{"id":3321,"date":"2010-04-19T11:53:57","date_gmt":"2010-04-19T10:53:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3321"},"modified":"2010-04-19T11:57:58","modified_gmt":"2010-04-19T10:57:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2010-la-collana-di-corallo-rosso-di-roberto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3321","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;La collana di corallo rosso&#8221; di Roberto Alba"},"content":{"rendered":"<p>Teneva stretta la mano della sorellina mentre camminavano lungo la spiaggia, sotto la grande torre.<br \/>\nLa loro estate era passata veloce come le altre, anche se quell\u2019anno avrebbero fatto volentieri a meno del mare, del sole e di tutto il resto.<br \/>\nErano le due del pomeriggio di uno degli ultimi giorni di vacanza di un insolito mese di Settembre.<br \/>\n\u00abE\u2019 qui che hai perso la collana?\u00bb le chiese con tono autoritario.<br \/>\nLa piccola Francesca non rispose. Con gli occhi gonfi scosse la testa per dire un \u201cno\u201d di cui non era sicura.<br \/>\nCarlo la guard\u00f2 in malo modo: \u00abPossibile che non ti ricordi? Sei una stupida!\u00bb url\u00f2 strattonandola e continuando a camminare.<br \/>\n\u00abE\u2019 qui?\u00bb chiese ancora, indicando un altro punto.<br \/>\nRimase in silenzio e questa volta non riusc\u00ec a trattenere le lacrime.<br \/>\n\u00abNon devi piangere, mamma non vuole!\u00bb le ordin\u00f2 severamente.<br \/>\nLei non riusciva a calmare la rabbia di non ricordare; i suoi sette anni erano messi in evidenza dall\u2019angoscia del suo mutismo e dal suo pianto. Si lasci\u00f2 andare tra le braccia del fratello, di poco pi\u00f9 grande, disperata e inconsolabile.<br \/>\nLui la strinse forte: \u00abNon fare cos\u00ec, vedrai che adesso la troviamo\u00bb disse, cercando di apparire forte per tranquillizzarla ma a stento riusc\u00ec a trattenersi dal piangere anche lui: si dice che le lacrime siano contagiose, provocate da uno spirito burlone che si prende gioco della nostra tristezza.<\/p>\n<p>La zia Matilde con lo zio Agostino erano arrivati quella mattina. Carlo non li aveva mai visti prima; erano la sorella della mamma con il marito. La nonna raccontava che a causa dei suoi cattivi rapporti con il nonno lei aveva lasciato il paese per trasferirsi a Follonica, sul continente. Adesso era ricca, \u201caveva fatto i soldi\u201d. La zia gestiva un salone di bellezza e lo zio faceva il meccanico. Si davano un sacco d\u2019arie, e lui pensava che quei due parlavano con un accento strano, anche se il loro dialetto sapeva di Genovese!<\/p>\n<p>Una debole brezza portava sulla battigia delle piccole onde mentre Carlo scavava, come un cane da tartufo, attento a esaminare ogni granello della sabbia che rimuoveva.<br \/>\nFrancesca ogni tanto singhiozzava, ma lo sguardo fermo e severo del fratello aveva l\u2019effetto di bloccare il pianto pronto ad esplodere improvviso.<br \/>\n\u00abProprio non ti ricordi, vero?\u00bb le domand\u00f2 rialzandosi e pulendosi le mani.<br \/>\n\u00abNo, non mi ricordo!\u00bb gli rispose imbronciata.<br \/>\n\u00abBene! Domani torniamo e cerchiamo meglio. Adesso \u00e8 tardi\u00bb. Le prese la manina e si avviarono verso la grande scalinata che dalla spiaggia portava alla piazza della torre.<br \/>\nQuello era il punto pi\u00f9 alto del paese, poco distante la loro casa: un vecchio rustico rinnovato dal pap\u00e0. Le mura di un bianco fresco, pitturate in primavera, con i bordi delle finestre di un azzurro intenso, si intercalavano, in una successione sempre uguale, tra vecchie e nuove costruzioni; tutta Calasetta, il loro piccolo paese sulla costa sud-ovest della Sardegna, aveva quei colori. Il signor Antonio era un pescatore di professione ma all\u2019occorrenza anche un muratore: quando non poteva uscire con la barca a causa del mare grosso, si arrangiava con quello che capitava. Calce, pennello e cazzuola erano la sua specialit\u00e0, aveva le mani d\u2019oro!<\/p>\n<p>Erano le tre quando arrivarono al portone d\u2019ingresso della loro casa. C\u2019erano quasi tutti i parenti, anche Gianni e Laura, i loro cuginetti, figli di un altro fratello della mamma: zio Gioacchino con la moglie Lisa. Giocavano per strada e tutti erano vestiti come se avessero dovuto partecipare ad un ricevimento. La zia era una matta isterica, stava sempre a urlare: \u201cfermi di qua\u201d, \u201cfermi di l\u00e0\u201d, \u201dnon toccare questo\u201d,\u201dnon toccare quello\u201d, la mamma diceva che quella donna era \u201cmalata\u201d, lo zio, invece, era simpatico e li faceva divertire moltissimo. Quando imitava il verso dell\u2019asino affamato, una specie di raglio con boccacce orribilmente interpretate sotto i suoi grossi baffi, loro morivano dal ridere. Poi lo zio faceva un lavoro importante: era cassiere in una banca di Cagliari e portava sempre dei bellissimi regali.<br \/>\nQuel giorno non ci sarebbero stati pacchetti da scartare\u2026<br \/>\nA quella vista Carlo e Francesca corsero veloci ma dalla porta sbuc\u00f2 la nonna.<br \/>\n\u00abVi sembra questa l\u2019ora di tornare a casa? Subito dentro!\u00bb url\u00f2 dall\u2019uscio.<br \/>\nAbbassarono la testa e mano nella mano obbedirono velocemente a quell\u2019ordine: non si poteva disobbedire a una donnona cos\u00ec imponente.<br \/>\n\u00abMa si pu\u00f2\u2026 dico io, siete degli incoscienti\u00bb url\u00f2 ancora prendendoli e trascinandoli nel bagno.<\/p>\n<p>Il vapore avvolgeva tutto, sembrava di stare in una nuvola: si soffocava. Carlo e Francesca si spogliarono e immersero i loro corpicini nell\u2019acqua tiepida. La spugna andava su e gi\u00f9 con forza, la nonna la muoveva energicamente e ogni tanto si asciugava gli occhi con il braccio.<br \/>\n\u00abNonna, stai piangendo?\u00bb chiese Francesca con la testa piena di schiuma.<br \/>\nLa nonna non rispose, distratta e assorta nei suoi pensieri continu\u00f2 a sfregare quei corpi quasi fossero sporchi di polvere di carbone come quelli di un minatore dopo 12 ore di lavoro nei pozzi!<br \/>\n\u00abAhia! Nonna mi fai male\u00bb url\u00f2.<br \/>\n\u00abScusa tesoro mio!\u00bb disse e aggiunse: \u00abOggi nonna non sta molto bene!\u00bb. La sua voce era triste e Carlo rimaneva immobile con la schiena sulla parete osservando la sua espressione: aveva gli occhi gonfi; lui era \u201cgrande\u201d e sapeva.<br \/>\n\u00abMamma hai finito!\u00bb. Era la voce della zia Matilde che urlava sguaiata da dietro la porta.<br \/>\nLa nonna rispose decisa: \u00abSi quasi\u00bb e la zia concluse: \u00abE\u2019 arrivata la macchina\u00bb. Il suo tono li infastidiva. Forse era quello il motivo per cui se ne era andata, non era sicuramente simpatica. Certo che alla mamma non assomigliava neanche un po\u2019, pens\u00f2 Carlo.<br \/>\nLi asciug\u00f2 con un grosso telo da mare giallo, questa volta senza fretta, lasci\u00f2 passare il tempo quasi lo volesse fermare; guardava e accarezzava i suoi nipoti. Inginocchiata strinse forte Francesca, mentre Carlo la abbracciava da dietro, non riuscendo pi\u00f9 a trattenere le lacrime.<br \/>\n\u00abAdesso basta, su!\u00bb disse con un sorriso, \u00abAspettatemi qui e fate i bravi, vado a prendervi i vestiti\u00bb.<br \/>\nLa nonna usc\u00ec e loro rimasero ad ascoltare i bisbigli che provenivano dal corridoio. Pi\u00f9 passava il tempo e pi\u00f9 aumentavano di intensit\u00e0 e di quantit\u00e0.<br \/>\n\u00abLa mamma sar\u00e0 arrabbiata con me\u00bb sostenne Francesca.<br \/>\n\u00abNo, mamma non \u00e8 arrabbiata\u00bb rispose Carlo asciugandosi le lacrime.<br \/>\n\u00abE\u2019 tutta colpa mia!\u00bb.<br \/>\n\u00abNo, non \u00e8 colpa tua\u00bb.<br \/>\n\u00abPerch\u00e9 c\u2019\u00e8 tutta questa gente?\u00bb gli chiese curiosa e preoccupata.<br \/>\nCarlo scosse la testa, le aveva gi\u00e0 spiegato tutto: evidentemente non era riuscita a capire bene il significato delle sue parole, ma in verit\u00e0 lui non si era sprecato molto per farsi capire.<br \/>\nEntr\u00f2 la nonna. \u00abEcco qua, adesso vi faccio belli\u00bb disse con un sorriso amaro e un gran sospiro.<br \/>\n\u00abCi sono tutti, tutti?\u00bb le chiese Carlo mentre infilava una maglietta bianca strettissima che aveva qualche difficolt\u00e0 a far passare la sua testolina.<br \/>\n\u00abS\u00ec, tutti quanti!\u00bb gli conferm\u00f2 la nonna aiutandolo a sistemarsi.<\/p>\n<p>Perfetti e composti si erano seduti su due delle sedie, sistemate per l\u2019occorrenza lungo tutto l\u2019andito, davanti alla porta della camera da letto dei loro genitori. C\u2019era un via vai continuo. Non conoscevano tutte quelle persone. Quando si avvicinavano sorridevano e li accarezzavano. Loro rispondevano con un sorriso timoroso; quella situazione li imbarazzava parecchio.<br \/>\n\u00abChi sono quelli?\u00bb chiese Francesca a Carlo, indicando due uomini grandi e grossi vestiti di nero che erano appena usciti dalla camera della mamma e che andavano spediti verso la porta d\u2019ingresso.<br \/>\n\u00abSaranno dei dottori\u00bb rispose in maniera poco convincente.<br \/>\n\u00abPer\u00f2 sono brutti\u00bb afferm\u00f2 lei. Attese un attimo e poi chiese: \u00abPosso andare adesso dalla mamma?\u00bb.<br \/>\n\u00abNon si pu\u00f2!\u00bb rispose lui categorico.<br \/>\n\u00abMa io la voglio vedere\u00bb insistette ancora Francesca.<br \/>\n\u00abQuando passa la nonna chiediamo il permesso\u00bb.<\/p>\n<p>La porta della camera si apriva e si chiudeva, entrava e usciva sempre qualcuno. C\u2019erano anche i vicini, che loro non avevano mai visti cos\u00ec ben vestiti.<br \/>\nFrancesca incroci\u00f2 lo sguardo della nonna e non esit\u00f2 ad alzarsi e a chiederle: \u00abPosso andare dalla mamma?\u00bb.<br \/>\nLei guard\u00f2 veloce Carlo e gli fece un cenno come per dirgli \u201caccompagnala e stalle vicino\u201d. Poi: \u00abSei una signorina grande adesso!\u00bb le disse dandole una carezza sulla guancia.<br \/>\nIl fratello si alz\u00f2, le prese la manina, come faceva di solito e, esitando, strinse quella maniglia.<br \/>\n\u00abApri dai\u2026\u00bb disse la sorellina.<\/p>\n<p><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">La stanza era piena di persone. C\u2019era un gran silenzio e un gran caldo. L\u2019unico rumore era quello del ventilatore installato a soffitto, con le pale che giravano a fatica; la mamma non lo sopportava, sosteneva che era un supplizio: preferiva sudare piuttosto che sentire quel cigolio.<br \/>\nLe persone si spostavano mentre loro avanzavano verso il grande letto.<br \/>\nIl pap\u00e0 era seduto con le mani giunte che gli coprivano il viso.<br \/>\nCarlo si avvicin\u00f2: \u00abPap\u00e0, siamo qui&#8230;\u00bb gli sussurr\u00f2.<br \/>\nLui si volt\u00f2. Gli occhi erano lucidi di pianto ma i suoi figli erano speciali e per questo sorrise stringendoli a s\u00e9. Carlo era un bambino a modo, bravo a scuola e rispettoso: un signorino; Francesca era dolce, generosa con due grandi occhi castani come la sabbia dorata bagnata dal mare.<br \/>\nDalla finestra entr\u00f2 una folata di vento che, per un attimo, spost\u00f2 la grande tenda bianca di lino. Si era alzato il maestrale. Quell\u2019estate non aveva mai smesso di soffiare. Ogni sera, alla stessa ora rinforzava sino al tramonto e poi calava, scompariva per ripresentarsi, puntuale, il giorno seguente.<br \/>\nI capelli di Francesca si mossero, mentre lei con lo sguardo fisso, come ipnotizzata, osservava la mamma distesa su quel letto vestita con un bellissimo abito bianco con gli occhi chiusi e le mani incrociate sul petto strette da un rosario e dalla sua croce con tutti quei fiori intorno. Il profumo era forte e nauseante, a Francesca non piaceva e starnut\u00ec con forza rompendo quel silenzio sospeso.<br \/>\nRimase immobile senza parlare.<br \/>\nTrascin\u00f2 il fratello alla sua altezza tirandolo per la maglietta: \u00abSta dormendo vero?\u00bb gli disse cos\u00ec piano che lui non riusc\u00ec capirla.<br \/>\n\u00abCosa hai detto?\u00bb le chiese lui.<br \/>\n\u00abSe sta dormendo!\u00bb.<br \/>\n\u00abTi ho spiegato che \u00e8 andata da Ges\u00f9!\u00bb le rispose con la bocca che quasi le toccava l\u2019orecchio.<br \/>\nLei si inginocchi\u00f2 sul letto. Voleva avvicinarsi e dare un grande bacio alla mamma, avrebbe voluto darle anche la collana, sapeva che la mamma teneva in modo particolare a quel gioiello che il pap\u00e0 le aveva regalato quando si erano sposati ma sent\u00ec la mano della zia Matilde afferrarle il braccio e spostarla indietro che quasi ruzzol\u00f2 per terra.<br \/>\n\u00abLasciala stare!\u00bb url\u00f2 Carlo sferrandole un gran pugno sul braccio.<br \/>\nLa zia non esit\u00f2 e uno schiaffo lo colp\u00ec sul volto.<br \/>\nSe prima nella sala c\u2019era un silenzio quasi liturgico in quell\u2019attimo si scaten\u00f2 un disordine rumoroso, da osteria, con commenti di ogni tipo. Francesca e Carlo piangevano \u201caggrappati\u201d al loro pap\u00e0; la signora Pina, la nonna, rimproverava la zia Matilde per il suo vizio d\u2019agire sempre senza un minimo di riflessione e, questa volta, anche in maniera cos\u00ec poco opportuna: si parlavano urlando, rinfacciandosi venti anni d\u2019incomprensioni. Arriv\u00f2 anche la zia Lisa, zio Gioachino e zio Agostino; mancava solo il nonno e Carlo pens\u00f2 che fosse un bene che fosse gi\u00e0 morto altrimenti le cose sarebbero finite anche peggio: era solito rispondere con le botte alle parole e agli insulti, cos\u00ec raccontavano.<br \/>\nTutto fin\u00ec quando il pap\u00e0 si alz\u00f2 e url\u00f2: \u00abTutti fuoriii!\u00bb.<br \/>\nIn un attimo ritorn\u00f2 il silenzio.<br \/>\nRimase solo con i suoi figli. La moglie Anna pareva sorridere come se tutto quello che era accaduto l\u2019avesse divertita per l\u2019ultima volta. \u00abVai e dalle un bacio\u00bb disse alla piccola Francesca.<br \/>\nSi asciug\u00f2 le lacrime e carponi si avvicin\u00f2 alla mamma stampandole un grosso bacio sulla guancia con le sue piccole labbra.<br \/>\nAnche Carlo si avvicin\u00f2 a lei. Inizi\u00f2 ad accarezzarle le mani sfiorando e toccando quel rosario, negli ultimi giorni l\u2019aveva vista spesso pregare, sent\u00ec il freddo di quel contatto e si rattrist\u00f2 nel capire, senza alcun dubbio, che non l\u2019avrebbe avuta pi\u00f9 vicino a lui.<br \/>\nQuando la sorella si allontan\u00f2 le carezz\u00f2 il viso, quasi a voler imprimere, per sempre, nella sua mente quel ricordo.<br \/>\nLa porta si spalanc\u00f2 e quei due uomini \u201cbrutti\u201d vestiti di nero entrarono preceduti da una gran cassa di legno lucido, poggiata sopra un carrello; aprirono il coperchio della bara e con attenzione e fatica vi adagiarono il corpo della loro mamma.<br \/>\nCarlo e Francesca stavano in un angolo, in silenzio, a osservare ogni cosa. La nonna non avrebbe voluto ma il signor Antonio era stato categorico: \u201cFino all\u2019ultimo staranno vicino alla loro mamma\u201d.<br \/>\nChiusero quella cassa e uscirono dalla stanza. La zia Matilde si affacci\u00f2 ma il pap\u00e0 le diede un\u2019occhiata sinistra e lei con risentimento chiuse la porta quasi sbattendola. Carlo si divert\u00ec molto nel vedere questo, in fondo la zia se lo meritava.<br \/>\n\u00abPap\u00e0 tu non sei arrabbiato con me, vero?\u00bb chiese Francesca.<br \/>\n\u00abPerch\u00e9?\u00bb rispose stupito.<br \/>\n\u00abPer la collana!\u00bb ammise.<br \/>\n\u00abQuale collana?\u00bb.<br \/>\nCarlo s\u2019intromise immediatamente: \u00abPap\u00e0 non l\u2019ha fatto apposta\u2026 l\u2019abbiamo cercata ma non siamo riusciti a trovarla.\u00bb.<br \/>\nRimase un attimo perplesso e poi esclam\u00f2: \u00abParlate della collana di corallo rosso?\u00bb.<br \/>\nFrancesca abbass\u00f2 la testolina. Si era convinta d\u2019averla persa: non sapeva come chiedere scusa.<br \/>\nIl pap\u00e0 guard\u00f2 i suoi occhietti lucidi e vispi abbassandosi come se fosse piccolo anche lui. Tolse dalla tasca della giacca la collana fatta di piccoli grani di corallo con dei fili intrecciati tra loro. La teneva nel palmo della mano, nella sua mano callosa e ruvida.<br \/>\n\u00abNon l\u2019hai persa, pap\u00e0 la teneva con se\u00bb le disse a bassa voce e continu\u00f2: \u00abdevo mantenere una promessa\u2026\u00bb.<br \/>\nFrancesca sgran\u00f2 gli occhi sorpresa.<br \/>\n\u00abQuale, pap\u00e0?\u00bb chiese Carlo anche lui curioso.<br \/>\n\u00abLa mamma mi ha detto che dovevo darla a una principessa\u2026\u00bb affermando questo sganci\u00f2 il piccolo fermo e la mise intorno al collo della piccola e aggiunse: \u00ab\u2026 cos\u00ec da lass\u00f9 ti star\u00e0 pi\u00f9 vicino\u00bb.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">***<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p><span style=\"&quot;Times New Roman&quot;;\">Francesca si guard\u00f2 allo specchio mentre con gesti lenti pettinava i suoi lunghi capelli. Un velo di trucco attenuava gli anni che ormai erano passati: ricordava. Si specchi\u00f2 con un sottile sorriso e per un attimo le sembr\u00f2 di cogliere il riflesso della mamma. La collana era l\u00ec, su ripiano del com\u00f2. La prese e la indoss\u00f2 come era solita fare in quell\u2019occasione.<br \/>\nLa porta della camera si apr\u00ec improvvisamente: \u00abMamma, pap\u00e0 ha detto che se non ti sbrighi partiamo senza di te!\u00bb.<br \/>\n\u00abArrivo, arrivo!\u00bb conferm\u00f2 alla piccola Anna, la sua primogenita. La sua vita, i suoi affari ormai erano lontani da quel piccolo paese. Cagliari era una citt\u00e0 caotica, anche se il mare riusciva in qualche modo a mitigare la sua nostalgia.<br \/>\nEra il 15 settembre del 2009, erano passati 35 anni dal quel triste giorno.<br \/>\nOggi avrebbe rivisto il fratello Carlo e posato un fiore sulla tomba della sua cara mamma\u2026 e su quella del suo pap\u00e0; un fiore per rinnovare un pensiero, per rinverdire un ricordo\u2026 a volte la vita ci d\u00e0 dei grandi dolori ma, con il tempo, anche quando si \u00e8 stati amati tanto, sbiadiscono e pu\u00f2 diventare piacevole aiutarsi a tenerli vivi..<br \/>\nLa macchina correva e lei non riusciva a smettere di accarezzare la sua collana di corallo rosso.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3321\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3321\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teneva stretta la mano della sorellina mentre camminavano lungo la spiaggia, sotto la grande torre. La loro estate era passata veloce come le altre, anche se quell\u2019anno avrebbero fatto volentieri a meno del mare, del sole e di tutto il resto. Erano le due del pomeriggio di uno degli ultimi giorni di vacanza di un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3321\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3321\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":892,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3321","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3321"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/892"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3321"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3321\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3321"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3321"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3321"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}