{"id":33731,"date":"2018-01-05T18:11:54","date_gmt":"2018-01-05T17:11:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33731"},"modified":"2018-01-05T18:11:54","modified_gmt":"2018-01-05T17:11:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-sorella-minore-di-silvia-schiavo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33731","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La sorella minore&#8221; di Silvia Schiavo"},"content":{"rendered":"<p>Lei \u00e8 di una magrezza esagerata, quasi grottesca, cerco di immaginarmela pi\u00f9 in carne, avrebbe un bel viso. \u00c8 simpatica per\u00f2, siamo solo io e lei e il tempo in sala d&#8217;attesa scorre piacevolmente: parla, parla, parla, finch\u00e9 non mi chiede perch\u00e9 sono qui. Le sorrido a mezza bocca e mi scosto la manica dal braccio, ruotando il palmo della mano in sua direzione. Lei ricambia il sorriso, anzi ride, una risatina nervosa, quasi squittisce: &#8220;Figo, io mi rovino da dentro e tu ti rovini fuori!&#8221; Riassunto ineccepibile.<br \/>\nTocca a me ed entro, mentre mi siedo penso di essere a buon punto, perlomeno so di avere un problema, perlomeno ho un problema&#8230; In genere io sono <em>la-ragazza-\u00e8-pi\u00f9-matura -della-sua-et\u00e0<\/em>, oppure <em>wow-tutti-10-a-scuola<\/em>, nessuno per\u00f2 si chiede perch\u00e9 a quindici anni io abbia la spensieratezza di una quarantenne rassegnata alla vita. Siamo nel 20 d.C. dove C. sta per Cristiano, mio fratello: per la mia famiglia la vita \u00e8 ricominciata da lui, con la sentenza di malattia emessa alla nascita, a loro la vita l&#8217;ha stravolta, a me la vita l&#8217;ha determinata: non ero poi cos\u00ec tanto grande quando mia madre mi spieg\u00f2 &#8220;Cos\u00ec non rimarr\u00e0 solo&#8221;.<br \/>\n\u201cSarai un bravo fratellone\u201d diceva struffandogli i capelli con una mano e accarezzandosi la pancia con l&#8217;altra, ottenendo da parte sua un dolcissimo sorriso e un lieve movimento del capo, controllato dal poggiatesta della carrozzina. Cristiano le rispondeva con gli occhi, aveva compreso appieno che di l\u00ec a poco sarei arrivata e ne era felice: le guardava il ventre emozionato e lei, interpretando il suo desiderio, gli faceva toccare il punto in cui io avevo sferzato l&#8217;ultimo calcetto.<br \/>\nNostra madre \u00e8 sempre stata bella come un angelo: il babbo mi ha sempre raccontato che quando cantava in chiesa, mentre la luce che filtrava dal rosone le colorava il volto e i capelli di rosa e blu, incantava tutti con la sua voce. Le forme arrotondate dalla gravidanza, poi, la resero ancora pi\u00f9 dolce, di fatto sembrava una giovane Madonna e il suo piccolo Ges\u00f9 era l\u00ec, che la guardava e ascoltava con ammirazione. Molti dalle panche e da sotto i completi della domenica la guardavano con aria compassionevole, bisbigliavano cose del tipo &#8220;E se poi viene come lui?&#8221; per poi mettersi in fila e ricevere il sacramento della comunione.<br \/>\nCristiano e il babbo seguivano rispettosamente l&#8217;omelia del prete, dalla panca in prima fila e dalla carrozzina che occupava la parte pi\u00f9 prossima all&#8217;altare della navata destra. Sullo stesso lato cantava il coro ed era la posizione perfetta per vederla e per farsi vedere da lei, che ogni tanto lanciava uno sguardo al libretto dei canti, ma la maggior parte della durata della funzione dedicava occhiate amorevoli al suo dolcissimo bambino. Fu il giorno del quinto compleanno di Cristiano (5 d.C.) che, come un regalo inaspettato, si ruppero le acque con una settimana di anticipo. Giunsi il giorno seguente in un clima di trepidazione e ansia: \u201cQuanto \u00e8 bella!\u201d si complimentavano tutti. <em>\u00c8 sana, menomale<\/em>, pensavano immediatamente dopo.<\/p>\n<p>Mentre gli racconto della seconda gravidanza di mia madre e del mio arrivo mi sembra di dipingere un quadro: anche se ancora non c&#8217;ero mi sono immaginata tante volte la mamma incinta cantare, sotto gli sguardi fasulli e giudicanti delle stesse persone che continuiamo a incrociare la domenica a messa. Voglio che lui sappia, che lui capisca quanto \u00e8 bella nostra madre&#8230;<br \/>\nImprovvisamente mi assale un pensiero: &#8220;Anche se sono minorenne non chiamer\u00e0 i miei vero? Se no non ci torno pi\u00f9&#8221;.<br \/>\nEcco, l&#8217;ho detto, era necessario puntualizzarlo, anche se mi spiacerebbe non tornare: lui ha l&#8217;aria simpatica e un cognome corto, ben abbinato col nome. La targa &#8220;Attivit\u00e0 Consultoriali&#8221; fuori dalla porta te lo fa immaginare in altro modo, poi lo vedi dietro la scrivania con i jeans e le scarpe da ginnastica, uno zainetto all&#8217;attaccapanni e ti viene voglia di raccontargli, di raccontarti. Mi risponde spiegandomi della privacy e del segreto professionale, la cosa mi rassicura, quindi riprendo il discorso.<br \/>\n&#8220;Pensi di averlo fatto per richiedere attenzione?&#8221; domanda dopo avermi ascoltato in silenzio. &#8220;S\u00ec, inizialmente s\u00ec, ma mi sono subito pentita, anzi, non lo devono sapere. Mamma l&#8217;altro giorno \u00e8 tornata da un controllo e piangeva: ogni volta si chiude in camera, ma la sento&#8221;. &#8220;E tu non vuoi farla ulteriormente soffrire&#8221;. Lo afferma pi\u00f9 che chiedermelo.<br \/>\n&#8220;Mia madre \u00e8 come la Madonna, ma non solo bella&#8230;&#8221; lo sguardo \u00e8 interrogativo, aspetta che io gli spieghi, cos\u00ec proseguo &#8220;Servivo la messa in chiesa e all&#8217;offertorio spesso cantavamo quella canzone \u201cMadre io vorrei\u201d<\/p>\n<p><em>E quante volte anche tu di nascosto piangevi, madre&#8230; <\/em><\/p>\n<p>Ed io gi\u00e0 l&#8217;avevo vista farlo, tante volte, anche se lei credeva di nascondere le lacrime. Poi studiammo quella poesia a scuola &#8220;Donna del Paradiso\u201d, io mi misi a piangere e l&#8217;insegnante non capiva, il testo mi martellava in mente e mi dilaniava il cuore&#8230;<\/p>\n<p><em>Oh figlio, figlio figlio<br \/>\nfiglio amoroso giglio<br \/>\nFiglio chi da consiglio<br \/>\nal cuore mio angustiato. <\/em><\/p>\n<p>Ges\u00f9 stava per morire e sua madre si straziava dentro, decisi che mai avrebbe dovuto succedere anche a lei&#8221;.<br \/>\nMi chiede come penso di impedirlo, io gli rispondo che semplicemente <em>ci sar\u00f2<\/em>. &#8220;Manterr\u00f2 la promessa che ho fatto nascendo, penser\u00f2 a lui anche dopo, perch\u00e9 ci sar\u00e0 un dopo! Se c&#8217;\u00e8 qualcuno lass\u00f9 non permetter\u00e0 che mia madre sopravviva a mio fratello&#8221;.<br \/>\nMi arrabbio un po&#8217;, se ne accorge. In effetti io e Dio abbiamo un rapporto che va a fasi alterne: a volte lo rimprovero, a volte lo perdono, a volte mi dico che non \u00e8 volont\u00e0 sua.<br \/>\nCon la domanda successiva mi riporta su di me: in effetti \u00e8 per me che sono andata.<br \/>\n&#8220;Esci con le amiche? Hai amiche?&#8221; <em>Bella domanda dottore<\/em>.<br \/>\nGli racconto dell&#8217;ultima volta che sono uscita con le compagne di scuola e, come mio solito, ho portato Cristiano: la carrozzina sul selciato del corso non va granch\u00e9 e a quindici anni ridacchi e vuoi correre, incontro la vita, incontro ai ragazzi. Come sempre, nonostante le scarpe col tacco, ci hanno dato vari metri di stacco e l&#8217;uscita in gruppo \u00e8 diventata un&#8217;uscita a due, la nostra solita uscita. Negli occhi di mio fratello leggo delusione, gli sorrido &#8220;Chi se ne frega!&#8221; e cambio proprio strada. Lo porto al bar, tiro fuori la sua cannuccia e lo aiuto a bere un succo. Nemmeno si sono voltate a vedere dove eravamo&#8230; Stronze, stronze come si \u00e8 a quindici anni.<br \/>\n&#8220;Perch\u00e9 tu quanti anni hai?&#8221;<br \/>\n<em>Io non ho tempo di avere quindici anni<\/em>.<br \/>\nLo penso, lui mi legge in testa e ricalca pari pari la frase. Detta da lui per\u00f2 sembra un qualcosa da rimediare. Di fatto lo so, non ho vere amiche, ma ne vorrei almeno una. Una volta accompagnai i miei a un controllo di Cristiano e feci un bellissimo incontro: una ragazzina della mia et\u00e0 teneva per mano la sorella, la cui carrozzina stazionava in sala d&#8217;attesa accanto alla nostra.<br \/>\n&#8220;Ti sei sentita vicina a quella ragazza?&#8221; &#8220;Spero sempre di rivederla. Credo che solo lei potrebbe veramente essere mia amica: ci siamo guardate e c&#8217;era comprensione e non compassione&#8221;. &#8220;Vuoi molto bene a tuo fratello&#8230; Ti senti in colpa?&#8221; La sua domanda mi coglie di sorpresa, nessuno mai mi chiede se mi sento in colpa, tutti vedono che gli sto accanto e che lo adoro: sono le sue gambe quando gli spingo la sedia e le sue braccia quando lo vesto, a volte sono la sua testa, perch\u00e9 lo guardo e so che pensa, cos\u00ec mi faccio anche sua voce. Ma come fai a spiegare che ti senti in colpa perch\u00e9 sei sana? Perch\u00e9 corri, parli e lui non lo fa? Ti senti in colpa perch\u00e9 a volte vorresti essere malata per ricevere altrettante attenzioni e cazzo se mi succede di pensarlo! Anche se \u00e8 una cosa orribile. Lo dico&#8230; per la prima volta a lui.<br \/>\nA questo punto della conversazione piango, piango e non riesco a smettere, lui allunga una mano verso lo zainetto, tira fuori un pacchetto di fazzoletti e me ne porge uno. Mi spiega che vivo una situazione difficile e che \u00e8 umano certe volte fare determinati pensieri. Farmi una vita mia non vuol dire abbandonare Cristiano, devo avere i miei spazi da quindicenne. Aggiunge che non devo essere perfetta ad ogni costo e che non devo rendere imperfette le mie braccia per cambiare le cose.<br \/>\nEsco dalla stanza dopo aver fissato il secondo di tanti appuntamenti: inizio a capire che posso fare molto per lui, pensando per\u00f2 anche a me.<\/p>\n<p>-30 d.C.: mi laureo in psicologia.<br \/>\n-36 d.C.: mi sposo con Giulio un mio compagno di studi, andiamo ad abitare accanto ai miei.<br \/>\n&#8211; 37 d.C.: inizio a lavorare alle Attivit\u00e0 Consultoriali insieme a lui, che continua ad indossare jeans e preparare fazzolettini dentro lo zaino.<br \/>\n&#8211; 51 d.C.: stringo una mano a mio figlio, che col coraggio dei suoi undici anni \u00e8 voluto venire a dare l&#8217;ultimo saluto alla nonna, con l&#8217;altra asciugo una lacrima a mio fratello. Guardiamo il nostro angelo, quasi sorride, se ne \u00e8 andata serena: non ha dovuto piangere ai piedi della croce, niente Piet\u00e0 col volto di mia madre scolpito nel marmo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33731\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33731\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lei \u00e8 di una magrezza esagerata, quasi grottesca, cerco di immaginarmela pi\u00f9 in carne, avrebbe un bel viso. \u00c8 simpatica per\u00f2, siamo solo io e lei e il tempo in sala d&#8217;attesa scorre piacevolmente: parla, parla, parla, finch\u00e9 non mi chiede perch\u00e9 sono qui. 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