{"id":33270,"date":"2017-10-17T10:56:21","date_gmt":"2017-10-17T09:56:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33270"},"modified":"2017-10-17T10:56:21","modified_gmt":"2017-10-17T09:56:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-scatola-blu-di-anita-pulvirenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=33270","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La Scatola Blu&#8221; di Anita Pulvirenti"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" lang=\"en-US\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Ogni anno, il quindici di maggio, Rosalia riapre la scatola.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">\u00c8 blu, senza scritte, senza decori e con una minuscola etichetta sbiadita. Un\u2019etichetta che riporta la parola \u201cVarie\u201d. Il resto dell\u2019anno la scatola blu se ne resta chiusa nello sgabuzzino in mezzo ad altre scatole di vari colori. Tutte in cartone, il coperchio ben calcato ch\u00e9 non entri la polvere a poggiarsi sui segreti che deve custodire. Sulle altre scatole ci sono nomi: Marta e Giacomo, per esempio, i figli ormai grandi di Rosalia. La prima rossa, l\u2019altra verde. Ce n\u2019\u00e8 una con il suo nome, perfino, e un\u2019altra col nome di suo marito. C\u2019\u00e8 la scatola delle bollette, grigia perch\u00e9 quando l\u2019apre non \u00e8 mai molto allegra e quella con la scritta \u201cBanca\u201d, gialla come la bile che le risale dalla cistifellea quando le scrivono che deve pagare. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Nella scatola bianca conserva i ferri e la lana, le spagnolette e tutta la roba per rammendare, mentre in quella nera ci sono i documenti che non sa dove mettere. Le scatole stanno ai lati dello scaffale di ferro, per tenere ferme le altre cose nel mezzo. Qualche libro di scuola dei ragazzi, qualche busta con le lampadine e i fili elettrici, un paio di sacchi con i vestiti da bambini che non si decide a regalare e, nel ripiano pi\u00f9 basso, il baule del corredo chiuso col catenaccio. Nello sgabuzzino la scatola sta dietro nel ripiano pi\u00f9 alto, nascosta da quella degli attrezzi e dal trapano che suo marito non ha usato mai. Bisogna sapere che \u00e8 l\u00ec dietro ma anche a trovarla per caso, la scritta sull\u2019etichetta scoraggerebbe chiunque. Che vuol dire \u201cvarie\u201d? Quali cose possono essere catalogate con questa parola tanto generica? A chi pu\u00f2 interessare il contenuto di una scatola cos\u00ec impersonale? <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">La scatola, difatti, se ne resta per un anno intero a prendere polvere dietro chiodi e martello e a tutti sta bene cos\u00ec. Forse il marito di Rosalia e i suoi figli, qualche volta, si sono posti il problema di non conoscerne il contenuto ma nulla li ha spinti ad aprirla. Ogni anno, il quindici di maggio, Rosalia riapre la scatola.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Sposta gli attrezzi col cuore che palpita forte e nel tragitto dallo stanzino alla camera da letto, le lacrime sono gi\u00e0 scivolate fino al mento.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Rosalia la poggia per terra. Ha una pezza in mano, bagnata ma non troppo altrimenti il cartone si impregna di umidit\u00e0 e diventa molliccio. A Rosalia non piace vedere le macchie sbiadite sul coperchio con i bordi irregolari ma oramai sono l\u00ec, dal \u201897 e non se ne andranno pi\u00f9. Aveva lasciato per sbaglio la scatola in corridoio e qualcuno ci era inciampato con l\u2019ombrello ancora gocciolante. Nel \u201897 tutto il cielo doveva aver congiurato contro di lei, perch\u00e9 non si era mai visto un\u2019acquazzone del genere a met\u00e0 maggio. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Rosalia si siede sul letto, la scatola sulle gambe e solleva il coperchio tenendo chiusi gli occhi. Non socchiusi o con le palpebre appena serrate, no. Rosalia strizza gli occhi cos\u00ec forte che le lacrime incastrate fra le ciglia iniziano a farle male, strofinano e bruciano. Tira un sospiro profondo, poi posa con cura il coperchio sulla trapunta. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 mattina, suo marito \u00e8 a lavoro e questa \u00e8 l\u2019ora in cui si \u00e8 seduto alla scrivania, ha letto le email e di certo star\u00e0 bevendo il caff\u00e8 della macchinetta imprecando come ogni giorno che \u00e8 solo acqua sporca e che farebbe bene a prendersi una moka e un fornellino da campeggio. La segretaria gli porter\u00e0 il giornale e lo pregher\u00e0 di non lamentarsi ogni santo giorno della stessa cosa. Glielo dice anche Rosalia durante la telefonata delle nove meno un quarto: \u201cMa perch\u00e9 non te lo prendi al bar?\u201d e lui sbuffer\u00e0 che non ha tempo da perdere, deve lavorare. Oggi gli telefoner\u00e0 pi\u00f9 tardi, perch\u00e9 \u00e8 il 15 di maggio. Chiss\u00e0 se lui questo lo ha mai notato. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">I figli oramai non vivono pi\u00f9 in casa con loro e in questo giorno dell\u2019anno Rosalia avverte ancora pi\u00f9 forte la nostalgia. Davanti alla scatola blu tutto si amplifica e i sentimenti si fanno vividi, li potrebbe toccare se allungasse le mani verso le pareti della stanza che le sembrano spugnose, tanto sono gonfie delle sue lacrime di mezzo maggio.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Il primo oggetto che vede aprendo la scatola \u00e8 una lettera. La legger\u00e0 per ultima, la posa accanto, sul coperchio, per non dimenticarsene e perch\u00e9 non scivoli fra le pieghe della coperta. Non pu\u00f2 rischiare che suo marito la trovi, litigherebbero e lei piangerebbe. Anche se lacrime gliene sono rimaste poche negli occhi asciutti e salati di pianto.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Non c\u2019\u00e8 posto nella sua vita perfetta per questa scatola dimenticata. Suo marito la rimprovera e dice che lo fa per lei, perch\u00e9 non sopporta di vederla soffrire.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Il primo oggetto che salta fuori \u00e8 una coperta di uncinetto fatta a mano. L\u2019ha realizzata la nonna di Rosalia ma non sapeva che sarebbe stata usata precocemente per avvolgerci il frutto della colpa. Quarantatr\u00e9 anni fa. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Era una ragazzina Rosalia, in quel torrido Agosto del \u20187<\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">3<\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">. C\u2019erano i giostrai in paese, c\u2019era caldo e tanta voglia di innamorarsi. Le gonne corte, i capelli lunghi e lei appena sedicenne si abbandon\u00f2 all\u2019abbraccio caldissimo di quel militare in congedo. Nemmeno il nome gli aveva chiesto, che ne sapeva che l\u2019amore non esiste senza una porta a cui andare a bussare dopo nove mesi? C\u2019erano le giostre e a Rosalia girava la testa. Ubriaca di estate e farfalle nello stomaco, ancora oggi si tiene una mano sul ventre a ripensare a quel pomeriggio. Chiusi, nel camper dietro l\u2019otto volante, sudati in penombra con quel ragazzo le era sembrato di spiccare il volo. L\u2019avrebbe portata via dal paese, dai pettegolezzi, avrebbero girato il mondo e viaggiato insieme verso il futuro. Mentre stringe la copertina azzurra, Rosalia ripensa al risveglio del giorno dopo, a quando aveva stretto il lenzuolo fra le gambe e si era maledetta per tanta ingenuit\u00e0. Di lui in paese non c\u2019era pi\u00f9 traccia, nessuno che lo conoscesse, sembrava che se lo fosse immaginato. E ci avrebbe creduto anche lei che era stata un\u2019allucinazione, se non avesse notato presto quella protuberanza del ventre che non la smetteva di gonfiarsi, mese dopo mese. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Rosalia bacia la copertina che sua nonna non avrebbe ricamato, se soltanto avesse immaginato, e la posa di fianco. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Nella scatola ci sono due braccialetti. l\u2019unica prova che la memoria funziona davvero. Quel quindici di maggio, le suore le poggiarono sul seno un fagotto azzurro e lei disse che voleva chiamarlo Pietro. La suora le aveva sorriso. \u201cNon ti ci affezionare\u201d aveva detto sua madre, che il bambino non lo voleva nemmeno guardare. Almeno le parlava ancora, non si era chiusa nel silenzio brutale di suo padre che si comportava come se lei non esistesse pi\u00f9. Le avesse urlato che era una poco di buono, avrebbe provato a spiegargli che l\u2019aveva imbrogliata l\u2019amore, ma lui taceva e anche lei doveva stare zitta. Quello era il giorno in cui tutto iniziava e tutto finiva, non le era stato chiaro fino a quando la suora non le aveva tolto dalle braccia il bambino. \u201cMi raccomando\u201d aveva aggiunto sua madre mentre la suora andava via di spalle, \u201cla madre non vuole essere nominata\u201d. Rosalia aveva capito in quel momento che tutto iniziava e insieme finiva. \u201cUn giorno capirai\u201d aveva concluso sua madre, affacciandosi alla finestra. La fer\u00ec che non avesse il coraggio di guardarla mentre decideva di lei e del suo bambino. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Nessuno le aveva detto che sarebbe andata cos\u00ec. Non durante la gestazione, nemmeno durante il viaggio in pullman verso la casa delle suore e nemmeno nei giorni in cui aveva aspettato di partorire, passeggiando a lungo nel chiostro per indurre le doglie. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Rosalia poggia i braccialetti di fianco, sulla copertina, e prende il foglio ingiallito dal fondo della scatola. Il certificato di nascita di suo figlio. Quel bambino che per lei si chiama Pietro. Lo dice a voce alta, tanto \u00e8 da sola, forse lui sentir\u00e0 che lo pensa ancora, anche se non ha mai avuto il coraggio di cercarlo. Per non fare torto al suo caro marito, che l\u2019ha amata e voluta nonostante le voci di paese, che l\u2019ha portata al nord per sottrarla all\u2019onta, al silenzio di suo padre, al pensiero ossessivo di quel bambino. Suo marito non merita tanta ingratitudine, per questo appena giunti a casa nuova Rosalia ha riposto i ricordi e l\u2019amore di madre in una scatola blu nello sgabuzzino. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Il certificato di nascita porta il segno del tempo e del dolore di Rosalia. Chiss\u00e0 se lo sai che hai una madre qui che ti pensa. \u201cIl 15 maggio 1974 \u00e8 nato un bambino di sesso maschile. A detto bambino, che non mi viene presentato ma della nascita sono certo, il sottoscritto d\u00e0 nome Pietro e cognome&#8230;\u201d Rosalia non riesce a decifrare la grafia in quel preciso punto ma \u00e8 felice che la suora l\u2019abbia accontentata. \u00c8 soltanto per curiosit\u00e0 perch\u00e9 sa per certo che quando un bambino viene adottato prende il cognome della nuova famiglia. Ma se lo incontrasse un giorno, lo stringerebbe forte chiamandolo <\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\"><i>Pietro<\/i><\/span><\/span><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">. \u201cIl bambino viene da me inviato all\u2019Istituto di assistenza materna e infantile\u201d eccetera eccetera. Rosalia sospira sempre a queste parole, perch\u00e9 mettono la distanza fra lei e suo figlio, definitivamente. Aveva provato a rifiutarsi di firmarlo, ma sua madre aveva firmato per lei e la cosa fin\u00ec l\u00ec. Iniziava e finiva insieme, per sempre. E per lei cominciava il tormento.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Non c\u2019era altro nella scatola, eppure tutto quel che mancava, quarantatr\u00e9 anni di Pietro, \u00e8 l\u00ec nell\u2019assenza, nel vuoto di una vita che Rosalia non ha visto crescere. Che ha soltanto immaginato, ogni 15 maggio da allora in poi.<\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Ripone gli oggetti in ordine e con cura, rimane soltanto una busta poggiata sul coperchio, \u00e8 una lettera. La vorrebbe spedire a quel programma in TV dove provano a cercare le persone scomparse. L\u2019ha scritta cinque anni fa e non ha ancora trovato il coraggio di spedirla. Sa di non avere un tempo infinito davanti, che prima o poi morir\u00e0 ma ha paura che Pietro non la voglia conoscere, che non sappia neppure di essere stato adottato e dovrebbe prima parlarne con suo marito e dirlo a Marta e a Giacomo, che di avere un mezzo fratello non sanno niente. Se poi la invitassero in trasmissione lo saprebbero anche i vicini e i colleghi d\u2019ufficio e no, non \u00e8 ancora pronta per questo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Rosalia si alza, ma prima di riporre la scatola blu nello sgabuzzino, si siede al tavolo in cucina e scrive una lettera. Una frase lunga un foglio in cui racconta ai suoi figli di Pietro, di cosa \u00e8 accaduto quarantatr\u00e9 anni fa e li supplica di perdonarla. Ma l\u2019ultima preghiera \u00e8 di cercarlo loro per lei, se le mancasse il coraggio in vita, di trovarlo e dirgli che lo amava e lo pensava tutti i giorni, non soltanto il quindici di maggio. <\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"en-US\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"it-IT\">Rosalia riapre la scatola, mette la lettera per i figli e chiede a Dio che gliela faccia trovare prima che passi un altro anno o che le dia il coraggio di spedirla a Marta, la pi\u00f9 sensibile dei due. E poi \u00e8 madre anche lei, forse capirebbe. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">D&#8217;altronde, della sua vita Rosalia non ha mai deciso niente.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33270\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33270\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni anno, il quindici di maggio, Rosalia riapre la scatola. \u00c8 blu, senza scritte, senza decori e con una minuscola etichetta sbiadita. Un\u2019etichetta che riporta la parola \u201cVarie\u201d. Il resto dell\u2019anno la scatola blu se ne resta chiusa nello sgabuzzino in mezzo ad altre scatole di vari colori. Tutte in cartone, il coperchio ben calcato [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_33270\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"33270\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":14164,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-33270","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33270"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/14164"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=33270"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33270\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33272,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/33270\/revisions\/33272"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=33270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=33270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=33270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}