{"id":33814,"date":"2018-01-15T12:13:24","date_gmt":"2018-01-15T11:13:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33814"},"modified":"2018-01-15T12:13:24","modified_gmt":"2018-01-15T11:13:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-sagoma-arancione-di-marco-giampieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33814","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La sagoma arancione&#8221; di Marco Giampieri"},"content":{"rendered":"<p>\u201cIl segreto per un buon risotto \u00e8 l\u2019inizio: il riso si deve tostare bene prima di bagnarlo, questo fa s\u00ec che i chicchi rimangano ben separati fino alla fine senza disperdere l\u2019amido durante la cottura\u201d.<br \/>\n\u201cSenti Giorgio, me l\u2019hai detto un sacco di volte, ma la cosa migliore \u00e8 mangiarlo qui da te. Ah ecco Elisabetta, vieni, questo \u00e8 il padrone di casa e anche bravissimo cuoco\u201d<br \/>\n\u201cCiao, sono Giorgio, Laura \u00e8 una fannullona, non ha voglia di cucinare e confonde la bravura con la disponibilit\u00e0\u201d<br \/>\n\u201cCiao, bellissima terrazza e profumo davvero invitante, cosa prepari?\u201d altro che bellissima terrazza, il suo sorriso \u00e8 davvero inebriante, ed alla parola invitante non ho potuto fare a meno di guardare il suo seno lasciato abbondantemente scoperto sotto la camicia bianca. Lei se ne \u00e8 accorta e la richiude con naturalezza.<br \/>\n\u201cRisotto con zucca, taleggio e cioccolato amaro\u201d. Quando ho detto cioccolato amaro le sue labbra si sono leggermente socchiuse quasi volessero morderlo.<br \/>\n\u201cAh, ma Laura non mi aveva detto che saremmo venute a cena in un tempio della cucina creativa!<br \/>\n\u201cLaura, non ti bastava sfottermi da sola, ti sei portata l\u2019aiutante\u201d<br \/>\n\u201cMi sembra una\u00a0 buona idea, ti va se ti faccio da aiutante?\u201d<br \/>\nCerto non si pu\u00f2 dire che entri in punta di piedi, \u00e8 appena arrivata ed ha gi\u00e0 rotto l\u2019equilibrio della serata. Laura ormai, dopo tanti anni passa inosservata, Mauro ed Anna sono fuori in terrazzo e parlano di lavoro, mentre Aldo ha acceso la televisione e guarda il tg.<br \/>\nAmici.<br \/>\nCos\u00ec tutti insieme celebriamo spesso la mediocrit\u00e0, per sentirci un po\u2019 meno soli.<br \/>\nLa guardo meglio. Occhi profondi color argilla, con uno strano effetto brillante, simile ai colori metallizzati delle automobili,\u00a0 ciglia lunghe e nere, come i capelli che si appoggiano accattivanti sulle spalle. Il seno pesante e rotondo, abbronzato, porta pantaloni beige a righe, e la camicia. Mi ricorda una bellezza un po\u2019 caraibica, meticcia insomma, dai tratti marcati e sensuali. Si, soprattutto \u00e8 sensuale, senza esibizione per\u00f2, forse una punta di malizia nello sguardo cos\u00ec penetrante, o forse \u00e8 quello strano arricciarsi del naso quando pronuncia alcune vocali che te la fa immaginare adolescente e con un\u2019aria un po\u2019 pi\u00f9 ingenua di quella che ha ora.<br \/>\n\u201cCe l\u2019hai una maglietta da prestarmi per\u00f2, non voglio lavorare vestita cos\u00ec\u201d.<br \/>\nOddio, mi sembra una richiesta cos\u00ec intima, familiare, me la immagino mentre si toglie la camicia, slaccia i bottoni o se la toglie sfilandola dalla testa?, sono sicuro che prima di mettersi la mia maglietta, si guarder\u00e0 allo specchio riaggiustandosi un po\u2019 il reggiseno, poi se la infiler\u00e0, prima la testa o prima le braccia?, sentir\u00e0 il profumo del sapone e prover\u00e0 una piacevole sensazione.<br \/>\nCondividere un indumento \u00e8 una cosa difficile da fare al primo incontro.<br \/>\n\u201cCerto, vieni, ho una t-shirt arancione, sono sicuro che ti dona\u201d<br \/>\nL\u2019accompagno nella cabina armadio, accendo la luce, tiro fuori la maglia.<br \/>\n\u201cSe ti serve uno specchio, \u00e8 nello sportello dell\u2019armadio, la misura \u00e8 quella che \u00e8, ma per cucinare pu\u00f2 andare\u201d<br \/>\n\u201cGrazie Giorgio, arrivo subito\u201d.<br \/>\nEcco ha detto Giorgio e le si \u00e8 arricciato il naso e le labbra si sono incurvate all\u2019ins\u00f9. Torno in cucina, controllo il soffritto. Tutti i risotti partono nello stesso modo: burro, cipolla, far appassire leggermente, poi si butta il riso,\u00a0 si fa tostare e si bagna con il vino bianco, far evaporare e cominciare ad aggiungere acqua o brodo. La fiamma deve essere vivace ed anche la mescolatura frequente e rapida. Il riso deve essere sempre asciutto, se no si lessa.<br \/>\nEccola Elisabetta, avevo indovinato. Il colore le accende la pelle, che sembra di rame brunito,\u00a0 la maglia \u00e8 molto pi\u00f9 accollata della camicia, il seno \u00e8 pi\u00f9 libero, non si vede niente ma mi immagino i suoi capezzoli scuri e grandi. Mi piacciono le donne in abiti maschili, mi danno un\u2019idea di libert\u00e0 e di ambiguit\u00e0 che ho sempre trovato eccitante.<br \/>\nComunque lei \u00e8 un fuoco vivace che pu\u00f2 bruciarti. E\u2019 cos\u00ec a suo agio in questa casa, nella mia maglietta, nella mia cucina, in quel suo sorriso, mai forzato, mai falso. E\u2019 l\u2019idea stessa della naturalezza, e mi sembra sempre pi\u00f9 bella.<br \/>\n\u201cAllora Giorgio come posso aiutarti, cosa posso fare?\u201d quando dice Giorgio mi si scaldano le vene.<br \/>\n\u201cPreferisci il riso o gli antipasti?\u201d<br \/>\n\u201cAdoro gli antipasti, ma non voglio usurpare la tua creativit\u00e0, mi accontento di mangiarli!\u201d<br \/>\n\u201cBeh, diciamo che mi ispiri fiducia, ti cedo gli antipasti, metterti ai fornelli non mi sembra giusto, almeno la prima volta, ci tengo a riaverti qui altre sere!\u201d<br \/>\nEra quello che voleva, glielo leggo negli occhi e in un movimento dolce del collo, quasi a dire mi rimetto alla tua volont\u00e0, che comunque era la mia.<br \/>\n\u201cGuarda, abbiamo un po\u2019 di pesce affumicato, affettati, formaggi, frutta, non so possiamo fare qualche carpaccio con le verdure, mozzarella e pomodoro \u2026 vuoi un aperitivo prima di iniziare?\u201d<br \/>\n\u201cMMhh si, un Pernod, grazie\u201d<br \/>\n\u201cChi ti dice che io abbia il Pernod?\u201d<br \/>\n\u201cMi sembri il tipo, non so, non hai una casa banale e la tua cucina promette molto, mi aspetto che tu non mi dia il solito Prosecco!\u201d<br \/>\nIl bello \u00e8 che mi ha detto questa cosa senza nessuna malizia, senza quello sguardo patinato da pubblicit\u00e0, senza nessun equivoco, anzi ora che la guardo meglio non ha neanche un\u2019ombra di trucco, n\u00e9 sugli occhi n\u00e9 sulle labbra. Il suo modo di dire cose per certi versi incredibili mi affascina.<br \/>\n\u201cOk, il Pernod ce l\u2019ho, per la cucina per\u00f2 non vorrei tu rimanessi delusa\u201d<br \/>\n\u201cNon credo, e poi non sono qui per mangiare, ma per cucinare, no?\u201d.<br \/>\nCi prepariamo due bicchieri, ghiaccio, acqua e un po\u2019 di Pernod, lo faccio leggero.<br \/>\n\u201cA te che Francia ricorda?\u201d le chiedo.<br \/>\n\u201cLa provincia, parenti di una mia amica dove sono andata dopo la maturit\u00e0, era un giro continuo da una casa all\u2019altra, e al terzo o quarto non riuscivo a trascinare le gambe, per\u00f2 mi \u00e8 rimasto quel gusto particolare della atmosfera familiare, semplice e dignitosa di quella gente, che non puoi deludere rifiutando quel piccolo segno di ospitalit\u00e0\u201d.<br \/>\nE\u2019 sorprendente la totale mancanza di imbarazzo che proviamo nel parlare, nello stare vicini, non sappiamo niente di noi, poco pi\u00f9 del nome, non so dove vive, se \u00e8 sola, che macchina ha, se dorme in un letto singolo, se la mattina fa colazione in casa o al bar, se ha un amante, dei figli, se crede in Dio, per chi vota, non so neanche perch\u00e9 \u00e8 qui.<br \/>\nGuardando gli altri fuori, le persone di cui so tutti i dettagli, di cui conosco tutte le abitudini, le manie, gli orari, mi vengono in mente una serie di sagome grigie, tutte uguali, senza volto.<br \/>\nElisabetta invece \u00e8 la sagoma arancione, quella in evidenza, il personaggio che emerge rispetto ai manichini che rimangono sullo sfondo.<br \/>\nLa sottolineatura di un piccolo tempo che non andr\u00e0 pi\u00f9 perduto, perch\u00e9 non \u00e8 legato ad un fatto, ad un gesto, alla ripetizione che consuma irrimediabilmente i colori, ma all\u2019indecifrabile sfumatura che impasta possibilit\u00e0 e desiderio in un accento tonico che non \u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altro, grazie al quale smettiamo per un attimo, per una sera, per un giorno, di dare importanza a ci\u00f2 che accade, rimpiangendo per sempre ci\u00f2 che non \u00e8 mai accaduto.<br \/>\nElisabetta appoggia le labbra sul bicchiere freddo guardandomi negli occhi. Il calore del suo alito scioglie per un attimo la patina creata dal liquido gelato. L\u2019impronta del suo respiro \u00e8 l\u00ec, su quel bicchiere ed io non riesco a distogliere gli occhi dai suoi.<br \/>\n\u201cA me invece fa pensare a Marsiglia, la transizione tra Africa e Mediterraneo, che si respira pi\u00f9 che a Cadice o a Gibilterra, la vicinanza non sempre sintonizza umori ed odori, insomma tra nafta, piscio, sudore, marcio del sale, l\u2019odore di anice riesce comunque a soffiare tra i vicoli.. anche se l\u00ec si chiama Pastis, ma il sapore \u00e8 lo stesso.\u201d<br \/>\nLa lascio a\u00a0 scegliere gli ingredienti per gli antipasti. Esco in terrazzo per respirare un po\u2019, mi sento stordito, confuso, emozionato per questo incontro.<br \/>\nFuori \u00e8 quasi notte, \u00e8 una serata calda e senza vento, il mare nella baia qui davanti \u00e8 immobile, ed ha assunto tutte le sfumature del tramonto ormai passato, perla, rosa, porpora, mentre la linea di confine tra acqua e cielo \u00e8 un orizzonte indistinto dove la luce cerca ancora disperatamente di sopravvivere.<br \/>\nGuardo ancora lei, e l\u2019arancione della maglia, sua, mia, nostra penso stupidamente, guardo le sue gambe veloci tra il tavolo, il frigo, i piatti davanti a s\u00e9. Non \u00e8 affatto impacciata, chiede a Laura qualcosa, apre il cassetto delle posate, sta lavorando con una grazia ed una eleganza che basterebbero da sole a farti innamorare. Mi accendo una sigaretta e guardo il mare. Sopra il promontorio a sinistra \u00e8 gi\u00e0 alta Venere e mi sembra di sentire la mancanza della luna.<br \/>\nEra tantissimo che fumare non mi dava un piacere simile.<br \/>\nFumare e bere il Pernod.<br \/>\nIncrocio Laura \u201cVedrai Elisabetta ti sorprender\u00e0!\u201d<br \/>\nNon riesco veramente a dire niente.<br \/>\nTorno in cucina e mi avvicino a lei.<br \/>\n\u201cAh Giorgio, meno male! Ti volevo far vedere un paio di cose che ho iniziato, cos\u00ec tanto per capire se possono andare.<br \/>\nQui sto facendo un carpaccio di tonno affumicato con i fichi freschi, queste invece sono piccole tartare di tonno fresco con pompelmo rosa e foglie di menta, che ne dici? Io amo molto l\u2019armonia di colori e sapori, non sempre l\u2019equilibrio, \u00e8 una scelta, forse \u00e8 anche un dono. L\u2019equilibrio rende tutto pi\u00f9 facile, per\u00f2 quando arrivi alla fine della cena rischi che tutto sia passato come acqua fresca, un po\u2019 come nella vita no? Spezzare gli equilibri ti porta a dover assumere delle tonalit\u00e0 azzardate, un po\u2019 come la maglia che mi hai prestato. Se il risultato \u00e8 buono per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 forte anche il piacere ed il gusto resiste pi\u00f9 a lungo: l\u2019accostamento diventa allora unico e fortemente armonico. Se pensi che la trama sia accettabile vado avanti con lo stesso genere, se no cambiamo canale\u201d<br \/>\nSul piatto ovale c\u2019\u00e8 una splendida composizione da sembrare un Cezanne. Le fettine di tonno affumicato sono i petali di un fiore con al centro il fico sbucciato, il viola della buccia aperto in quattro parti\u00a0 a formare il calice e la polpa\u00a0 appoggiata sopra. Sull\u2019altro piatto, invece otto piccoli tronchi di cilindro di tonno crudo, circondati da quattro spicchi di pompelmo rosa e sormontati da due piccole foglie di menta. Sparsi sul piatto pinoli e una spolverata di bottarga di muggine.<br \/>\n\u201cSono bellissimi\u2026. Ma, mi avete preso in giro, Laura ma chi mi hai portato in casa?\u201d Laura dal terrazzo mi fa l\u2019occhiolino.<br \/>\n\u201cBene, allora procedo su questa strada, ok. Senti per\u00f2 mi devi fare un favore, ho le mani sporche e mi danno fastidio i capelli, me li dovresti legare, guarda ho un fermacapelli qui nei pantaloni, tasca destra, non voglio distrarmi\u201d.<br \/>\nNon \u00e8 possibile, mi tremano le gambe, sar\u00e0 il Pernod, ma perch\u00e9 sono cos\u00ec stupido, mi ha chiesto solo di legarle i capelli.<br \/>\nRiesco solo a dire:\u201cCi provo\u201d. Si gira ed ho come la sensazione che sia indifesa, abbandonata, con le braccia piegate, le mani inutilizzabili, la testa leggermente reclinata all\u2019indietro per facilitarmi, quella strana sensazione per cui una donna si affida a te e tu capisci che non \u00e8 il momento di deluderla. Nel taschino destro dei jeans c\u2019\u00e8 un piccolo elastico, lo prendo, con le due mani cerco di fare una coda stringendole leggermente i capelli. Il contatto con quella soffice pesantezza \u00e8 bellissimo ed alzando i capelli lascio scoperto il suo collo, leggermente sudato, dove c\u2019\u00e8 il segno leggero di una collana che ora non ha. Dio mi tremano le mani, quasi dovessi slacciarle il reggiseno, riesco con fatica ad infilarle i capelli nell\u2019elastico e a ripassarlo un\u2019altra volta. I capelli ricadono sul collo, Elisabetta si gira, mi dice \u201cBravo, \u00e8 la prima volta che un uomo mi lega i capelli\u201d.<br \/>\nLa butto sullo scherzo e le sussurro all\u2019orecchio \u201cLo rifarei\u201d, lei sorride, \u201cGuarda che io il tuo risotto lo vorrei mangiare, non trascurare la cucina!\u201d.<br \/>\nLa zucca la metto a met\u00e0 cottura, poi quando il riso \u00e8 al punto giusto, spengo il fuoco, copro e lascio riposare per qualche minuto. Poi in ogni piatto metto un po\u2019 di taleggio e sfoglie finissime di cioccolato, tagliate con la grattugia da tartufo. Sistemo il riso a cupola sopra il formaggio e spolverizzo con altro cioccolato.<\/p>\n<p>Se l\u2019\u00e8 tolta prima di andare via e l\u2019ha lasciata nella cabina armadio.<br \/>\nLa sua sagoma arancione.<br \/>\nCi pensavo da quando l\u2019ha indossata.<br \/>\nLa prendo e la passo leggermente sul mio viso, cercando di ritrovare il suo profumo, immaginando il suo corpo ancora sotto il tessuto. Un piccolo foglio cade a terra. Lo raccolgo e leggo.<br \/>\n\u201cNon mi capita spesso di passare serate cos\u00ec, grazie per l\u2019ospitalit\u00e0 e la tua compagnia. Il tuo riso era ottimo: io per\u00f2 ti consiglierei di provare un brie della Normandia al posto del Taleggio, secondo me \u00e8 pi\u00f9 intrigante, pi\u00f9 istintivo sul sapore dolciastro della zucca, \u00e8 la cosa che non ti aspetti, appena lo assaggi ti pu\u00f2 sembrare esagerato, ma mano a mano che il palato si abitua l\u2019accostamento diventa esaltante e ti stupisci della complessit\u00e0 di gusto che riesci a percepire. E poi non avere paura della banalit\u00e0, io avrei spolverato con briciole di amaretto, soprattutto per non svelare agli occhi la sorpresa del cioccolato, che va serbato come l\u2019affondo decisivo per arrivare al piacere. Proprio quando il palato, dopo le prime esitazioni ha raggiunto un suo equilibrio e in fondo si ritiene appagato, ecco la distorsione dell\u2019amaro intenso, ecco un nuovo stimolo che cambia e prolunga il piacere.<br \/>\nIl cibo, come l\u2019amore, \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0 e, come ti ho detto prima, mantenere l\u2019equilibrio non sempre \u00e8 la soluzione migliore. Per\u00f2 stasera sono felice\u201d<br \/>\n3\u00a0 2\u00a0 2\u00a0 7\u00a0 6\u00a0 5\u00a0 2\u00a0 2\u00a0 4\u00a0 5\u2026..<\/p>\n<p>\u201cElisabetta? Giorgio\u201d<br \/>\n\u201cGiorgio, ma sono le tre, \u00e8 successo qualcosa\u201d<br \/>\n\u201cSecondo te?\u201d<br \/>\n\u201cTi sei offeso per il mio biglietto?\u201d<br \/>\n\u201cNo, anzi grazie per il numero di telefono\u201d<br \/>\n\u201cVolevo lasciarti un ricordo carino di me\u201d<br \/>\n\u201cDopo aver lasciato il profumo della tua pelle sulla maglietta non ti puoi migliorare\u201d<br \/>\n\u201cSai, se mi avessi dato una maglietta bianca non ti avrei mai chiesto il Pernod\u201d<br \/>\n\u201cAnch\u2019io capisco qualcosa di armonia ed equilibrio e tu non passi inosservata\u201d<br \/>\n\u201cBeh, l\u2019arancione \u00e8 sempre un azzardo\u201d<br \/>\n\u201cAzzardo per azzardo, mi piacerebbe darti qualcosa di pi\u00f9 di una t-shirt\u201d<br \/>\n\u201cForse stiamo gi\u00e0 scambiandoci qualcosa, non credi?\u201d<br \/>\n\u201cDomani il tuo profumo non ci sar\u00e0 pi\u00f9\u201d<br \/>\n\u201cMa rimane il colore, profumi e colori non sono poi cos\u00ec distanti\u201d<br \/>\n\u201cInsomma non vuoi rivedermi?\u201d<br \/>\n\u201cCerto, ma domani devo tornare al lavoro\u201d<br \/>\n\u201cSo accontentarmi, il dopolavoro \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente\u201d<br \/>\n\u201cVado a Londra, sono chef in un ristorante a Chelsea\u201d<br \/>\n\u201cMi sento veramente uno stupido\u201d<br \/>\n\u201cE perch\u00e9? L\u2019ho fatto per piacere, mica per tenermi in esercizio, anche le puttane riescono a fare l\u2019amore provando piacere se sono innamorate.\u201d<br \/>\n\u201cE tu sei innamorata?\u201d<br \/>\n\u201cE tu?\u201d<br \/>\n\u201cNon so niente di te\u201d<br \/>\n\u201cCredi? Pensi che conoscere gli ingredienti migliori il gusto di un piatto? O non crei piuttosto un\u2019idea distorta o preconcetta di quello che andrai ad assaggiare? Pensi che conoscere i colori di un impasto renda pi\u00f9 piacevole lo sguardo su un dipinto? Non sarebbe meglio prendere atto della complessit\u00e0 senza scomporre quello che \u00e8 indivisibile? Vuoi sapere chi sono prima di amarmi? E come potresti conoscermi senza amarmi?\u201d<br \/>\n\u201cSaresti disponibile a rivelarmi qualche ingrediente, \u00e8 da tanto che non vedo Londra\u201d<br \/>\n\u201cCerto. Ti prometto che ti prester\u00f2 qualcosa di mio, anche se non ho ancora deciso il colore\u201d<br \/>\n\u201cA proposito, come si chiama il ristorante?\u201d<br \/>\n\u201cOrange Dream\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33814\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33814\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl segreto per un buon risotto \u00e8 l\u2019inizio: il riso si deve tostare bene prima di bagnarlo, questo fa s\u00ec che i chicchi rimangano ben separati fino alla fine senza disperdere l\u2019amido durante la cottura\u201d. \u201cSenti Giorgio, me l\u2019hai detto un sacco di volte, ma la cosa migliore \u00e8 mangiarlo qui da te. Ah ecco [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33814\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33814\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":116,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-33814","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33814"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/116"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33814"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33814\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33821,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33814\/revisions\/33821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}