{"id":3332,"date":"2010-04-19T12:00:35","date_gmt":"2010-04-19T11:00:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3332"},"modified":"2010-04-19T12:00:35","modified_gmt":"2010-04-19T11:00:35","slug":"dalle-5-alle-8-di-donatella-mecucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3332","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Dalle 5 alle 8&#8221; di Donatella Mecucci"},"content":{"rendered":"<p>sssssshhhhhh&#8230;..ssssshhhh&#8230;.Mamma mia che spettacolo! Ettolitri d&#8217;acqua che piombano a valle. L&#8217;aria rinfrescata dagli schizzi d&#8217;acqua, il rumore assordante di questa forza della natura. Una cascata&#8230;che emozione a guardarla&#8230;ricordo perfettamente quella volta che abbiamo passato una giornata in quel posto l\u00ec.. com&#8217;\u00e8 che si chiamava? Boh, non ricordo. Comunque eravamo io, mio marito e i bambini. Una bella giornata primaverile, finalmente all&#8217;aperto dopo il freddo invernale. E , soprattutto, tutti insieme.<\/p>\n<p>Capita di rado che gli impegni di lavoro ci concedano del tempo per noi. Per\u00f2&#8230;davvero.. dov&#8217;era? Come si chiamava quel posto l\u00ec? E quand&#8217;\u00e8 che ci siamo stati? Possibile che non me lo ricordo? E se non ci fossi mai stata? Ma, allora, com&#8217;\u00e8 che c&#8217;ho quest&#8217;immagine in testa? Rumore d&#8217;acqua che cade&#8230;Oddio! Ma dove sto? Che ora \u00e8? Fammi un p\u00f2 vedere&#8230;dov&#8217;\u00e8 che ho messo il cellulare? Magari se la smetto di cercarlo a tastoni, nel buio, e apro gli occhi per guardare, riesco a saperlo. Ma com&#8217;\u00e8 che non si aprono? Sono incollati, non ce la faccio proprio, sono troppo pesanti. Forza, dai, una stropicciata, uno sforzo. Ecco, uno forse si apre, per l&#8217;altro \u00e8 proprio troppo.<\/p>\n<p>Pigio il tasto del cell e lo schermo si illumina. Le cinque. Leggo con un occhio solo e non sono nemmeno sicura di vederci bene. Aspetta che riprovo. Di nuovo fisso il display. LE CINQUE. Sembra proprio che siano le cinque. Si, vabb\u00e8. Ma di quando? E&#8217; notte o giorno? B\u00e8, deve essere mattina presto, cio\u00e8 quasi notte ancora. Ma che \u00e8 &#8216;sto rumore? ssssshhhh&#8230;.ssshh&#8230; Ma&#8230;ma&#8230;questa \u00e8 acqua! Si si \u00e8 proprio acqua! Ma che \u00e8? Da dove viene? Allora, visto che comincio\u00a0piano piano a carburare e a ricordarmi dove sono, esattamente nel mio letto, con i piedi del figlio pi\u00f9 grande nel didietro e una mano del figlio pi\u00f9 piccolo praticamente in bocca, e appurato che sono le cinque del mattino, da dove esce &#8216;st&#8217;acqua? Certamente dal bagno, ma chi pu\u00f2 essere? Nessuno pu\u00f2 essere in piedi a quest&#8217;ora. Non \u00e8 stato tirato lo sciacquone, n\u00e8 aperto il rubinetto del lavandino. Ma&#8230;allora? Non ci capisco ancora niente. Ma no! Non viene dal bagno! E&#8217; pi\u00f9 vicino a me e al letto. Ho capito! E&#8217; proprio dalla porta della mia stanza che viene il rumore! Ma che \u00e8? Acqua dalla mia porta. Aspetta un p\u00f2&#8230;non\u00a0<em>\u00e8 dalla\u00a0porta\u00a0 <\/em>ma\u00a0 <em>sulla porta<\/em>. Ma&#8230;come&#8230; chi&#8230;oddiooooooo!!\u00a0 Ci sono! Il caneeeeeeeeee!!!\u00a0Di nuovo quella maledetta bestiaccia, sacco pulcioso, ciucciacalzini, divorapantofole, sventrapeluche!! Io lo ammazzo! Prima o poi lo ammazzo davvero! Cos\u00ec finisce questo strazio, queste levatacce forzate e oltretutto inutili. Devo sgusciare fuori dal letto, in silenzio, al buio, cercando di far cigolare la rete il meno possibile. Infilo le pantofole, recupero gli occhiali, un elastico per raccogliere la massa informe dei capelli. Facendomi luce col cellulare evito di finire con i piedi sulla pip\u00ec del cane. Sempre al buio, raggiungo l&#8217;ingresso, a tastoni recupero il cappotto dall&#8217;attaccapanni e, dopo vari tentativi e qualche imprecazione, infilo la chiave nella toppa e sono finalmente fuori. Ossia, fuori al buio e al freddo. Apro il cancello e inizio a trascinarmi lungo il marciapiede. La prima tappa \u00e8 per segnare la ruota di un&#8217;automobile bianca. Poi \u00e8 la volta del secchione, di un&#8217;auto scura, del palo di un segnale stradale e infine dell&#8217;albero preferito, sul quale rilascia quel poco che gli era rimasto dentro dopo il lago all&#8217;ingresso e le altre fermate. Ma \u00e8 solo l&#8217;inizio di un&#8217;altra interminabile giornata.<\/p>\n<p>Al rientro a casa, stessa scena all&#8217;indietro. Sgancio il cane dal guinzaglio, appendo il cappotto e inizio a ponderare la prima scelta della giornata : che faccio? \u00a0Da dove comincio? Le opzioni sono molte. Quella che sceglierei in assoluto \u00e8 rientrare nel letto, al buio e in silenzio, scomparire sotto le coperte e riemergerne quando me la sento. Ma \u00e8 assolutamente impossibile, quindi, paradossalmente, devo decidere con quale attivit\u00e0 mettere in moto il cervello. Vediamo&#8230;mumble&#8230;mumble&#8230;Intanto passo oltre l&#8217;ingresso e mi dirigo verso la cucina per un caff\u00e8. Accendendo le luci, mano a mano che attraverso i vari ambienti, realizzo in quali disastrose condizioni versi casa mia. Come accendo la luce in salone, mi arriva un distinto &#8220;Bonjour, madame&#8221;. Resto un p\u00f2 interdetta a chiedermi chi possa avermi salutato, visto che tutti dormono, non ho ancora acceso la tv e il cane non sa parlare, credo. &#8220;Bonjour, madame. C&#8217;est moi, Pavol\u00f2. Sono le tavol\u00f2 Louis Quatorze. La inviterei volentieri per una petit dejeuner, ma come vede c&#8217;est praticamant impossib\u00ecl. Je suis&#8230; come si dice&#8230;apparecchi\u00e8&#8230;abill\u00e8&#8230; con uno straccio di tovaglia , la stessa da almeno quattro jours, e sous il ya briciole di pane, biscotti sbocconcellati, scaglie di parmigiano, foglie di insalata&#8230;macchie di sugo!!\u00a0E poi, quel horreur, piatti e\u00a0 bicchieri di plastica. Di plastica, mon dieu! Quando vivevo a casa Brambilla&#8230;quella si che era gente a modo. Mi apparecchiavano con tovagliati di fiandra, flute di cristallo, porcellane olandesi. Alle colazioni per pochi intimi , usavano magari tovagliette all&#8217;americain .. ma di puro lino, sa? Avec bordi all&#8217;uncinetto, le iniziali ricamate e il portatovagliolo coordinato aussi. E adesso? Pourquoi&#8230;je me demand&#8230;pourquoi sono finito cos\u00ec? Madame, madame, je ve prie&#8230;&#8221;. Ne ho abbastanza di Pavol\u00f2, spengo la luce e chiudo la porta per non sentirlo pi\u00f9. Passo in cucina, ma \u00e8 peggio che andar di notte. Come accendo la luce: &#8220;Alla bon&#8217;ora! Bongiorno sign\u00f2! Emb\u00e8, che \u00e8 &#8216;sta faccia sorpresa? L&#8217;aspettavo come er pane!\u00a0Che, nun me riconosce? S\u00f2 Marcello, er lavello! Scommetto che se vorrebbe pij\u00e0 un caff\u00e8. Vojo proprio ved\u00e8 che se &#8216;nventa stammattina. Ma guardi &#8216;n p\u00f2.\u00a0Nun c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 un bicchiere, &#8216;na tazza, un cucchiarino pulito. P\u00e8 nun parl\u00e0 poi dei pentolini der latte. Cazzarole, padelle, scolapasta, persino la lasagnera sta a mollo da tre giorni! E quella povera disgraziata della macchina der gasse? Quann&#8217;\u00e8 arrivata sbrilluccicava come &#8216;na stella. Potenza dell&#8217;inox. Mo pare &#8216;na profuga. Nun se riconosce, c&#8217;\u00e8 un dito d&#8217;unto sopra. Emb\u00e8, che fa? Che cerca drento a quer cassetto? AAAAAAARRRRRGGHHHHHHHH!!!!!!! &#8216;st&#8217;infame!! un bicchiere de plastica&#8230; e pure er cucchiaino! Ah, lei la risorve cos\u00ec? Ma dico io, si me dedicasse, nun dico tanto, un quarto d&#8217;ora ar giorno, me potrebbe aiut\u00e0 la mia signora, la lavastoviglie, faremmo in un lampo&#8230;P\u00e8 un paio de giorni armeno c&#8217;avrebbe un p\u00f2 de robba pulita. Ma nun se vorrebbe mette a sede pe&#8217; bevese er caff\u00e8? E&#8217; l&#8217;unico momento, questo, che c&#8217;\u00e8 un p\u00f2 de\u00a0pace , de silenzio, dentro a &#8216;sta casa de matti, me perdoni. Pavol\u00f2, dell\u00e0, rompe ce lo so. Ma questo qua, de tavolino, nun \u00e8 che se la passa mejo. Qui, vabb\u00e8, la robba che c&#8217;ha sopra \u00e8 pulita : le borse della spesa, le patate, pure le tovaje pulite. Ma sempre nun se p\u00f2 us\u00e0.\u00a0E er frigo, poveraccio? Guardi com&#8217;\u00e8 ridotto! Allora, sign\u00f2, come se mettemo? &#8221; M&#8217;avete gi\u00e0 stufato. Il caff\u00e8 pure stamattina l&#8217;ho preso. Vado in bagno. E qua..di nuovo &#8220;Buongiorno , signora. Che vulimm fa?&#8221;\u00a0\u00a0Stavolta \u00e8 Bice, la lavatrice. &#8220;Qui ci stanno bavarole vommitate, carzun pisciat, grembiuli macchiati. Pe&#8217; nun parl\u00e0 poi dei cazettin puzzolent. Ch&#8217;avimm a fa? N\u00e8, sign\u00f2, schiacciat &#8216;stu buttun ca tra un p\u00f2 nun ve putit cchi\u00f9 vest\u00ec tutt quant. E poi, quando pure lavate, fate la furba. E ppann li stendete sopra alle stampelle, accuss\u00ec nun dovete stir\u00e0! Robba che a quella povera guagliona della Vaporella ci avete fatto ven\u00ec la depressione! E po&#8217;, si &#8216;o vvulet sap\u00e8, siete senza cuore. Nun bastava che non l&#8217;appicciate mai? Pure l&#8217;huomm gli avete tolto! Da quando avete buttato l&#8217;asse da stiro, quella non si ripiglia pi\u00f9! Ma come si fa, dico? Ma non lo tenete un p\u00f2 di cuore? &#8221; CLICK. La accendo, cos\u00ec la finisce.<\/p>\n<p>&#8220;Maaaaaaa! Maaaaaaaa! &#8221; ore 6.00. Si \u00e8 svegliato il topo piccolo. Di corsa sul WC per la prima pip\u00ec, poi in cucina per il biberon. Intanto&#8230;straaappp&#8230;straaaaaapp&#8230;Mentre aspetta il latte, ha iniziato a strappare un p\u00f2 di carta.. tanto per ingannare l&#8217;attesa. E&#8217; gi\u00e0 da un p\u00f2 che il suo interesse principale \u00e8 strappare\u00a0 carta. Cos\u00ec, dopo aver sterminato diversi testi scolastici dei fratelli ed alcuni volumi di un&#8217;enciclopedia che incautamente era alla sua portata, mi sono organizzata. Ora, ogni volta che esco dal portone controllo nella cassetta della pubblicit\u00e0 condominiale, pesco qualche trilione di depliants e li tengo in casa per i suoi attacchi di strapping. Il risultato \u00e8 che cammino su un tappeto di striscioline di carta, ma almeno limito i danni al patrimonio culturale della casa. Gli do il biberon in camera, dove il fratello dorme beato, incurante del fatto che c&#8217;\u00e8 una cartella da preparare, spesso dei compiti da ultimare e da darsi una sciacquata prima di vestirsi.\u00a0 &#8220;Mammaaaaaaaa!! Mammaaaaaaaaaaa!! &#8221; Urla quell&#8217;aquila della mia primogenita dalla stanza accanto. &#8220;Che c&#8217;\u00e8? che strilli? Zitta, che svegli tutto il palazzo!!&#8221;\u00a0 &#8220;Mi serve una maglietta e un paio di calzini&#8221;. Per la maglietta, ne trova\u00a0diverse appese sulle stampelle in bagno (alla faccia di Bice). I calzini stanno ad essiccare sui termosifoni. Nei prossimi trenta minuti, scene di panico in casa mia : il piccolo che strappa, il cane che cerca di strappargli la carta dalle mani, la grande chiusa in bagno a lavarsi-truccarsi-profumarsi. Il secondo che si nasconde sotto le coperte, lui tira su, io tiro gi\u00f9. Alzati-apri gli occhi-v\u00e8stiti, l\u00e0vati-cerca le scarpe-prepara la cartella!! E , tra un urlo e l&#8217;altro, busso a mia figlia perch\u00e8 mi faccia entrare in bagno. Dovrei almeno pettinarmi e mettermi la crema idratante. Se possibile, insomma, cercare di non suscitare proprio ribrezzo nei colleghi di lavoro. Eh si, perch\u00e8, dopo essermi sciroppata la pip\u00ec del cane, gli sproloqui degli elettrodomestici, aver recuperato maglie e calzini, preparato cartelle e, solo talvolta per\u00f2, aver preso pane e latte, consegnato il figlio piccolo al pulmino, dovrei, dico <em>dovrei , <\/em>essere al lavoro alle 8.00 (quando mi rilasciano). Ma difficilmente sono puntuale.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3332\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3332\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>sssssshhhhhh&#8230;..ssssshhhh&#8230;.Mamma mia che spettacolo! 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