{"id":33289,"date":"2017-10-23T17:14:54","date_gmt":"2017-10-23T16:14:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33289"},"modified":"2017-10-23T17:14:54","modified_gmt":"2017-10-23T16:14:54","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-ritorno-al-caos-di-alessandro-di-nepi-finzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33289","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Ritorno al Caos&#8221; di Alessandro di Nepi Finzi"},"content":{"rendered":"<p>Per costruire un Boeing occorrono circa 2.800 pezzi. In un pianoforte ce ne sono oltre 12.000.<\/p>\n<p>Mattia era riuscito ad acquistare il suo, grazie al lascito della nonna paterna che aveva dedicato la vita all\u2019insegnamento della musica ai ragazzi con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Lei era stata l\u2019unica a comprendere la passione del nipote per quel misterioso strumento e a consigliargli di sfuggire alle facolt\u00e0 universitarie tradizionali e al futuro in ufficio che promettevano.<\/p>\n<p>Prima che arrivasse il pianoforte, il monolocale di 40 metri quadrati di Mattia era gi\u00e0 un caos di libri, CD e fogli di spartiti sui quali abbozzava idee cui non riusciva a dare un volto definitivo.<\/p>\n<p>Il massiccio strumento era arrivato una mattina di ottobre e aveva condizionato la disposizione dello poco mobilio del monolocale. Le pile di libri e dischi erano state adagiate contro i muri, cos\u00ec come le altre testimonianze del suo rapporto sciatto con le <em>cose<\/em>. Ora, pi\u00f9 di prima, gli \u201caccumuli di cultura\u201d ricordavano le stalagmiti di una grotta che giorno dopo giorno, impercettibilmente, finiscono per imporre la loro presenza grazie al sovrapporsi di una goccia sull\u2019altra.<\/p>\n<p>Mattia era disordinato non meno del proprio monolocale: i capelli rossi sempre arruffati incorniciavano lo sguardo di un azzurro profondo e i lineamenti ancora infantili, a dispetto dei 26 anni suonati.<\/p>\n<p>Valentina, con la quale conviveva da appena un anno, di carattere completamente diverso, non era riuscita a incidere sul suo modo di vivere.<\/p>\n<p>Gli opposti non si attraggono, si avvicinano inesorabilmente. Per poi scontrarsi.<\/p>\n<p>Prima di trasferirsi da Mattia, Valentina aveva vissuto in casa con i genitori. La stanza dove dormiva e studiava rispecchiava perfettamente la sua concezione ortogonale del mondo: solo un poster dei Pink Floyd e alcuni libri adagiati scompostamente su un lato della scrivania turbavano le geometrie di quell\u2019ambiente senza guizzi di giovent\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019appartamento di Mattia era proprio come la stanza nella casa dei suoi genitori. Solo con un bel segno \u201cmeno\u201d davanti.<\/p>\n<p>A Valentina era mancato il fiato quando, invitata per un caff\u00e8, era entrata per la prima volta in quel monolocale. Quando, per\u00f2, Mattia aveva aperto il coperchio del piano e si era seduto sulla panca per suonare, gioia e dolore, compassione e ferocia e tante emozioni differenti ma in armonia tra loro, avevano inondato l\u2019appartamento.<\/p>\n<p>Riverso sulla tastiera e intento a percorrere i sentieri della sua musica, in alcuni momenti con autentica disperazione, in altri con impalpabile leggerezza, Mattia aveva offerto all\u2019unica ascoltatrice un\u2019esperienza emotiva indimenticabile.<\/p>\n<p>\u00abQuesto brano non \u00e8 finito. Sono due anni che sono bloccato su un passaggio\u2026 non so come risolverlo\u00bb le aveva detto, interrompendo il concerto all\u2019improvviso.<\/p>\n<p>Valentina era rimasta seduta. In silenzio. Un po\u2019 intimorita ma soprattutto incantata dall\u2019animo tormentato di Mattia che le si era rivelato in maniera cos\u00ec travolgente in quella mezz\u2019ora di musica ed emozioni.<\/p>\n<p>\u00abNiente di che questi brani, vero? Senza capo n\u00e9 coda.\u00bb<\/p>\n<p>Mentre parlava, si era accorto che Valentina lo guardava in modo pi\u00f9 arrendevole rispetto a prima, come se avesse compreso che il caos della stanza era il riflesso in superficie del suo essere artista. La punta di un iceberg. Incandescente come una stella.<\/p>\n<p>\u00abChe dici? No! Sono pieni di anima\u00bb le aveva risposto finalmente lei, interrompendo quel silenzio cos\u00ec denso.<\/p>\n<p>Mattia era arrossito e aveva scrollato le spalle timidamente. Non sapeva cosa rispondere ma aveva intuito che quelle note li avevano avvicinati.<\/p>\n<p>Valentina e Mattia, dopo il primo caff\u00e8 e quel pomeriggio di musica, si erano visti con maggiore regolarit\u00e0 fino a ritrovarsi in un\u2019appassionata relazione sentimentale, sfociata poi nella condivisione degli spazi.<\/p>\n<p>Ogni sera, mentre lei preparava la cena, Mattia sedeva al piano alla ricerca di melodie delicate o struggenti che pescava nel pozzo della propria sensibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Valentina stava proprio bene con lui, pur avvertendo la mancanza di un tocco femminile nella casa e l\u2019assenza del prezioso conforto dell\u2019ordine, retaggio della vita precedente con i genitori.<\/p>\n<p>Un giorno, approfittando di una sua trasferta a Milano per un\u2019audizione, Valentina aveva acquistato qualche mensola e un armadio componibile all\u2019IKEA e, indossata una tuta da ginnastica e raccolti i capelli in una lunga coda, aveva provato a ridimensionare l\u2019informe caos del loro appartamento.<\/p>\n<p>Il risultato era stato che i cd di Mattia erano ora allineati su una mensola sopra il letto, i fogli di musica ordinatamente inseriti in un porta-documenti di metallo posto sul bordo della scrivania, la biancheria pulita piegata nei cassetti e i vestiti di entrambi riposti nell\u2019armadio secondo una rigorosa progressione cromatica.<\/p>\n<p>\u00abCi voleva proprio. \u00c8 tutta un\u2019altra cosa ora!\u00bb si era detta al termine dello sforzo, rossa in viso e con entrambi i palmi delle mani schiacciati sui fianchi.<\/p>\n<p>Soddisfatta dell\u2019opera, era scesa nuovamente da casa per acquistare un vaso con delle finte orchidee. Dopo vari tentativi, l\u2019aveva collocato sulla coda del pianoforte chiuso e aveva annuito a se stessa con convinzione.<\/p>\n<p>Si era, poi, fatta una rapida doccia attendendo il ritorno del fidanzato, certa che la piccola metamorfosi sarebbe stata apprezzata. Mattia era rientrato qualche decina di minuti dopo. Gli si leggevano sul viso le buone notizie e l\u2019entusiasmo con cui voleva condividerle.<\/p>\n<p>Pochi passi in casa e, atterrito, si era dovuto fermare. Barcollando, aveva indietreggiato fino all\u2019uscio. Poi aveva guardato le nuove sembianze del suo monolocale. Era frastornato, confuso. Sembrava proprio che ogni cosa avesse trovato il proprio posto e che, ora, ogni posto custodisse una e una sola cosa.<\/p>\n<p>Mattia non poteva certo definirsi un tipo loquace ma lo sforzo compiuto \u2013 pensava Valentina \u2013 meritava, in ogni caso, uno straccio di commento.<\/p>\n<p>Mattia, per\u00f2, era rimasto in silenzio sulla porta dell\u2019ingresso con una mano incollata al <em>trolley<\/em> e l\u2019altra a contenere tra indice e pollice il giubbotto di pelle accartocciato.<\/p>\n<p>\u00abMeglio no? Che dici?\u00bb gli aveva chiesto.<\/p>\n<p>\u00abMeglio cosa?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per noi. C\u2019\u00e8 pi\u00f9 ordine. Non sembra anche a te che si respiri meglio senza tutta quella confusione?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abConfusione? Vale, di cosa parli?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abDai, Mattia! Fogli scarabocchiati ovunque, colonne di libri che sembravano crescere come rampicanti sui muri. Non \u00e8 pi\u00f9 carino cos\u00ec?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuegli scarabocchi sono la mia musica, il mio lavoro. La mia vita! Come ti \u00e8 venuto in mente di rinchiuderli lontano dalla mia vista?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPensavo che un giorno li avresti sistemati. Non c\u2019eri e l\u2019ho fatto io per te. Ho sbagliato? Non dovevo?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abCerto che hai sbagliato! Le idee voglio che prendano forma e direzione da sole. Liberamente. Se i fogli \u2013 che io chiamerei spartiti, se non ti dispiace \u2013 erano l\u00ec \u00e8 perch\u00e9 l\u00ec volevo che fossero. Non dovevano diventare le vittime sacrificali della tua smania di mettere sempre tutto a posto. Secondo il <em>tuo <\/em>ordine, ovviamente. Questo \u00e8 ci\u00f2 che non fa respirare me. Tanto per esser chiari!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon credevo che mettere mano alla confusione che ci circonda ti avrebbe fatto innervosire cos\u00ec. Scusa tanto, sai! Comunque l\u2019ho fatto con l\u2019idea di farti un piacere. Perch\u00e9 sei cos\u00ec aggressivo? \u00c8 andata male l\u2019audizione, Mattia?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEsattamente il contrario. L\u2019audizione \u00e8 andata benissimo. \u00c8 che mi fa strano che questi cambiamenti li hai fatti proprio quando io non c\u2019ero. Hai soddisfatto il tuo implacabile bisogno di ordine! Non hai fatto un favore a me. Non dirmi balle!\u00bb<\/p>\n<p>\u00abHo cercato di rendere pi\u00f9 vivibile l\u2019appartamento per entrambi. Scusami tanto! Non so se ti sei accorto che, qui con te, ci vivo anch\u2019io da un po\u2019\u2026\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa poi che ho fatto di tanto sbagliato? Hai visto? Ho messo anche i fiori sul piano. Belli, no? Non dobbiamo nemmeno innaffiarli cos\u00ec non c\u2019\u00e8 rischio di fare casini con l\u2019acqua. Sono bellissimi per\u00f2 finti. Li ho trovati in un negozio qui vicino.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abIl pianoforte \u00e8 uno strumento musicale con trecento anni di storia. Non un mobile dove appoggiare un vaso di fiori finti del cazzo!\u00bb<\/p>\n<p>Valentina stava per replicare ma poi aveva deciso di lasciar perdere, percependo il crescente nervosismo di Mattia.<\/p>\n<p>Bianco in volto e leggermente sudato, il suo compagno si era liberato del <em>trolley <\/em>scaraventandolo in un angolo, aveva lasciato cadere a terra il giubbotto, si era levato furiosamente di dosso il maglione e la camicia, entrambi logori sul collo, e si era seduto al piano.<\/p>\n<p>Sperava che il cattivo presagio che lo turbava fosse soltanto frutto della suggestione e della stanchezza della trasferta.<\/p>\n<p>Come un arco senza frecce, si era incurvato verso la tastiera ma l\u2019implacabile pianoforte non restituiva pi\u00f9 la passione, la fluidit\u00e0, la brillantezza e il calore delle sue intuizioni musicali. Nella stanza fluttuavano senza grazia note e suoni senza corpo.<\/p>\n<p>\u00abE io come faccio adesso? L\u2019hai sentito, no? Non suona pi\u00f9\u2026 \u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPorca troia, Vale! Come ti \u00e8 venuto in mente?\u00bb<\/p>\n<p>\u00abVoglio che tutto torni immediatamente come era prima!\u00bb Le ultime parole Mattia gliele aveva gridate in faccia mentre lei, rannicchiata in posizione fetale, piangeva sommessamente in un angolo del letto addossato alla parete.<\/p>\n<p>Dopo quella sfuriata incomprensibile, Valentina aveva deciso di tornare dai propri genitori e aveva promesso di presentarsi l\u2019indomani per togliere l\u2019impiccio delle sue cose.<\/p>\n<p>Il giorno dopo, rientrando nel monolocale, aveva notato che le mensole che, con fatica, aveva montato, erano state divelte con inaudita violenza.<\/p>\n<p>Mattia, invece, l\u2019aveva trovato a terra. Intento a ricreare la confusione che, prima di lei, era stata l\u2019unica creatura con cui era riuscito a interagire fino in fondo. Lui non si era nemmeno accorto del suo arrivo, nonostante il freddo saluto di Valentina.<\/p>\n<p>Stava spargendo fogli, CD e libri sul pavimento mentre le sue labbra tenevano un incomprensibile conto.<\/p>\n<p>\u00abSeimila-quattrocentocinque\u2026 Seimila-quattrocentosei\u2026 Seimila-quattrocentosette\u00bb.<\/p>\n<p>Lei lo aveva lasciato l\u00ec. Aveva deciso di prendere le sue cose e basta. Gli aveva voltato le spalle ed era andata via, non preoccupandosi nemmeno di richiudere la porta dietro di s\u00e9.<\/p>\n<p>Mattia aveva terminato il folle conteggio in piena notte, il giorno seguente. Si era fermato a diecimila-settecentoventi.<\/p>\n<p>Tanti erano i pezzi necessari a ricomporre quel caos, indispensabile per far esprimere al meglio la sua musica e fargli riassaporare il dono della sua creativit\u00e0.<\/p>\n<p>Il pianoforte, nero e lucido, immobile al centro del monolocale, ne aveva, invece, molti di pi\u00f9. Oltre 12.000.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33289\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33289\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per costruire un Boeing occorrono circa 2.800 pezzi. 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