{"id":33293,"date":"2017-10-23T17:20:31","date_gmt":"2017-10-23T16:20:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33293"},"modified":"2017-10-23T17:20:31","modified_gmt":"2017-10-23T16:20:31","slug":"premio-racconti-per-corti-2018-lorologio-segna-nord-di-alessandro-di-nepi-finzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33293","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2018 &#8220;L&#8217;orologio segna Nord&#8221; di Alessandro di Nepi Finzi"},"content":{"rendered":"<p>Cristina \u00e8 adagiata su un tappeto. E da l\u00ec non si alzer\u00e0.<\/p>\n<p><em>Non \u00e8 pi\u00f9<\/em> da qualche minuto. Mentre scivolava <em>di l\u00e0<\/em>, le lancette dell\u2019orologio che separava opposte fazioni di libri su uno dei ripiani della libreria, noncuranti, hanno continuato a scandire ostinatamente il tempo. Solo per me.<\/p>\n<p>Quando il suo respiro si \u00e8 fermato e il petto ha smesso di sollevarsi e abbassarsi, non le ho degnate di uno sguardo.<\/p>\n<p>Non avrebbe avuto senso. \u201cTempo\u201d e \u201cfuturo\u201d avevano gi\u00e0 perso significato quando a Cristina era stato prospettato un orizzonte di soli sei mesi.<\/p>\n<p>La decisione di annientare il <em>mostro<\/em>, prima che lui distruggesse noi, l\u2019avevamo presa insieme, pianificando meticolosamente &#8211; come amava fare lei &#8211; le persone dalle quali prendere commiato e le ultime cose di cui prendersi cura.<\/p>\n<p>L\u2019ultima sera sarebbe stata una cena qui da noi, con del buon vino e gli amici di una vita. Tenuti volutamente all\u2019oscuro di tutto. Poi saremmo rimasti soli. Per l\u2019atto finale.<\/p>\n<p>\u00abChe faccio? Metto la collana di Bulgari o il filo di perle? Ohi! Mi rispondi?\u00bb. Meno di un istante tra la domanda e il perentorio sollecito che mi spingeva a prendere alla svelta una posizione o a esprimere un giudizio.<\/p>\n<p>Cristina era cos\u00ec. Viveva il tempo al doppio della velocit\u00e0 rispetto a me. Forse per questo il suo doveva necessariamente finire in fretta e il mio andare oltre per chiss\u00e0 ancora quanto, avvelenato dalla sua assenza.<\/p>\n<p>Solo i rintocchi ritmati dell\u2019orologio fanno breccia nel silenzio denso che impregna la stanza. Asciugo una lacrima che, ribelle, mi solca il viso e affondo lentamente nella poltrona di fronte a ci\u00f2 che rimane di lei.<\/p>\n<p>Per sopravvivere alla vita che mi attende, devo imprimere nel cervello l\u2019aura di morbida serenit\u00e0 che finalmente la avvolge. Sto anche cercando disperatamente di cancellare dalla memoria le corse in ospedale, le ore di vana speranza trascorse nelle sale d\u2019aspetto degli specialisti e lo sgomento provato ascoltando l\u2019ultima e spietata diagnosi.<\/p>\n<p>Voglio conservare, invece, la fierezza con cui aveva deciso, da subito, di tenere per noi la terribile notizia.<\/p>\n<p>\u00abNon sar\u00e0 il <em>mostro <\/em>a portarmi via. Troveremo il modo di sfuggirgli. Mi aiuterai, vero?\u00bb mi aveva detto, mentre il conto alla rovescia gi\u00e0 divorava il poco che le restava da vivere.<\/p>\n<p>Per non contrariarla, ho annuito e le ho stretto forte la mano, non immaginando quello che mi avrebbe chiesto di fare.<\/p>\n<p>E che ho appena fatto.<\/p>\n<p>Non devo assolutamente turbare il <em>sonno <\/em>di Cristina con il rumore assordante dei miei pensieri. Ora che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 traccia di sofferenza nei suoi lineamenti, la guardo con un amore mai provato prima.<\/p>\n<p>Cristina \u00e8 sempre stata bellissima ma ora \u00e8 veramente un incanto.<\/p>\n<p>Il luccichio della collana di perle \u00e8 offuscato dallo splendore dalla sua pelle bianchissima che, nonostante l\u2019immobilit\u00e0, sprigiona candore e una sensazione di rassicurante morbidezza.<\/p>\n<p>La luce che, discreta, penetra trasversale dalle crepe delle persiane, indugia sul suo collo sottile e sulle dita affusolate rivolte verso l\u2019alto. Tra loro brilla l\u2019anello nuziale. L\u2019ha tirato a lucido proprio questa sera, mentre io mi annodavo alla cravatta.<\/p>\n<p>Tutto doveva essere perfetto per l\u2019ultima sera insieme.<\/p>\n<p>Andare via con il sapore della vita in bocca. Ci teneva da morire.<\/p>\n<p>Dietro le palpebre, sento l\u2019intensit\u00e0 dei suoi occhi neri, ribelli e profondi, fissarmi con una disarmante calma.<\/p>\n<p>I suoi occhi. Veri, sinceri. A volte spietati. Mai corrotti dalla menzogna del trucco. Tra di loro, il naso con un\u2019impercettibile sporgenza, una piccola gobba, su cui mi piaceva indugiare con le dita prima di scendere a sfiorarle le labbra.<\/p>\n<p>Scaccio il desiderio di ripercorrere quel sentiero di pelle che amavo tanto accarezzare prima che, tra le lenzuola di cotone, ognuno di noi cadesse prigioniero dei propri sogni. Adesso Cristina non avvertirebbe il contatto, n\u00e9 potrebbe girarsi e accogliere il bacio che spesso \u2013 per non dire sempre &#8211; concludeva le mie escursioni sul suo viso.<\/p>\n<p>Il tubino nero che, alla fine, ha scelto per la serata, le aderisce perfettamente ai fianchi, facendo risaltare i morbidi dossi dove, dopo anni inquieti e solitari, ho smarrito la ragione e riassaporato il vorticoso gusto della passione.<\/p>\n<p>L\u2019ingranaggio dei pensieri si rimette rumorosamente in moto quando noto il gioco di luce che si produce tra Cristina e i raggi del sole mattutino che, via via pi\u00f9 intensi, illuminano ormai a giorno la stanza, relegando le <em>abat-jour <\/em>accese agli angoli del salone in una dimensione di assoluta inutilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cIniettandole il veleno, abbiamo evitato l\u2019epilogo doloroso della malattia. Me l\u2019ha chiesto lei di farlo\u201d dico sommessamente, come fossi sul banco degli imputati a rispondere del crimine commesso.<\/p>\n<p>Nonostante avessimo organizzato tutto da molto tempo, quando la siringa, questa notte, ha superato la velleitaria resistenza della pelle, dopo aver fatto pressione sullo stantuffo, ho avvertito una forte agitazione. Temevo che, a causa di un errato dosaggio, il passaggio dall\u2019<em>altra parte <\/em>potesse non essere placido e sereno come lo desiderava lei. Solo per questo le ho suggerito di prendere dei sonniferi. I due flaconcini di barbiturici, il bicchiere vuoto e la caraffa d\u2019acqua sono ancora l\u00ec, compagni silenziosi, in un angolo del tavolino.<\/p>\n<p>Adesso ho sete. Mi alzo dalla poltrona e utilizzo lo stesso bicchiere che ha baciato Cristina. Nonostante il vetro freddo, sento ancora il sapore delle sue labbra. Dopo aver bevuto, lo rimetto esattamente al suo posto. Le piccole onde trasparenti all\u2019interno della caraffa d\u2019acqua perdono progressivamente vigore e affondano di nuovo, lentamente, in una calma stagnante.<\/p>\n<p>Intorno a me tutto \u00e8 soffice silenzio.<\/p>\n<p>Tento di far diminuire i giri del cuore che troppo spesso sfuggono al mio controllo. Come sta accadendo proprio adesso.<\/p>\n<p>Se solo queste maledette lancette\u2026<\/p>\n<p>Quando il battito torna normale, il mio sguardo \u00e8 attirato da lampi di blu che colorano a intermittenza le persiane del salone. Poi la pace \u00e8 violata dal frastuono di due sirene che, impazzite, rimbalzano tra gli angusti limiti della strada privata dove abito da sempre.<\/p>\n<p>Un istante appena e il silenzio mi piomba nuovamente addosso, interrotto solo dal persistente ticchettio delle lancette che \u2013 per fortuna \u2013 non sembra turbare il soffice <em>sonno<\/em> di Cristina.<\/p>\n<p>\u00abFate piano, per carit\u00e0! Se si sveglia, torner\u00e0 a soffrire!\u00bb Michele rivolge il rimprovero agli agenti di polizia cui ha appena aperto la porta, portandosi un dito alle labbra.<\/p>\n<p>\u00abMichele, cosa hai fatto a Cristina? Mio Dio!\u00bb sbotta uno di loro, portandosi le dita alle tempie.<\/p>\n<p>L\u2019agente della volante \u00e8 un conoscente di Michele. Sa dei suoi disturbi e, spesso, nel <em>supermarket <\/em>di zona, ha incontrato Cristina. Una donna incantevole e coraggiosa che si \u00e8 sempre presa cura del marito schizofrenico senza mai chiedere aiuto alle istituzioni e fregandosene della propria incolumit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abChris ora dorme. Non me la dovete svegliare\u00bb farfuglia Michele, fissando inebetito i distintivi colorati aggrappati alla divisa blu dell\u2019agente che, con pazienza, lo riporta in poltrona.<\/p>\n<p>\u00abTi senti bene, Mich\u00e8?\u00bb chiede l\u2019agente, indicando nel frattempo ai colleghi di rimanere in disparte.<\/p>\n<p>\u00abEh? Non lo so. \u00c8 l\u2019orologio. Se solo si potesse spegnere\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQual \u00e8 l\u2019orologio che ti da fastidio, Michele?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuello della libreria. Fa un rumore infernale. Cristina non si deve svegliare! Altrimenti\u2026 \u00bb<\/p>\n<p>L\u2019agente di pattuglia guarda il corpo bianchissimo di Cristina. Nei suoi occhi l\u2019orrore e la tenacia con cui ha affrontato per l\u2019ultima volta il <em>mostro<\/em>. Il lato malato, violento e imprevedibile del marito.<\/p>\n<p>Accanto a lei, all\u2019altezza della testa, si allunga un tappeto rosso scuro \u2013 sangue ormai rappreso \u2013 che congiunge il foro nel cranio alla caviglia sinistra. All\u2019altezza del monile di Bulgari che Cristina portava sempre al collo, l\u2019orologio con cui Michele le ha fracassato la testa.<\/p>\n<p>Le lancette, mute e sovrapposte, indicano senza esitazione il Nord. Sul tavolino basso, accanto alla poltrona, ci sono un pacchetto di fazzoletti profumati, una caraffa d\u2019acqua e un bicchiere vuoto. Nient\u2019altro. N\u00e9 siringhe, n\u00e9 flaconi di medicinali. Quando il <em>mostro <\/em>prende il controllo, Michele, pu\u00f2 solo assecondarlo, vedendo e vivendo una realt\u00e0 che non \u00e8 quella di tutti gli altri.<\/p>\n<p>\u00abMichele, vuoi restare o andiamo via?\u00bb chiede l\u2019agente.<\/p>\n<p>Ci sono tracce di colluttazione dappertutto. Sulla maniglia della porta \u00e8 visibile una nitida impronta di sangue: Cristina \u00e8 stata a pochi centimetri dalla salvezza.<\/p>\n<p>\u00abAndiamo, Mich\u00e8. Dai\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSi, per\u00f2. L\u2019orologio. Cristina. Se poi si sveglia, io\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuell\u2019orologio deve proprio smetterla. Eh, Michele?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSi, ditegli di farla finita. Subito! SUBITO!\u00bb grida Michele.<\/p>\n<p>\u00abUsciamo a prendere un po\u2019 d\u2019aria. Vuoi?\u201d<\/p>\n<p>Mentre Michele scivola nelle vie deserte di agosto per raggiungere il commissariato di zona, Cristina \u00e8 ancora sul tappeto rosso del suo sangue. E da l\u00ec non si alzer\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33293\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33293\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cristina \u00e8 adagiata su un tappeto. 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