{"id":33361,"date":"2017-10-30T18:05:56","date_gmt":"2017-10-30T17:05:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33361"},"modified":"2017-10-30T18:05:56","modified_gmt":"2017-10-30T17:05:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-jaccuse-di-stefano-adduci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33361","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;J&#8217;accuse&#8221; di Stefano Adduci"},"content":{"rendered":"<p>Apr\u00ec gli occhi con fatica. Gli era particolarmente doloroso tenerli aperti.<br \/>\nTent\u00f2 di sfregarseli come tutte le mattine, ma stavolta qualcosa era cambiato. No non aveva bevuto troppo come aveva pensato in un primo istante.<br \/>\nAveva i polsi fermamente legati dietro la schiena.<br \/>\n\u201ccristo\u201d<br \/>\nEra stato ammanettato nell\u2019ingresso di casa sua. I suoi occhi ballarono una tarantella infernale in ricerca di qualcosa che gli facesse capire cosa fosse successo. Non ricordava nulla.<br \/>\nRivolse lo sguardo ancora appannato verso il basso per riprendersi dallo shock poi, gli occhi risalirono lentamente fino a notare un piccolo post it giallo proprio accanto allo spioncino.<br \/>\nSi avvicin\u00f2 alla porta, le sue gambe scricchiolarono e il rumore di una rotula urlante lo risvegli\u00f2 dal suo torpore e lo aiut\u00f2 a concentrarsi. Il post it era di un giallo fosforescente e pendeva sbilenco dalla blindata color quercia, la calligrafia dello scritto sembrava quella di un bambino, incerta e tremolante anche se il concetto espresso non poteva certo essere il frutto della mente di un infante.<br \/>\nIl contrasto lo fece rabbrividire. Si scosse tentando di rilassare i muscoli, li sciolse e si concentr\u00f2.<br \/>\nL\u2019unica qualit\u00e0 che aveva sempre apprezzato di s\u00e9 stesso era la razionalit\u00e0 e la freddezza in qualsiasi circostanza.<br \/>\nInspir\u00f2, espir\u00f2.<br \/>\nSi focalizz\u00f2 sul testo<br \/>\n\u201cok, qualcuno stava tentando di mascherare la propria calligrafia, ma perch\u00e9?\u201d<br \/>\n&lt; voltati, hai due scelte&gt;<br \/>\nAlla parola \u201cscelte\u201d sorrise, lo trov\u00f2 molto ironico sentendo ancorale manette sfregare contro i suoi polsi.<br \/>\nLe opzioni concesse dal foglio erano due: \u201cscegli il frigo\u201d oppure \u201cil telefono \u00e8 sul microonde\u201d.<br \/>\n\u201cbravo\u201d pens\u00f2 \u201cl\u2019ermetismo di Montale proprio\u201d<br \/>\nStava sudando e il suo corpo emanava quell\u2019odore acre che molte volte aveva sentito. Era l\u2019odore della paura, un olezzo che penetrava a fondo, acido e intenso.<br \/>\n\u201cs\u00ec ho paura , cazzo\u201d<br \/>\nPrese un attimo di respiro poggiando la fronte sulla blindata. Era stanco.<br \/>\n\u201cinspirare, espirare\u201d<br \/>\nSi volt\u00f2 ed effettivamente vide il cellulare sul microonde, era a circa tre metri di distanza.<br \/>\nRiflett\u00e9 appoggiando di nuovo la testa contro il legno di quercia.<br \/>\n\u201cchi mai, dopo aver fatto una cosa del genere ti concederebbe una via d\u2019uscita cos\u00ec accessibile, cos\u00ec semplice, cos\u00ec a portata di mano?\u201d<br \/>\nSbatt\u00e9 la testa un paio di volte contro la porta per riprendersi.<br \/>\nSi volt\u00f2. Scelse il frigo.<br \/>\nLentamente focalizz\u00f2 lo sguardo sull\u2019obbiettivo, lo fiss\u00f2 e mentalmente calcol\u00f2 i passi necessari per raggiungerlo. Il narcotico che avevano dato continuava ad interferire sulla sua lucidit\u00e0. Come previsto infatti, cadde.<br \/>\nArranc\u00f2 verso il tavolo di fronte a s\u00e9, lo costeggi\u00f2, lo doppi\u00f2 e raggiunse il suo capo di Buona speranza come un vecchio esploratore alz\u00f2 lo sguardo ed era a un passo dal frigo.<br \/>\n\u201cdai Dario, un ultimo sforzo\u201d<br \/>\nRiusc\u00ec ad alzarsi, il frigo era l\u2019 Everest e lui novello Messnerr.<br \/>\nApr\u00ec la bocca pi\u00f9 che poteva e addent\u00f2 la maniglia. Rivoli di saliva scorsero sul suo mento. Tir\u00f2 con forza e con un rumore simile ad un bacio il frigo si apr\u00ec.<br \/>\nEsult\u00f2 mentalmente a quel suono come neanche ai mondiali del 2006 e asciugandosi la sua stessa bava sulla spalla diede un\u2019occhiata all\u2019interno. Sembrava tutto normale.<br \/>\nVisualizz\u00f2 nell\u2019ordine: &#8211; birra<br \/>\n&#8211; Uova marce dal \u201875<br \/>\n&#8211; Il latte scaduto<br \/>\n&#8211; Altra smarrita tra due bottiglie di vodka shostakovich (\u201c2,99 euro al tigros\u201d)<br \/>\n&#8211; Un pomodoro troppo maturo che il deperimento aveva fatto somigliare all\u2019 urlo di Munch<br \/>\nRise al pensiero di quell\u2019immagine.<br \/>\n\u201cno, cazzo. Brutto, brutto segno ridere da soli\u201d<br \/>\n\u201ccontrollo Dario, controllo\u201d<br \/>\nAbbass\u00f2 lo sguardo per riprendere in mano la situazione. Poi la vide, una mela. Era proprio in basso.<br \/>\nLo avevano sempre disgustato le mele, l\u2019unica frutta edibile per lui erano le morositas alla fragola.<br \/>\n\u201cche cazzo ci fa una mela nel mio frigorifero?\u201d<br \/>\nAl suo fianco not\u00f2 un altro foglietto giallo.<\/p>\n<p>Cap\u00ec subito. La chiave delle manette era nella mela.<br \/>\nInfil\u00f2 subito la testa nel frigo e, come mai aveva fatto in vita sua, addent\u00f2 la mela.<br \/>\nIngoi\u00f2, mastic\u00f2, divor\u00f2 e sput\u00f2 finch\u00e9 sent\u00ec qualcosa di duro sotto i suoi denti.<br \/>\n\u201c\u00e8 la chiave, sono salvo. Dio ti ringrazio.\u201d<br \/>\nCe l\u2019aveva fatta. Continu\u00f2 a masticare, ingoio pezzi di mela e alla fine sput\u00f2 a terra la chiave.<br \/>\n\u201cla prendo e sono libero\u201d<br \/>\nChinandosi vide un altro post it ai piedi del frigo.<br \/>\n\u201c fanculo. Ho la chiave machiavelli di sto cazzo\u201d<br \/>\nSi abbass\u00f2 e dopo vari interminabili tentativi, voltandosi e divincolandosi riusc\u00ec ad afferrare la chiave.<br \/>\nSorrise e quasi gli scese una lacrima per quell\u2019effimero successo. La vittoria di Pirro era la vittoria di Dario.<br \/>\nRiusc\u00ec faticosamente ad usare la chiave e sent\u00ec un click liberatorio. Si sentiva come Tim Robbins in \u201cLe ali della libert\u00e0\u201d mentre scattava verso la porta d\u2019ingresso.<br \/>\n\u201cera uno scherzo, s\u00ec! Magari qualcuno che voleva solo fargli provare una mela\u2026 Anzi\u2026no, no un attimo\u201d<br \/>\nCome in un deja vu\u2019 si ricordo del post it ai piedi del frigo.<br \/>\nLa curiosit\u00e0 ebbe la meglio, torno sui suoi passi e lesse.<br \/>\nAncora la stessa calligrafia deforme diceva:<br \/>\n&lt; come biancaneve la mela \u00e8 avvelenata, hai due minuti e sei aldil\u00e0 dello specchio, ora hai capito chi scrive?\u201d&gt;<br \/>\nLe caviglie non ressero la pesantezza della rivelazione e cadde in ginocchio. Poi, quasi al rallentatore, cadde faccia a terra semisvenuto.<br \/>\nRinvenne quasi subito, apr\u00ec gli occhi e il foglietto era proprio di fronte a lui ora.<br \/>\n\u201cMia, \u00e8 la mia calligrafia\u201d<br \/>\nChiuse gli occhi e un flash di un ricordo gli attravers\u00f2 la mente. Una mano che afferra una mela da uno scaffale della frutta.<br \/>\n\u201c La mia mano\u201d<br \/>\nDa quella posizione aveva ben chiara la visione del divano. Era di pelle nera, vecchio e consunto, i punti in cui la pelle si era staccata e i vari graffi ne sottolineavano l\u2019et\u00e0.<br \/>\nCon la coda dell\u2019occhio not\u00f2 che sul bracciolo giaceva qualcosa, non sapeva cosa fosse, vedeva solo una coperta dalla cui estremit\u00e0 colava a terra una specie di liquido. Lentamente il rumore delle gocce scandiva il ritmo dei suoi pensieri.<br \/>\nAi piedi del divano infine vide un ennesimo post it.<br \/>\n\u201cma che cazzo \u00e8, saw l\u2019enigmista?\u201d esclam\u00f2 ormai esausto.<br \/>\nSi avvicin\u00f2 e lesse.<br \/>\n&lt;S\u00ec, sei stato tu&gt;<br \/>\nUn altro flashback gli squarci\u00f2 i pensieri. Intravide le sue mani inserire la chiave delle manette nella mela.<br \/>\nRipiomb\u00f2 faccia a terra, la droga, il veleno o qualsiasi cosa ci fosse stata in quella mela stava facendo il suo effetto. L\u2019incontro non proprio amoroso tra il suo mento e il parquet non fu dei migliori.<br \/>\nSbarr\u00f2 gli occhi.<br \/>\n\u201c Ricordo tutto ora. S\u00ec ricordo ogni cosa, avevo previsto tutto\u201d<br \/>\nVide la busta a lato del divano e la prese con foga. Sapeva gi\u00e0 di cosa trattava il contenuto.<br \/>\nMentre legge i ricordi vengono tutti a galla, come conati di vomito dopo una sbronza.<br \/>\nAncora la sua calligrafia. Il tempo sembrava essersi fermato in quel momento. Congelato nell\u2019attesa della rivelazione.<br \/>\n&lt; era l\u2019unico modo per fermarti, Dario. Era l\u2019unico modo per fermarmi. Ho ucciso la Bestia, ho ucciso me&gt;<br \/>\n\u201cnonvogliomorirenonvogliomorirenonvogliomorire\u201d<br \/>\nGli si stava appannando la vista ormai, vedeva perlopi\u00f9 ombre. Aveva freddo.<br \/>\nVide una piccola ombra alzarsi dal divano. Ecco cosa c\u2019era sotto la coperta.<br \/>\nCap\u00ec che era il bimbo.<br \/>\n\u201cpensavo di averlo ucciso, pensavo fosse morto.\u201d<br \/>\nIl bimbo si chiama Goran e ha 6 anni. Dario lo aveva rapito due giorni prima al Tigros.<br \/>\nLo voleva per s\u00e9, in tutti i modi possibili. Come tanti altri prima di lui.<br \/>\nQuesto era quello che la Bestia lo costringeva a fare. Questo era quello che diventava.<\/p>\n<p>Ricord\u00f2 quel giorno.<br \/>\n\u201cquell\u2019avida di sua madre lo aveva lasciato solo a mendicare. Signora mamma questo \u00e8 sbagliato, il mondo \u00e8 pieno di gente cattiva\u201d pens\u00f2 la Bestia\\ Dario.<br \/>\nGli offr\u00ec 50 euro.<br \/>\n\u201cil problema, cucciolo, \u00e8 che non li ho con me, li ho l\u00ec in casa\u201d disse la Bestia indicando un punto indefinito verso la statale.<br \/>\nGli prese la mano e Goran lo segu\u00ec docile.<br \/>\nLa Bestia lo port\u00f2 a casa. Lo ebbe ed infine lo accoltell\u00f2 con il suo coltello giallo. Usava sempre quello non sapeva perch\u00e9.<br \/>\nOra il bimbo lo stava fissando. Poi , come risvegliandosi da un incubo Goran si volt\u00f2 e si avvicin\u00f2 all\u2019uscita. Alla salvezza.<br \/>\n\u201cnon pu\u00f2 finire cos\u00ec, vuole scappare il piccolo bastardo\u201d<br \/>\nCon uno sforzo sovrumano la Bestia riusc\u00ec a rimettersi in piedi e afferr\u00f2 un pesante bicchiere di whiskey che era sul tavolo da cucina.<br \/>\nAlz\u00f2 la mano e il collo che al movimento rispose con uno scricchiolio.<br \/>\nIl lieve rumore fece voltare il piccolo.<br \/>\nFu un attimo.<br \/>\nCon gli ultimi brandelli di forza la Bestia lanci\u00f2 il bicchiere verso il ragazzo e lo colp\u00ec sullo zigomo.<br \/>\nL\u2019 urto fece girare di scatto il piccolo che perse l\u2019equilibrio finendo a sbattere contro lo stipite della porta.<br \/>\nLa Bestia ud\u00ec un rumore secco, vide l\u2019ombra a terra, immobile.<br \/>\nPoi croll\u00f2 a terra anche lui, quasi sorridente Dario sent\u00ec un sapore ferroso invadergli la bocca. Chiuse gli occhi e si lasci\u00f2 finalmente andare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33361\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33361\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apr\u00ec gli occhi con fatica. 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