{"id":33849,"date":"2018-01-17T19:48:43","date_gmt":"2018-01-17T18:48:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33849"},"modified":"2018-01-17T19:48:43","modified_gmt":"2018-01-17T18:48:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-mio-nome-e-di-monica-vodarich","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33849","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il mio nome \u00e8&#8230;.&#8221; di Monica Vodarich"},"content":{"rendered":"<p>Il primo giorno di scuola, quando la mia compagna di banco Nina mi sgomit\u00f2\u00a0 e mi sussurr\u00f2 all\u2019orecchio \u201cguarda quella non \u00e8 dei Quartieri\u201d, scoprii che esisteva anche un mondo che andava al di l\u00e0 di Piazza del Plebiscito.<\/p>\n<p>&#8211; Che ti credevi scimunito che fosse il confine del mondo?-\u00a0 mi scherz\u00f2 mamma mentre cucinava e cambiava il pannolino a Carmelo.<\/p>\n<p>&#8211; E che ne sapevo io che Napoli era cos\u00ec grande! \u2013 ho ribattuto mentre pap\u00e0 si lavava le mani prima di mangiare.<\/p>\n<p>&#8211; E\u2019 grande, \u00e8 grande assai\u2026. \u2013 mormor\u00f2 mio padre creandomi ancora pi\u00f9 confusione di quanta non ne avesse gi\u00e0 provocata Nina. Lui aveva girato tutta Napoli ed era andato anche a Roma e Milano. Per lavorare ma anche per vedere il mondo.<\/p>\n<p>&#8211; Una mia compagna di classe non \u00e8 dei Quartieri &#8211; dissi rivolto a mio padre che si era seduto a tavola &#8211;<\/p>\n<p>Mi guard\u00f2 come se avessi bestemmiato, poi sorrise e si riemp\u00ec la bocca di pasta al sugo.<\/p>\n<p>&#8211; Ti piace eh? E&#8217; bionda? &#8211; ridacchi\u00f2 sporcandosi di sugo la canottiera.<\/p>\n<p>Io sentii le guance che si scaldavano come se fossi steso al sole. Un calore strano, bello ma anche brutto, un calore che non avevo mai provato.<\/p>\n<p>&#8211; Ma che dici pap\u00e0! Ci hanno messo in gruppo insieme, dobbiamo fare una ricerca sui &#8220;Quore spinato&#8221; quindi lei deve venire ai quartieri &#8211;<\/p>\n<p>Mio padre sorrise di nuovo, guard\u00f2 la mamma che si era messa a imboccare Ciro con i maccheroni tutti spezzettati e le disse senza considerarmi : &#8211; Gennaro \u00e8 innamorato!-<\/p>\n<p>Avrei voluto gridare, avrei voluto ribattere, ma riuscii solo a bere un po d&#8217;acqua per mandare gi\u00f9 il boccone che mi si era bloccato nel petto e faceva un male del diavolo. Adesso cominciavo veramente ad avere paura di invitare Camilla a casa mia. L&#8217;unica femmina che girava per casa era Nina ma lei era come mia sorella, eravamo nati a venti metri di distanza e le nostre mamme &#8220;sbattevano le panze&#8221; come diceva mia mamma quando erano ancora ragazze e sognavano di scappare dai quartieri.<\/p>\n<p>La mattina dopo andai a scuola con i capelli pieni di gel, il profumo di mamma sul maglione che puzzava di fritto e nel telefonino le foto dei murales che avrei voluto mostrare a Camilla. In casa nostra c&#8217;era sempre uno strano odore e anche se d&#8217;estate la porta era sempre aperta gli odori si impregnavano nei vestiti e anche nelle scarpe, perch\u00e9 nei bassi si mangia e si dorme dove si mangia.<\/p>\n<p>Camilla era bellissima. Entr\u00f2 nella classe con la testa dritta, i capelli sciolti appena lavati che svolazzavano sulla testa e uno zaino nuovo nuovo di quelli che si trovano a quaranta euro nei negozi di lusso.<\/p>\n<p>Camilla profumava di buono e Nina mi aveva detto che forse abitava in un castello con cento stanze e quindi l&#8217;odore di fritto non le spuzziva i vestiti.<\/p>\n<p>&#8211; Cento stanze! Ma a cosa servono cento stanze? &#8211; avevo chiesto a Nina.<\/p>\n<p>&#8211; A niente Gennarino, a niente! &#8211; aveva risposto Nina scuotendo i riccioli neri &#8211; E&#8217; che i ricchi ti vogliono far sapere che sono ricchi e se vivono nei bassi con una sola stanza tu come fai a capire che sono milionari?-<\/p>\n<p>Gi\u00e0 come fai a saperlo? &#8211; Se hanno il SUV e te lo piazzano davanti a casa! &#8211; risposi camminando all&#8217;indietro\u00a0 per vederla in faccia.<\/p>\n<p>&#8211; Lascia perdere Gennarino! &#8211; mi riprover\u00f2 Nina &#8211; Quello non \u00e8 ricco quello \u00e8 un delinquente e se ti mette il SUV pure sul letto dice mamma che devi stare zitto se no vedi cosa succede- sussurr\u00f2 Nina come se mi stesse confidando un pericoloso segreto.<\/p>\n<p>Io rimasi zitto fino all&#8217;ingresso a scuola. Avrei voluto dirle che non era giusto, che ero stufo di tornare da scuola e scavalcare la finestra perch\u00e9 il SUV mi impediva di entrare in casa, oppure di sentire il sapore di gas di scarico in bocca quando il suo padrone lo metteva in moto e sgasava apposta davanti a casa. Io in quelle occasioni guardavo mio padre. Lui abbassava lo sguardo e fissava il piatto continuando a mangiare, come nulla fosse, come se nulla si potesse fare.<\/p>\n<p>Allora mia madre si alzava e qualche volta gli sfiorava il braccio, lentamente, come a fermare un movimento immaginario che non aveva nessuna intenzione di fare. La mamma sospirava e mi faceva quel gesto lieve, con la mano che passa davanti alla bocca come a dire \u2013 Stai zitto Gennarino che pap\u00e0 \u00e8 stanco e non lo dobbiamo stancare! \u2013<\/p>\n<p>Io ci avevo sempre creduto che non si poteva fare niente, anche perch\u00e9 Nina non dice mai le bugie. Lei sa di cosa parla, suo zio \u00e8 al 41bis e sa quello che bisogna dire e quello che \u00e8 meglio tacere. Nina sa quando \u00e8 meglio per tutti lasciar perdere e siccome mi vuole tanto bene si preoccupa per me che ho l\u2019abitudine di parlare troppo.<\/p>\n<p>Ci avevo sempre creduto fino al giorno in cui ho visto Roberto Saviano in tv. Ero da solo in casa a guardare Ciro e Carmelo che giocavano sul letto quando \u00e8 apparsa quella faccia che avevo gi\u00e0 visto a scuola. La maestra aveva portato un giorno un libro e ci aveva letto due pagine. Mentre reggeva il libro io guardavo la copertina e c&#8217;era proprio quella faccia li. Per quello mi sono fermato ad ascoltare e ho dato un calcio a Ciro che continuava a fare rumore.<\/p>\n<p>Roberto Saviano parlava difficile e non \u00e8 che ho capito proprio tutto tutto, ma sono sicuro che ha detto che non bisogna stare seduti a tavola a mangiare i maccheroni se qualcuno ti fa del male e che dobbiamo unirci per sconfiggere quegli schifosi che ti parcheggiano il SUV o che ti rubano l&#8217;aria con il gas.<\/p>\n<p>&#8211; Gennaro hai la testa fra le nuvole? &#8211; grid\u00f2 la maestra sbattendo la mano aperta sulla cattedra mentre tutti si mettevano a ridere.<\/p>\n<p>Mi girai cercando Camilla con lo sguardo. Lei non rideva, sorrideva e io mi sentii che la faccia diventava calda calda.<\/p>\n<p>&#8211; No, pensavo al lavoro da fare con i &#8220;Quore spinato&#8221; ho fatto le foto con il cellulare e volevo iniziare la ricerca &#8211; risposi sentendo gli occhi azzurri di Camilla che mi perforavano la guancia. Sarei morto ma non potevo fare la figura dell&#8217;idiota. Nina seduta al mio fianco mi guardava stranita masticando la cicca a bocca aperta.<\/p>\n<p>La maestra sorrise e mi parve fosse impressionata dalla mia precisione.<\/p>\n<p>&#8211; Buona idea Gennaro, facciamo i gruppi e poi vi racconter\u00f2 qualcosa del graffitista che ha realizzato queste magnifiche opere &#8211;<\/p>\n<p>Il mio gruppo era composto, per ragioni di vicinanza da Nina, Lorenzo, Concetta, Gigino e Camilla che avevo promesso di andare a prendere con Nina e guidare verso casa nostra. &#8211; &#8211; Mi raccomando Gennaro &#8211; aveva detto la maestra &#8211; lo sai che nei quartieri non ci sono ne le vie ne i numeri &#8211; e avevamo tutti ridacchiato complici mentre Camilla sbarrava gli occhi incredula.<\/p>\n<p>Il venerd\u00ec era il giorno prefissato. Io mi ero fatto il bagno e avevo chiesto alla mamma di non friggere ma lei aveva riso poi si era arrabbiata\u00a0 e aveva preparato le cotolette di baccal\u00e0 con le patate perch\u00e8 mio padre le vuole proprio il venerd\u00ec e non va scontentato.<\/p>\n<p>Mentre camminavamo per le vie dei quartieri fianco a fianco a Camilla e guardava affascinata i panni stesi sopra la sua testa e correva a destra e a sinistra per toccare e fotografare i graffiti io pregavo di arrivare a casa e di trovare la porta libera. Per una volta nella vita chiedevo qualcosa di molto importante, non potevo far entrare Camilla dalla finestra e non volevo che succedesse.<\/p>\n<p>&#8211; Che meraviglia! &#8211; mormorava come stesse ammirando un opera d&#8217;arte e io mi sentivo cos\u00ec fortunato perch\u00e8 abitavo in un posto davvero specialissimo. Attraverso i suoi occhi i vicoli non erano sudici, le immondizie non puzzavano come al solito e anche i muri scrostati mi pareva avessero un senso.<\/p>\n<p>Girammo l&#8217;angolo ed eccolo li, il motore acceso, il finestrino abbassato, la musica a palla e Vito Cammarata seduto dentro il SUV con la sigaretta in una mano e l&#8217;i phone nell&#8217;altra. La mia porta era completamente ostruita e io mi misi a piangere. Non volevo farlo ma le lacrime scesero senza che potessi arrestarle.<\/p>\n<p>Nina port\u00f2 via Camilla e andarono a casa sua, venti metri pi\u00f9 su. Gli altri bambini mi passarono a fianco, Lorenzo mi diede una piccola pacca sulla spalla, Gigino pass\u00f2 senza il coraggio di dire nulla. Sar\u00f2 per sempre grato a Nina per non aver lasciato che Camilla vedesse la mia disperazione.<\/p>\n<p>Cammarata fin\u00ec la telefonata, chiuse l&#8217;auto con il telecomando e fece per infilare la chiave in tasca, ma la chiave cadde per terra e lui continu\u00f2 a parlare al telefono allontanandosi. Fu come se quella chiave me l&#8217;avesse mandata Roberto Saviano, dal posto lontanissimo o vicinissimo dove si nascondeva per non farsi ammazzare.<\/p>\n<p>Aspettai che le schiena enorme di Cammarata sparisse all&#8217;orizzonte, mi guardai intorno e aprii il SUV. Salii sul sedile e ringraziai mentalmente mio padre per le lezioni su come si guida il SUV che mi faceva spingendo la mia faccia contro il vetro e facendomi vedere il cambio automatico.<\/p>\n<p>Mettere in moto, spingere il piede sul gas e schiantarmi contro il muro di una casa disabitata in fondo alla via fu questione di pochi secondi. Poi scesi, presi un foglio a quadretti dal quaderno e scrissi &#8221; Il mio nome \u00e8 Saviano&#8230;..Roberto Saviano&#8221;.<\/p>\n<p>Tornando a casa sentii l&#8217;odore del baccal\u00e0, invadeva la via e mi riempiva le narici e mi venne da ridere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33849\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33849\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il primo giorno di scuola, quando la mia compagna di banco Nina mi sgomit\u00f2\u00a0 e mi sussurr\u00f2 all\u2019orecchio \u201cguarda quella non \u00e8 dei Quartieri\u201d, scoprii che esisteva anche un mondo che andava al di l\u00e0 di Piazza del Plebiscito. &#8211; 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