{"id":32621,"date":"2017-06-01T17:51:17","date_gmt":"2017-06-01T16:51:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32621"},"modified":"2017-06-02T18:29:45","modified_gmt":"2017-06-02T17:29:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-tempo-di-un-caffe-di-luca-di-bartolomeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32621","title":{"rendered":"Premio Racconti per Corti 2017 &#8220;Il tempo di un caff\u00e8&#8221; di Luca Di Bartolomeo"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Un secondo&#8230; un secondo \u00e8 essenziale&#8221;<br \/>\nPensava Marco che saltava sui gradini del sottopasso, mentre il treno si fermava proprio sulla sua testa. &#8220;Bruuuuuf&#8221;<br \/>\n&#8220;Un ultimo sforzo, e ce la faccio&#8221;<br \/>\nAveva il fiato corto, e immaginava di essere rosso in viso mentre si guardava la mano quasi ischemica che reggeva la valigia. Il sangue doveva pur andare da qualche parte.<\/p>\n<p>&#8220;Guardi il sangue viene pescato da qui e immesso nell&#8217; aorta addominale, a questo livello. Cos\u00ec potremo operare in campo esangue.&#8221; gli spiegava un uomo giovane con i capelli ancora tutti del colore originario e il camice bianco sopra la scritta AC\/DC . Punzecchiava accuratamente con la matita le varie parti di un lungo tubo. Il signor Marco odi\u00f2 il momento in cui aveva chiesto maggiori spiegazioni al dottore di fronte a lui.<br \/>\n&#8220;Le faremo l&#8217;anestesia generale e quando si sveglier\u00e0 le sembrer\u00e0 che sia passato solo un secondo&#8221;<br \/>\n&#8220;Solo un secondo&#8221; ripet\u00e8 tra s\u00e8 e s\u00e8 il signor Marco.<br \/>\nUn secondo poteva essere lunghissimo. Nel suo caso sarebbe durato 7 ore. All&#8217;incirca. Non si dispiaceva che durasse tanto, se il lavoro veniva fatto bene. Ripens\u00f2 a quanto fosse stato lungo quel secondo in cui aveva bevuto il caff\u00e8 alla stazione, 40 anni prima. Il barista glielo aveva servito non zuccherato. Nel frattempo lui aveva sbattuto la bustina di zucchero di canna contro il bancone pi\u00f9 volte nel necessario, come faceva sempre. Non vedeva l&#8217;ora che il disco di granelli beige affogasse nella nuvola dorata; in quel momento si sentiva un sadico proprietario del destino. Non poteva succedere nulla in quel bar, solo che lo zucchero si sciogliesse nel caff\u00e8, spinto dal cucchiaino delicatamente. Antichi sciamani delle trib\u00f9 Maya avrebbero usato pelle di rospo, occhi di salamandra e radici di zenzero in un brodo di acqua di fiume filtrata attraverso le budella di un agnello per propiziarsi gli dei della buona sorte. Al signor Marco bastava bere il suo caff\u00e8.<br \/>\n\u201cAllora ha capito signor Marco? L\u2019intervento \u00e8 fissato per gioved\u00ec a mezzogiorno. Ovviamente dovr\u00e0 essere in completo digiuno da dodici ore, mi raccomando\u201d. Il signor Marco annu\u00ec. Voleva collaborare il pi\u00f9 possibile perch\u00e9 tutto andasse per il meglio. Guard\u00f2 un\u2019ultima volta la sua aorta dilatata, sorrise un po\u2019: aveva assunto una forma buffa. Strinse la mano al medico e lasci\u00f2 la stanza.<\/p>\n<p>La sera successiva il signor Marco era sul suo letto numero 157. Guardava alla finestra. Il fumo proveniente da una fabbrica poco distante dalla clinica privata lo riport\u00f2 all\u2019episodio fatale. Ripens\u00f2 alle scale della stazione fatte in fretta con la valigia in mano.<\/p>\n<p>Aveva contato i secondi necessari per raggiungere il treno e aveva sperato che il capotreno gli concedesse un secondo in pi\u00f9. Magari quel secondo che aveva perduto cedendo al peccato di un caff\u00e8. Invece il treno era partito con crudele puntualit\u00e0, chiudendo le porte proprio nel momento in cui aveva messo il piede oltre l\u2019ultimo gradino. \u201cUn secondo,\u201d aveva pensato \u201csarebbe bastato un secondo in pi\u00f9\u201d.Stava ancora con la valigia in mano a guardare verso il treno che si era avviato.<\/p>\n<p>E poi successe.<\/p>\n<p>Fumo.<\/p>\n<p>Una nuvola di fumo aveva avvolto il treno, che ci cascava dentro.<\/p>\n<p>\u201cSignor Marco, vuole che le porti qualcos\u2019altro?\u201d. Era venuta l\u2019infermiera per il suo ultimo pasto. Sul comodino, in un vassoio, c\u2019era del riso in bianco e una mela. \u201cSi ricordi che fino a domani mattina non pu\u00f2 magiare nient\u2019altro\u201d. Il signor Marco guard\u00f2 la ragazza e poi guard\u00f2 l\u2019ora. Erano le otto.<\/p>\n<p>\u201cMi pu\u00f2 portare un caff\u00e8?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32621\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32621\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Un secondo&#8230; un secondo \u00e8 essenziale&#8221; Pensava Marco che saltava sui gradini del sottopasso, mentre il treno si fermava proprio sulla sua testa. &#8220;Bruuuuuf&#8221; &#8220;Un ultimo sforzo, e ce la faccio&#8221; Aveva il fiato corto, e immaginava di essere rosso in viso mentre si guardava la mano quasi ischemica che reggeva la valigia. 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