{"id":33631,"date":"2017-12-17T12:22:21","date_gmt":"2017-12-17T11:22:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33631"},"modified":"2017-12-17T12:22:21","modified_gmt":"2017-12-17T11:22:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-fuliggine-di-oscar-tison","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33631","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Fuliggine&#8221; di Oscar Tison"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" align=\"justify\">\u00c8 arrivata anche oggi, come ieri e come da molto tempo, e come ieri e come da molto tempo, forse da mesi, forse da pi\u00f9, la ignoro. Anche oggi si \u00e8 presentata lasciando filtrare dalle fessure degli scuri chiusi qualche sottile linea di luce, tenera, accattivante. Io socchiudo gli occhi e guardo, capisco che sono cenni di invito, gli stessi cui un tempo non sapevo resistere, ma \u00e8 un tempo lontano, tanto lontano che quando ci penso mi pare sia appartenuto a un altro e provo vergogna, come se stessi spiando un\u2019intimit\u00e0 cui non ho diritto.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Anche oggi \u00e8 arrivata una di quelle giornate che non mi appartengono, una giornata presa in prestito e che devo stare attento a maneggiare con cura: la devo restituire intonsa. Anche oggi \u00e8 una giornata di giugno, come ieri, come da molto tempo, e, con le poche forze che il sonno mi ha restituito, riesco ad alzare la coperta fino a coprirmi gli occhi e la testa per poter reimmergermi nel buio e continuare il sogno.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Questa cosa mi fa impazzire. Questa faccenda del sogno.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Non ci facevo caso, all\u2019inizio. Sono (ero?) un uomo razionale, c\u2019\u00e8 il bianco e c\u2019\u00e8 il nero, ci sono le strisce per attraversare la strada e se io ci cammino sopra, ti fermi. Se tu attraversi la strada come se fosse tua, dove le strisce non ci sono, ti centro. No, non l\u2019ho mai fatto, ci mancherebbe. Ma l\u2019ho pensato. Scusate i miei cambi di umore.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">All\u2019inizio, dicevo solo: <i>\u201cChe strano sogno\u201d<\/i> e mi reimmergevo nelle mie certezze. Forse per questo, per non averlo considerato con l\u2019attenzione che merita, piano piano si \u00e8 intrufolato nelle mie ore, senza che io ci facessi caso. \u00c8 subdolo, il sogno. Ora so che \u00e8 l\u2019essenza pi\u00f9 pura di quello che sono, ma \u00e8 tardi. \u00c8 tardi per tutto, per chiedere scusa alle rose ed al pane, per aver strappato le rose e buttato il pane, per i giorni di aprile che ho perso correndo verso l\u2019autunno.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><i> \u201cTonio \u00e8 impazzito.\u201d<\/i> Dicevano piano i colleghi quando pensavano che non potessi sentirli.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Allora in ufficio non ci sono andato pi\u00f9. Certo, ho sbagliato a voler raccontare loro cosa mi stava accadendo, cosa volete capiscano quei quattro cafoni ignoranti\u2026 Scusate. Sbalzi d\u2019umore. Comprensibili, sono certo capirete. Tutto \u00e8 cominciato un giorno che non pareva essere diverso da tutti quelli che l\u2019avevano preceduto, e non lasciava sperare in un avvenire migliore. Ero stanco, ero molto stanco quando mi sono buttato sul divano di casa e ho cenato con un glen grant, pure single malt, mi piace solo quello, color giallo paglierino come la pip\u00ec accidenti\u2026 Scusate di nuovo. Cercher\u00f2 di mantenere la calma, la coperta aiuta, voi che leggete Linus lo sapete. Ero molto stanco, dicevo, e mi sono addormentato sul divano senza finire il liquido ambrato, il mattino dopo avevo il tappeto ubriaco. E ho cominciato a sognare. Non ci sarebbe nulla di strano, capita a tutti, mi dicono. Non fosse che. Ho dormito undici ore filate e durante quelle undici ore ho rivissuto momento per momento la giornata appena passata. Che strano sogno. Ve lo racconto: sono entrato nel sogno e sono uscito di casa. Sono salito in macchina, mi sono avviato e\u2026 Qui qualcosa non torna: ho rallentato quando ho visto le strisce, mi sono fermato, ho aspettato con un sorriso gentile che quelle due signore mi passassero davanti con calma, chiacchierando, fermandosi ogni tanto per meglio chiarire chiss\u00e0 che concetto. Dietro a me uno ha strombazzato con forza, ma non mi sono scomposto. (Strano. Chiss\u00e0 che vuol dire.) Sono arrivato in ufficio con un bel ritardo, ma che mi frega, sono il capoufficio.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">-\u201dAttenti, oggi gira peggio del solito.\u201d<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Mormora uno e noto sorrisini tirati sulle facce chine alle scrivanie. Ma, nel sogno, sorrido e con noncuranza, dico:<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">-\u201dBuongiorno a tutti. Traffico bestiale, oggi. Scusate.\u201d<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Anche nel sogno non posso fare a meno di notare la sorpresa sui volti.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ma \u00e8 solo un sogno, che diamine.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">-\u201dForza, che state facendo? State sognando?\u201d<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Non vola una mosca, in ufficio. Ma io li guardo e rido, la giornata passa veloce. Sono persino andato due volte a bere un caff\u00e8 al distributore, insieme alla Rosa, quella bruttina con l\u2019aria altera che di solito non saluto nemmeno e non mi sono neppure incazzato quando la macchinetta si \u00e8 categoricamente rifiutata di darmi il resto. Bah.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Ma lasciamo perdere i sogni, c\u2019\u00e8 da lavorare qui, nessuno deve battere la fiacca, nemmeno io, ho pensato il giorno dopo mentre seduto alla scrivania cercavo di capire se qualcuno barava. Non mi faccio prendere per il culo, io.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">La sera rientro finalmente a casa e, non ci crederete, la cosa si ripete. Con l\u2019unica differenza che stavolta \u00e8 toccato a una birra l\u2019onere di rinverdire i colori del tappeto, che forse \u00e8 persiano, forse no, il certificato su carta pergamena non mi rassicura pi\u00f9 di tanto. Mi addormento e le ore di lavoro raddoppiano. Penso a questo, mentre, il giorno dopo ancora, mi siedo in ufficio. Quando sono entrato mi pareva di esserne appena uscito. Avevo l\u2019aria un po\u2019 sbattuta, non ho neppure sbraitato, quella mattina, di salutare non se parla, non l\u2019ho fatto mai.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">-\u201dSi sente male, signor Tonio?\u201d<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">A rivolgermi la domanda \u00e8 stata la Rosa, che, dato che non l\u2019ho mai considerata, \u00e8 quella cui ho riservato meno rimproveri.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">-\u201dNon \u00e8 niente,\u201d &#8211; risposi, guardandola grato &#8211; \u201cci beviamo un caff\u00e8? Come ieri?\u201d<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Mi guard\u00f2 allibita, forse un po\u2019 spaventata. Fece due passi indietro dicendo:<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">-\u201dNoi non abbiamo MAI bevuto un caff\u00e8 insieme.\u201d<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">E se ne and\u00f2, mentre qualcuno le sussurrava: <i>\u201cLascia perdere, quello ti vuole fregare.\u201d<\/i><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Continu\u00f2 cos\u00ec per dei giorni, ero sempre pi\u00f9 stanco, sempre pi\u00f9 fuori di me, sempre pi\u00f9 magro, sempre pi\u00f9 incapace di distinguere tra le azioni reali e quelle sognate. Sempre pi\u00f9, amavo dirmi, \u201cetereo\u201d, parola di cui non conoscevo bene il significato e gliene assegnavo uno tutto mio.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Di giorno lavoravo incazzato, la notte divertendomi. Ogni tanto cercavo di parlare a qualcuno del mio sogno, non so pi\u00f9 se di giorno o durante la notte, forse un po\u2019 e un po\u2019, forse. In cambio ricevevo qualche sorriso stentato, qualche ghigno che pareva soddisfatto. Cominciai a sentirmi come avvolto da un alone strano, grigiastro, scuro, unto. Respiravo a fatica, avevo nel naso e nella pelle un sentore e un odore di fuliggine, era come se qualcosa si stesse incenerendo dentro di me e uscisse dai pori della pelle. Cominciavo a non farcela pi\u00f9, non si pu\u00f2 lavorare ventiquattro ore al giorno, sapete. Infine, ad un certo momento, senza che l\u2019avessi consapevolmente cercata, mi balen\u00f2 nella mente la soluzione. Non so se accadde durante il giorno o nel sogno, cercate di capire. Era semplice: se non volevo ripetere la notte quello che avevo fatto il giorno, durante il giorno non dovevo fare nulla. Fu cos\u00ec che una sera, era una sera di giugno, uscii dall\u2019ufficio senza salutare e nessuno mi vide pi\u00f9. Giunto a casa, chiusi bene le imposte, mi sdraiai sul divano, sgolai tre whisky, il quarto fin\u00ec nel tappeto e mi prese una strana felicit\u00e0 pensando che sarebbe stata l\u2019ultima notte di lavoro.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Non so quante giornate e nottate sono passate da allora. \u00c8 difficile distinguerle una dall\u2019altra, solo qualche lieve variazione nelle sottili linee di sole che sfidano gli scuri le differenzia, ma sono variazioni che la mia mente si rifiuta di registrare e per me \u00e8 sempre giugno. Ogni tanto, cerco di non farlo troppo spesso, tocco e annuso la mia pelle e noto che la presenza della fuliggine sta lentamente scemando. Bene, molto bene. Sembra funzionare.<\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\">Anche se non so pi\u00f9 cosa voglia dire, da qualche parte l\u00e0 fuori sta iniziando una nuova giornata. Con le poche forze che il sonno mi ha restituito porto la coperta a coprirmi gli occhi e la testa e provo a reimmergermi nel sogno vuoto che tanto mi aggrada. Poi sento dei colpi, dei tonfi. Che sia il sangue ribelle che mi pulsa alle tempie? No, inutile che mi illuda. Il mio piano aveva una falla che puntualmente si \u00e8 aperta. Lo temevo, non vogliono che guarisca, sono arrivati, bussano alla porta. Pi\u00f9 forte, ora, sempre pi\u00f9 forte. Cosa posso fare, a questo punto? Cosa posso inventare? Niente, proprio niente. Non c\u2019\u00e8 niente da fare, \u00e8 inutile ribellarsi: non puoi vincere, contro le anime caritatevoli.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33631\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33631\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 arrivata anche oggi, come ieri e come da molto tempo, e come ieri e come da molto tempo, forse da mesi, forse da pi\u00f9, la ignoro. 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