{"id":33811,"date":"2018-01-15T12:12:06","date_gmt":"2018-01-15T11:12:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33811"},"modified":"2018-01-15T12:12:06","modified_gmt":"2018-01-15T11:12:06","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-giovanna-di-marco-giampieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33811","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Giovanna&#8221; di Marco Giampieri"},"content":{"rendered":"<p>Il rumore che ha svegliato Giovanna \u00e8 una persiana che sbatte per il forte vento di tramontana.<br \/>\nHa lasciato aperto ieri sera.<br \/>\nMa la luce no, non l\u2019avrebbe svegliata.<br \/>\nQuel rumore quasi ritmico invece. Alla fine sei sveglio e neanche te ne accorgi. Lo senti una volta. Poi pausa. Un\u2019altra. Pausa. Eccolo di nuovo. Pausa. C\u2019\u00e8 un intervallo di tempo costante. Allora cominci ad aspettare il rumore. E l\u2019ansia per il prossimo colpo ti sveglia definitivamente.<br \/>\nSi alza dal letto. Prima il piede destro. Cerca le pantofole nel semibuio, gli occhi ancora chiusi. Niente da fare, scende a piedi nudi. Con la sua maglia bianca che le copre appena gli slip. Con le sue gambe lunghe e lisce. I suo slip senza fronzoli, bianchi e da Kaufhof.<br \/>\nLa sua casa \u00e8 al secondo piano di una vecchia palazzina del centro storico. Ingresso, scale in legno strette, al terzo piano una stanza, piuttosto grande, con il bagno, la cucina, minuscola, e un piccolo terrazzino che s\u2019affaccia su Frauennkirche. Forse c\u2019\u00e8 la neve fuori.<br \/>\nIl letto\u00a0 alla francese conserva il suo odore caldo, e in bocca Giovanna sente ancora il suo sapore.<br \/>\nHanno bevuto un po\u2019 troppo, e lui era veramente su di giri. E a lei piaceva, come dire, tenerlo in pugno, portarlo sull\u2019orlo e poi lasciarlo, staccare la spina all\u2019ultimo momento, fargli sentire il limite, abbandonarlo un attimo e poi ricominciare. Il sesso \u00e8 l\u2019unico modo con cui Giovanna riesce a prendersi le sue soddisfazioni. E\u2019 tutto quello che le rimane del suo rapporto con gli uomini. Ne sono venuti diversi in quel suo letto negli ultimi tempi. E lei ha il suo momento. Lei \u00e8 padrona della situazione.<br \/>\nGli uomini, .. sono cos\u00ec ridicoli. A volte addirittura imbarazzanti. Con i loro mugolii, con quell\u2019arrendersi appena lei comincia a succhiarglielo. Alex, per esempio. E\u2019 sposato, ha tre figli e una moglie bellissima. Giovanna l\u2019ha conosciuto in sala di registrazione, sostituiva Alfred al violino. Poi il pezzo non veniva e si \u00e8 fatto tardi. Lui veniva da Norimberga e a quel punto ha telefonato a casa: \u201cMi fermo qui stanotte, dobbiamo riprendere domani alle dodici\u201d.<br \/>\nVittima perfetta.<br \/>\nNeanche male, anzi bel ragazzo. Occhi chiari, capelli grossi, biondi, abbastanza lisci. Le gambe muscolose, forse da ciclista. Le spalle, ingombranti e un bellissimo petto. Ma quello che aveva attratto Giovanna era il modo di suonare, quasi sempre ad occhi chiusi e la velocit\u00e0 cos\u00ec giovane delle sue mani.<br \/>\nSolo pensava fosse pi\u00f9 difficile. Sembrava uno tutto casa e studio. Invece, rantolava pi\u00f9 degli altri. E dopo cinque minuti gi\u00e0 le aveva detto due volte \u201cnon ce la faccio pi\u00f9\u201d. Sar\u00e0 buffo rivederlo tra poco.<br \/>\nGli uomini credono sempre di avere l\u2019esclusiva del cinismo, ma visti con gli occhi del piacere appaiono pi\u00f9 insignificanti. Hanno un corpo privo di compromessi e si prendono troppo sul serio. Sono abitudinari e si sentono sicuri nella scarsa fantasia dei loro amplessi coniugali. Nella ripetitivit\u00e0 trovano la loro dimensione di potere e si illudono di essere insensibili.<br \/>\nCi sono donne che amano queste debolezze fino a dedicare la vita ad un uomo. Si fanno pi\u00f9 incerte di quello che sono, solo per accorciare le distanze.<br \/>\nGiovanna \u00e8 in bilico. Sa che tutto ha un suo prezzo.<br \/>\nE\u2019 meglio il ruolo della mangiatrice di uomini o di chi deve fargli da mangiare?<br \/>\nBeh, lei si \u00e8 ritagliata un ruolo diverso, lei vuole spaventarli, vuole coglierli alla sprovvista, metterli di fronte alla loro lentezza, alla loro incapacit\u00e0 di comprendere fino in fondo, di inquadrare esattamente cosa stia succedendo.<br \/>\nLei punta sull\u2019angoscia e non fa niente per rassicurarli. A volte basta una parola,\u00a0 una distrazione, una piccola svogliatezza negli occhi.<br \/>\nCos\u00ec non si affezionano. Troppo impegnativo. Non si sentono all\u2019altezza, non si sentono di competere.<br \/>\nIl telefono. Chiamano dallo studio di registrazione, l\u2019appuntamento \u00e8 anticipato alle undici a Maximilian Strasse.<br \/>\nUna birra con Stefanie la preferiva alla <em>Battaglia sul Ghiaccio.<\/em><br \/>\nComunque sono ancora le nove. Si scalda un po\u2019 di latte, apre la finestra, finalmente. Sui campanili di Frauenkirche c\u2019\u00e8 davvero un sottile accenno di neve. Il cielo \u00e8 grigio e la citt\u00e0 stranamente silenziosa. Si siede a tavola con un plaid attorno ai fianchi, guarda il letto disfatto, i bicchieri sul comodino, sente l\u2019odore acre di fumo e di solitari risvegli. Ma \u00e8 un attimo. Accende la radio. Stanno spiegando come fare le frittelle di mele, su un\u2019altra stazione una vecchia canzone dei Beatles, <em>Come together<\/em>, su un\u2019altra ancora la crisi del mercato dell\u2019auto. Prima di chiudersi in bagno prova con la TV, stessa solfa, pubblicit\u00e0 di attrezzi tagliatutto, carote,crauti, cipolle, patate.<br \/>\n<em>Come together, over me<\/em>. Simbolico. Ironico. Sprezzante.<br \/>\nLa porta, suonano alla porta.<br \/>\nSi, chi \u00e8? Alex, sono Alex. E&#8217; tornato, cazzo, ma come &#8230; sono appena le nove &#8230; Un momento &#8230; scende le scale con il suo plaid come se fosse una veste etrusca, apre la porta, ma non la catenella, si affaccia con i suoi occhi pesanti, i capelli molto, molto arruffati, una piega lunga e dolcissima sulla guancia sinistra, segno inequivocabile dell&#8217;ultima ora di sonno, e le sue labbra gi\u00e0 incredibilmente rosa a quell&#8217;ora del mattino.<br \/>\n\u201cCiao, che c&#8217;\u00e8?\u201d<br \/>\n\u201cMmmm, che accoglienza\u2026.?\u201d<br \/>\n\u201cDai sono le nove, mi sono appena svegliata, alle undici abbiamo la prova ..\u201d<br \/>\n\u201cNon volevo che ti svegliassi da sola\u201d<br \/>\n\u201cMa dai! se sei venuto per scopare, guarda non \u00e8 proprio aria\u201d<br \/>\n\u201cIo sono innocente, non torno sul luogo del delitto\u201d<br \/>\n\u201cAh, no? Allora sei venuto a farmi visita in carcere?\u201d<br \/>\n\u201cInfatti, ecco arance e croissant, hai gi\u00e0 fatto il caff\u00e8?\u201d<br \/>\n\u201cNon mi piace avere tra i piedi gli uomini della sera prima quando mi sveglio\u201d<br \/>\n\u201cAh, non sono il primo eh? Ma nessuno \u00e8 tornato vero? Eh, ma io non sono tanto furbo, me lo devi spiegare bene come funziona, la sera ti sbatti qualcuno, la mattina ti sbatti le uova da sola, poi il lavoro, poi qualche amica con cui bere una birra e raccontare di come \u00e8 bello sbattersi un uomo di cui non te ne frega niente e riderci su mentre sbatti le uova la mattina, &#8230;<br \/>\n\u201cSenti sei meglio quando scopi che quando fai le prediche, vallo a dire a tua moglie che ti aspetta sola sola nella casetta in Canad\u00e0 &#8230;\u201d<br \/>\n\u201cNon c&#8217;\u00e8 nessuna casetta in Canad\u00e0 e nessuna moglie &#8230;\u201d<br \/>\n\u201cChe stronzo!\u201d<br \/>\n\u201cOra mi fai entrare?\u201d<br \/>\nGiovanna toglie la catenella, apre la porta e lo fa passare con la classica posa sprezzante vista nei film, braccio destro piegato sul fianco, testa leggermente inclinata dallo stesso lato, occhi pieni di compassione e disprezzo che seguono i passi imbarazzati di Alex nell\u2019ingresso.<br \/>\n\u201cHo chiamato mia madre ieri sera, non so perch\u00e9 ti ho raccontato una balla su moglie e figli\u201d<br \/>\n\u201cLo so io, vi conosco voi uomini, se viene a letto con uno incontrato in giornata e che ha moglie e tre figli deve essere una bella &#8230;.\u201d<br \/>\n\u201cL&#8217;ho fatto solo per difendermi, per cercare di arginare il tuo sguardo, per non dover dipendere in modo cos\u00ec irrazionale dalle tue labbra caldissime,\u00a0 ma non ci sono riuscito..\u201d ..<br \/>\nGiovanna \u00e8 vicinissima al suo mento profumato di mattino d&#8217;inverno e senza accorgersene per un attimo chiude gli occhi, forse suo padre aveva quel profumo quando la baciava prima di andare al lavoro la mattina, quel profumo di uomo adulto e importante, capace di dare fiducia e dolcezza insieme.<br \/>\nLa sua voce \u00e8 solo un soffio leggero:\u201dPerch\u00e8 sei tornato?\u201d<br \/>\n\u201cTe l&#8217;ho detto non mi piaceva che ti svegliassi da sola\u201d<br \/>\n\u201cSono abituata\u201d<br \/>\n\u201cTu dimmi solo se ti piace\u201d<br \/>\n\u201cQualche volta no, ma non ho nessuna idea di cosa significhi\u201d\u00a0 e dicendo queste parole Giovanna, dopo tanti mesi, si \u00e8 sentita in colpa per avere detto una bugia a se stessa. Decidere che fare del proprio tempo con un uomo, una cosa problematica e rassicurante insieme.<br \/>\nLo guarda e lo trova di una strana bellezza, si sente lusingata, ecco, si sente importante.<br \/>\n\u201cPuoi spremere le arance, per favore, intanto io preparo il caff\u00e8, ehi buonissime queste paste, dove le hai prese?\u201d<br \/>\n\u201cLe ho rubate in albergo\u201d<br \/>\n\u201cMa sei proprio matto \u2026..\u201d<br \/>\nAlex si avvicina, le passa una mano sotto la maglia sulla schiena, scende fino alle due fossette nettissime sopra le natiche e attira Giovanna dolcemente, sfiorando appena le sue labbra \u201cE\u2019 da quando mi sono svegliato che volevo farlo\u2026\u201d<br \/>\n\u201cEhi, ehi, \u00e8 tardi, ho fame, mi devo lavare, vestire, \u2026. e poi, te l&#8217;ho detto, non sono abituata ad avere un uomo in casa a quest\u2019ora \u2026\u201d<br \/>\n\u201cNon \u00e8 poi cos\u00ec male no?\u201d Alex la tiene sempre dolcemente.<br \/>\n\u201cNon montarti la testa, dopo colazione tu esci, compri il giornale, fai una bella passeggiata rinfrescante, guardi qualche vetrina, stai attento a non scivolare sulla neve, e piano, piano ti avvii verso lo studio dove dobbiamo fare il nostro amatissimo lavoro e \u2026<br \/>\n\u201c\u2026 e magari mi faccio venire un\u2019idea per questa sera \u2026. \u201c accompagna questa frase con una carezza un po\u2019 pi\u00f9 ardita e stringendola pi\u00f9 forte.<br \/>\n\u201cSi, me l\u2019immagino la tua idea \u2026. \u201c .<br \/>\nAlex \u00e8 uscito da un minuto. L\u2019aria \u00e8 fredda e per strada la gente cammina serrando i vestiti con una mano. Giovanna, in accappatoio fissa lo specchio e i suoi occhi profondi riflettono un leggero stupore. Occhi verdi che sanno promettere tantissimo, preziosi come stelle passeggere nella notte dei suoi scuri capelli, ancora spavaldamente spettinati.<br \/>\nMezz\u2019ora e poi saranno seduti insieme a provare.<br \/>\n<em>La battaglia sul ghiaccio<\/em>. Incredibilmente fuori tema.<br \/>\nPer\u00f2 un po\u2019 di trionfalismo ci vuole.<br \/>\nA volte bisogna rischiare, questo \u00e8 quello che dicono i suoi occhi, a volte qualcosa ti sorprende come la neve stamattina. Ognuno ha diritto alla sua dose di fragilit\u00e0, ognuno si deve conquistare la sua fottuta bellezza. E poi qualche volta si spende troppo si sa, magari ti vengono i sensi di colpa, per\u00f2 colpa e piacere spesso sono lo stesso fuoco.<br \/>\nPer la felicit\u00e0 invece c\u2019\u00e8 sempre tempo.<br \/>\nFuori Alex \u00e8 gi\u00e0 a Marienplatz, sente il rigido inverno bavarese sulla punta del naso e le sue labbra hanno ormai perso tutto il calore che era riuscito a strappare da quelle di Giovanna.<br \/>\n\u201cPronto, Sonia, ciao, senti \u2026 non so come andr\u00e0 oggi, ma io ho fermato l\u2019albergo anche per questa sera, questo direttore ci sta massacrando e ha gi\u00e0 detto che finch\u00e9 non avremo finito nessuno pu\u00f2 lasciare lo studio, \u2026 si mi dispiace, pensavo proprio di tornare, e i bambini come stanno? Passami Mark, ciao, si\u2026\u2026 si\u2026, sai c\u2019\u00e8 la neve qui a Monaco, e l\u00ec? \u2026 certo che pap\u00e0 ti porta qualcosa, ehi ora non esagerare \u2026 non ho tanto tempo per cercare, mi raccomando non fate arrabbiare la mamma, \u2026 no \u2026 no &#8230; torno presto, al massimo domani \u2026.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33811\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33811\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rumore che ha svegliato Giovanna \u00e8 una persiana che sbatte per il forte vento di tramontana. 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