{"id":33375,"date":"2017-10-31T11:43:48","date_gmt":"2017-10-31T10:43:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33375"},"modified":"2017-10-31T11:43:48","modified_gmt":"2017-10-31T10:43:48","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-vasca-di-alcibiade-di-ilaria-palomba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33375","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La vasca di Alcibiade&#8221; di Ilaria Palomba"},"content":{"rendered":"<p>La vasca da bagno era troppo piccola. Quando la trov\u00f2, era tutta rannicchiata nella ceramica. L&#8217;acqua esondava e lui si bagn\u00f2 le scarpe. Le piaceva telefonargli prima di farlo. E restare ore a dirgli: adesso lo faccio.<br \/>\nPerch\u00e9 me lo stai dicendo?<br \/>\nSi sentiva un armadio o peggio un cassetto, una cosa in cui riporre lettere d&#8217;addio.<br \/>\nAddio, gli diceva ogni volta. E lui sfondava la porta. C&#8217;era sempre il terrore di arrivare troppo tardi. Ma era terrore? Se ne vergogna ma l&#8217;aveva sperato, s\u00ec, che si ammazzasse. Sperava di contare i guazzi di sangue sulle mattonelle a fiori del bagno senza doverle bendare i polsi. Senza doverla pregare di andare al pronto soccorso.<br \/>\nSei matto? Una volta ci sono andata e mi ci hanno tenuta tre giorni in quel posto, sai, con le pareti bianche e la gente che si dondola ai bordi del letto e l&#8217;odore di brodino freddo e il personale che ti sequestra la limetta delle unghie e i lacci delle scarpe. E il miasma di pelle rancida e capelli non lavati. E l&#8217;aria condizionata che non fa aria e le pupille in midriasi e il sapore pastoso del bario impregnato di sostanze chimiche.<br \/>\nPerch\u00e9 ti devi ammazzare se poi non muori?<br \/>\nStamattina un uomo mi ha chiesto il numero di telefono su via Pico della Mirandola, prima mi ha detto di essere stato a Barcellona e di aver speso ottocento euro tra cene e hotel sulla Rambla e grande passione con una strana ragazza che poi \u00e8 svanita come un sogno. Ieri sono andata a una festa. La solita roba. Tutti vestiti bene.<br \/>\nPerch\u00e9 usi solo il nero?<br \/>\nFaccio fatica ad abbinare i colori.<br \/>\nE poi si andava nei prati di ginestre e margherite a Villa Pamphilj e si guardavano i lecci dal basso e lui le prendeva la mano e la domandava in sposa e lei gli rideva addosso.<br \/>\nQuindi se non ti sposo smetti di salvarmi?<br \/>\nLe regalava margherite, a lei sembrava un sacrilegio staccarle dall&#8217;erba. L&#8217;erba era bagnata, il vento caldo.<br \/>\nA volte mi sembra un purgatorio dal quale non si esce e non si entra, intendo non si entra in paradiso, diceva lei.<br \/>\nE poi si camminava per Monteverde vecchio, fermandosi al Vascello per controllare se ci fosse Antonio Rezza.<br \/>\nSi contavano i soldi per capire se ci si potesse permettere il teatro ma si optava sempre per l&#8217;osteria, quella con le botti fuori e le rose e i tavolini verdi in ferro battuto accanto alle rose. Prima di sedersi a bere vino, lei restava spesso a guardare i fiorai pakistani e le donne ubriache, domandandosi mille volte perch\u00e9 quel genere di esseri umani si attirasse in quel modo. Che mai fosse accaduto a un fioraio pakistano di sposare una damina della Roma bene, o a una clochard di incontrare una rockstar e venire portata via su un&#8217;Harley Davidson. Le fantasmagorie che aveva del presente erano saturate dall&#8217;immaginario del sentito dire, che non era proprio uguale al luogo comune, era un mondo ovattato di cose che sembrano disegni e personaggi a una dimensione.<br \/>\nQuando stava con lui si sentiva libera di dire quello che il resto del mondo non le avrebbe perdonato.<br \/>\nLa bellezza insozzer\u00e0 il mondo. Gli esseri umani sono la pi\u00f9 feroce delle belve. Gli spettacoli di beneficenza servono ai narcisisti per sentirsi artisti. La letteratura impegnata \u00e8 un modo come un altro per finire in televisione.<br \/>\nAllora perch\u00e9 frequenti le feste sfarzose, resti a guardare le luci della citt\u00e0, la cupola di San Pietro e i fori del Colosseo, dall&#8217;alto delle terrazze, incantata in mezzo ai qualcuno di cui non sai nulla?<br \/>\nE lei non rispondeva.<br \/>\nUna stilettata vederla rincasare ogni sera con un uomo diverso. Disegnava le costellazioni di rughe che avevano lungo le guance. E poi stava a fissargli le palpebre immobili e calate come quelle delle statue.<br \/>\nChe lui l&#8217;amasse non faceva differenza. Si prende ci\u00f2 di cui si ha bisogno, fintanto che gli altri sono disposti a donare. E non bisogna tornare indietro. Tornare ai monolocali scarni e agli studi lasciati a met\u00e0. Forse aveva imparato a rubare gli sguardi, a fare delle cicatrici armi, con l&#8217;intimit\u00e0 degli altri si faceva una corazza e ricopriva le cose di una sorta di insignificanza. Voleva vivere nei castelli, godere del buon vino e dei violini, guardare il tramonto ogni giorno da una torre diversa e sconfinare. Per questo la definivano matta. Pretendere che il mondo sia all&#8217;altezza del proprio immaginario, ecco cosa si dice follia.<br \/>\nLui l&#8217;aveva chiamata Holly, come la protagonista di Colazione da Tiffany, e a ogni nuova conquista aspettava solo di sentirla franare e strillare e lanciare le rose dal balcone e piegarsi alla realt\u00e0 di tutte le ragazze di provincia desiderose di appartenere al pianeta che brilla.<br \/>\nQuando si tagliava le vene riusciva sempre a comporre il suo numero prima e a raccontargli dell&#8217;ultimo porco bastardo e dell&#8217;ultimo quadro e dell&#8217;ultima foto d&#8217;arte e dell&#8217;ultima sbornia e dell&#8217;ultima maledetta sgualdrina pi\u00f9 ricca e pi\u00f9 giovane che gliel&#8217;aveva portato via.<br \/>\nE adesso ancora lui sfondava la porta. Le mattonelle a fiori erano chiazzate di rosso. Ma lei non era morta. Ansimava e rantolava e lo pregava di non portarla al pronto soccorso. E lui la cullava come si cullano le bambine. Le regalava il dipinto di una sirena con la coda di sangue. E le parlava di Socrate e Alcibiade mentre le bendava i polsi straziati dai tagli, dalle abrasioni. E le diceva: cosa vuoi tu Alcibiade? Vuoi che s&#8217;inginocchino a te? Ma lo sai, non puoi. Non puoi conquistare un popolo finch\u00e9 non diventerai una persona migliore.<br \/>\nE come si diventa migliori, maestro?<br \/>\nQuando non si cerca fuori quello che ci sta scritto dentro.<br \/>\nE le toccava il petto. E le scuciva il petto. Era cos\u00ec che si convinceva a vivere ancora un giorno, ma non per le parole di Socrate. Per un&#8217;altra festa, per un&#8217;altra passeggiata a villa Pamphilj, per un&#8217;altra osteria di Monteverde e per ricordarsi il colore fulgido dei tramonti di Roma, quando le nuvole artigliano il cielo e lo aspergono di rossi e di viola, ogni sera da una torre diversa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00a9 ilaria palomba<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33375\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33375\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vasca da bagno era troppo piccola. 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