{"id":32585,"date":"2017-06-01T17:47:05","date_gmt":"2017-06-01T16:47:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32585"},"modified":"2017-06-01T17:47:05","modified_gmt":"2017-06-01T16:47:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-signor-ciabatta-di-lia-sellitto-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32585","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il signor Ciabatta&#8221; di Lia Sellitto (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Oh! Il signor Ciabatta? \u00c8 un tipo singolare, guardingo e solitario, ma tanto curiosone. Abita una casa turchina con due finestre e un balconcino che si affaccia tutto sbilenco sul Vicolo dei Quattro Molini.<\/p>\n<p>\u00c8 mattiniero Ciabatta.<\/p>\n<p>All\u2019alba lo tira gi\u00f9 dal letto Ubaldo il gallo del cortile. A sera va a dormire appena Sofia (la gatta) si acciambella sfinita nella cesta dopo una giornata vagabonda sui tetti dei vicini. Da vero curiosone &#8211; non lo confesserebbe nemmeno a nostro Signore- il pomeriggio Ciabatta lo passa alla finestra ora che \u00e8 in pensione. Guarda in su, in gi\u00f9, a destra a sinistra. Non c\u2019\u00e8 foglia nel vicolo che Ciabatta non sappia dove va a finire.<\/p>\n<p>Ma da quando la gatta si \u00e8 infilata nell\u2019appartamento approfittando della sua distrazione, piegato com\u2019era a raccogliere il giornale, non sa pi\u00f9 cosa fare per mandarla via. Ne fa una sola: la ignora.<\/p>\n<p>Cala la sera nella casa.<\/p>\n<p>Nessuno sa come sia fatta dentro. S\u00ec, perch\u00e9 Ciabatta, di nome Pomilio, (Mim\u00ec per la buonanima di sua madre) non fa entrare nessuno, perci\u00f2 nessuno suona alla sua porta. E siccome la signora Elmina ora \u00e8 volata in cielo, Mim\u00ec \u00e8 da solo a sbrigare le sue cose.<\/p>\n<p>Lo sorregge una passione. Legge e studia tutto il giorno, tre pagine di greco, due di latino, sfoglia tomi e calepini e mai il petalo di una margherita<strong>. <\/strong><\/p>\n<p>Esce a orari sempre uguali e non cambia mai l\u2019itinerario, Quando a sera nello studio il pendolo suona le otto, Pomilio scatta di botto: &lt;\u00c8 ora! &gt;, dice spedito. Allora si veste e se ne va fino alla chiesa del Sacro Cuore, svolta per via Sette dolori, lesto ritorna nel Vicolo dei Quattro Molini.<\/p>\n<p>Tutto vestito a nuovo scivola sui gradoni del portone e il collo gli si allunga, e la testa gli sporge un pezzo pi\u00f9 dei piedi. Porta lo sguardo sopra i capelli della gente e al saluto risponde inarcando un sopracciglio al pari di un accento circonflesso sulla \u00ee. Mormorano i vicini dei Quattro Molini: &lt;Ciabatta cammina sotto i muri&gt; &lt;dalla sua cucina non esce nemmeno un fil di fumo&gt; &lt;chiss\u00e0 se mangia per davvero&gt;.<\/p>\n<p>Alla porta accanto abita Gillo, tre anni sorridente e rumoroso. Ha i capelli ricciuti di un angelo paffuto e una sciarpa celeste annodata intorno al collo. Pare un serafino infreddolito uscito dal pennello del pittore Raffaello. Sta seduto a ogni ora sul gradino del portone e se Ciabatta passa, due volte dice:&lt;Batta, Batta&gt;.<\/p>\n<p>Ciabatta non risponde. Sospira e fa il distratto<\/p>\n<p>Il giorno che il postino Agostino ha portato un libriccino dove su c\u2019era scritto: Ciabatta Prof. Pomilio, nella casa di Pomilio succede una cosa veramente matta.<\/p>\n<p>C\u2019era vento quel giorno, insidioso e dispettoso. E mentre il professore scruta la missiva, Gillo s\u2019infila nella casa di Pomilio, lesto pi\u00f9 di un malandrino.<\/p>\n<p>&lt;Chiss\u00e0 chi ha scritto&gt;, pensa Ciabatta trepidante, mentre Gillo sfila la chiave dal buco della serratura. &lt;Sar\u00e0 quell\u2019editore di Pavia&gt; sospira Pomilio e intanto la chiave scappa di mano a quell\u2019angelo paffuto e finisce sotto un armadio pesante e scuro. Agostino fa un inchino, scende le scale e veloce se ne va col motorino. Ciabatta, sognante, chiude la porta pesante e non s\u2019accorge della chiave mancante.<\/p>\n<p><strong>la visione!<\/strong><\/p>\n<p>Gli si para davanti quell\u2019angelo impiccione che lo guarda e gli sorride. Ha la faccia sporca, gli occhi azzurri brillano come due stelle nelle notti d\u2019agosto; non sa Gillo di averla combinata bella! Ciabatta \u00e8 a bocca aperta e per poco una mosca non s\u2019infila nella gola<\/p>\n<p>&lt; Aiuto &gt;grida Pomilio su tutte le furie, mentre le orecchie diventano pi\u00f9 rosse di un pezzo fiammante di carbone<\/p>\n<p>&lt;Che ci fa qui questo bambino?&gt; Ciabatta corre alla porta per mandarlo via, ahim\u00e8, non c\u2019\u00e8 verso di aprire il pesante portone.<\/p>\n<p>&lt;Dov\u2019\u00e8 la chiave&gt;, &lt;dov\u2019\u00e8 finita?&gt; urla adesso Pomilio.<\/p>\n<p>&lt;Oddio!&gt; aggiunge, bianco come un lenzuolo appena uscito dalla lavatrice.<\/p>\n<p>&lt;Sono perduto&gt;,<\/p>\n<p>&lt; sono finito&gt;,<\/p>\n<p>&lt;sono prigioniero con questo bambino&gt;.<\/p>\n<p>Passa la prima mezzora: Ciabatta \u00e8 muto. Alla seconda: Ciabatta \u00e8 fermo come un baccal\u00e0, alla terza Ciabatta \u00e8 stecchito.<\/p>\n<p>Nel frattempo, Gillo tocca i libri e le carte, si tira addosso un dizionario, fa volare i fogli in mezzo alla via, mette il naso in ogni cassetto della scrivania<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se Ciabatta fa un giro, Gillo ne fa due, se si siede, lo fa anche lui, non sa proprio come liberarsi del bambino.<\/p>\n<p>Gillo ha fame: apre una madia, apre un\u2019anta, un cassetto, un rubinetto. Si avvicina a Pomilio e aspetta uno sguardo o una carezza.<\/p>\n<p>&lt;Ho fame Batta, ho fame<em>&gt;<\/em>ripete<em>, <\/em>invano<em>. <\/em>Allora lancia la palla, fa il verso agli animali, insegue la gatta e le passa due giri di sciarpa intorno al collo. Sofia che non gradisce con un balzo se ne va sul balconcino.<\/p>\n<p>Nella casa accanto intanto non c\u2019\u00e8 pace, la ricerca \u00e8 cominciata. Tutta Vicolo dei quattro Molini \u00e8 a caccia del bambino. Nel cortile c\u2019\u00e8 un grande tramestio, le urla della mamma, le voci dei vicini, il pianto dei bambini.<\/p>\n<p>&lt;Quando \u00e8 venuto il postino Agostino, Gillo giocava sulla soglia della casa di Pomilio&gt; dice adesso Benedetto il ragazzo del secondo piano con gli occhi pi\u00f9 neri del fondo del carbone.<\/p>\n<p>In quella baraonda, Sofia sfila impettita sotto gli occhi del postino ritornato con il motorino.<\/p>\n<p>&lt; Ha la sciarpa di Gillo intorno al collo!&gt; grida adesso il portalettere richiamato in fretta, &lt;allora \u00e8 l\u00e0, nella casa di Pomilio!&gt; aggiunge trasalito Agostino.<\/p>\n<p>&lt;<em>No<\/em>, <em>\u00e8 in cantina<\/em>!&gt; ribatte la signora Pagnotta miope come una talpa fischiando come una marmotta.<\/p>\n<p>&lt;Andiamo gi\u00f9, andiamo su!&gt;gridano divertiti i bambini.<\/p>\n<p>Ecco che a un tratto che una banda di vicini, con a capo il postino, suona furiosa alla porta di Pomilio: &lt;Professore, dove ha messo bambino?&gt;.<\/p>\n<p>La voce di Ciabatta \u00e8 un filo, \u00e8 stremato e consumato. &lt;\u00c8 qui, dove se no!&gt; risponde Pomilio assai stupito, &lt; in ogni caso la porta non si apre &gt;! &lt;Gillo ha preso la chiave e non la trovo pi\u00f9!&gt;<\/p>\n<p>Sicch\u00e9 un poco rabboniti, esclamano i vicini: &lt;Non abbiate paura, vi liberiamo noi&gt; &#8211; grida adesso il fornaio Panella bianco di farina fino ai capelli.<\/p>\n<p>&lt;Non abbiate timore, ci siamo noi&gt; -urla il signor Filone appena uscito da dietro il bancone<\/p>\n<p>&lt;Non perdete le speranze&gt; avanza fumante la signora Focaccia, sta arrivando il fabbro Salvatore.<\/p>\n<p>Passano i minuti, passano le ore, il campanile del Sacro Cuore suona le otto, \u00e8 ora per Gillo di fare dod\u00f2.<\/p>\n<p>Intanto Pomilio aspettando l\u2019arrivo dei vicini si lascia intenerire dalla voce del bambino che se ne sta nascosto dietro alla scrivania e chiama:<\/p>\n<p>\u00abBatta, vieni, vieni\u00bb<\/p>\n<p>Lo fa una volta, due, e non si ferma pi\u00f9.<\/p>\n<p>Allora Ciabatta un poco infastidito, e sbuffando, solo per finta, lascia il divano per vedere dove \u00e8 finito il piccolo Gillo<\/p>\n<p>&lt;Ecco dov\u2019eri, briccone, furfante&gt; gli dice quando lo trova nascosto sotto la scrivania.<\/p>\n<p>Intanto Gillo per non farsi acchiappare, si alza di botto e come una saetta prende una gran capocciata sul bordo di legno della libreria.<\/p>\n<p>Adesso piange e si dispera e alza tutte e due le braccia al cielo e con un balzo felino si attacca al collo di Pomilio. Ora Gillo \u00e8 in braccio al professore, oddio, chi l\u2019avrebbe mai detto, orso come \u00e8 Pomilio.<\/p>\n<p>Un po\u2019 lo consola, un po\u2019 cammina nervoso da un punto all\u2019altro dell\u2019appartamento, ma poi sfinito per la gran fatica si accascia in poltrona con tutto il bambino<\/p>\n<p>C\u2019\u00e9 silenzio nella casa, nemmeno un suono, nemmeno un rumore, nemmeno un fil di voce. Intorno alla porta sfilano i falegnami, sfilano i fornai, sfilano i gatti, a un tratto si fa largo Rosetta la lavorante della panetteria che con un ferro, preso in prestito dal magazzino, gira la serratura e spinge di scatto la porta nel muro.<\/p>\n<p>La porta ha ceduto, un vetro \u00e8 crollato. Entrano i vicini, i fornai, i falegnami, entra Sofia con la sciarpa di Gillo ridotta in cento nastrini. Pomilio \u00e8 sudato, spossato, sta seduto sul divano nella posa di una madonna col bambino. Con candore e stupore lo culla e lo riculla e lui dorme pacioso come un angiolo radioso. &lt;Oh, oh, oh \u2026!&gt;, fanno in coro Filone, Focaccia, Panella e Rosetta<\/p>\n<p>&lt;Oh oh oh &gt; ripetono a ripetizione<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che gli abitanti del vicolo dei Quattro Molini scoprirono che il signor Ciabatta era proprio buono, come un pezzo di pane caldo appena sfornato.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32585\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32585\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oh! 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