{"id":32802,"date":"2017-06-02T17:18:21","date_gmt":"2017-06-02T16:18:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32802"},"modified":"2017-06-02T17:18:21","modified_gmt":"2017-06-02T16:18:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-falso-allarme-di-marina-bellanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32802","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Falso allarme&#8221; di Marina Bellanti"},"content":{"rendered":"<p>Lasci\u00f2 scorrere il dito sulla cartina aperta, poggiata sul finestrino. Trov\u00f2 la localit\u00e0, era quasi arrivata, la piccola stazione deserta, c\u2019era solo un display luminoso che continuava a lampeggiare. Si affaccio dal finestrino.<\/p>\n<p>Il vento era troppo modesto per assaporare qualche sapore, ma nell\u2019aria si leggeva dappertutto la sua scelta.<\/p>\n<p>Il treno era sporco e portava il segno delle ore consumate, lattine schiacciate nei cestini, resti di \u00a0cibo colorato, giornali abbandonati tra gli spazi che separano gli essere umani dagli altri, ovunque.<\/p>\n<p>Isola aveva solo i suoi ricordi in tasca e nient\u2019altro. Se ne stava seduta, composta, dietro grandi occhiali da sole, inutili per la scarsit\u00e0 di luce e passati di moda da decenni. Il vestito nero\u00a0 che aveva scelto fasciava il suo corpo\u00a0 alla perfezione, una grossa cintura di stoffa dorata le stringeva la vita, i capelli morbidi e folti, opportuno scherzo del destino. Ora che si vedeva riflessa nel finestrino non riusciva a pensarsi una <em>Signora<\/em>, non riusciva a cancellare tutto il resto.<\/p>\n<p>Nessuno sa cosa significhi davvero non esserci, in nessun luogo e non appartenere a nessuno.<\/p>\n<p>Il capotreno entr\u00f2 distratto e stanco. Era un uomo dall\u2019aria per bene, che non vedeva l\u2019ora di tornare a casa e riprendersi la propria parte di mondo.<\/p>\n<p>\u201cBiglietto, prego\u201d disse sorridendo, allungando la mano verso ci\u00f2 che Isola gli porgeva.<\/p>\n<p>\u201cEccolo\u201d alz\u00f2 la testa ma non si tolse gli occhiali e poi si accorse di colpo che quella era la prima parola che pronunciava da\u00a0 quattro\u00a0 giorni, la prima dopo aver agganciato il telefono ed aver promesso a Beatrice, l\u2019avvocato che stava curando la sua pratica, una risposta.<\/p>\n<p>La piccola valigia ai suoi piedi le faceva pensare a quanto fosse cambiata, a quanto fossero distanti lo zainetto verde e blu con la spalliera rigida, gli scarponi da trekking e i calzini di lana pesante. Ma fuori tutto era rimasto immobile, le montagne erano sempre l\u00ec, maestose. Isola aveva voglia di vero.<\/p>\n<p>Il paese era avvolto nella luce prugna del primo tramonto che assaggiava da mesi. In citt\u00e0 non si ha pi\u00f9 tempo per certe cose, sono dettagli e si ammirano solo nei film \u201c<em>oh, ma guarda che bella fotografia, che direzione artistica, che spettacolo!<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Isola respir\u00f2 forte come per prenderne il coraggio, per rubarne l\u2019audacia e poi si diresse verso la strada, di nuovo.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019albergo che cerca \u00e8 a cinque minuti da qui\u201d la donna la guardava con fare cortese e le indicava la via coprendosi gli occhi con una mano, puntando l\u2019orizzonte. \u201cSempre dritto, oltrepassi il fioraio, la lavanderia e una volta arrivata davanti alla farmacia deve girare a sinistra, c\u2019\u00e8 un ristorante, e subito dopo l\u2019albergo, in verit\u00e0 \u00e8 gestito dalla stessa famiglia, perci\u00f2 pu\u00f2 entrare anche dal ristorante. Non pu\u00f2 sbagliare.\u201d<\/p>\n<p>Isola si ricord\u00f2 di aver letto che le donne danno indicazioni \u00a0colorate, fanno riferimento ai negozi, alla realt\u00e0, descrivono ci\u00f2 che vedono mentre gli uomini si tengono pi\u00f9 sull\u2019astratto <em>prima a destra, seconda a sinistra, cinquecento metri e poi di nuovo a destra. <\/em><\/p>\n<p>Il paese era ancora illuminato e di certo non era lo stare per strada ad allarmarla, neppure un po\u2019.<\/p>\n<p>Questa volta, al contrario, la strada la rendeva serena. Camminava in cerca di se stessa, i pensieri scivolarono lontano attraverso il fioraio, la lavanderia, la farmacia poi alz\u00f2 gli occhi e lesse STRADA DEL VINO \u00a0\u201cperfetto\u201d pens\u00f2 Isola entrando nel piccolo albergo dove avrebbe dovuto dare, insieme al documento, anche altre spiegazioni.<\/p>\n<p>Il mattino la accolse ridendo. Appese l\u2019abito nero nel piccolo armadio di noce, dall\u2019odore pulito. Indoss\u00f2 pantaloni comodi, una maglia verde e scarpe da tennis poi lasci\u00f2 la camera tre, pareti ocra, aspetto caldo ed \u00a0accogliente.<\/p>\n<p>Il paese sembrava sonnecchiare, Isola diede ancora una rapida occhiata alla cartina e poi inizi\u00f2 a camminare\u00a0 veloce, decisa, senza paura.<\/p>\n<p>Oltre le case tutto sembrava ancora memore della passata stagione, i boschi all\u2019orizzonte disegnavano un confine di luce verde, intensa. L\u2019abbazia sulla collina e la vallata di filari pieni di frutti a disegnare geometrie scomposte e il rosso delle rose come romantiche lanterne, Isola respir\u00f2 la vita, intensamente.<\/p>\n<p>La cantina era stata ristrutturata e il viale polveroso lastricato di nuovo, tutto intorno erano stati sapientemente coltivati alberi di oliva. Il casolare dominava il vigneto.<\/p>\n<p>\u201cBuon giorno, benvenuta nella nostra Cantina, ci ha trovati con facilit\u00e0?\u201d indic\u00f2 la cartina che Isola teneva in mano.<\/p>\n<p>\u201cHo percorso la Strada del Vino, mi sono goduta il panorama. Sono venuta sul lago una sola volta quasi trent\u2019anni fa e finalmente mi sono decisa a tornare\u201d la voce, inaspettatamente, trem\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cAllora ben tornata, qui siamo ancora abbastanza fortunati, il nostro vino ci aiuta a mantenere un po\u2019 di verde e a far salire i prezzi delle nostre case alle stelle!\u201d rise e poi con gesto rapido fece sedere Isola porgendole la mano:<\/p>\n<p>\u201cMi chiamo Domenica e questo \u00e8 il mio piccolo e grande tesoro\u201d fece un gesto ampio che abbracci\u00f2 le pareti di pietra. \u201cPosso servirle la colazione?\u201d<\/p>\n<p>\u201cIo sono Isola e non ho molti tesori ma prendo volentieri un caff\u00e8 e una fetta di dolce alle rose, quello della casa\u201d le strinse l\u2019occhio e sorrise.<\/p>\n<p>\u201cVedo che si \u00e8 informata, bene bene bene, a qualcosa servono i soldi che spendiamo per tanta carta\u201d rise ancora e spar\u00ec oltre il bancone.<\/p>\n<p>Domenica era una donna energica e forte, lo si capiva dal suo sguardo vivace e da come si sentiva a suo agio con quei capelli rossi. Aveva mano grandi e piene di nodi. Era vestita con cura ma senza nulla di appariscente, era rassicurante.<\/p>\n<p>Dopo la colazione le disse che nel pomeriggio avrebbero dovuto allestire un banchetto di nozze, seconde nozze, nulla di vistoso, poche decine di ospiti. <em>Manzo, polenta e buon vino, ovviamente<\/em>. Quattro ragazzi salutarono dal viale. \u201cI miei due figli, sono i due pi\u00f9 belli!\u201d<\/p>\n<p>Domenica istru\u00ec i quattro ragazzi sul lavoro da sbrigare; la sua voce doveva averli spaventati pi\u00f9 di una volta, vista l\u2019attenzione che le prestavano, ma si intuiva la bont\u00e0 negli occhi, il rapporto speciale che avevano, cos\u00ec intenso.<\/p>\n<p>\u201cQuando ho deciso di occuparmene io, di questo casolare, non potevi entrare senza un grosso casco in testa e senza il terrore che saresti uscita di qui solo con l\u2019aiuto di una squadra di pompieri\u2026cadeva a pezzi!\u201d gir\u00f2 la lunga chiave nella fessura dorata e poi con un colpo sordo la porta della cantina si apr\u00ec lasciando che l\u2019odore di umido, di legno, di frutta, di vino e di sacro sorprendesse Isola, incantandola.<\/p>\n<p>La zona per la degustazione lasciava intravedere la cantina vera e propria alle spalle. \u201cHo dovuto fare tutto da sola, organizzare i lavori, seguire gli operai, cercare i soldi\u2026ovviamente creare tanti debiti\u2026grazie al cielo i miei figli mi hanno sostenuta ed aiutata ma sono diventata lo stesso un uomo, altrimenti sarei caduta, sa cosa voglio dire, questo mondo \u00e8 a misura di maschio, anche se siamo noi a costruirlo e a mandarlo avanti!\u201d<\/p>\n<p>Isola fece molte domande, era nata curiosa e assapor\u00f2 tutto quell\u2019amore per le radici, per ci\u00f2 che siamo; si ricord\u00f2 di quell\u2019unica volta che con suo padre aveva condiviso qualcosa, di quando lui le parl\u00f2 della vendemmia, della spremitura, delle botti, proprio dentro quella stessa cantina, trent\u2019anni prima.<\/p>\n<p>\u201cIn questa stanza si entra solo dopo tre anni dalla vendemmia, ma questa \u00e8 la stanza pi\u00f9 bella\u201d rise di nuovo \u201dqui la fatica lascia spazio all\u2019orgoglio, qui si fa la storia!\u201d indic\u00f2 i cartoni sigillati con lo stemma della cantina e tante bottiglie, piene di nobili bollicine.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Isola era seduta al tavolo, assaporava i profumi del vino, guardava oltre la staccionata, pensava a Beatrice e a tutti quei fogli da riempire.<\/p>\n<p>Un uomo si ferm\u00f2 davanti a lei e le sorrise. Stava fissando le sue mani, con occhi invadenti. Isola sent\u00ec suonare forte il proprio personale allarme. Un altro uomo aveva capito e forse sentiva gi\u00e0 \u00a0il diritto di conquistare quella terra di nessuno, quell\u2019isola di un mondo nuovo dalla quale strappare i frutti e gettare via il resto.<\/p>\n<p>\u201cSono un mezzo uomo che forse diventer\u00e0 una mezza donna e voglio solo finire il mio vino\u201d ritrasse le mani e continu\u00f2 a guardarlo negli occhi, meravigliata di se stessa, tremante.<\/p>\n<p>Lui prese un foglio e scrisse veloce poggiandosi sul palmo della mano poi le pass\u00f2 il biglietto e un sorriso intenso e vero:<\/p>\n<p><em>Osservo molto perch\u00e9 sono sordo, mi piacciono le sue mani, mi scusi.<\/em><\/p>\n<p>Falso allarme.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32802\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32802\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lasci\u00f2 scorrere il dito sulla cartina aperta, poggiata sul finestrino. 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