{"id":32596,"date":"2017-06-01T17:48:27","date_gmt":"2017-06-01T16:48:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32596"},"modified":"2017-06-01T17:48:27","modified_gmt":"2017-06-01T16:48:27","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-una-bella-giornata-di-francesco-bove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32596","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Una bella giornata&#8221; di Francesco Bove"},"content":{"rendered":"<p>Ore 7 del mattino. Freddo nelle ossa e nessuna voglia di alzarsi. Il giorno \u00e8 ancora notte nelle sue tenebre mattinate invernali. Ma la quotidianit\u00e0 chiama, e la gente deve fare capolino dal breve letargo. Jorge \u00e8 un uomo di 33 anni, impiegato presso le poste, single per scelta (non sua), sognatore da quando era bambino. Si immaginava di poter diventare un esploratore di mondi alterei, di galassie sconfinate ai confini del cosmo. Un viaggiatore capace di comprendere tutte le lingue esistenti, terrestri ed aliene, dal greco antico fino al neo kroakiano. Aveva immaginato una vita ricca di avventure, accompagnato da tanti amici e da ragazze bellissime provenienti da ogni angolo del cosmo, dalle Protoplasmatiche del pianeta Nexfon, alle formose Bootygirls di Planet Round III. Insomma una vita non comune.<br \/>\nFinita la scuola per\u00f2, il ragazzo fu obbligato dai genitori a trovarsi un lavoro: poco fuori dalla citt\u00e0 di Uppola, cittadina svefinorgese con abbastanza abitanti per sopperire alla noia, Jorge inizi\u00f2 lo stage da postino. Un lavoro semplice, ma allo stesso tempo rischioso, in quanto avrebbe potuto affrontare ogni sorta di pericoloso animale domestico terrestre e non, dallo Snackolo al Bortolo, dal Grattopo al Chihuaua schizofrenico. Sarebbe diventato un messaggero del cosmo insomma. Ma la dura realt\u00e0 fu che nessuna di queste creature fu mai incontrata dal nostro eroe, nemmeno i chihuaua, che per il freddo avevano deciso di emigrare in posti ben pi\u00f9 caldi. Jorge inizi\u00f2 quindi il suo percorso di sopravvivenza nella monotonia, in un mondo scolorito dalla noia e dallo smog. Solo l\u2019intaglio nel legno ed il collezionare francobolli gli dava qualche soddisfazione.<br \/>\nEra, come detto prima, single. Non era un uomo brutto; era, diciamo, un uomo con una bellezza distribuita male: slanciato ma con vita alta e gambe chilometriche, naso aquilino che potevi rischiare di rimanerci agganciato con la maglietta, mani grandi e dita cos\u00ec piccole da poter essere usate per le operazioni di micro, nano e picochirurgia. Aveva poi due occhi piccoli di color azzurro con delle sopracciglia spesse, ed un sorriso invidiato persino dalla Mentadent. Ma era un uomo buono. Faceva della bont\u00e0 il suo punto di forza: ogni anno devolveva parte dello stipendio ai poveri ragazzini africani che vedeva nelle strazianti pubblicit\u00e0 televisive dell\u2019ora di pranzo, mentre ogni weekend, inoltre, si offriva volontario per la mensa dei poveri della citt\u00e0. Ma la sua bont\u00e0 non si limitava certo a questo; infatti non aveva mai litigato con qualcuno, anzi evitava ogni sorta di conflitto. A scuola veniva spesso deriso per questa sua debolezza, una debolezza che gli evitava per\u00f2 qualsiasi scontro con quei compagni che tanto si volevano dimostrare grandi. La sua bont\u00e0 si rifletteva anche nel quotidiano: non calpestava l\u2019erba quando vi fosse divieto, aveva timore di ferire ogni sorta di essere vivente, dal nexokriano al trepidus, dalla pi\u00f9 piccola coccinella al pi\u00f9 grande dei griddels. Era vegano, di quarto livello per l\u2019esattezza. Per rispetto di alcune piante aveva evitato di mangiarle, in quanto barbaramente falcidiate in una sofferenza da lui non sopportabile. Odiava ogni sorta di violenza. Ma il suo modo di vedere le cose cambi\u00f2 grazie a lei. Lei. Kristine. Era una ragazza mora, alta un metro e settanta circa. Le sue rotondit\u00e0 lo avevano subito conquistato. Aveva degli occhi cos\u00ec penetranti da poterci bucare i diamanti, ed un viso di eterea bellezza. L\u2019incontro avvenne nella pausa pranzo di un giorno del mese di Smarzile. Erano nel miglior Junk Fast Food della citt\u00e0. \u201cCibo rapido da buttare nel cestino\u201d il suo motto. Lui ordina una co-caccola media con filetti di alga essiccata e dolcemente terminata tramite iniezione letale. Lei ordina un mega cinghialuflone burger, patatine maxi siliconate e un th\u00e8 antidetox che tutte quelle calorie dovranno esser ben smaltite. Si scambiano un rapido sguardo: \u00e8 subito amore.<br \/>\n\u201cScusa, ma quello schifo che stai mangiando \u00e8 commestibile?\u201d<br \/>\n\u201cMi scusi signorina?\u201d<br \/>\n\u201cS\u00ec, quello schifo che non prende mai nessuno. Ma lo sai che quelle non sono alghe vere ma in realt\u00e0 varie miscele di materiali plastici, quali collagene, petrolene, nexocilli, mastroblasti, vernici a piombo e a rame, e solamente il 2% di alghe vere? Che poi non le terminano nemmeno con iniezioni letali, ma le strappano barbaramente dal suolo marino per risparmiare tempo. Dai retta a me: meglio mangiarsi la confezione.\u201d<br \/>\nConquistato. Quella personalit\u00e0 cos\u00ec travolgente fu qualcosa di cos\u00ec inaspettato da levargli le parole di bocca.<br \/>\n\u201cBeh, guardi non ci giurerei eh, ma credo che questo sia uno dei pochi prodotti genuini che vengono cucinati, pardon, serviti qui. Piuttosto cosa ne pensa invece del suo panino, non crede che la barbaria verso una specie in estinzione come il cinghialuflone sia qualcosa invece di non riprovevole?\u201d<br \/>\n\u201cNon sarai vegano eh? Prima di tutto questo \u00e8 un JFF non il ristorante dell\u2019erbolaio. Secondo, il panino si chiama cos\u00ec ma non contiene carne di quell\u2019animale: \u00e8 tutto composto sintetico, formato dall\u2019impasto di carne bovina, ovina, suina, caffeina e altre venti cose con ina. E poi cosa ci fai tu qui se non ti piace mangiare la carne scusa? Non ti fai venire il sangue amaro per nulla?\u201d<br \/>\n\u201cBeh no, in realt\u00e0 non \u00e8 che mi dia troppo fastidio. S\u00ec odio la violenza verso gli animali, ma la mia bont\u00e0 mi impone di non scontrarmi contro chi la pensa diversamente.\u201d<br \/>\n\u201cBella filosofia contorta. Quindi tu saresti un vegano che non si ribella verso questa violenza? Che storia.\u201d<br \/>\n\u201cBeh in un certo senso s\u00ec. Ma le ripeto che la violenza sugli animali si ripercuote anche su tanti aspetti del quotidiano. Lo sa che potremmo vivere facilmente anche con una dieta senza alcun tipo di carne o derivati?\u201d<br \/>\n\u201cAh bello mio, non mi intortare con i tuoi discorsi salutisti che l\u2019ultima volta che una persona mi ha proposto di sostituire un pollo arrosto con una carota lessa, la carota gliel\u2019ho fatta sparire. E non era ancora lessa. E la persona non era contenta alla fine. Capiscimi.\u201d<br \/>\nLo aveva chiamato bello. Il suo cuore palpitava all\u2019impazzata.<br \/>\n\u201cS\u00ec capisco. Ma mettiamo caso che nel mondo un giorno le foreste vengano sempre meno, scioperino e non ritornino a radicarsi nel suolo. Il nostro ecosistema, capisce, collasserebbe. Limitando gli allevamenti di questi poveri animali potremmo tranquillamente evitare questi problemi.\u201d<br \/>\n\u201cSentimi bene: il mondo gi\u00e0 fa schifo di suo, se poi devo pure stare dietro ai problemi che mi portano a mangiare sto panino, allora stai pur certo che non mangerei nulla. Sai qual \u00e8 il vero problema? Fa ingrassare. Perch\u00e9 voi cervelloni non inventate qualcosa di buono che fa smagrire? Sarebbe un figata, non ti pare?\u201d<br \/>\nGli aveva dato del cervellone. Battiti a 100 e tachicardia.<br \/>\n\u201cComunque non so se mi sono presentato: piacere Jorge.\u201d<br \/>\n\u201cPiacere, Kristine. Vedo che sei pieno di buste e pacchi postali. Scommetto che lavori come Babbo Natale, vero? E le renne dove sono finite?\u201d<br \/>\n\u201cSono a rennisionarsi.\u201d<br \/>\nCal\u00f2 il silenzio. Jorge nella sua mitezza aveva imparato con il tempo ad avere tuttavia una lingua tagliente come un rasoio. E spesso gli scappavano frecciatine o battute dal dubbio gusto.<br \/>\nMa lei rise. Lei rise molto.<br \/>\n\u201cBella questa, spilungone. Senti io devo tornare al lavoro, sono una hostess molto impegnata. Devo scappare. Allora buona giornata.\u201d<br \/>\nAvrebbe voluto dirle di fermarsi, di parlare ancora un po\u2019, magari di disquisire sul come mai la frittata che servivano nel locale sembrasse una spugna da sanitari. Avrebbe voluto esternare il suo colpo di fulmine, mostrando i suoi desideri di una vita con questa magnifica creatura. Tutto quello che usc\u00ec fu:<br \/>\n\u201cVa bene, grazie. Buona giornata anche a te.\u201d<br \/>\nE la vide uscire. Doveva fare di tutto per poterla rivedere.<br \/>\nRitorn\u00f2 ogni giorno, sempre alla stessa ora nel fast food. Ma lei non c\u2019era. L\u2019idea di averla perduta lo lacerava. Insomma avevano parlato pi\u00f9 di 10 minuti, doveva essere la donna giusta per lui.<br \/>\nEd arriv\u00f2 il giorno. Passato un mese dall\u2019incontro la rivide allo stesso tavolo. Ma non era sola. Con lei vi era un ragazzo palestrato ricoperto da vestiti di cuoio con cui ci avrebbero tranquillamente ricostruito una mucca. Entrambi stavano mangiando allegramente un sudicio panino dalle componenti igienico sanitarie al limite della norma. Dopo due morsi passionali ai rispettivi panini, si baciarono. Fu troppo per la sua vista. La donna che aveva amato e con cui sognato di vivere assieme non poteva avere un ragazzo. In lui sent\u00ec accumularsi per la prima volta una rabbia mai espressa, unita ad un senso di inadeguatezza che lo faceva star male. Oramai era un vulcano pronto ad esplodere.<br \/>\n\u201cDomani ritorner\u00f2 alla stessa ora e se la rivedr\u00f2 metter\u00f2 fine alle mie sofferenze. Sar\u00e0 una bella giornata.\u201d<br \/>\nOre 7 del mattino. Freddo nelle ossa e nessuna voglia di alzarsi. Il giorno \u00e8 ancora notte nelle sue tenebre mattinate invernali. Ma la quotidianit\u00e0 chiama, e la gente deve fare capolino dal breve letargo. Jorge \u00e8 pronto. Ha preparato tutto la sera prima.<br \/>\n\u201cDurer\u00e0 un attimo e poi sar\u00e0 tutto finito.\u201d<br \/>\nAlle 10 \u00e8 gi\u00e0 dentro, non vuole essere in ritardo proprio oggi. Tiene tra le braccia un pacco. Due ore dopo, alle 12, entra Kristine.<br \/>\nLa vede. Sorride.<br \/>\nPoi un\u2019esplosione.<br \/>\nDel fast food e dei suoi clienti rimangono solo le macerie.<br \/>\nTra di esse, i soccorritori trovano increduli ancora il pacco, miracolosamente integro. Dentro, una renna in legno intagliato su cui scritto: \u201cMi hanno finalmente rennisionato\u201d.<br \/>\nL\u2019esplosione fu causata da una fuga di gas.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32596\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32596\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ore 7 del mattino. 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