{"id":32703,"date":"2017-06-01T22:28:42","date_gmt":"2017-06-01T21:28:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32703"},"modified":"2017-06-01T22:28:42","modified_gmt":"2017-06-01T21:28:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-violino-di-anna-maria-frassanito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32703","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il violino&#8221; di Anna Maria Frassanito"},"content":{"rendered":"<p>La notte era una dolce placenta tiepida e avvolgente. La donna camminava, rasentando il marciapiede, respirando, finalmente. Il sonno non era arrivato, e i pensieri martellanti l\u2019avevano scaraventata gi\u00f9 da quel letto, diventato insopportabilmente scomodo.<\/p>\n<p>Poche macchine, qualche passante in preda ad una gaiezza quieta, notturna. La donna allung\u00f2 una mano sul viso per riprendere una ciocca ribelle, scivolata gi\u00f9 dalla crocchia che frettolosamente si era fatta, prima di rivestirsi per uscire.Eleganza innata, occhi febbricitanti. Desiderava camminare, solo camminare, sperando che quella cappa pesante che gravava sulla sua testa, quella emicrania impietosa sparisse.<\/p>\n<p>Camminare, camminare, camminare. A volte il segreto per liberarsi dall\u2019angoscia che attanaglia l\u2019anima \u00e8 costringere il corpo a stancarsi, a divenire esausto.<\/p>\n<p>Lasci\u00f2 il marciapiede e decise di percorrere il lungomare, poich\u00e9 il respiro del mare aveva da sempre rappresentato la sua colonna sonora preferita, quella in grado di dipanare i pensieri; sin da bambina aveva l\u2019abitudine di passeggiare in riva al mare, quando aveva bisogno di trovare la pace, la serenit\u00e0 interiore. Aveva sempre pensato che il mare fosse il depositario di tutti i misteri del mondo.<\/p>\n<p>Il brus\u00eco dei rari passanti era il segno dell\u2019esistenza di altri al di fuori di s\u00e9, ma era come se non riuscisse a vederli.<\/p>\n<p>Era in preda, ora, di un assopimento dell\u2019anima, quando essa si assopisce per fuggire, per rifugiarsi nel mondo perduto e rimpianto. Proprio in quel momento la donna ebbe la sensazione di sentire una musica, un violino, le sembrava, ma non capiva se fosse l\u2019effetto del groviglio dei suoi pensieri o se veramente da qualche parte qualcuno stava suonando un violino. La donna sper\u00f2 che fosse reale quel filo di musica, e cominci\u00f2 a seguirlo quel filo, come attratta in modo irresistibile, come se raggiungere la fonte di quella musica fosse l\u2019unica medicina, in quella notte umida.<\/p>\n<p>Il desiderio di raggiungere quel violino divenne ad un tratto quasi frenetico, sentiva che quel suono le scavava nell\u2019anima, richiamando sensazioni sopite.<\/p>\n<p>Continu\u00f2 a camminare sulla scia di quella musica, ora lontana, ora pi\u00f9 vicina, ora quasi gaia, ora triste, quasi un lamento\u2026 Perch\u00e9 quella musica riusciva a scavarla dentro? Era come se conoscesse le sue speranze, le paure, le illusioni, le pene, le angosce. Ora il lamento del violino si confondeva con la risacca del mare, la donna pens\u00f2 al destino che bussa, discreto e insieme imperioso.<\/p>\n<p>La fonte della musica era ormai vicina, la donna cominci\u00f2 a sentirsi libera e leggera, immaginava se stessa con monili al braccio e collane, si vedeva con vestiti colorati danzare sull\u2019erba, con il vento tra i capelli. Una vera esaltazione la prese. Affrett\u00f2 il passo, la musica diveniva via via pi\u00f9 forte, l\u2019aveva finalmente raggiunta.<\/p>\n<p>Un locale all\u2019aperto, pochi avventori seduti ai tavoli, i volti sembravano rapiti dalla musica. Il violinista in quel momento voltava quasi le spalle al pubblico: indossava pantaloni scuri, una morbida camicia bianca che ricadeva generosamente sui fianchi, un gilet con lamine dorate.<\/p>\n<p>La donna si era appena seduta quando lui si gir\u00f2, lentamente, fissandola con occhi profondi come un abisso: la donna pens\u00f2 al mare, guardando quegli occhi che pure erano scurissimi, eppure lei pensava alla profondit\u00e0 degli abissi marini. Non riusciva a staccare i suoi occhi da quelli del violinista, che intanto le si avvicinava, continuando a suonare, con un\u2019espressione quasi di complicit\u00e0, come se la stesse aspettando da tanto tempo\u2026<\/p>\n<p>L\u2019uomo portava un orecchino d\u2019argento che, mentre lui si avvicinava, mandava bagliori quasi accecanti. La donna ebbe una sensazione di stordimento, sent\u00ec il bisogno di alzarsi alla ricerca di una fonte d\u2019acqua per bagnare il viso, che sentiva in fiamme.<\/p>\n<p>Mentre la musica si allontanava vide l\u2019insegna di una toilette: entr\u00f2 velocemente e chiuse la porta. Si guard\u00f2 allo specchio, aveva un\u2019espressione sconvolta, ma perch\u00e9? Non riusciva a capire il motivo di quell\u2019emozione cos\u00ec forte.<\/p>\n<p>Si bagn\u00f2 il viso, stava un po\u2019 meglio, si sent\u00ec rassicurata.<\/p>\n<p>Desider\u00f2 tornare a sentire quella musica che l\u2019aveva tanto stregata, e che aveva tanto inseguito.<\/p>\n<p>Apr\u00ec la porta ed usc\u00ec lentamente: camminando per raggiungere il violino sent\u00ec qualcosa di strano, la musica non era pi\u00f9 quella di poco prima, ma era una musica dura, elettronica. Dio mio, cos\u2019era accaduto? Il frastuono divenne sempre pi\u00f9 forte finch\u00e9, arrivata nello spiazzo dove qualche minuto prima c\u2019era il violinista, vide un gruppo rock che suonava, e ragazze e ragazzi impazziti che ballavano e schiamazzavano.<\/p>\n<p>La donna sent\u00ec il suo respiro farsi affannoso, non riusciva a capire, era uno scherzo o il frutto di un\u2019allucinazione? A fatica si fece largo tra la folla, tent\u00f2 di chiedere qualcosa ad una ragazza che ballava, ma la musica era troppo forte, e la ragazza non cap\u00ec.<\/p>\n<p>La donna aveva sul volto l\u2019espressione di un automa, lasci\u00f2 quel posto e spar\u00ec nella notte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32703\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32703\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notte era una dolce placenta tiepida e avvolgente. 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