{"id":32562,"date":"2017-06-02T17:53:00","date_gmt":"2017-06-02T16:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32562"},"modified":"2017-06-02T17:53:00","modified_gmt":"2017-06-02T16:53:00","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-mattia-e-il-mare-di-eleonora-scassaioli-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32562","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Mattia e il mare&#8221; di Eleonora Scassaioli (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Mattia aveva 9 anni, i capelli ricci e lo sguardo che si perdeva spesso in un punto fisso della parete bianca della classe IV B. In quei momenti la maestra Valeria faceva un verso come per schiarirsi la voce una, due, tre volte e alla quarta esclamava: \u201cMattia, quanto \u00e8 interessante la crepa sulla parete?\u201d e tutti gli altri 22 bambini e bambine della classe ridevano. Cos\u00ec, Mattia spostava il suo sguardo negli occhi della maestra Valeria, uno sguardo cos\u00ec fermo e serio che la maestra tornava subito alla lezione, lasciando scivolare via il pensiero che nella mente di Mattia ci potessero essere domande pi\u00f9 serie delle risposte che lei poteva dargli.<br \/>\nA volte lo sguardo di Mattia si perdeva anche dietro il vetro della finestra della cucina, dalla parte in cui i palazzi grigi solleticano il cielo e le macchine suonano il clacson, spaventando i gabbiani. Erano queste le volte in cui la mamma Luciana lo fissava con lo sguardo accigliato e la sua fronte formava quella ruga, che voleva dire: \u201cPerch\u00e9 non giochi alla Playstation come tutti gli altri?\u201d. A Mattia non piaceva giocare ai videogiochi; quando vedeva i suoi due fratelli pi\u00f9 grandi, Massimo e Domenico detto Nico, dimenarsi di fronte la tv con il joystick in mano, urlando e sbattendo i piedi per terra, immaginava che i personaggi di Zelda fossero dei burattinai e Massimo e Nico i loro burattini. Gli veniva in mente Mangiafuoco, la sua barba e il suo vocione, cos\u00ec decise di non volerci giocare, per non ritrovarsi tramutato in asino sul divano di casa.<\/p>\n<p>Mattia parlava poco. Quando pap\u00e0 Michele gli domandava qualcosa e lui non rispondeva, se non con lo stesso sguardo con cui fissava gli occhi della maestra Valeria, il padre iniziava ad innervosirsi e a diventare rosso, con quella vena gonfia sul collo, ma ritornava in s\u00e9 con la mano poggiata sulla spalla di mamma Luciana. Ci\u00f2 che faceva ribollire pap\u00e0 Michele non era l\u2019impertinenza di suo figlio, ma il fatto che quel silenzio lui non sapeva proprio come gestirlo.<br \/>\nL\u2019unico che sembrava non avere paura dei silenzi di Mattia era il nonno Tommaso. Quando il pap\u00e0 diventava rosso di rabbia, il nonno si avvicinava all\u2019orecchio del bambino dicendogli: \u201cNon preoccuparti di quel minc\u2026\u201d, interrotto ogni volta dal \u201cPap\u00e0!\u201d di mamma Luciana. Il nonno Tommaso era simpatico a Mattia. Quando una domenica al mese andava a pranzo da loro, il pomeriggio lo portava al mare, che per arrivarci c\u2019\u00e8 bisogno della metro e mai a nessuno va di andarci dopo le lasagne bomba della domenica, solo al nonno Tommaso. Cos\u00ec il nonno e Mattia uscivano di casa, prendevano la metro mano nella mano e arrivavano al mare. Qualche volta il nonno portava con s\u00e9 una piccola canna da pesca sbilenca, con cui raramente riusciva a pescare qualche spigola striminzita. A casa tutti lo criticavano per quella penuria di bottino, ma il nonno non se ne curava; per lui il segreto del mare non era nei pesci che poteva ricavarne. \u201cVoi non capite niente di poesia! E il mare a voi non pu\u00f2 proprio raccontare nulla\u201d, gli rispondeva seccato non tanto per il loro giudizio, quanto per la loro ignoranza. In quei pomeriggi passati al mare, Mattia riusciva a cogliere quello che voleva dire il nonno. Per lui la bellezza del mare si svelava nel silenzio del cielo sospeso a met\u00e0 sopra l\u2019acqua, dove le onde potevano giocare ad infrangersi e tornare, sempre tornare, con nuova forza contro gli scogli nudi. L\u00ec, dove i pescherecci erano inseguiti dai gabbiani e verso sera si accendevano le lampare delle piccole barche, nessuno si stupiva o si chiedeva perch\u00e9 il bambino restasse a guardare un punto fisso all&#8217;orizzonte, senza dire nulla. In quel luogo, che assomigliava alle ambientazioni dei miti dei suoi libri illustrati, Mattia si sentiva un eroe in tutte le sue fragilit\u00e0: le sue poche parole, i suoi piedi lunghi, le gambe secche e i tanti capelli biondi arruffati, senza un verso. Spesso, il nonno Tommaso e Mattia si sedevano sugli scogli a picco sul mare, con dietro il faro, e l\u00ec Mattia puntualmente gli chiedeva: \u201cMi racconti la storia del topo Zip?\u201d Il nonno, come ogni volta, aspettava in silenzio quella domanda ed iniziava a raccontare dopo aver tolto il cappello, mentre anche il mare ascoltava. Alla prima frase \u201cC\u2019era una volta\u2026\u201d, disegnava con la mano un arco davanti a s\u00e9, e quel gesto a Mattia faceva venire in mente una porta da attraversare per entrare nella tana del topolino.<br \/>\nUn giorno, finita la storia, Mattia esclam\u00f2 entusiasta: \u201cSai nonno, ho pensato a un altro finale!\u201d<br \/>\n\u201cAh, s\u00ec?\u201d, il nonno abbozz\u00f2 un sorriso, ad occhi chiusi per assaporare il vento e le parole del nipote.<br \/>\n\u201cPer\u00f2 te lo dir\u00f2 la prossima volta che verremo al mare\u201d, Mattia rise abbracciandosi le ginocchia. Il nonno gli mise un braccio intorno alle spalle, dicendogli: \u201cMi piace che sai darti il tempo di aspettare.\u201d E rimasero l\u00ec, entrambi ad occhi chiusi, con i cuori l\u2019uno vicino all\u2019altro, ad ascoltare il racconto del mare.<\/p>\n<p>Qualcosa si stava muovendo in Mattia, un movimento a cui lui non era ancora riuscito a dare un nome. Era simile ad una forza che lo spingeva in avanti ed immediatamente dopo lo risucchiava indietro, come un\u2019onda del mare, e la schiuma salata rimaneva come sensazione nella mente e nello stomaco. In realt\u00e0 non succedeva sempre, ma molto pi\u00f9 spesso quando incrociava lo sguardo di Maria, sua compagna di classe. Quell\u2019andirivieni di sensazioni inizi\u00f2 proprio nel giorno in cui la penna rossa cancellabile cadde gi\u00f9 dal suo banco e quando si allung\u00f2 a raccoglierla, distratto, il tocco tiepido e delicato di una mano si insinu\u00f2 come una luce nel tunnel buio dei suoi pensieri. Alz\u00f2 la testa con la bocca aperta e lo sguardo non troppo vispo e si trov\u00f2 davanti la figura piccola e spaventata di Maria. Ecco che le onde cominciarono a muoversi e il sapore di salsedine inizi\u00f2 ad arrampicarsi sul muro dello stomaco.<\/p>\n<p>Maria. Una piccola bambina dai capelli color della pece, corti, con una frangia che le mascherava le espressioni. Nascosti, due occhi di pietra lucida, sfuggenti come quelli di un piccolo animale selvatico. Mattia non le aveva mai rivolto una parola, ma sentiva che lei era diversa dagli altri bambini della classe e forse, si diceva, dell\u2019intera scuola. Diciamo che un giorno, vedendola sola poggiata ad una finestra della classe, un\u2019onda nel cuore di Mattia si spinse pi\u00f9 in l\u00e0 infrangendosi contro qualcosa di indefinibile, arrivando cos\u00ec impetuosa da romperlo. \u201cCiao\u2026\u201d le parole uscirono piano dalla gola del bambino, ma arrivarono comunque a toccare le barriere di Maria. Lei abbass\u00f2 lo sguardo e poi lo proiett\u00f2 verso di lui. Qualcosa si sciolse, come zucchero ed acqua sul fuoco.<br \/>\n\u201cCiao\u201d, rispose flebile lei, con gli occhi fissi come uno scoiattolo davanti una ghianda: \u201cScommetto che vuoi insultarmi perch\u00e9 io ieri anzich\u00e9 festeggiare con i miei genitori, sono andata con le suore a dire messa.\u201d Mattia percep\u00ec un nodo nella sua voce e uno pi\u00f9 stretto in fondo al cuore. \u201cIn realt\u00e0 volevo chiederti se ti va di dividere la mia fetta di torta. Sai, ne era rimasto un grande pezzo a Pasqua e ho pensato che potevamo mangiarla insieme\u201d. Diffidente, Maria lo guard\u00f2 di nuovo: \u201cMmm, va bene. Ma c\u2019\u00e8 il cioccolato?\u201d I loro sguardi si accesero all\u2019unisono e anche le labbra divennero sorrisi. Mattia cap\u00ec da quella conversazione che il ghiaccio ha bisogno di calore per sciogliersi, perch\u00e9 altro gelo lo indurisce ancora di pi\u00f9, e che la cioccolata pu\u00f2 rimediare a qualche ferita, se mangiata insieme ridendo. Mattia sent\u00ec il bisogno di raccontare quell\u2019incontro a suo nonno, avrebbe aspettato la domenica al mare per farlo. Ma quella fu una storia che non pot\u00e9 raccontargli.<\/p>\n<p>La porta di casa era aperta quando Mattia torn\u00f2 e un mormorio sommesso di voci gelava l\u2019intero appartamento. Mattia percep\u00ec anche qualche singhiozzo, ma quando suo padre si accorse di lui e gli and\u00f2 incontro chiuse la porta della stanza, limitandogli la vista.<br \/>\n\u201cCosa \u00e8 successo?\u201d, chiese intimorito Mattia.<br \/>\n\u201cSai\u2026\u201d, suo padre che aveva sempre avuto le parole per tutto, questa volta non riusc\u00ec proprio a trovarle. \u201cIl nonno\u2026\u201d e la bocca si ferm\u00f2, nel disagio di non saper continuare.<br \/>\nUn tuffo al cuore e le lacrime arrivarono agli occhi prima della consapevolezza: \u201cCosa? Cosa?\u201d, tuon\u00f2 Mattia con una voce cos\u00ec forte che scopr\u00ec solo in quel momento. Lo zaino gli cadde dalle spalle e inizi\u00f2 a correre, mentre i \u201cFermati, Mattia! Fermati!\u201d di pap\u00e0 Michele rimbombavano nell\u2019androne del palazzo. Mattia corse, scapp\u00f2, voleva andare pi\u00f9 veloce di quella sensazione che lo stava riempiendo e svuotando allo stesso tempo. Le lacrime calde gelavano a contatto col vento, che gli sferzava il viso. Si ferm\u00f2 appena arriv\u00f2 nel parco grande della citt\u00e0: non era il mare, ma il verde si perdeva a dismisura quasi quanto l\u2019acqua. L\u00ec, Mattia si accucci\u00f2 stretto e piccolo vicino ad un albero.<\/p>\n<p>Non sapeva quanto tempo fosse passato, quando una mano gli accarezz\u00f2 la schiena e una presenza si fece spazio vicino a lui. \u201cSai, anche io adoravo i racconti del nonno\u201d, rivel\u00f2 la voce di mamma Luciana: \u201cDa bambina camminavamo per ore, io e tuo nonno; passeggiavamo insieme per la campagna dove abitavamo, seguendo il percorso del fiume. Gli chiedevo di raccontarmi sempre la stessa storia, tanto sapevo che non sarebbe mai stata uguale, ogni volta aggiungeva qualche particolare\u201d. Mattia alz\u00f2 la testa e guard\u00f2 gli occhi rossi della madre, persi nel ricordo. \u201cQuelle storie mi parlavano, sapevano aprire delle porte dentro di me. Ma io le ho chiuse non appena sono diventata grande\u201d, mamma Luciana abbass\u00f2 lo sguardo e si morse il labbro. \u201cNon avrei dovuto\u201d e nascose le lacrime dentro le mani. Mattia l\u2019abbracci\u00f2 forte e nuove lacrime uscirono dagli occhi, non infuocate stavolta, ma pi\u00f9 tiepide nell\u2019abbraccio che sua madre ricambi\u00f2.<\/p>\n<p>Passarono dei giorni prima che Mattia tornasse a scuola: dopo la morte di nonno Tommaso la sua famiglia si strinse come un piccolo riccio intorno al dolore. Questo permise a Mattia di sentirsi un po\u2019 meno solo quando salut\u00f2 il nonno, prima che il suo corpo sparisse nel cimitero.<br \/>\n\u201cCredevo che non tornassi pi\u00f9, che quella cioccolata ti avesse fatto male\u201d, Maria si avvicin\u00f2 a lui con una vocina che sembrava quasi scusarsi. A quella frase Mattia sorrise e anche un po\u2019 del suo ghiaccio inizi\u00f2 a sciogliersi: \u201cTi va di andare insieme in un posto, domenica?\u201d. Gli occhi di Maria gioirono: \u201cCerto!\u201d<br \/>\nDopo le raccomandazioni col dito indice puntato verso l\u2019alto di mamma Luciana, i bambini si incamminarono verso il porto, poco distante dal centro della cittadina di mare in cui quella domenica tutta la famiglia di Mattia aveva deciso di trascorrere del tempo.<br \/>\n\u201cSediamoci l\u00ec, vicino al faro!\u201d consigli\u00f2 Mattia, prendendo per mano Maria che sembrava intimorita dagli scogli. \u201cNon ti preoccupare, \u00e8 un luogo sicuro\u201d e alcune paure di Maria si dispersero al sorriso sincero del bambino. Si sedettero e si strinsero la mano naturalmente, come se conoscessero quella stretta da sempre. Restarono in silenzio a guardare il mare placido e dondolante. Quel silenzio era leggero, a parlare erano i cuori che battevano forte e la testa di Maria poggiata sulla spalla del bambino. Dolcemente Mattia inton\u00f2 un: \u201cC\u2019era una volta\u2026\u201d e nel momento in cui inizi\u00f2 a raccontare la sua storia, con Maria stretta a lui, il bambino sent\u00ec un riso nel vento. Gli sembr\u00f2 anche di scorgere, con la coda dell\u2019occhio, un\u2019ombra colorata allontanarsi. Cos\u00ec le sue parole si mischiarono al grande racconto del mare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32562\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32562\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mattia aveva 9 anni, i capelli ricci e lo sguardo che si perdeva spesso in un punto fisso della parete bianca della classe IV B. 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