurdo, le temperature polari e i rami ghiacciati, la tortora resti inchiodata l\u00e0. Verrebbe voglia di fare qualcosa, aiutarla, costruirle una copertura. Il nido \u00e8 dritto davanti al vetro, cos\u00ec vicino che, se la finestra non fosse fissa, potresti toccarlo allungando una mano. Invece non possiamo darle noia, n\u00e9 aiutarla. Ci limitiamo a scambiarci sguardi, occhi negli occhi, di reciproca curiosit\u00e0. Quando piove, piove per piovere. Ingenuamente ci si chiede se non si sia sbagliata. Possibile che in questa stagione le sia venuta voglia di covare? Ma i disegni della natura sono per noi imperscrutabili.<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Mentre noi continuiamo ad interrogarci cos\u00ec, una mattina presto, ci capita di assistere a un suo momentaneo allontanamento. Si assenta per pochi minuti, dovr\u00e0 procacciarsi del cibo. Grande \u00e8 la sorpresa nel vedere finalmente l\u2019uovo. Un uovo! Che non resta affatto incustodito, infatti il compagno le da prontamente il cambio nella cova. Sbalorditivo, anche se a pensarci bene appare del tutto naturale. Il calore di cui necessita l\u2019uovo non pu\u00f2 venir meno, nemmeno per poco, n\u00e9 pu\u00f2 essere lasciato in bal\u00eca dei predatori. Disarmante nella sua ovviet\u00e0. Cos\u00ec come si sorprende ad estrarre dal taschino il cellulare con l\u2019intento di scattare una foto. Altro che mal\u00eca, \u00e8 completamente andata. Lei che non sa nulla di foto, non le ha mai amate, non si piace come soggetto, \u00e8 una frana a scattarle, taglia teste a chiunque, scatta una foto a quell\u2019uovo. Poi si rende conto che non potr\u00e0 nemmeno riguardarsela per bene, se non compra il cavetto del cellulare per scaricarla nel pc. Ma tant\u2019\u00e8.Ormai si \u00e8 innescato un processo irreversibile. Seguire l\u2019evento fino alla fine, documentarlo,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>informarsi sui tempi di cova, sui giorni necessari ai nuovi nati perch\u00e9 possano spiccare il volo, ne \u00e8 la naturale conseguenza. Gli appostamenti dietro al vetro, l\u2019immortalare il secondo uovo, imparare che il primo viene deposto a sinistra e il secondo a destra, danno forse una misura del grado di dipendenza in breve raggiunto. Interesse che oramai non sfugge nemmeno ai colleghi. Danno voce per\u00f2 a pensieri distanti dai suoi. Mentre lei prova per la tortorella sentimenti di solidariet\u00e0 materna, c\u2019\u00e8 chi la chiama quaglia, chi la invidia perch\u00e9 ha disposizione un ricovero senza dover pagare affitto e bollette, chi si domanda se sia commestibile. Li distoglie per un po\u2019 dallo scambiarsi ricette sul maialino in crosta o dritte su dove trovare i pelati in offerta. Apparir\u00e0 forse comprensibile, a questo punto, perch\u00e9 possa nascere la ferma volont\u00e0 di guardare fuori, la determinazione a proiettarsi altrove, il desiderio di estraniarsi. Per fortuna arriva il giorno tanto atteso. Dapprima passa inosservato, la madre lascia sempre meno il nido. Delusa, che il conto alla rovescia \u00e8 decisamente avanti, quasi dubita che la cova sia andata a buon fine. Poi una mattina, guardandola con insistenza, si nota uno strano movimento. Ma cos\u2019\u00e8? Qualcosa sporge da sotto l\u2019ala. Sar\u00e0 vero o sar\u00e0 un\u2019illusione ottica dettata dalla lunga attesa? Una collega giura di aver visto un occhietto in pi\u00f9. Ma vi pare possibile che possa essere sfuggito a un controllo cos\u00ec assiduo? Non pu\u00f2 essere, si sar\u00e0 sbagliata senz\u2019altro. Passa ancora qualche giorno prima che la madre cominci a lasciare per pochi minuti il nido. Ed eccolo l\u00ec. Accidenti quant\u2019\u00e8 grosso! Occupa gi\u00e0 met\u00e0 del nido. L\u2019uovo a sinistra non si \u00e8 schiuso, invece. Per qualche giorno ci si culla nell\u2019illusione che la schiusa avverr\u00e0 a momenti. In fin dei conti non sono stati deposti nello stesso giorno. Ma il piccolo cresce sempre pi\u00f9, ormai il nido basta solo per lui. La madre lo lascia solo sempre pi\u00f9 spesso, per intervalli di tempo gradualmente pi\u00f9 lunghi, nei quali viene raggiunto dai raggi del primo tiepido sole. Continua a tornare per nutrirlo pi\u00f9 volte al giorno. Il piccolo comincia a sgranchirsi le ali, proprio come se facesse degli esercizi di ginnastica. Poi piano piano , si mette ritto sulle zampe e ci resta per parecchio tempo. Guarda fuori dal nido, come se volesse provare ad uscirne ma non ne avesse ancora il coraggio. Ricorda l\u2019incertezza di un bimbo, quando deve decidersi a staccare il primo passo. E tutti gli spettatori sono l\u00ec a fare il tifo per lui, a rivolgergli frasi di incoraggiamento che non pu\u00f2 sentire. Ammazza quanto sappiamo essere impazienti, molesti perfino! Ci tocca quindi rispettare i suoi tempi, che a noi sembrano eccessivi, limitarci ad osservare i suoi spostamenti sul ramo. Ogni giorno qualche centimetro pi\u00f9 in l\u00e0. Poi i primi voli, brevi, a distanza ravvicinata, da un ramo all\u2019altro, fino ad appollaiarsi sui rami pi\u00f9 alti, a raggiungere l\u2019antenna sul tetto, a scomparire per sempre dalla nostra vista. Che brutta sensazione! \u00c8 finito il nostro personalissimo Grande Fratello, ci sentiamo un po\u2019 orfani, come quando si spengono le luci della casa pi\u00f9 spiata d\u2019Italia. Ma intanto , nel giro di pochi giorni, le foglie son cadute. Anche se l\u2019albero non resta nudo nemmeno un po\u2019, perch\u00e9<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>son gi\u00e0 spuntate quelle nuove, di un verde brillante, pi\u00f9 fitte. Il nido ha adesso una bella copertura naturale che, da certe angolazioni, ce ne cela la vista. E qualche giorno dopo arriva una coppia di tortore. Saranno le stesse? Guarda un po\u2019\u2026ma che fa? Una si siede! <\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3396\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3396\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una mattina\u00a0 aveva ricevuto un haiku in tre versi sulle foglie gialle d\u2019autunno, che poi era stato pubblicato su un blog e si era sentita parte di qualcosa. 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