{"id":33363,"date":"2017-10-30T18:09:46","date_gmt":"2017-10-30T17:09:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33363"},"modified":"2017-10-30T18:09:46","modified_gmt":"2017-10-30T17:09:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-toby-di-ilaria-palomba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33363","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Toby&#8221; di Ilaria Palomba"},"content":{"rendered":"<p>Non lo vedi che non mangia?<br \/>\nCosa?<br \/>\nIl cane, non mangia, ha qualcosa che non va.<br \/>\nMagari non ha fame.<br \/>\nMagari non avremmo dovuto lasciarlo da Pasquale per cos\u00ec tanto tempo.<br \/>\nTi preoccupi troppo, vedrai, se avr\u00e0 fame manger\u00e0.<br \/>\nDurante tutta la discussione Toby era stato a leccarsi le zampe sdraiato nella cuccia blu relegata in un angolo del retrocucina. A cosa poteva pensare un cane? Me lo chiedevo di continuo ma non riuscivo a trovare risposta. Era un bel cane, un pastore tedesco un po&#8217; pi\u00f9 scuro del dovuto e con un pelo liscio e folto.<br \/>\nMia madre si avvicinava alla ciotola gialla in cui aveva lasciato dei pezzetti di pane inzuppato nell&#8217;acqua e condito con gli avanzi del nostro pranzo. Mio padre era andato a cercare lo spray alla rinazina per l&#8217;allergia.<br \/>\nMai una volta che si pensi a me, borbottava, gliel&#8217;avevo detto che tenere un cane in casa con l&#8217;allergia che mi ritrovo non sarebbe stata una buona idea.<br \/>\nMamma si avvicinava circospetta alla cuccia di Toby e poi superava la serranda del balcone, sollevata solo per met\u00e0, piegandosi in due con l&#8217;andatura di un australopitecus zoppo.<br \/>\nOsservavo la scena dalla sedia blu della cucina. Nel retro se ne stava Toby, incurante di noi e delle nostre attenzioni. Mi avvicinai e cercai di accarezzarlo per quella sorta di sentimento di universale compassione che i bambini a dieci anni posseggono di loro. Proprio in quel momento mia madre stava armeggiando con la ciotola del cane, intenta a cambiare il cibo che pareva non piacergli neanche un po&#8217;. La mia mano sfiorava il pelo liscio di Toby e lui continuava a non calcolarmi, quando si accorse di mamma con le mani nella sua ciotola cominci\u00f2 a ringhiare. Non l&#8217;avevo mai sentito ringhiare prima e non me ne preoccupai, continuai ad accarezzarlo e cercai di voltargli il muso verso di me. Mamma sollev\u00f2 la ciotola per portarla via e sostituirne il contenuto e io avevo tra le mani il muso bagnato e ringhiante di Toby che preso dalla rabbia abbai\u00f2 feroce, da lupo, e mi azzann\u00f2 la mano. Un bisturi nel palmo senza anestesia. Il sangue cominci\u00f2 a inondare la pelle. Ho ancora i segni dei denti nell&#8217;incavo tra pollice e indice.<br \/>\nIl rumore della ciotola che sbatte sul pavimento del balcone, il rosa del pane pregno di sugo che cade sul grigio del pavimento. Le mani di mamma che tentano di raggiungere le mie. La fuga di Toby verso il balcone con la coda tra le gambe, la tosse di pap\u00e0 che si avvicina sempre pi\u00f9, tutto questo era chiaro, distinto, incredibilmente lento. Poi il vuoto. Quando mi riebbi c&#8217;era mamma che mi bendava la mano immersa in un disinfettante. Pap\u00e0, sempre tossendo a gran voce, bofonchiava: il cane se ne deve andare.<br \/>\nAsciugavo le lacrime con l&#8217;altro palmo, quello sano, e cercavo di capire cosa avessi fatto di tanto sbagliato.<br \/>\nToby arriv\u00f2 in bagno con le orecchie tirate indietro come un topo al vento e la coda tra le gambe. Pap\u00e0 lo vide e lo cacci\u00f2 via con il dito indice e una solennit\u00e0 nel tono di voce.<br \/>\nSparisci! Sparisci! Cagnaccio! Domani ti riporto da Pasquale e non voglio vederti mai pi\u00f9!<br \/>\nToby aveva iniziato a guaire forte e si era rimesso nella cuccia, mogio, senza toccare cibo n\u00e9 acqua. Perfino mamma aveva smesso di coccolarlo e di portargli del cibo e io ora non mi ci avvicinavo pi\u00f9.<br \/>\nLa notte non riuscivo a dormire, fissavo nel buio la luce provenire dallo spiraglio della porta della stanza semichiusa. Mi sembrava di vedere l&#8217;ombra del cane venirmi incontro ringhiando e la cosa mi paralizzava tra le coperte. Avvertivo il battito cardiaco a una frequenza insolita e credevo che sarebbe successo qualcosa di terribile. A un tratto sentii cigolare la porta e notai nel buio la forma delle orecchie triangolari di Toby. Mi misi a tremare e a sussurrare: vattene, va via, lasciami in pace! Ma lui niente, restava. Avevo paura persino di accendere la luce, me ne stavo immobile nel letto. E lui l\u00ec, immobile, sull&#8217;uscio della stanza.<br \/>\nCercavo di farmi forza e respirare e dicevo a me stessa che non sarebbe accaduto niente. Poi di scatto mi alzai. Lui rimase l\u00ec, fermo. Accostai la mano al ruvido della carta da parati e a tentoni cercai l&#8217;interruttore. Riuscii ad accendere, solo allora, lui si avvicin\u00f2.<br \/>\nNon ti arrabbiare, ti prego, non ti arrabbiare, supplicavo.<br \/>\nEra sempre pi\u00f9 vicino e avevo sempre pi\u00f9 paura. Ma qualcosa nei suoi occhi mi diceva di calmarmi. Lo capii quando avvertii il freddo e umido del muso sulla gamba destra su cui era poggiata la mano fasciata. Me ne stavo l\u00ec, rigida, imbalsamata, un pezzo di marmo, e invece lui mi cercava. A quel punto, poco per volta, avvicinai l&#8217;altra mano alla sua testa e gli lisciai il pelo con piccole carezze. Fuori dalla finestra le prime luci dell&#8217;alba rischiaravano i palazzi con una luce violacea, facendoli sembrare di cartone. Io e Toby ci addormentammo uno accanto all&#8217;altra, io tra le coperte e lui ai piedi del letto.<br \/>\nQuando mi svegliai lui non c&#8217;era pi\u00f9. Era una domenica mattina e i miei mi avevano lasciata dormire fino a tardi. Dall&#8217;altra stanza arrivava l&#8217;odore del pomodoro che cuoce. Mi avvicinai assonnata alla cucina.<br \/>\nMia madre girava il sugo mentre mio padre leggeva le notizie sul giornale, questa volta senza tossire o starnutire. Mamma aveva un&#8217;espressione triste ma quando mi vide finse un sorriso. Corsi nello stanzino della cuccia e il cane non c&#8217;era.<br \/>\nDove l&#8217;avete portato?<br \/>\nDa Pasquale, disse mia madre, di sicuro star\u00e0 meglio l\u00ec.<br \/>\nNon dissi nulla ma cominciarono a uscirmi due grossi lacrimoni dagli occhi.<br \/>\nCome, non sei contenta? Niente pi\u00f9 morsi. Disse mio padre.<br \/>\nScappai in camera e mi vestii di corsa. Uscii di casa senza dare spiegazioni. Pap\u00e0 si mise a urlare e mamma mi segu\u00ec gi\u00f9 per il giardino. Raggiunsi la villetta di Pasquale alla fine della strada in cui abitavo. Citofonai ma non c&#8217;era nessuno. L&#8217;erba non era potata e la casa era cadente, il muro con le crepe e le finestre serrate. Citofonai e citofonai e citofonai ma la villetta era disabitata. Guardai in alto e una grande nuvola a forma di Toby sembr\u00f2 fissarmi. Poi scomparve.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00a9 ilaria palomba<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33363\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33363\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non lo vedi che non mangia? 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