{"id":33674,"date":"2017-12-27T17:00:00","date_gmt":"2017-12-27T16:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33674"},"modified":"2017-12-27T17:00:00","modified_gmt":"2017-12-27T16:00:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-le-estati-lontane-di-fabio-baronti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33674","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Le estati lontane&#8221; di Fabio Baronti"},"content":{"rendered":"<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>Mi ricordi il mare <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>non per i riflessi <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>per il sugo andato a male <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>il qualunquismo dei discorsi <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>sotto l&#8217;ombrellone <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>il sudoku che non torna <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>e quello che era scritto a penna <\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><i>\u00e8 gi\u00e0 da cancellare<\/i><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\">Daniele Silvestri \u2013 \u201cA me ricordi il mare\u201d<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piaceva andare l\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti lo chiamavano Ciso, magari poi lo fu anche per me. Prima di tutto, per me, lui era quello del pane. Chiss\u00e0 a che ora si alzava di notte, mi chiedevo, se dava un bacio in fronte al suo piccolo, se richiudeva piano la porta di casa per non far rumore prima di salire sulla sua Ritmo grigia. Certo era quel contrasto, una specie di mix, tra il profumo di pane, salsedine, creme solari al cocco. Libert\u00e0. Tutta la via profumava con la sua arte, mi piaceva pensare ai risvegli di quelli che abitavano l\u00ec: impagabili. Da Ciso mi portava ogni mattina pap\u00e0 perch\u00e9 l\u00ec e solo l\u00ec trovavi le rosette pi\u00f9 buone. A me metteva di buon umore entrare in quel posto. E non solo per il fatto che fossi in vacanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Partivamo sempre appena dopo la fine delle scuole, le giornate migliori quelle con pi\u00f9 ore di luce, come piaceva a mia madre. Caricavamo sulla vecchia Uno tutto il necessario per i canonici quindici giorni, soprattutto i giochi da spiaggia. Imboccavamo l&#8217;autostrada al tramonto e arrivavamo a Cavallino-Treporti con le luci della sera quando io gi\u00e0 dormivo; era quello un modo per evitare le lunghe colonne sotto il sole cocente. Puntuali, il mattino seguente appena dopo colazione, eravamo gi\u00e0 in panificio.\u00a0Dietro la porta che si apriva sempre accompagnata da un sonoro dlin, Ciso era in piedi davanti a noi vestito con la divisa completamente bianca da lavoro. Bianca come le sue mani farinose. Sotto i suoi baffoni neri, egli era una persona dall\u2019animo gentile. Stringeva mio padre con quelle sue grosse braccia abituate allo sforzo e mi regalava come sempre un panino con l\u2019uvetta e io mi chiedevo perch\u00e9. \u201cTieni campione, che devi crescere!\u201d mi diceva a gran voce, mentre io osservavo la penna perennemente appoggiata sopra il suo orecchio destro, il crocifisso che cercava di farsi spazio sul petto villoso e le note, immancabili, di Celentano mettevano di buon umore le giovani spose abbronzate che ogni mattino entravano disinvolte con le chiome fresche di lacca. E Ciso, da perfetto latin lover, Ciso, apprezzava quei rotondi fondoschiena. Quelle forme che forse avrebbe voluto plasmare usando le proprie mani come gi\u00e0 faceva abilmente con rosette, mantovane, ferraresi, panini al latte, panini all&#8217;olio, ciabattine croccanti. E poi tutti quei piccoli sacchettini di carta marrone coi nomi scritti sopra di fretta a penna, da consegnare al giovane garzone in motorino, pronti per le tavole dei residenti o di qualche ristorantino affacciato sulla laguna. Chi nella vita non ci \u00e8 passato almeno una volta, dico una, da Ciso? Nei suoi occhi, fatti di tante aurore, c&#8217;era l&#8217;azzurro del mare. Quella pelle increspata di rughe che come onde si spingevano fino a infrangersi su quel suo contagioso sorriso, tipico della gente che vive nei posti di mare, lo rendevano una figura caratteristica, quasi mitologica.\u00a0Alcune volte mio padre lo invitava a cena nel nostro campeggio. Grigliava pesce per l&#8217;occasione, anche se a me non piaceva. Per\u00f2 ci stava giusto. Ciso arrivava con sua moglie e Paolo, suo figlio dai mille riccioli in testa. Ricordo che avevamo pressappoco la stessa et\u00e0 io e lui, ci piaceva l\u2019Uomo Tigre. A tavola si apparecchiavano vari argomenti. Tra i tanti, sentivo spesso parlare di caserma, militari, comandante, Friuli. Si finiva sempre tardi in quelle occasioni, tanto da concedere a Ciso solo qualche ora per il riposo, prima di riprendere a infornare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Di quel luogo di mare io amavo la libert\u00e0. Pi\u00f9 di tutto lei mi entrava dentro fino a impossessarsi del mio corpo, fino a possedermi. In quei giorni vivevo in un modo completamente diverso, a stretto contatto con la natura. E non era cosa di poco conto per un animale d&#8217;appartamento quale ero. Il mio spazio chiuso era infatti una tenda, che mi serviva solamente per dormire la notte. Da dentro, prima di prendere sonno, mi cullava lo sciabordio delle onde del mare. Fuori, sopra gli alti salici bianchi, il chiarore della luna mi acquietava brillando alta nel cielo buio.\u00a0La mattina invece, era il canto degli uccelli a destarmi. Appena dopo colazione, inforcavo la mia BMX e con pap\u00e0 al mio fianco percorrevo via Fausta verso Nord guardando con una certa diffidenza la segnaletica che ci separava dalla pi\u00f9 nota Jesolo, che ai miei occhi inspiegabilmente si scriveva con la J e non come si pronunciava, con la I. Nel lungo viale alberato ammiravo le villette dei residenti che si affacciavano una dopo l&#8217;altra. Mi piaceva notare l&#8217;erba fresca tagliata alla perfezione, le fioriture e il profumo delle piante da frutto, la grande variet\u00e0 di colori nei gerani riposti con cura sui bianchi davanzali. Alzavo lo sguardo e mi sorprendevano ogni volta gli strani camini al contrario, a forma di campana storta, nell&#8217;inconfondibile stile veneziano che svettavano sul cielo azzurro e terso. Respiravo la frescura del mattino mentre pap\u00e0 accennava un timido Vecchio Frack e davanti ai miei occhi si apriva il grande maneggio. Un effetto non da poco tutto quel verde, quella ruralit\u00e0 delle contrade picchiate ai fianchi dal torrido sole. Quelle piccole chiese quasi emerse in quei borghi storici che iniziano tutti per Ca&#8217;. Un contrasto di silenzio, di ritmi lenti e, di l\u00e0, il mare e il suo impeto, la sabbia calda e lo straniero vociare dei turisti. Mi chiedevo come fosse l\u00ec in inverno, quando sarebbe calato il sipario sulle vacanze di tutti e il mare restava da solo, immerso nel freddo dei ricordi impressi su sbiadite cartoline. Forse era un po&#8217; come quando dovevamo smontare tutto e rimetterci in viaggio verso casa, nella tiepida luce del tramonto e una lacrima nascosta sempre sotto la canotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Non feci pi\u00f9 ritorno in quel posto. Le mie estati adolescenziali avevano preso i binari di Rimini e Riccione per poi col tempo volare spesso low-cost nei villaggi di Ibiza, Santorini, Minorca, Miami anni dopo. Ma in nessuna di queste ultime destinazioni ho mai ritrovato quella calma, quel senso di appagante totalit\u00e0 e armonia provate nella piccola localit\u00e0 balneare veneta.\u00a0Dopo la morte dei miei genitori non avevo pi\u00f9 alcun riferimento di Cavallino-Treporti e di Ciso. Le mie memorie erano confinate in sfumature di ricordi e nulla pi\u00f9. Ero di strada per lavoro giorni fa, andavo a memoria, erano anni che. Niente. Google Maps. Niente. Ho chiesto a un passante, un vecchio col bastone e la coppola in testa: ricordava a parole stentate un panificio della sua Gallipoli. Niente.\u00a0Ciso \u00e8 diventato Slot2000. Non ci ho mai messo piede, l\u00e0 dentro. Il profumo del pane, quel profumo buono, quotidiano, insostituibile, lo voglio custodire dentro i miei ricordi d\u2019infanzia. Del mitico panettiere baffuto non ho pi\u00f9 avuto notizie. Mi piace ricordarlo non invecchiato, ancora come lo conobbi da piccolo, perch\u00e9 in fondo le persone che incontriamo da bambini le portiamo avanti nel tempo con quel ricordo l\u00e0, quasi fossero immortali. Mentre il mare, quel mare, \u00e8 ancora qui davanti ai miei occhi ora, talvolta lento, a tratti impetuoso e scorbutico. Il mare, come diceva mio padre, dentro si fa sempre sentire.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33674\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33674\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi ricordi il mare non per i riflessi per il sugo andato a male il qualunquismo dei discorsi sotto l&#8217;ombrellone il sudoku che non torna e quello che era scritto a penna \u00e8 gi\u00e0 da cancellare Daniele Silvestri \u2013 \u201cA me ricordi il mare\u201d Mi piaceva andare l\u00ec. Tutti lo chiamavano Ciso, magari poi lo [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33674\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33674\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":14074,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-33674","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33674"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14074"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33674"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33674\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33682,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33674\/revisions\/33682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33674"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33674"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33674"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}