{"id":33755,"date":"2018-01-08T12:06:17","date_gmt":"2018-01-08T11:06:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33755"},"modified":"2018-01-08T12:06:17","modified_gmt":"2018-01-08T11:06:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-una-notte-olandese-ispirato-ad-una-storia-vera-di-giovanni-magistrelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33755","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Una notte olandese&#8221; (ispirato ad una storia vera) di Giovanni Magistrelli"},"content":{"rendered":"<p>Luca parcheggi\u00f2 la sua Ford Mondeo nera lungo Gevers Deynootweg, a Scheveningen, appena fuori della capitale olandese L\u2019Aia, di fronte all\u2019Ibis Hotel.<\/p>\n<p>Mancava un quarto d\u2019ora alle diciotto e l\u2019oscurit\u00e0 era gi\u00e0 scesa sulla cittadina e sulla spiaggia, a poche decine di metri dall\u2019albergo.<\/p>\n<p>Luca scese dall\u2019auto, che aveva noleggiato la mattina all\u2019aeroporto di Zaventem, dopo essere arrivato in volo da Milano a Bruxelles, e si sfreg\u00f2 gli occhi castani, stanchi per le molte ore di guida attraverso Belgio e Paesi Bassi.<\/p>\n<p>Rabbrivid\u00ec per il freddo vento invernale, che arrivava dal Mare del Nord, e si allacci\u00f2 il cappotto blu, sistemandosi il bavero per proteggersi la gola.<\/p>\n<p>Dal bagagliaio posteriore della Ford prese il trolley e la piccola borsa a tracolla con il laptop ed entr\u00f2 nell\u2019albergo.<\/p>\n<p>Una volta dentro l\u2019atrio, il tepore del riscaldamento lo accolse con piacere.<\/p>\n<p>Si avvicin\u00f2 all\u2019uomo alla ricezione, un individuo alto e magro, con i capelli biondi lisci pettinati all\u2019indietro e occhi azzurro cielo.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, che aveva appuntata sulla giacca dell\u2019Ibis una targhetta con il nome \u201cWessel\u201d, lo squadr\u00f2 senza sorridere e si rivolse a Luca in inglese.<\/p>\n<p>\u00ab Posso aiutarla, signore? \u00bb<\/p>\n<p>Luca mise per terra trolley e borsa, si tolse il ciuffo ribelle di capelli castani dalla fronte e sbotton\u00f2 il cappotto, prendendo dalla tasca interna della giacca blu il portafoglio.<\/p>\n<p>Estrasse la carta di credito e la mise sul banco, di fronte a Wessel.<\/p>\n<p>\u00ab Ho una prenotazione per una notte a nome Crespi. \u00bb disse Luca, mostrando un sorriso di circostanza.<\/p>\n<p>L\u2019altro rivolse l\u2019attenzione alla Visa e digit\u00f2 alcuni tasti sul computer di fianco.<\/p>\n<p>Poi, dopo aver controllato sullo schermo, rivolse lo sguardo asciutto verso Luca, porgendogli al contempo una chiave elettronica e la carta di credito.<\/p>\n<p>\u00ab Benvenuto, signor Crespi. La sua camera \u00e8 la 404, al quarto piano, con vista sul mare. La colazione \u00e8 domani mattina, dalle sei e trenta alle dieci. \u00bb<\/p>\n<p>Luca mise in tasca la chiave e nel portafoglio la Visa.<\/p>\n<p>\u00ab A che ora apre il ristorante per la cena? \u00bb<\/p>\n<p>A Luca parve di cogliere una nota divertita nella risposta di Wessel.<\/p>\n<p>\u00ab Probabilmente non ha controllato bene quando fatto la prenotazione, signore, ma in questo hotel non c\u2019\u00e8 il servizio ristorante. Se vuole, abbiamo disponibili degli snack caldi e freddi, ventiquattro ore su ventiquattro. Oppure ci sono diversi ristoranti qui intorno, anche se, essendo fine gennaio, molti meno aperti che nella stagione estiva. \u00bb<\/p>\n<p>Luca tir\u00f2 una maledizione dentro di s\u00e9, mentre con il pensiero andava al clima gelido all\u2019esterno.<\/p>\n<p>Come se gli avesse letto la mente, Wessel fece fatica a trattenere una risata, o cos\u00ec almeno parve a Luca.<\/p>\n<p>\u00ab \u00c8 prevista neve stanotte. \u00bb aggiunse l\u2019olandese \u00ab Molta neve. \u00bb<\/p>\n<p>Luca raccolse trolley e borsa e si diresse verso l\u2019ascensore.<\/p>\n<p>\u00ab Buona permanenza. \u00bb gli augur\u00f2 Wessel alle sue spalle.<\/p>\n<p>Luca si volt\u00f2, senza smettere di camminare, e fece un cenno con la testa.<\/p>\n<p>Salito al quarto piano, percorse il corridoio fino alla 404 e, dopo aver inserito la chiave elettronica nella fessura sopra la maniglia, entr\u00f2.<\/p>\n<p>La camera, piccola e prefabbricata come tutte quelle della catena Ibis, era ghiacciata, oltre ad avere un vago odore di muffa, tipico di alberghi che necessitano di essere rinnovati. Immediatamente Luca fece partire la pompa di calore, posizionata in alto sulla parete vicino alla finestra.<\/p>\n<p>Poi, come faceva da anni nei suoi viaggi di lavoro in giro per il mondo, depose trolley e borsa, si lev\u00f2 cappotto, giacca e cravatta, ed and\u00f2 in bagno per lavarsi le mani. Quindi apr\u00ec la valigia, tolse pigiama e beauty case, mettendo il primo sul letto e il secondo sul lavandino, prese il laptop dalla borsa a tracolla, lo appoggi\u00f2 sulla piccola scrivania di fronte alla finestra e lo accese.<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 si sedette sulla sedia e incominci\u00f2 a leggere le email che erano arrivate al suo indirizzo elettronico durante la giornata passata in viaggio.<\/p>\n<p>Come era avvenuto spesso in passato durante la sua vita da export manager, Luca si dimentic\u00f2 della cena.<\/p>\n<p>Erano le ventuno, quando stacc\u00f2 la testa dal pc per un momento.<\/p>\n<p>Diede un\u2019occhiata all\u2019orologio al polso e poi fece il numero del cellulare della sua compagna, Ida, a Milano.<\/p>\n<p>Lei rispose al primo squillo.<\/p>\n<p>\u00ab Finalmente! Pensavo ti fossi dimenticato di me! \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Scusami, tesoro. \u00c8 stata una giornata pesante. L\u2019appuntamento di stamattina a Bruxelles\u2026 il cliente \u00e8 arrivato in ritardo di un\u2019ora e mi ha sballato tutta la tabella di marcia. Ho passato le ore successive a guidare come un matto per recuperare e non arrivare in ritardo ad Amsterdam. Ora sono a L\u2019Aia. Sono esausto e nella mia camera c\u2019\u00e8 un freddo porco. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Mi spiace sentirti cos\u00ec stanco e nervoso, caro. Hai almeno mangiato qualcosa di caldo? \u00bb<\/p>\n<p>Luca si accorse in quel momento di aver completamente dimenticato la cena. I suoi occhi scrutarono fuori della finestra ed intravidero i primi fiocchi bianchi svolazzare nell\u2019aria, portati dal vento. L\u2019idea di uscire dall\u2019Ibis ed andare alla ricerca di un ristorante gli sembr\u00f2 in quel momento attraente come mettere la testa nella bocca di un leone affamato.<\/p>\n<p>\u00ab No, tesoro. Ma non preoccuparti. Oggi ho mangiato a sufficienza mentre guidavo. Non ho fame. Anzi, tra poco chiudo il pc, vado a letto e domani mattina, prima di uscire per il primo appuntamento, mi far\u00f2 una ricca prima colazione all\u2019olandese. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab D\u2019accordo, amore. Ti lascio riposare, allora. Cerca di dormire. Buona notte. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Buona notte, tesoro. \u00bb la conged\u00f2 Luca.<\/p>\n<p>Quindi, riguard\u00f2 fuori e gli parve che i fiocchi svolazzanti fossero aumentati.<\/p>\n<p>Speriamo di non trovarmi mezzo metro di neve da spalare dall\u2019auto domani mattina, pens\u00f2.<\/p>\n<p>Poi riprese a lavorare, dimenticandosi nuovamente del mangiare.<\/p>\n<p>Ad un certo punto, incominci\u00f2 a sentire freddo. Brividi gelidi presero ad attraversargli tutto il corpo.<\/p>\n<p>Alz\u00f2 la temperatura della pompa di calore, ma dopo altri cinque minuti not\u00f2 che la situazione all\u2019interno della stanza non stava migliorando.<\/p>\n<p>Prese il telefono e chiam\u00f2 la ricezione.<\/p>\n<p>\u00ab Posso aiutarla? \u00bb rispose Wessel, quattro piani pi\u00f9 in basso.<\/p>\n<p>\u00ab Pu\u00f2 controllare, per favore, che il riscaldamento nella mia camera stia funzionando a dovere? Si gela qui dentro. \u00bb<\/p>\n<p>Una decina di secondi di silenzio, durante i quali Luca si immagin\u00f2 Wessel a controllare il sistema di riscaldamento o, pi\u00f9 probabile, a bersi una tazza di brodoso caff\u00e8 con panna, mentre si sistemava i capelli o si metteva le dita nel naso.<\/p>\n<p>\u00ab \u00c8 tutto a posto, signore. Il riscaldamento funziona a dovere. \u00bb disse infine l\u2019olandese \u00ab Comunque nell\u2019armadio trova altre coperte, se ne ha bisogno. Buona notte. \u00bb<\/p>\n<p>Wessel tronc\u00f2 la conversazione, lasciando Luca a riflettere su come trovare una soluzione al malessere che si stava facendo strada nel suo corpo stanco ed infreddolito.<\/p>\n<p>Decise di cambiarsi, indossando il suo pigiama di flanella in disegno scozzese azzurro-bianco, poi prese due coperte dall\u2019armadio e le dispose sul letto.<\/p>\n<p>Diede un\u2019ultima occhiata fuori e gli parve che avesse smesso di nevicare, quindi si infil\u00f2 sotto le coperte e spense la luce, cercando di addormentarsi.<\/p>\n<p>Dopo dieci minuti a rigirarsi nel letto, in preda ai brividi, si alz\u00f2, and\u00f2 in bagno ed gir\u00f2 la maniglia della doccia, lasciando scorrere l\u2019acqua bollente, che cre\u00f2 quasi subito un muro di vapore che si sparse in tutta la camera. Non contento, Luca mise due asciugamani lungo i bordi degli infissi della finestra, per bloccare gli spifferi che, secondo lui, permettevano al vento ghiacciato in arrivo dal mare di entrare.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno soddisfatto della sua opera, si ricoric\u00f2, nella speranza di aver trovato la maniera di riscaldarsi.<\/p>\n<p>Era trascorso solo un altro quarto d\u2019ora, quando Luca finalmente comprese che il problema del suo aver freddo non era dovuto al riscaldamento insufficiente dell\u2019Ibis.<\/p>\n<p>Un senso di nausea lo colp\u00ec allo stomaco all\u2019improvviso, causandogli dei conati.<\/p>\n<p>\u00ab Cazzo! \u00bb esclam\u00f2, correndo di corsa nel bagno, che assomigliava sempre di pi\u00f9 ad un bagno turco, e si appoggi\u00f2 in ginocchio alla tazza, ma senza riuscire a rigettare.<\/p>\n<p>Intanto prov\u00f2 a decidere cosa fare.<\/p>\n<p>Durante i suoi innumerevoli viaggi all\u2019estero era stato male altre volte, anche se per fortuna mai per qualcosa di grave.<\/p>\n<p>Devo stare tranquillo, si ripet\u00e9, e me la caver\u00f2 anche questa volta.<\/p>\n<p>Per\u00f2, mentre lo diceva, come per ripicca, la nausea aument\u00f2 di colpo. La vista gli si annebbi\u00f2 e dovette sdraiarsi sul pavimento di piastrelle bianche, identiche a quelle sulle pareti, e rimase l\u00ec per qualche minuto, in posizione fetale, rabbrividendo, ad occhi chiusi.<\/p>\n<p>Non va per niente bene, pens\u00f2, infine.<\/p>\n<p>A fatica si tir\u00f2 su dal pavimento, poi usc\u00ec dal bagno e, dopo aver indossato il cappotto sopra il pigiama e essersi infilato le scarpe nere a coda di rondine senza calze e senza neppure allacciarle, and\u00f2 in corridoio, barcollando, per prendere l\u2019ascensore.<\/p>\n<p>Tutto l\u2019hotel era immerso nei suoni sommessi degli ospiti che dormivano nelle loro camere, a parte qualche televisione ancora accesa.<\/p>\n<p>Luca guard\u00f2 di sfuggita l\u2019orologio al polso. Erano gi\u00e0 le ventidue e trenta.<\/p>\n<p>Una volta a pianoterra, mentre si avvicinava al banco della ricezione con passo malfermo, Wessel lo squadr\u00f2 come se avesse visto un matto scappato dal manicomio.<\/p>\n<p>Scosso sempre pi\u00f9 dai brividi, Luca si strinse nel cappotto, sotto il quale si intravvedevano i pantaloni scozzesi del pigiama, e si avvicin\u00f2 all\u2019olandese.<\/p>\n<p>\u00ab Non sto bene. \u00bb disse, a bassa voce \u00ab Potrebbe chiamarmi un dottore, per favore? \u00bb<\/p>\n<p>Wessel continu\u00f2 a fissarlo con aria interrogativa e Luca comprese di star diventando per l\u2019addetto alla ricezione dell\u2019Ibis una rottura di coglioni imprevista in una serata tranquilla.<\/p>\n<p>Alla fine, Wessel si decise a sollevare la cornetta e, dopo aver cercato un numero su una lista appesa alla parete tappezzata, lo compose.<\/p>\n<p>Dopo mezzo minuto qualcuno rispose all\u2019altro capo del filo.<\/p>\n<p>Quello che probabilmente doveva essere un medico e Wessel parlarono in fiammingo per circa un minuto, dopodich\u00e9 il biondo fin\u00ec la conversazione e si rivolse a Luca in inglese.<\/p>\n<p>\u00ab Mi spiace, signore, ma il dottore non pu\u00f2 venire qui adesso. Dovrebbe andare lei al suo studio. Le posso dare l\u2019indirizzo, se vuole. \u00bb<\/p>\n<p>Luca percep\u00ec la voce di Wessel come se arrivasse filtrata da strati di cotone idrofilo, dopodich\u00e9 annu\u00ec con la testa, anche se non aveva capito granch\u00e9, e croll\u00f2 sulla moquette verde e rossa.<\/p>\n<p>In maniera inconscia, mentre l\u2019odore di detersivo misto a sporco gli entrava nelle narici, si pose su un fianco, rannicchiato, alla ricerca di protezione.<\/p>\n<p>Wessel si sporse dal banco per osservarlo e, dopo averci pensato su, usc\u00ec dalla sua postazione, avvicinandosi a Luca, ancora cosciente nonostante il malore.<\/p>\n<p>\u00ab Signore, le chiamo un taxi, cos\u00ec pu\u00f2 andare dal dottore? \u00bb<\/p>\n<p>Luca non rispose, ma sollev\u00f2 le palpebre all\u2019improvviso, uccidendo Wessel con un\u2019occhiata.<\/p>\n<p>L\u2019olandese dovette arrendersi al fatto che il suo ospite italiano aveva un problema di salute pi\u00f9 serio di quanto avesse pensato pochi minuti prima.<\/p>\n<p>Allora torn\u00f2 dietro il banco e digit\u00f2 un altro numero.<\/p>\n<p>Luca ud\u00ec alcune parole, senza comprenderle, ma non si mosse, sempre steso per terra.<\/p>\n<p>Wessel termin\u00f2 di parlare al telefono e si riavvicin\u00f2 a Luca.<\/p>\n<p>\u00ab Ho chiamato l\u2019ambulanza, signore. Sar\u00e0 qui a breve. \u00bb<\/p>\n<p>Con gli occhi semichiusi, Luca l\u2019osserv\u00f2 tornare di nuovo alla sua postazione, abbandonandolo l\u00ec sulla moquette.<\/p>\n<p>Quando poco dopo alcuni rumori lo risvegliarono dal torpore in cui era caduto, Luca spost\u00f2 il suo sguardo sull\u2019orologio digitale appeso al muro.<\/p>\n<p>Erano le ventitre passate da tre minuti.<\/p>\n<p>All\u2019improvviso i suoi occhi furono attirati dalle luci lampeggianti al di fuori dell\u2019Ibis.<\/p>\n<p>Focalizz\u00f2 meglio e vide l\u2019ambulanza parcheggiata.<\/p>\n<p>Due sanitari grandi come lottatori di wrestling, vestiti di bianco, entrarono nell\u2019atrio e Wessel gli and\u00f2 incontro.<\/p>\n<p>I tre si scambiarono alcune frasi, mentre Wessel indicava Luca disteso a terra.<\/p>\n<p>Questi, continuando a tremare, li osservava obliquamente, la testa sempre appoggiata sulla moquette.<\/p>\n<p>Wessel ed i due sanitari si avvicinarono a Luca, mettendosi in cerchio intorno a lui.<\/p>\n<p>\u00ab Come sta? \u00bb gli domand\u00f2 in inglese uno dei sanitari, con i capelli a spazzola biondi e un pizzetto dello stesso colore.<\/p>\n<p>\u00ab Sto male. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Cosa si sente? \u00bb chiese l\u2019altro, che agli occhi annebbiati di Luca sembrava il gemello pi\u00f9 grasso di quello accanto.<\/p>\n<p>\u00ab Penso di avere la febbre. Ho freddo. Ho una grossa nausea e non riesco a stare in piedi. \u00bb<\/p>\n<p>Luca percep\u00ec i tre olandesi studiarlo come se fosse la cavia da vivisezionare.<\/p>\n<p>I due \u201cgemelli\u201d si dissero qualcosa, poi il primo che aveva parlato si rivolse di nuovo a Luca.<\/p>\n<p>\u00ab Signore, ha l\u2019influenza. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Allora mi portate via? \u00bb<\/p>\n<p>Quello pi\u00f9 grasso fece una smorfia.<\/p>\n<p>\u00ab Non possiamo utilizzare l\u2019ambulanza per portare al pronto soccorso qualcuno che ha una semplice influenza. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Ma siete gi\u00e0 qui! Dov\u2019\u00e8 il problema? \u00bb prov\u00f2 a protestare Luca, sforzandosi di non alzare la voce.<\/p>\n<p>\u00ab Lei ha una semplice influenza. \u00bb ribad\u00ec il grasso, dopodich\u00e9 fece per voltarsi verso l\u2019uscita.<\/p>\n<p>\u00ab Ma non mi provate neppure la pressione? \u00bb disse Luca, quasi implorando \u00ab La temperatura, almeno! \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Lei ha soltanto l\u2019influenza. \u00bb ribadirono all\u2019unisono i due sanitari, quindi salutarono Wessel con un cenno della testa e tornarono all\u2019ambulanza.<\/p>\n<p>Dopo qualche secondo Luca sent\u00ec il motore del mezzo mettersi in moto, per poi vederlo uscire dal suo ristretto campo visivo.<\/p>\n<p>Devo essere sullo \u201cScherzi a parte\u201d olandese, pens\u00f2 in un misto di frustrazione e rassegnazione.<\/p>\n<p>Pieg\u00f2 la testa verso Wessel, cercando sul suo viso una spiegazione di quanto stava succedendo, ma l\u2019addetto al ricevimento non disse nulla, impassibile.<\/p>\n<p>\u00ab Mi aiuta a mettermi su una poltrona, per favore? \u00bb domand\u00f2 Luca.<\/p>\n<p>Wessel lo prese sotto le ascelle e lo trascin\u00f2 fino a una delle poltrone in pelle bord\u00f2 intorno ad un tavolino dentro l\u2019atrio.<\/p>\n<p>Dopo averlo depositato in maniera rude su di essa, Wessel ne avvicin\u00f2 un\u2019altra, sollev\u00f2 le gambe di Luca e ve le lasci\u00f2 cascare sopra.<\/p>\n<p>\u00ab Vuole che le dia l\u2019indirizzo del medico, allora? \u00bb richiese, fissando la testa di Luca abbandonata all\u2019indietro.<\/p>\n<p>\u00ab Che cosa? Non capisco. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab L\u2019indirizzo del medico. Cos\u00ec pu\u00f2 andare l\u00e0 e farsi vedere. Certamente lui potr\u00e0 fare qualcosa per curare la sua influenza. \u00bb<\/p>\n<p>Pur del tutto senza forze, Luca riusc\u00ec ad alzare il braccio sinistro e a guardare l\u2019orologio al polso.<\/p>\n<p>Le ventitre e venti.<\/p>\n<p>\u00ab Quanto \u00e8 lontano da qui? \u00bb domand\u00f2, rassegnato.<\/p>\n<p>Wessel alz\u00f2 gli occhi verso il soffitto, mentre pareva calcolare la distanza dall\u2019albergo allo studio.<\/p>\n<p>\u00ab Non molto. \u00bb rispose, infine \u00ab Allora, cosa ha deciso? Le chiamo un taxi? \u00bb<\/p>\n<p>Luca riflett\u00e9 per un secondo se prendere o meno la sua Ford a noleggio parcheggiata fuori dell\u2019Ibis, ma comprese subito che non sarebbe stato in grado in quelle condizioni di guidare fino allo studio del dottore, ovunque esso fosse.<\/p>\n<p>Allora, annu\u00ec verso Wessel, senza riuscire a togliere l\u2019irritazione dalla sua faccia.<\/p>\n<p>L\u2019olandese and\u00f2 dietro al banco, fece un\u2019altra telefonata, disse qualcosa e torn\u00f2 da Luca con un biglietto scritto a mano.<\/p>\n<p>\u00ab Questo \u00e8 l\u2019indirizzo del medico. Lo dia direttamente all\u2019autista. Ci penser\u00e0 lui a condurla l\u00e0. Dovrebbe essere qui tra cinque minuti. \u00bb<\/p>\n<p>Luca prese il biglietto, controll\u00f2 di avere il portafoglio nella tasca del cappotto, poi chiuse di nuovo gli occhi, in attesa del taxi.<\/p>\n<p>Puntuale, cinque minuti dopo, l\u2019autista attravers\u00f2 l\u2019ingresso dell\u2019Ibis, in jeans, giaccone nero e stivaletti bassi marroni di pelle.<\/p>\n<p>\u00ab Taxi. \u00bb disse in un inglese fortemente accentato, guardando in direzione di Luca.<\/p>\n<p>Lui sollev\u00f2 la mano per farsi riconoscere e si alz\u00f2 a fatica dalla poltrona, senza che Wessel facesse alcun lontano tentativo di aiutarlo.<\/p>\n<p>Il tassista, con un basco nero in testa e la barba sfatta, osserv\u00f2 lo strano abbigliamento di Luca e incroci\u00f2 lo sguardo di Wessel, che con un veloce cenno della mano gli conferm\u00f2 che era tutto in ordine.<\/p>\n<p>Luca segu\u00ec il conducente fuori dell\u2019hotel, dove la neve stava cadendo di nuovo e pi\u00f9 di prima.<\/p>\n<p>Il freddo gli penetr\u00f2 immediatamente nelle ossa, attraverso il cappotto ed il pigiama, e rabbrivid\u00ec, mentre si sedeva sul sedile posteriore della Passat nera.<\/p>\n<p>Il tassista mise in moto e si volt\u00f2 verso Luca, in attesa di indicazioni.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo gli diede il bigliettino di Wessel.<\/p>\n<p>L\u2019autista annu\u00ec e part\u00ec slittando sull\u2019asfalto imbiancato.<\/p>\n<p>Luca si abbandon\u00f2 contro il poggiatesta, mentre i suoi occhi scrutavano i marciapiedi e gli edifici che scorrevano ai fianchi del taxi.<\/p>\n<p>In giro per le strade dei sobborghi di L\u2019Aia non c\u2019era quasi nessuno ed i locali erano tutti chiusi, a parte le sale gioco e quelli erotici. Durante il tragitto fino allo studio del dottore, Luca vide poche persone, da sole soprattutto, che camminavano piegate in avanti, con i fiocchi di neve che le sferzavano, tentando di non perdere l\u2019equilibrio sul fondo scivoloso.<\/p>\n<p>Che nottata di merda, si disse, sfinito. Pare di essere su un pianeta sperduto e condannato all\u2019estinzione, da cui tutti sono gi\u00e0 scappati, tranne me, il tassista e qualche altro derelitto disperato.<\/p>\n<p>Dalla radio dell\u2019auto usciva una musica mediorientale a basso volume, che, unita al procedere regolare della Passat, ebbe un effetto ipnotico su Luca, che si addorment\u00f2.<\/p>\n<p>Si sent\u00ec toccare sul braccio e si svegli\u00f2 di soprassalto, trovandosi a fissare gli occhi assonnati del conducente.<\/p>\n<p>\u00ab Siamo arrivati. \u00bb<\/p>\n<p>Luca guard\u00f2 fuori, dove una breve scala portava ad un portico. Qui l\u2019insegna lampeggiante di una farmacia squarciava ad intermittenza la notte.<\/p>\n<p>\u00ab \u00c8 qui il dottore? \u00bb domand\u00f2 Luca, dubbioso.<\/p>\n<p>L\u2019autista gli mostr\u00f2 il biglietto di Wessel e fece di s\u00ec con il capo.<\/p>\n<p>Luca scrut\u00f2 ancora il portico, quindi si rivolse al tassista.<\/p>\n<p>\u00ab Quanto le devo? \u00bb<\/p>\n<p>L\u2019autista indic\u00f2 il tassametro, che segnava pi\u00f9 di trenta euro.<\/p>\n<p>Ma dove cazzo mi ha portato? si chiese Luca, riflettendo sulla distanza percorsa con il taxi dall\u2019Ibis e notando che l\u2019orologio digitale della Passat segnava le ventitre e cinquanta.<\/p>\n<p>Maledisse in silenzio Wessel, quindi prese il portafoglio e mise i soldi in mano al tassista.<\/p>\n<p>\u00ab Pu\u00f2 aspettarmi qui, per favore? \u00bb aggiunse \u00ab Dopo devo tornare all\u2019hotel. Ci metto poco. Va bene? \u00bb<\/p>\n<p>Al nuovo segno affermativo dell\u2019altro, apr\u00ec la portiera, investito subito dai fiocchi e dal vento forte. Le scarpe sprofondarono nella coltre alta cinque centimetri ed i suoi piedi senza calze si intirizzirono immediatamente al contatto con la neve.<\/p>\n<p>\u00ab Nottata di merda. \u00bb mormor\u00f2, per poi salire le scale.<\/p>\n<p>Prima di entrare nella farmacia, sbirci\u00f2 il taxi per essere sicuro che non se ne andasse, ma si tranquillizz\u00f2 vedendo che l\u2019autista aveva spento il motore e le luci, in attesa del suo ritorno.<\/p>\n<p>Apr\u00ec la porta di vetro ed and\u00f2 dentro lo spazio, appena meno freddo che l\u2019esterno, dove c\u2019erano alcune sedie contro una parete. Di fronte a lui, una donna bionda in camice bianco, larga quanto alta, lo squadr\u00f2 dall\u2019altra parte di una vetrata con una feritoia nel mezzo, oltre la quale c\u2019erano diverse scansie parallele con i medicinali in vendita.<\/p>\n<p>Luca si avvicin\u00f2 alla feritoia.<\/p>\n<p>\u00ab Buonasera, sono venuto qui per farmi visitare dal dottore. Sto male. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Il dottore non sar\u00e0 qui prima delle otto di domani mattina. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Ma mi \u00e8 stato detto che lo avrei trovato qui adesso! \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Se vuole aspettare anche qui tutta la notte su una di quelle sedie, \u00bb ribatt\u00e9 lei, senza scomporsi \u00ab sar\u00e0 il primo della fila domani mattina, quando il dottore arriver\u00e0. \u00bb<\/p>\n<p>Luca fece per alzare la voce, ma si trattenne, accorgendosi che non sarebbe servito a nulla.<\/p>\n<p>\u00ab Quindi questa \u00e8\u2026 \u00bb disse, lasciando la frase in sospeso.<\/p>\n<p>\u00ab \u00c8 una semplice farmacia. \u00bb<\/p>\n<p>Luca riflett\u00e9 per un secondo, andando con il pensiero alle farmacie italiane dove aveva visto anziani che si facevano misurare la pressione o fare iniezioni.<\/p>\n<p>\u00abPotrebbe provarmi la temperatura, per favore? \u00bb<\/p>\n<p>La donna non cambi\u00f2 l\u2019espressione assente del viso.<\/p>\n<p>\u00ab Se vuole, pu\u00f2 comprare un termometro e misurarsela da solo. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Non ho bisogno di comprare un termometro! Devo solo vedere se ho la febbre. Glielo chiedo per favore. Pu\u00f2 misurarmela lei? \u00bb<\/p>\n<p>La donna si allontan\u00f2 per andare ad una scansia, da dove prelev\u00f2 una scatola, poi torn\u00f2 alla feritoia.<\/p>\n<p>\u00ab Questo \u00e8 il termometro. Costa dodici euro. Lo vuole comprare o no? \u00bb<\/p>\n<p>Luca fiss\u00f2 prima la bionda, poi il termometro, quindi di nuovo lei. Dopodich\u00e9 prese dal portafoglio due banconote, che mise dentro la feritoia.<\/p>\n<p>La donna gli ritorn\u00f2 il termometro con lo scontrino ed il resto, senza aggiungere altro.<\/p>\n<p>Luca si sedette su una delle sedie e tolse il termometro digitale dalla confezione per metterlo sotto l\u2019ascella.<\/p>\n<p>Quando l\u2019apparecchio suon\u00f2, guard\u00f2 la temperatura.<\/p>\n<p>Trentanove e uno.<\/p>\n<p>Cazzo, si disse, mentre, come un riflesso condizionato, i brividi tornarono a colpire il suo corpo a ondate.<\/p>\n<p>Si mise in tasca il termometro ed usc\u00ec, senza degnare di uno sguardo la farmacista.<\/p>\n<p>Il taxi era ancora l\u00ec, ai piedi della scala, con una patina di neve che nascondeva parte della carrozzeria nera.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 nella Passat senza indugiare oltre, dato che la neve pareva cadere sempre pi\u00f9 copiosa ad ogni minuto che passava.<\/p>\n<p>L\u2019autista lo fiss\u00f2 con aria interrogativa nello specchietto retrovisore.<\/p>\n<p>\u00ab Torniamo all\u2019albergo? \u00bb gli domand\u00f2.<\/p>\n<p>Luca percep\u00ec la nausea montare di nuovo.<\/p>\n<p>\u00ab Ho bisogno di andare subito ad un pronto soccorso. \u00bb disse, dopo aver preso la decisione.<\/p>\n<p>Il tassista gir\u00f2 la chiave dell\u2019auto ed i tergicristalli pulirono il parabrezza dalla neve.<\/p>\n<p>\u00ab L\u00e0 c\u2019\u00e8 un ospedale. \u00bb rispose, indicando una struttura illuminata dall\u2019altra parte della piazza.<\/p>\n<p>\u00ab Mi ci porti, per favore. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Non posso. \u00c8 troppo vicino. \u00bb<\/p>\n<p>Luca spalanc\u00f2 gli occhi febbricitanti.<\/p>\n<p>\u00ab In che senso? \u00bb<\/p>\n<p>A lui l\u2019ospedale pareva essere distante almeno trecento metri. Senza dubbio troppi per le sue condizioni di salute, soprattutto durante una bufera di neve e a piedi.<\/p>\n<p>\u00ab Per portarla fino a quell\u2019ospedale il tassametro indicherebbe pi\u00f9 o meno un euro, quando la corsa minima \u00e8 di quattro e cinquanta. Perci\u00f2, deve andarci da solo. Non posso portarla io. \u00bb<\/p>\n<p>Luca ebbe un conato.<\/p>\n<p>Va bene, pens\u00f2, ora sono sicuro di essere la vittima ignara di uno scherzo. Tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 essere vero. \u00c8 surreale.<\/p>\n<p>\u00ab Non sto bene. Se le chiedo di portarmi al pi\u00f9 presto in un pronto soccorso, \u00e8 chiaro che non sto bene. Come pu\u00f2 pensare che io sia in grado di camminare fin l\u00e0? \u00bb chiese, ormai al limite della sua pazienza.<\/p>\n<p>Il tassista prosegu\u00ec a guardarlo, indifferente, senza aprire bocca.<\/p>\n<p>Allora, Luca estrasse una banconota da dieci euro dal portafoglio e la porse all\u2019autista.<\/p>\n<p>Questi lo fiss\u00f2, senza sapere cosa fare.<\/p>\n<p>\u00ab Sono troppi. \u00bb replic\u00f2.<\/p>\n<p>Luca si mise la mano sulla fronte e la sent\u00ec bagnata di sudore, nonostante il clima gelido.<\/p>\n<p>\u00ab Prenda questa banconota e mi porti l\u00e0. Adesso, cazzo! \u00bb rispose seccato, ormai senza pi\u00f9 un briciolo di spirito di sopportazione.<\/p>\n<p>Il tassista afferr\u00f2 i dieci euro, mise in moto e part\u00ec in direzione dell\u2019ospedale, dove si ferm\u00f2 trenta secondi dopo.<\/p>\n<p>Luca scese dal taxi e si fiond\u00f2 verso l\u2019ingresso del pronto soccorso, scivolando sul selciato imbiancato, ma riuscendo a non cascare in terra.<\/p>\n<p>\u00ab Devo aspettare, signore? \u00bb<\/p>\n<p>Le parole dette dal tassista attraverso il finestrino abbassato della Passat giunsero alle orecchie di Luca mentre le porte scorrevoli dell\u2019ospedale si aprivano davanti a lui.<\/p>\n<p>Fece finta di non aver sentito ed entr\u00f2 nell\u2019ambiente asettico del pronto soccorso, accolto dalle luci al neon, che illuminavano a giorno tutto l\u2019ingresso, e dal calore del riscaldamento interno.<\/p>\n<p>Prima ancora che potesse raggiungere lo sportello dell\u2019accettazione, un\u2019infermiera di origine orientale, minuta e con i capelli ossigenati, salt\u00f2 fuori dal nulla, andandogli incontro.<\/p>\n<p>\u00ab Posso aiutarla? \u00bb chiese, mentre guardava con sospetto lo strano abbigliamento dell\u2019individuo appena sbucato dalla bufera di neve.<\/p>\n<p>Luca si strinse nel cappotto, tremando.<\/p>\n<p>\u00ab Non sto bene. \u00bb sussurr\u00f2, poi si pieg\u00f2 prima sulle ginocchia, colpito dal senso di nausea e stremato dalla febbre, quindi cadde in avanti, finendo steso sul pavimento di linoleum chiaro.<\/p>\n<p>L\u2019infermiera grid\u00f2 qualcosa in fiammingo e alle sue spalle altri due sanitari arrivarono di corsa.<\/p>\n<p>Luca chiuse gli occhi, poi si sent\u00ec sollevare ed intu\u00ec di essere stato adagiato su una lettiga.<\/p>\n<p>Sprofond\u00f2 immediatamente in uno stato di dormiveglia.<\/p>\n<p>Ad un certo punto, riprese conoscenza per poco, giusto il tempo di osservare che era stato portato in una stanza e che aveva una flebo al braccio.<\/p>\n<p>Di nuovo la spossatezza prese il sopravvento.<\/p>\n<p>Quando riapr\u00ec gli occhi, un dottore stava in piedi di fronte a lui.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, capelli corti neri e barba sale e pepe, stava parlottando con l\u2019infermiera, che aveva accolto Luca al suo arrivo nell\u2019ospedale, quando si accorse che Luca si era svegliato.<\/p>\n<p>Si avvicin\u00f2 al letto, sorridendo.<\/p>\n<p>\u00ab Salve. Come sta, signor Crespi? A proposito, dopo che ha perso i sensi, abbiamo dovuto curiosare nel suo portafoglio ed abbiamo trovato la sua carta d\u2019identit\u00e0. Comunque, come si sente? \u00bb<\/p>\n<p>Luca ci pens\u00f2 sopra qualche secondo, cercando di individuare i sintomi all\u2019interno del proprio corpo.<\/p>\n<p>I brividi sembravano scomparsi, come pure la nausea, e sentiva che le forze gli stavano ritornando.<\/p>\n<p>\u00ab Meglio, dottore. Molto meglio. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Bene. \u00c8 anche quello che risulta dagli esami che le abbiamo fatto. Certo, quando \u00e8 arrivato qui, non era messo bene. Ha perso i sensi. Le abbiamo dovuto fare un paio di flebo. Comunque, ora ci sembra tutto a posto. \u00bb<\/p>\n<p>Luca guard\u00f2 l\u2019orologio al polso.<\/p>\n<p>Le tre e venti del mattino.<\/p>\n<p>\u00ab Cosa ho avuto? \u00bb<\/p>\n<p>Il dottore lesse i fogli che aveva in mano, prima di rispondere.<\/p>\n<p>\u00ab Una bella influenza fulminante. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Ma ieri ho guidato da Bruxelles fin qui e stavo benissimo. Ho iniziato a star male solo dopo le ventuno. Ed adesso, invece, mi sembra che le ultime ore siano state solo un incubo. \u00c8 tutto passato? \u00bb<\/p>\n<p>Il dottore assent\u00ec.<\/p>\n<p>\u00ab Proprio cos\u00ec. \u00c8 come le ho detto prima. Un\u2019influenza fulminate. Come \u00e8 giunta,se n\u2019\u00e8 andata. Molto semplice. \u00bb<\/p>\n<p>Luca attese che il dottore proseguisse, mentre invece rimaneva in silenzio, sorridendogli e basta.<\/p>\n<p>\u00ab Quindi? \u00bb lo incalz\u00f2 lui.<\/p>\n<p>\u00ab Quindi pu\u00f2 andare, signor Crespi. Anche lei si sta accorgendo di star meglio e ci\u00f2 conferma perfettamente i nostri dati. Deve solo aspettare una decina di minuti che la flebo finisca e poi, dopo aver firmato i documenti necessari per le dimissioni e per il pagamento, \u00e8 libero di lasciare l\u2019ospedale. \u00bb<\/p>\n<p>A Luca sembr\u00f2 di non aver compreso le ultime parole del dottore.<\/p>\n<p>\u00ab Il pagamento? \u00bb domand\u00f2 perplesso.<\/p>\n<p>\u00ab S\u00ec, \u00bb rispose il medico, sempre con il sorriso stampato sulla bocca \u00ab lei non \u00e8 un cittadino olandese. Perci\u00f2 non pu\u00f2 usufruire del nostro servizio sanitario nazionale gratuitamente. Le arriver\u00e0 a casa in Italia la fattura da pagare. \u00bb<\/p>\n<p>La faccia di Luca sembrava quella di uno che avesse appena avuto una paresi, mentre il suo sospetto di qualche ora prima ritorn\u00f2 insistente nella sua testa.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio, pens\u00f2, sono davvero vittima di uno scherzo. Non pu\u00f2 esserci altra spiegazione per questa serie infinita di assurdit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00ab Adesso, per\u00f2, mi tocca salutarla. Ho altri pazienti da seguire. Le auguro un buon ritorno a casa. \u00bb concluse il dottore, uscendo dalla stanza e lasciando Luca basito nel letto.<\/p>\n<p>L\u2019infermiera segu\u00ec il dottore, per poi tornare dieci minuti pi\u00f9 tardi con i documenti per le dimissioni di Luca.<\/p>\n<p>Veloce, estrasse l\u2019ago della flebo dal braccio del paziente, lo disinfett\u00f2 e applic\u00f2 un cerotto sulla ferita.<\/p>\n<p>Quindi diede a Luca una penna ed i fogli che aveva in mano.<\/p>\n<p>\u00abPer favore, metta una firma dove ci sono le croci. Grazie. \u00bb<\/p>\n<p>Luca obbed\u00ec, senza pensarci un attimo. Aveva solo voglia di tornare in hotel e cercare di dormire per dimenticare l\u2019incubo che era diventato il suo soggiorno a L\u2019Aia.<\/p>\n<p>Appena ebbe finito, l\u2019infermiera ritir\u00f2 i documenti e gli diede un pacchetto di compresse.<\/p>\n<p>\u00ab Ne prenda una ogni dodici ore a stomaco pieno, fino a terminare la confezione. \u00bb disse la donna, indicando l\u2019attaccapanni in un angolo della stanza \u00ab L\u00ec c\u2019\u00e8 il suo cappotto. Ora pu\u00f2 andare, signore. \u00bb<\/p>\n<p>Dopodich\u00e9 si dilegu\u00f2.<\/p>\n<p>Luca si guard\u00f2 intorno,spaesato, poi scese dal letto con indosso il suo pigiama scozzese e s\u2019infil\u00f2 cappotto e scarpe, allacciandosi le stringhe.<\/p>\n<p>Quindi usc\u00ec anche lui dalla stanza e, dopo aver transitato davanti alla guardiola del pronto soccorso, se ne torn\u00f2 indisturbato all\u2019esterno dell\u2019ospedale.<\/p>\n<p>Aveva smesso di nevicare, ma tutto intorno era coperto dalla coltre candida.<\/p>\n<p>Con sua grande sorpresa, Luca not\u00f2 il taxi, che lo aveva accompagnato dall\u2019hotel, parcheggiato ancora a pochi metri dall\u2019ingresso del pronto soccorso.<\/p>\n<p>Con cautela, fece qualche passo nella neve e picchi\u00f2 con le nocche sul vetro del lato guidatore.<\/p>\n<p>Il tassista si svegli\u00f2 di soprassalto e lo fiss\u00f2 attraverso il finestrino incrostato di bianco. Poi mise in moto e tir\u00f2 gi\u00f9 il vetro elettrico della Passat.<\/p>\n<p>\u00ab La riport\u00f2 all\u2019Ibis, signore? \u00bb gli chiese, come se il tempo trascorso da quando Luca era entrato in ospedale non fosse mai esistito.<\/p>\n<p>Senza rispondere, Luca sal\u00ec dietro e rimase in silenzio per tutto il tragitto di ritorno, ogni tanto abbassando le palpebre, ma perlopi\u00f9 tenendo lo sguardo perso rivolto verso l\u2019esterno, dove l\u2019oscurit\u00e0 della notte si mischiava al candore della nevicata.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 era ancora dormiente e ben poche auto incrociarono il taxi nella successiva mezz\u2019ora.<\/p>\n<p>Una notte assurda, si disse di nuovo Luca. Completamente assurda.<\/p>\n<p>L\u2019unica cosa positiva era che, a parte il sonno e la fame, stava bene. Quell\u2019influenza atipica se n\u2019era andata del tutto, per fortuna.<\/p>\n<p>Quando il taxi si ferm\u00f2, il conducente si gir\u00f2 verso di lui.<\/p>\n<p>\u00ab Siamo arrivati. Sono quarantacinque euro, signore. \u00bb<\/p>\n<p>Luca spost\u00f2 lo sguardo a destra e vide l\u2019insegna dell\u2019Ibis.<\/p>\n<p>Prese una banconota da cinquanta e la diede all\u2019uomo. Quindi, senza aspettare il resto, scese, rabbrividendo quando la neve gli entr\u00f2 nelle scarpe, a contatto con i piedi nudi.<\/p>\n<p>Rimase fermo per un minuto, riflettendo, mentre il taxi ripartiva e si allontanava.<\/p>\n<p>Si guard\u00f2 intorno.<\/p>\n<p>Pareva di essere davvero su un altro pianeta. Il silenzio aleggiava su tutto, interrotto solo dal rumore delle onde che si infrangevano sulla spiaggia, al di l\u00e0 della strada.<\/p>\n<p>Mise la mano in tasca e vi trovo le chiavi della sua Ford.<\/p>\n<p>Allora fece qualche passo fino all\u2019auto parcheggiata, ne apr\u00ec il bagagliaio e si infil\u00f2 il paio di guanti grigi di pelle, che c\u2019erano al suo interno. Dopodich\u00e9, da un doppio fondo nascosto prelev\u00f2 alcuni oggetti che fece scivolare nelle tasche del cappotto.<\/p>\n<p>Chiuse la Ford e si diresse verso l\u2019hotel.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 ed i suoi occhi andarono subito all\u2019orologio sulla parete.<\/p>\n<p>Le quattro e trenta.<\/p>\n<p>Wessel alz\u00f2 la testa e guard\u00f2 Luca con noncuranza, senza aprire bocca.<\/p>\n<p>\u00ab Devo prendere delle pastiglie a stomaco pieno. Ho bisogno di un bicchiere d\u2019acqua e di qualcosa da mangiare. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Purtroppo a quest\u2019ora non ho niente da darle. Neanche uno snack. \u00bb<\/p>\n<p>A Luca sembr\u00f2 di vedere un\u2019ombra di divertimento negli occhi dell\u2019olandese.<\/p>\n<p>\u00ab Non avete niente in cucina? O in frigorifero? Anche solo un pezzo di pane di ieri basterebbe. \u00bb insistette.<\/p>\n<p>Un sorriso finto apparve sulla bocca di Wessel.<\/p>\n<p>\u00ab Sono gi\u00e0 le quattro e mezza, signore. Deve aspettare solo un paio d\u2019ore e poi potr\u00e0 fare colazione. \u00bb<\/p>\n<p>I loro sguardi si incrociarono, carichi di tensione.<\/p>\n<p>\u00ab Prima mi aveva detto che lo studio del medico era vicino. \u00bb disse, con un tono di rimprovero.<\/p>\n<p>\u00ab Perch\u00e9? Non era cos\u00ec? \u00bb<\/p>\n<p>Luca serr\u00f2 la mascella, innervosendosi ancora di pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u00ab Inoltre il dottore non c\u2019era. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Sono cose che succedono. \u00bb rispose Wessel, facendo spallucce.<\/p>\n<p>Fanculo, decise Luca. Quando \u00e8 troppo, \u00e8 troppo.<\/p>\n<p>Si mosse rapido in avanti verso l\u2019olandese ed estrasse dalla tasca destra una pistola Beretta FS92, con la quale colp\u00ec la testa di Wessel all\u2019attaccatura dei capelli, con tutta la forza che aveva.<\/p>\n<p>L\u2019addetto al ricevimento non vide neppure arrivare il colpo e si accasci\u00f2 su se stesso, dietro il banco, svenuto. Un bernoccolo rosso inizi\u00f2 a formarsi dove Luca lo aveva raggiunto con la canna della Beretta.<\/p>\n<p>Luca fece scivolare la pistola in tasca, pass\u00f2 dietro il banco e cerc\u00f2, finch\u00e9 non trovo un rotolo di nastro adesivo per pacchi.<\/p>\n<p>Lo fece passare intorno alle caviglie di Wessel, immobilizzandone le gambe. Ripet\u00e9 l\u2019operazione con i suoi polsi, legati dietro la schiena. Fin\u00ec il tutto attaccando una striscia di nastro adesivo anche sulla bocca.<\/p>\n<p>Quindi si caric\u00f2 Wessel sulle spalle e usc\u00ec in Gevers Deynootweg.<\/p>\n<p>La situazione non era cambiata rispetto a qualche minuto prima.<\/p>\n<p>Neve e buio la facevano da padroni e la strada era deserta.<\/p>\n<p>Cammin\u00f2 fino alla Ford, apr\u00ec il bagagliaio e ci gett\u00f2 dentro l\u2019olandese, come se fosse un sacco di patate, quindi chiuse di nuovo l\u2019auto.<\/p>\n<p>Una volta tornato nell\u2019atrio dell\u2019Ibis, and\u00f2 alla postazione di Wessel.<\/p>\n<p>Rapido, come era abituato a fare, schiacci\u00f2 alcuni tasti sulla tastiera del pc e spense le videocamere di sorveglianza all\u2019interno e all\u2019esterno dell\u2019albergo. Digit\u00f2 altri tasti e cancell\u00f2 le registrazioni video delle ultime ventiquattro ore.<\/p>\n<p>Senza perdere tempo, prese una chiave elettronica e la inser\u00ec nel software per programmarla.<\/p>\n<p>Camera 306.<\/p>\n<p>Come gli era stato comunicato il giorno prima, ad Amsterdam, da chi gli aveva affidato l\u2019incarico.<\/p>\n<p>Sal\u00ec in silenzio al terzo piano, usando le scale, e procedette fino alla porta della 306.<\/p>\n<p>Prese dalle tasche del cappotto la Beretta, un caricatore di pallottole 9&#215;19 mm Parabellum e un silenziatore.<\/p>\n<p>Con movimenti consumati, inser\u00ec il caricatore, avvit\u00f2 il silenziatore, mise il colpo in canna e tolse la sicura.<\/p>\n<p>Luca diede un\u2019ultima occhiata a destra e a sinistra. Il corridoio era del tutto vuoto e la telecamera in alto era cieca.<\/p>\n<p>Infil\u00f2 la chiave elettronica nella serratura. La luce verde si accese.<\/p>\n<p>Luca spinse la porta con dolcezza verso l\u2019interno ed entr\u00f2.<\/p>\n<p>Si prese qualche secondo per far abituare i suoi occhi al buio.<\/p>\n<p>Non appena deline\u00f2 la sagoma nel letto sotto le coperte, alz\u00f2 il braccio destro e spar\u00f2 tutto il caricatore contro il suo obiettivo.<\/p>\n<p>Il rumore, simile a ripetuti colpi di tosse, interruppe per pochi attimi la quiete del piano.<\/p>\n<p>Dopo aver finito di sparare, Luca stette in ascolto, in attesa di altri possibili suoni.<\/p>\n<p>Rassicurato dal silenzio, prese la Beretta scarica, con il silenziatore, e la gett\u00f2 sotto il letto, insieme alla chiave elettronica.<\/p>\n<p>Usc\u00ec dalla stanza, mise sulla maniglia esterna il cartello \u201cNon disturbare\u201d, chiuse la porta e sal\u00ec a piedi di un piano per andare in camera sua.<\/p>\n<p>Quando fu nella 404, punt\u00f2 la sveglia del cellulare e si sdrai\u00f2 sul letto cos\u00ec come era vestito, in pigiama, cappotto e scarpe.<\/p>\n<p>Il sonno arriv\u00f2 immediato.<\/p>\n<p>Alle sei e quindici la sveglia suon\u00f2.<\/p>\n<p>Luca si alz\u00f2 immediatamente, si fece la barba e la doccia e si vest\u00ec in giacca e cravatta, gi\u00e0 pronto per la sua giornata di lavoro.<\/p>\n<p>Alle sei e trenta scese con l\u2019ascensore a pianoterra.<\/p>\n<p>Si diresse verso l\u2019angolo, dove era stata preparata la colazione self-service per gli ospiti dell\u2019albergo.<\/p>\n<p>Diede un\u2019occhiata al ricevimento, dove un impiegato di colore stava chinato sul computer.<\/p>\n<p>Probabilmente sta provando a recuperare i filmati della notte, si disse Luca, con un sorriso.<\/p>\n<p>Una cameriera bionda con gli occhi azzurri, magra come un giunco, gli chiese il numero della camera e lo segn\u00f2 su un elenco.<\/p>\n<p>\u00ab Buona colazione. \u00bb gli augur\u00f2.<\/p>\n<p>Luca continu\u00f2 a sorridere e, preso un vassoio, si serv\u00ec al self-service.<\/p>\n<p>Dieci minuti pi\u00f9 tardi, era gi\u00e0 in camera, dopo aver mangiato un paio di brioches con la marmellata ed aver bevuto due tazze di caff\u00e8 con zucchero e crema.<\/p>\n<p>Mise il laptop nella borsa a tracolla ed il pigiama con il beauty case nel trolley, indoss\u00f2 il cappotto e lasci\u00f2 la 404.<\/p>\n<p>Mentre era in coda per pagare, telefon\u00f2 ad Ida.<\/p>\n<p>La sua compagna rispose al secondo squillo, con voce assonnata.<\/p>\n<p>\u00ab Ciao, tesoro. hai chiamato presto stamattina. Sono appena le sette. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Ti ho svegliata? \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab S\u00ec, ma non importa. Tanto la sveglia sarebbe suonata tra cinque minuti. Hai dormito bene? \u00bb<\/p>\n<p>Luca pens\u00f2 alla notte appena passata.<\/p>\n<p>\u00ab Come un sasso. Tu? \u00bb<\/p>\n<p>Lei sospir\u00f2.<\/p>\n<p>\u00ab Beato tu. Ieri sera mi sono arrivate le mestruazioni e ho avuto male per tutta la notte. Mi sono addormentata verso le quattro, credo. Com\u2019\u00e8 l\u00ec il tempo? \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab \u00c8 nevicato durante la notte, ma ora \u00e8 solo nuvoloso. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Fai attenzione alla guida, allora. Mi raccomando. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Non preoccuparti, amore. \u00bb rispose lui \u00ab Sar\u00f2 prudente. Spero che i tuoi dolori si attenuino. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Grazie. Ci sentiamo poi. Un bacio. Ti amo. \u00bb<\/p>\n<p>Intanto Luca era arrivato davanti al banco del ricevimento, dove l\u2019impiegato di colore lo fissava in attesa.<\/p>\n<p>Luca gli pass\u00f2 la chiave elettronica, mimando con le labbra \u201c404 check-out\u201d.<\/p>\n<p>\u00ab Anch\u2019io ti amo. \u00bb concluse intanto la telefonata con Ida.<\/p>\n<p>L\u2019impiegato stamp\u00f2 la fattura e la porse a Luca, che pag\u00f2 con la carta di credito.<\/p>\n<p>\u00ab Il suo soggiorno \u00e8 andato bene, signore? \u00bb chiese, mentre Luca firmava per l\u2019autorizzazione del pagamento.<\/p>\n<p>\u00ab Tutto perfetto. \u00bb rispose lui, restituendogli la penna.<\/p>\n<p>\u00ab Grazie. Buona giornata, signore. \u00bb<\/p>\n<p>\u00ab Altrettanto. \u00bb<\/p>\n<p>Quindi Luca prese trolley e borsa ed usc\u00ec, camminando sul selciato innevato fino alla Focus.<\/p>\n<p>Apr\u00ec l\u2019auto, appoggi\u00f2 le due valigie sul sedile posteriore e si sedette al posto di guida, mettendo in moto.<\/p>\n<p>Lasci\u00f2 il parcheggio e si immise con cautela in Gevers Deynootweg, in direzione del centro citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il suo appuntamento era alle otto. Tenendo conto del traffico e delle strade innevate, sarebbe arrivato puntuale.<\/p>\n<p>Mentre guidava con prudenza, ritorn\u00f2 con la mente alla notte appena passata.<\/p>\n<p>Alla fine, tutto era andato come previsto.<\/p>\n<p>Aveva portato a termine il suo incarico e il denaro sarebbe arrivato sul suo conto off-shore in giornata. Come tante altre volte, in precedenza.<\/p>\n<p>La sua vittima apparteneva ad un\u2019organizzazione criminale ed era sospettato di aver sottratto denaro di nascosto ai suoi capi. Cose imperdonabili in certi ambienti, che si pagano con la vita.<\/p>\n<p>Luca aveva ritirato a Bruxelles l\u2019auto preparata con il doppio fondo e nella successiva fermata ad Amsterdam gli era stata fornita la Beretta con il silenziatore ed i proiettili.<\/p>\n<p>Ora avrebbe trascorso tutta la giornata incontrando i clienti dell\u2019azienda per cui lavorava. Per tutti, inclusa Ida, era quello il mestiere che faceva per vivere. La copertura perfetta per un sicario professionista.<\/p>\n<p>In serata avrebbe riconsegnato la Ford all\u2019aeroporto di Schipol e i suoi mandanti si sarebbero occupati di farla sparire per sempre.<\/p>\n<p>Rimaneva Wessel.<\/p>\n<p>Una smorfia perversa apparve sulle labbra di Luca.<\/p>\n<p>Avrebbe mandato un whatsup in codice al garage dell\u2019autonoleggio per chiedere un favore all\u2019organizzazione.<\/p>\n<p>Glielo dovevano. In fondo il loro rapporto d\u2019affari andava avanti da anni con mutua soddisfazione.<\/p>\n<p>S\u00ec, si disse Luca al volante, non faranno problemi. Cos\u00ec questo stronzo olandese la pagher\u00e0 per i suoi modi di merda della notte scorsa.<\/p>\n<p>Certo, gli sarebbe piaciuto sistemare anche gli altri cazzoni.<\/p>\n<p>I due \u201cgemelli\u201d dell\u2019ambulanza, il tassista, la farmacista, l\u2019infermiera, il medico.<\/p>\n<p>Ma non si pu\u00f2 avere tutto, si ripet\u00e9. Accontentiamoci. Wessel pagher\u00e0 per tutti. L\u2019importante adesso \u00e8 gettarsi questa nottata olandese alle spalle. Dimenticarla.<\/p>\n<p>La Ford sband\u00f2 di colpo sulla neve, mentre curvava.<\/p>\n<p>Luca corresse la traiettoria con lo sterzo e d\u2019istinto ragion\u00f2 sul fatto che Wessel nel bagagliaio potesse aver picchiato la testa durante quella manovra brusca.<\/p>\n<p>Non pot\u00e9 fare a meno di scoppiare a ridere.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33755\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33755\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luca parcheggi\u00f2 la sua Ford Mondeo nera lungo Gevers Deynootweg, a Scheveningen, appena fuori della capitale olandese L\u2019Aia, di fronte all\u2019Ibis Hotel. Mancava un quarto d\u2019ora alle diciotto e l\u2019oscurit\u00e0 era gi\u00e0 scesa sulla cittadina e sulla spiaggia, a poche decine di metri dall\u2019albergo. 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