{"id":33291,"date":"2017-10-23T17:24:00","date_gmt":"2017-10-23T16:24:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33291"},"modified":"2017-10-23T17:24:00","modified_gmt":"2017-10-23T16:24:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-lascia-che-ti-spieghi-di-alessandro-di-nepi-finzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33291","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Lascia che ti spieghi&#8221; di Alessandro di Nepi Finzi"},"content":{"rendered":"<p>Eravamo arrivati pochi minuti dopo la telefonata di un condomino preoccupato per gli strani rumori che avevano interrotto il placido scorrere della notte.<\/p>\n<p>Avevamo vinto la resistenza della massiccia porta blindata e solo dopo avevamo violato l\u2019abitazione.<\/p>\n<p>Dall\u2019ingresso,\u00a0luci intense mi avevano spinto fino allo studio. Abbandonato il corridoio principale, la mia inquietudine era cresciuta, confuso dal susseguirsi di stanze e corridoi, non riuscivo a\u00a0leggere\u00a0la casa, n\u00e9 a comprendere dove si annidasse il dolore di cui avvertivo la presenza. Nel bagno di luce, gli oggetti della casa sembravano giacere indolenti\u00a0e l\u2019ordine, onnipresente e piatto, non suggeriva che i rumori notturni fossero giunti da l\u00ec.<\/p>\n<p>Lo studio era illuminato dagli\u00a0<em>abat-jour\u00a0<\/em>agli angoli della stanza, dalla lampada stilizzata sull\u2019elegante tavolo in noce e, soprattutto, dal lampadario le cui stalattiti di cristallo venivano gi\u00f9 con l\u2019immobile lentezza di una goccia che si stacca dall\u2019acqua madre.<\/p>\n<p>L\u2019uomo aveva deciso di appendersi al lampadario dello studio, servendosi di una scala arrugginita e di una spessa corda di canapa.<\/p>\n<p>Immobile tra le gocce di cristallo, era vestito di tutto punto.<\/p>\n<p>Come se dovesse partecipare a una serata di gala.<\/p>\n<p>Un blazer blu notte, probabilmente di sartoria, una camicia perlacea, scarpe di vernice nera, lucidi gemelli d\u2019avorio ai polsi e una\u00a0pochette\u00a0con arabeschi viola che si allungava dal taschino della giacca fino a lambire la spallina sinistra dell\u2019abito.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che aveva spinto l&#8217;uomo a farla finita non sembrava la mancanza di denaro.<\/p>\n<p>Sergio Cordetti era \u2013 cio\u00e8 era stato \u2013 uno stimato professore di Gastroenterologia della Sapienza.<\/p>\n<p>Cornici di spessori e materiali diversi contenevano a stento il sorriso plastico con cui stringeva mani a rettori universitari di vari continenti e colleghi altrettanto famosi. Al centro della parete, sopra un faretto collocato a bella posta, un\u2019altra immagine in cui, con espressione accigliata, Sergio appariva in studio con Piero Angela per illustrare le nuove tecniche per affrontare le patologie dei principali organi interni.\u00a0Dalla parete di successi professionali ho spostato lo sguardo alla mia sinistra dove, invece, il Professore, con evidente compiacimento, ostentava la propria vivace vita sentimentale.<\/p>\n<p>Altre foto. Altre inquadrature. Lo stesso sorriso.<\/p>\n<p>Sergio abbracciava, guardava intensamente, sfiorava moltissime donne, diverse per et\u00e0, accumunate dalla voglia di \u201cbucare\u201d l\u2019inquadratura. Foto che mettevano in risalto seni rifatti, labbra pateticamente gonfie e lentine tristi e colorate a mascherare sguardi altrimenti anonimi.<\/p>\n<p>In queste foto, accanto a Sergio, non ho visto donne, compagne, amanti o complici. Piuttosto un infantile senso di conquista. I trofei umani erano immortalati nella loro straripante vanit\u00e0, traditi solo da sorrisi forzati e stanchi.<\/p>\n<p>Su questa parete, ogni foto indicava una data precisa. Evidentemente, era importante che il momento della conquista o dell\u2019acquisita consapevolezza del possesso rimanesse scolpito nel tempo. L\u2019ultima risaliva ad appena due giorni prima.<\/p>\n<p>Il Professore non era, quindi, nemmeno malato di solitudine.<\/p>\n<p>Dal corridoio principale arrivavano segnali di confusione.<\/p>\n<p>Una donna minuta, la fonte della confusione in corridoio, era entrata nello studio a piccoli passi. Senza fare rumore. I suoi lineamenti erano sobri e semplici. Come l\u2019abito monocolore scuro. Orecchini e collana di perle. Scarpe senza tacco. Venature grigie tra i capelli lisci e neri. Molte. Come molte erano le rughe profonde sulla fronte.<\/p>\n<p>\u00abLo voglio vedere. Fatemi vedere Sergio. Lo\u00a0devo\u00a0vedere!\u00bb<\/p>\n<p>Il dolore della donna era semplice e autentico. La sua presenza nella stanza, spontanea e discreta, stonava con la compiaciuta ostentazione di chi riteneva di aver vissuto la vita al massimo e voleva che si sapesse.<\/p>\n<p>Mi ero avvicinato alla donna con le braccia spalancate per evitarle\u00a0<em>in extremis\u00a0<\/em>di vedere Sergio che, inerme, pendeva dal lampadario. Non ci ero riuscito poich\u00e9 la donna, sebbene minuta, era molto determinata.\u00a0Non riuscivo nemmeno a rintracciarne il volto tra quelli incorniciati alle pareti.<\/p>\n<p>Lei si era fermata al centro della stanza, aveva sfiorato delicatamente il ginocchio di Sergio che, per un istante, aveva dondolato, proiettando ombre intermittenti su incontri e persone del passato.<\/p>\n<p>La donna si era poi accorta della mia presenza e si era voltata verso di me.<\/p>\n<p>\u00abLo sapevo gi\u00e0, che crede?\u00bb mi aveva detto.\u00a0\u00abNon le ho mai viste in faccia, ma sentivo che c\u2019erano.\u00a0Sergio non ha mai voluto che entrassi nel suo studio. E io non l\u2019ho mai fatto. Ma ci pensa? Vent\u2019anni insieme e nemmeno un giorno di convivenza. A parte le vacanze\u2026\u00a0Lui era fatto cos\u00ec. E a me\u00a0piaceva\u00a0cos\u00ec. E allora non ho visto, non ho sentito, non ho capito e, quando la verit\u00e0 mi veniva sbattuta in faccia, voltavo le spalle guardando altrove\u00bb.<\/p>\n<p>La donna minuta osservava il corpo di Sergio e sospirava. Poi sembrava voler riprendere la conversazione che io, se avessi potuto, non avrei mai iniziato. Mi aveva guardato e, compreso il mio imbarazzo, era restata in silenzio. Faceva scorrere le dita sui volti delle molte donne con cui il compagno aveva intrattenuto relazioni.<\/p>\n<p>Queste, con i denti bianchissimi ben esposti, sembravano irriderla, al riparo nei vetri spessi delle cornici.\u00a0La donna ne pronunciava il nome quando riconosceva qualcuna.<\/p>\n<p>Mantenendo un braccio poggiato alla parete,\u00a0aveva iniziato a piangere sommessamente. L\u2019ultimo ricordo che conservo di quella notte \u00e8 il goffo tentativo di consolarla, offrendole un fazzoletto di stoffa che la donna aveva rifiutato con garbo.<\/p>\n<p>Arrivato a casa, il tempo di liberarmi della divisa,\u00a0mi ero addormentato subito. Avevo sognato la donna minuta che, mani sui fianchi e sguardo feroce, dopo averlo interrogato a lungo, aveva lasciato il compagno in quella stanza. Insieme alla menzogna della propria felicit\u00e0, opaca e bugiarda. C\u2019era anche Sergio in quel sogno lineare.<\/p>\n<p>Appeso alla corda di canapa al lampadario\u00a0le diceva \u00abAmore, aspetta! Lascia che ti spieghi\u2026\u00bb<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33291\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33291\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eravamo arrivati pochi minuti dopo la telefonata di un condomino preoccupato per gli strani rumori che avevano interrotto il placido scorrere della notte. 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