{"id":3368,"date":"2010-04-20T18:21:53","date_gmt":"2010-04-20T17:21:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3368"},"modified":"2010-04-20T18:21:53","modified_gmt":"2010-04-20T17:21:53","slug":"in-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3368","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;In Viaggio&#8221; di Daniela Coialbu"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Fa freddo e sento come se qualcuno di molto forte mi sbattesse come uno straccio contro il bordo del gommone. Le gambe sembrano non essere attaccate al corpo. Le vedo, magre e screpolate ma non le sento pi\u00f9. Aziz ci sta accucciato sopra. Sembra starci comodo. Io no.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Questi singhiozzi alle mie spalle sono della ragazza nigeriana. Sta piangendo. L\u2019unico punto in cui si vede luce in questo universo nero di acqua e di notte sono i suoi denti bianchi che risalgono dalla smorfia delle labbra<strong>. <\/strong><\/span><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Siamo partiti da poco. L\u2019Italia \u00e8 lontana, ma forse poi, non cos\u00ec tanto. Me lo ripeto spesso, come una preghiera, ogni volta che il gommone si impenna cercando di montare l\u2019onda come fosse un cavallo. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Ogni volta che questo ammasso grigio di aria ridiscende tra i flutti per\u00f2, quella sicurezza dentro di me\u00a0che\u00a0sussurra <em>non \u00e8 poi cos\u00ec lontana l\u2019Italia,<\/em> sembra sgretolarsi lentamente, come la sabbia tra i capelli, come il sale tra la schiuma del mare. Il mare. Chi l\u2019aveva mai visto. Con Aziz giocavamo a chi lo disegnava pi\u00f9 grande sulla terra appiccicosa del nostro villaggio. Vinceva sempre lui. Era pi\u00f9 svelto di me, in tutto. Poi, a 15 anni, mi diceva, ci riesci anche tu, ora guarda me. E lo guardavo, con i pugni stretti sudati, le unghie nere di terra che mi spingevano forte dentro la pelle e dentro qualcosa che si agitava nel petto, si muoveva come il budello rosso che Kaddour aveva tirato fuori dall\u2019agnello morto davanti casa sua. Io un giorno lo vedr\u00f2 il mare. Prima di te. Lo sussurravo piano, mentre lo guardavo e lui di spalle disegnava il mare, in ginocchio, a terra. Sulla terra il mare.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Cherifa ha smesso di piangere. Ora i denti non li vedo pi\u00f9. Ha serrato le labbra rosa screpolate. Ha iniziato a tremare. Fa freddo. \u00c8 buio e fa freddo. Provo a muovere un po\u2019 la gamba destra. La sento come avvolta in una coperta piena di formiche. Calda e brulicante.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Quando ho detto ad Aziz che avrei visto il mare prima di lui mi ha riso in faccia. Voglio vedere se ci riesci, ha detto. Parto per l\u2019Italia. L\u2019ha detto mamma. L\u00ec c\u2019\u00e8 il mare. Il vecchio Iheb <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>ha detto che l\u2019Italia \u00e8 come una zampa di maiale che galleggia nell\u2019acqua e nel sale. Quell\u2019acqua e sale \u00e8 il mare. Stupido, mi dice Aziz. Partiamo insieme per l\u2019Italia. Il mare lo vedremo insieme. Non ero contento ma nemmeno arrabbiato. Pensavo che forse un giorno potevamo andare d\u2019accordo io e Azuz. Forse in Italia, in una casa con la tv e pap\u00e0 che ci prepara il tajine con le olive.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Il giorno della partenza non lo scorder\u00f2 mai pi\u00f9. C\u2019erano proprio tutti a salutarci. Tutto il villaggio. Il villaggio e Noi. I pi\u00f9 forti. Quelli che non avevano paura di niente. Che sfidavano la loro terra e la polvere che tante volte avevano mangiato nei piatti di terracotta, che ridevano in faccia alle malattie, al sudore, al sangue. Quelli che sarebbero tornati ancora pi\u00f9 forti e ricchi e con una moglie, anzi con due o tre mogli, dicevano i miei fratelli. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Solo io avevo paura allora? Forse si. Ma non lo dicevo. Ridevo e cantavo con loro e guardavo la mamma aspettando che mi riempisse le mani di coraggio, come quando mi ci metteva il riso. Tutto quello che poteva. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Quel giorno, la mamma mi ha dato un bacio e si \u00e8 chiusa in casa. \u00c8 rimasta in silenzio di spalle, con i capelli raccolti in un fazzoletto viola. La guardavo da lontano mentre camminavamo, un piede di fronte all\u2019altro. Ho continuato a guardarla fino a quando non \u00e8 diventata un chicco di riso. L\u2019ho preso e ho immaginato di tenerlo tra le mani. Ce l\u2019ho ancora adesso qui sul gommone. Sono stato attento a non perderlo. Ogni tanto lo metto nella tasca dei pantaloncini, quando la mano \u00e8 troppo sudata e stanca e ho bisogno di stirarla. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Per\u00f2 devo rimanere immobile perch\u00e9 altrimenti ho paura che mi scivoli via ed io con lui. Ho paura ed inizio ad avere fame, ma decido di non mangiarlo quel chicco. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Aziz ora ha il braccio che gli scorre nell\u2019acqua. Rischia di cadere ma lui \u00e8 grande. Pu\u00f2 farlo. Lo tira fuori come un pesce volante e mi schizza. Un giorno anche io lo far\u00f2. Quando ritorno al villaggio col mio gommone lo faccio anche io. Sar\u00f2 pi\u00f9 grande e pi\u00f9 forte. Sento gli occhi che mi bruciano. Le gocce di mare schizzate in faccia mi fanno male e poi questo vento non va mai a dormire, nemmeno di notte. Non \u00e8 come il nostro ghibli. No. Lui esce fuori solo di giorno e accompagna il sole nel deserto.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\"><span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>Vedo una mano legnosa che chiude il ciuffo di capelli di Aziz e lo tira indietro. La stessa mano gli d\u00e0 uno schiaffo sull\u2019orecchio. Aziz trattiene le lacrime a forza e ricade sulle mie gambe. Io sorrido mi giro e chiudo gli occhi: quando mi sveglio sar\u00f2 in Italia. Sulla zampa del maiale. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Quando mi sveglio non \u00e8 pi\u00f9 buio. Fa un caldo asfissiante e ho la gola secca come le mammelle della nonna Farida. Quelle della mamma no, sono morbide e lisce come l\u2019acqua. Ho sete, ma devo resistere. Ancora un po\u2019. Cherifa ora ha le palpebre chiuse e non trema pi\u00f9. C\u2019\u00e8 il sole e non sentir\u00e0 pi\u00f9 freddo. Le sfioro la mano. Ha le dita lunghe e sottili, bellissime. Sono gelate. Vicino a lei una donna, pure lei nigeriana, sposta il busto avanti e indietro come in una danza al ritmo delle onde,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>con la voce intona una canzone, una nenia dolce, un sibilo velato. Si, la riconosco \u00e8 quella che mi cantava la mamma quando piangevo per il mal di pancia e non riuscivo a dormire. Ora ricordo. Gli occhi della donna piangono, lei no, sorride e un dente le si appoggia sul labbro bagnato di lacrime e saliva, culla Cherifa. Le tiene la testa tra le braccia. Lei rimane ferma per\u00f2, forse troppo. Non si muove pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u201cGuarda Seddik \u00e8 l\u2019Italia, la vedo, la vedo, \u00e8 quella l\u00ec! E\u2019 verde e marrone mi sembra, che dici? La vedi? La vedi tu?\u201d Aziz si agita troppo, \u00e8 in piedi sul gommone ma si abbassa ogni tanto per tirarmi la maglietta e costringe tutti ad aggrapparci pi\u00f9 forte ai bordi, stavamo tutti per rovesciarci. Il nostro viaggio sarebbe finito l\u00ec. Io non so nuotare e il chicco di riso? Neanche lui credo, ma qualche foglia nel mare lo avrebbe comunque portato a destinazione, me lo sento. <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">Ora la vedo anche io. Quella macchia verde e marrone si sta avvicinando a noi e finalmente berr\u00f2, l\u00ec berr\u00f2 fino a che l\u2019acqua non mi uscir\u00e0 dal naso, anzi no dalla fronte. Berr\u00f2 l\u2019acqua, liscia come la pelle della mamma e pogger\u00f2 a terra il suo chicco di riso che tengo ancora in tasca e che ha resistito fin\u2019ora a questo viaggio. Il viaggio dei forti, di quelli che non hanno paura perch\u00e9 cantano. Poi lo ricoprir\u00f2 con la sabbia italiana e aspetter\u00f2, e anche lui mi aspetter\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;,&quot;serif&quot;;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3368\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3368\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fa freddo e sento come se qualcuno di molto forte mi sbattesse come uno straccio contro il bordo del gommone. 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