{"id":32809,"date":"2017-06-02T17:27:49","date_gmt":"2017-06-02T16:27:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32809"},"modified":"2017-06-02T17:27:49","modified_gmt":"2017-06-02T16:27:49","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-mostro-della-musica-di-alberto-ciampi-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32809","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il Mostro della Musica&#8221; di Alberto Ciampi (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Giuditta, Rebecca e Maddalena erano tre ragazzine che frequentavano un corso di chitarra in una scuola di musica di Livorno. Anche se erano amiche, la competizione tra loro era molto accanita e ognuna sperava di essere la pi\u00f9 apprezzata al saggio di fine anno.<\/p>\n<p>L\u2019evento tanto atteso si avvicinava e una settimana prima fu organizzata una prova generale. Ognuna delle tre era convinta di essere preparata ed esegu\u00ec il proprio brano di fronte alla piccola platea degli insegnanti: il risultato fu un vero e proprio strazio. I custodi della scuola e gli altri allievi che si trovavano nei pressi della sala scappavano per non dover ascoltare quell\u2019accozzaglia zoppicante di note stentate e accordi sbagliati. Al termine di quella penosa esibizione, le tre ragazzine si misero a discutere su chi avesse suonato meglio, ma furono interrotte dai loro rispettivi maestri: ognuno aveva da dire la sua per cercare di salvare il salvabile e sperare che nei pochi giorni a disposizione le loro allieve si prepararassero in modo da evitare una figuraccia al saggio vero e proprio.<\/p>\n<p>Il maestro di Giuditta era il pi\u00f9 pignolo della scuola. \u201cSuoni in modo troppo teso e sgraziato!\u201d le disse. Continu\u00f2 poi con una lunga serie di spiegazioni e raccomandazioni sulla respirazione da controllare, la tensione muscolare da eliminare e sull\u2019interpretazione musicale da curare.<\/p>\n<p>Il maestro di Rebecca era noto per la sua tremenda severit\u00e0. \u201cIl tuo suono \u00e8 troppo debole, non ha volume! Gi\u00e0 in seconda fila non si sentiva niente!\u201d sentenzi\u00f2. Segu\u00ec un lungo sermone sulla postura, sulla corretta posizione della mano sinistra e della destra, sull\u2019inclinazione delle dita rispetto alle corde.<\/p>\n<p>Il maestro di Maddalena, il professor Pandolfi, era considerato da tutti un po\u2019 svitato. A lui toccavano gli allievi senza tante pretese, ma alla fine anche loro ai saggi finali se la cavavano, tanto quanto gli altri e a volte anche meglio, e quindi in un modo o nell\u2019altro la scuola di musica continuava a tenerlo in servizio.<\/p>\n<p>Il professor Pandolfi parl\u00f2 con grande seriet\u00e0 a Maddalena ed alle sue amiche: \u201cS\u00ec, forse il problema \u00e8 anche quello che vi hanno detto loro. Ma non solo &#8230; C\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 importante: si tratta del Mostro della Musica! Vi perseguita, evidentemente!\u201d<\/p>\n<p>Giuditta e Rebecca chiusero l\u00ec il discorso e se ne andarono via sghignazzando, Maddalena invece rimase e chiese spiegazioni: \u201cChe cos\u2019\u00e8 il Mostro della Musica?\u201d Dopotutto si era affezionata al maestro Pandolfi e cercava sempre di essere educata con lui, anche quando se ne usciva con una delle sue stramber\u00ece.<\/p>\n<p>Pandolfi rispose a bassa foce, quasi sussurrando: \u201c\u00c8 il mostro che si annida nel buio della buca delle chitarre, tra i martelletti dei pianoforti, ed anche nelle valvole degli amplificatori! \u00c8 lui che fa saltare le accordature, che rompe l&#8217;ancia del clarinetto, che fa perdere il plettro proprio quando serve! \u00c8 lui che spaventa i musicisti rock a tal punto da spingerli a sfasciare le loro chitarre sui palcoscenici! \u00c8 quello che rattrappisce le dita dei musicisti, che ghiaccia le gole dei cantanti, che annebbia la creativit\u00e0 dei compositori, perch\u00e9 odia la musica. E non per questo ama il silenzio, no! Perch\u00e9 anche il silenzio \u00e8 piacevole. Ama piuttosto i rumori, ma non tutti: lo scorrere dell&#8217;acqua, il frusciare del vento tra i rami di un albero, non possono essere musica meravigliosa? Anche un frullatore, se usato a modo, pu\u00f2 fare musica! Il Mostro ama solo tutto ci\u00f2 che \u00e8 rumore fastidioso, inopportuno, sbagliato. Se ti piace, non viene da lui. Se ti fa venire il mal di testa, \u00e8 lui! E se ti perseguita, \u00e8 un grosso problema: Maddalena, devi sconfiggerlo se vuoi riuscire a suonare davvero bene &#8230; ma non sar\u00e0 facile!\u201d<\/p>\n<p>Maddalena ascoltava il suo maestro convincendosi sempre di pi\u00f9 che era davvero svitato, ma chiese comunque, cercando di mascherare tutto il suo scetticismo, come doveva fare a sconfiggere il Mostro della Musica.<\/p>\n<p>\u201cDevi trovarlo e interrogarlo: poi devi fare tutto il contrario di quello che ti dice. Attenta! Cercher\u00e0 di ingannarti in ogni modo!\u201d concluse Pandolfi. Maddalena se ne and\u00f2 a casa sconsolata.<\/p>\n<p>Ognuna delle tre amiche decise di prepararsi per il saggio a modo suo.<\/p>\n<p>Giuditta era sempre stata molto sicura di s\u00e9: pensava di essere la pi\u00f9 brava e nessuno avrebbe potuto convincerla del contrario. Il suo maestro e tutti gli altri evidentemente la criticavano per partito preso, o per invidia. Davvero pensavano che suonasse la chitarra con troppa tensione? Davvero giudicavano non aggraziati i suoi dolcissimi arpeggi? Giuditta non ebbe dubbi: pens\u00f2 bene di rilassarsi e per una settimana non tocc\u00f2 la chitarra. Pass\u00f2 tutti i pomeriggi al mare con i suoi amici, convinta che staccare un po\u2019 era tutto quello che le serviva per trionfare.<\/p>\n<p>Rebecca era la pi\u00f9 logorata dall\u2019ambizione: non le interessava un gran ch\u00e9 la musica, desiderava solo fare meglio delle amiche. Doveva imparare a suonare pi\u00f9 forte e aveva poco tempo: come poteva fare? Pens\u00f2 di mandare al diavolo tutti i complicati consigli del suo maestro: lei aveva bisogno di risultati subito. And\u00f2 sugli scogli in riva al mare, con la sua chitarra, e si mise a suonare, ogni giorno per ore, mentre il mare era mosso ed i cavalloni si abbattevano sulle rocce con grande frastuono. Suonava con foga, cercando di superare il rumore delle onde. Era sicura che allenandosi in quel modo l\u2019avrebbero sentita in tutta Livorno!<\/p>\n<p>Maddalena, anche se credeva poco alle parole del professor Pandolfi, volle togliersi ogni scrupolo: tolse le corde alla sua chitarra e infil\u00f2 una mano nella buca della cassa, tastando con cautela in cerca del Mostro. Ad un certo punto sent\u00ec un morso sul dito mignolo e ritrasse la mano con un grido: \u201cAhi! Allora \u00e8 vero!\u201d<\/p>\n<p>Nel buio della buca intravide due occhietti cattivi. Fu tentata anche lei di sfasciare la chitarra come i musicisti rock, ma si trattenne e prov\u00f2 a parlare col Mostro: \u201cChi sei?\u201d<\/p>\n<p>Dalla chitarra venne una voce sibilante: \u201cMi chiamano il Mostro della Musica, ma \u00e8 solo invidia! Io conosco la musica, la conosco bene! Se vuoi fare bene il tuo saggio devi fare come ti dico! La prima regola \u00e8 questa: devi esercitarti di pi\u00f9, fannullona che non sei altro! Fino allo sfinimento! Fino a farti sanguinare le dita! Solo cos\u00ec si raggiunge la perfezione!\u201d<\/p>\n<p>Il Mostro tacque e spar\u00ec. Maddalena, sconcertata, ripens\u00f2 alle parole del maestro Pandolfi: doveva fare il contrario di quello che le era stato detto. Eppure sembravano parole sagge! Come poteva prepararsi per il saggio senza esercitarsi? Riflett\u00e9 a lungo sulle parole del Mostro. Aveva detto di esercitarsi di pi\u00f9: forse, per fare il contrario, bastava che lei si esercitasse di meno. Normalmente ogni giorno Maddalena suonava la sua chitarra per un\u2019ora: ridusse il tempo a mezz\u2019ora ed in quella mezz\u2019ora si esercit\u00f2 con una passione rinnovata, perch\u00e9 suonare la chitarra le piaceva davvero e avendo cos\u00ec poco tempo a disposizione cercava di gustarsi ogni momento. Dopotutto, pens\u00f2, non ci si prepara mai abbastanza, ma solo quanto il tempo consente.<\/p>\n<p>Dopo un paio di giorni, proprio mentre Maddalena si esercitava, il Mostro si riaffacci\u00f2 alla buca della sua chitarra e parl\u00f2 con la sua voce sibilante: \u201cNon stai seguendo il mio consiglio, sciagurata! Per tua fortuna sono generoso, quindi ti dar\u00f2 un altro suggerimento: rileggi quel benedetto spartito! Ci sono un\u2019infinit\u00e0 di particolari che non hai notato. Le legature, i \u2018piano\u2019, i \u2018forte\u2019: stai sbagliando tutto!\u201d Detto questo, il mostro spar\u00ec di nuovo. Maddalena sapeva che non doveva ascoltare il Mostro, anzi doveva comportarsi in modo opposto, ma come poteva suonare senza spartito? Ebbe un\u2019idea: cerc\u00f2 allora una registrazione del brano che doveva suonare e la ascolt\u00f2 molte volte. Che bello! Fino ad allora quel pezzo non le era piaciuto un gran ch\u00e9: lo suonava pi\u00f9 che altro perch\u00e9 il maestro Pandolfi lo aveva scelto per lei. Invece ascoltandolo impar\u00f2 per la prima volta ad apprezzarlo. Si sorprese a canticchiarne la melodia sempre pi\u00f9 spesso, soprattutto le parti che le piacevano di pi\u00f9, e ben presto lo seppe tutto a memoria. Lo spartito non le serv\u00ec quasi pi\u00f9 a niente, dato che suonava con molta pi\u00f9 naturalezza adesso.<\/p>\n<p>Arriv\u00f2 infine il giorno del saggio. La prima ad esibirsi fu Giuditta, che dopo un paio di note ebbe un vuoto di memoria e si blocc\u00f2. Divent\u00f2 rossa, entr\u00f2 in confusione e non riusc\u00ec a ripartire. Dovette andarsene con un diavolo per capello per la brutta figura. Dalla buca della sua chitarra proveniva, quasi impercettibile, una risata.<\/p>\n<p>Fu quindi la volta di Rebecca, e al suo primo accordo il pubblico balz\u00f2 sulle sedie: il suono era forte, ma cos\u00ec grossolano e sguaiato che all\u2019insegnante si drizzarono i capelli. Per fortuna l\u2019esibizione fu breve: a causa dell\u2019eccessiva pressione, una corda della chitarra di Rebecca si ruppe. Fu frettolosamente cambiata, in modo che lei potesse riprendere l\u2019esibizione. Poco dopo se ne ruppe un\u2019altra. Fu trovata un\u2019altra chitarra: anche a quella salt\u00f2 una corda dopo un paio di accordi. A Rebecca non rest\u00f2 che abbandonare il palcoscenico in preda alla rabbia. Nella cassa della sua chitarra il Mostro era al settimo cielo!<\/p>\n<p>Tocc\u00f2 infine a Maddalena, e lei ebbe una fitta al cuore: era terrorizzata! Se le cose erano andate male alle sue amiche, per lei sarebbe stato un completo disastro! Proprio in quel momento, come se non bastasse, il Mostro della Musica si manifest\u00f2 un\u2019altra volta. La guard\u00f2 con i suoi occhietti cattivi e le sussurr\u00f2: \u201cNon suonare! Non sei pronta: commetterai sicuramente qualche errore! Non suonare e risparmiati questa brutta figura davanti a tutti. L\u2019anno prossimo andr\u00e0 meglio, fidati!\u201d<\/p>\n<p>Pensando al maestro Pandolfi seduto in prima fila, Maddalena si fece coraggio: fece un bel respiro, si aggiust\u00f2 il vestito, prese la chitarra e sal\u00ec sul palco. Come per magia, quando fu seduta con la sua chitarra, nervosismo e terrore si trasformarono in euforia. Si sent\u00ec al proprio posto: non era l\u00ec per superare le sue amiche, ma solo per suonare. Lo fece con gioia: incapp\u00f2 in qualche piccolo errore, ma lo super\u00f2 con naturalezza, suonando con grande espressivit\u00e0.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019ultima nota, appoggi\u00f2 delicatamente la mano destra sulle corde: nella buca della chitarra, illuminata dai riflettori, non si vedeva altro che le venature del fondo di legno.<\/p>\n<p>Maddalena si alz\u00f2 in piedi, sorrise e fu sommersa da una valanga di applausi!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32809\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32809\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuditta, Rebecca e Maddalena erano tre ragazzine che frequentavano un corso di chitarra in una scuola di musica di Livorno. 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