{"id":32543,"date":"2017-05-30T22:18:51","date_gmt":"2017-05-30T21:18:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32543"},"modified":"2017-05-30T22:18:51","modified_gmt":"2017-05-30T21:18:51","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-kore-e-la-leggenda-del-lago-degli-idoli-di-francesca-di-gioia-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32543","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Kore e la leggenda del Lago degli Idoli&#8221; di Francesca Di Gioia (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Quella mattina si incamminarono quando le prime luci dell\u2019alba non erano ancora apparse all\u2019orizzonte, mentre la nebbia avvolgeva, come un manto, la fitta boscaglia. La natura si mostrava incantata, con la brina che ricopriva le piante del sottobosco tanto che nel loro incedere lento, lasciavano flebili impronte.<br \/>\n\u201cDai, su! Non avere paura, avvicinati al lago\u201d. Erano le parole che Antea pronunci\u00f2 accompagnando la piccola Iside sulla riva. La guardava negli occhi tenendole stretta la mano. La bimba aveva solo pochi anni ma voleva fare il suo dono alla Principessa del Lago, cos\u00ec la chiamava lei.<br \/>\nLa immaginava bellissima nei suoi sogni di bambina e, in quelle notti, le aveva promesso di unirsi alle sue ancelle, quelle che vedeva tutte le sere all\u2019imbrunire, scorrere in un lungo e silenzioso corteo. Si allineavano per due, dando vita ad una fila interminabile ed eterea, vestite com\u2019erano solo di una tunica bianca.<br \/>\nI drappi leggeri, le facevano apparire come fuscelli sospinti dal vento, mentre la stoffa si raccordava sulla spalla, su di un lato, l\u00ec dove una fibula annodava la veste con delle placchette in bronzo.<br \/>\nNel villaggio c\u2019era un uomo che, da molto tempo, incideva lamine di metallo in varie forme e realizzava anche piccoli monili forgiando metalli preziosi, come l\u2019oro, mentre altri li intagliava direttamente nella pietra. Questi ultimi a forma di spessi cerchi con un buco nel centro, si infilavano lungo dei cordoni e diventavano dei grandi pendagli.<br \/>\nLe donne consacrate alla dea Kore, regina del Lago, venivano scelte tra le vergini pi\u00f9 belle, nei territori posti al di l\u00e0 della ciliegeta, ma le fanciulle dovevano dimostrare di possedere pubbliche virt\u00f9 oltre a quelle conosciute alla vista, ed essere istruite e di alto rango.<br \/>\nIside le vedeva tutti i giorni e non poteva che desiderare che diventare come loro. Era per quel motivo che aveva insistito con Antea per essere accompagnata, proprio l\u00ec al lago, voleva fare come facevano le sacerdotesse che vedeva sfilavare di fianco alla sua capanna fatta di giunchi e paglia.<br \/>\nLei e la sorellina Kia, avevano ricavato una piccola fessura nei ramoscelli che segnavano il perimetro del rifugio tutt\u2019attorno, e da l\u00ec osservavano il passaggio del corteo. Quando questo si stava avviciando al villaggio, se ne accorgevano da un sibilo dolce che proveniva dal bosco; era come un fruscio prodotto dal vento che alitava lieve tra i panni mossi. Erano le vesti e i calzari fatti di foglie di castagno intrecciate e corteccia di ciliegio, a dar vita a quella soave melodia.<br \/>\nAl mattino poi erano sempre la bimba e la sorellina a portarsi nel punto nel quale vedevano camminare solenni le donne; il loro gioco preferito era diventato seguire i passi che trovavano sul selciato, faceva sentire grandi e belle anche loro.<br \/>\nErano state le domande insistenti su quel rito che si celebrava da sempre alla sera, a convincere Antea ad accompagnare Iside sulla sponda del lago.<br \/>\nEra ancora notte quando partirono dal villaggio. Dovevano percorrere un tratto impervio in mezzo alla selva che spesso riservava delle insidie. Da l\u00ec, c\u2019erano diversi passaggi che portavano dai crinali dei monti alle valli abitate da gente guerresca. Non avevano mai attaccato nessuno, n\u00e9 mai saccheggiato le capanne ma quando incrociavano lo sguardo di qualcheduno lungo la strada, lo mettevano in fuga con punte acuminate e asce in ferro.<br \/>\nIl bosco del Mons Falcatus era pieno di animali selvatici mentre al villaggio, in un\u2019ampia radura, si pascolavano i buoi, ed il lago di acqua sorgiva era parco di frutti. Ma per le popolazioni della valle era sacro, era un luogo nelle cui acque trovavano rifugio gli spiriti della guarigione, portati l\u00ec dalla dea Kore. Era ai suoi servigi che, quella mattina, voleva consacrarsi Iside.<br \/>\nLa bimba era decisa ad unirsi, un giorno a quelle donne del lago, e ne era convinta a tal punto da aver convinto Antea ad accompagnarla. La donna conosceva Iside dalla nascita e l\u2019aveva vista ogni giorno diventare pi\u00f9 bella e pi\u00f9 arguta, e diceva sempre che al tempio l\u2019avrebbero notata di sicuro.<br \/>\nAveva capelli lunghi castani che le scendevano con un leggero movimento ondulato lungo il corpo minuto, mentre grandi occhi verdi e dalle folte ciglia, brillavano di un insolito luccichio.<br \/>\nL\u2019incarnato poi incantava davvero, era chiaro come il latte , mentre le guanciotte le donavano un aspetto che faceva grande simpatia.<br \/>\nAl villaggio la conoscevano tutti, scorrazzava in ogni dove e aveva \u2013 per questo \u2013 dato da pensare ai saggi del paese, perch\u00e9 si allontanava nella foresta senza farvi ritorno per ore e quando le chiedevano cosa avesse fatto in tutto quel tempo, lei rispondeva con innocenza: \u201cHo parlato con gli spiriti del bosco\u201d. Di certo le riconoscevano una certa sensibilit\u00e0. Ma per arrivare a quel giorno che tanto aveva aspettato, si era preparata con cura, aiutata da Antea che le aveva raccontato della storia della dea e di quel posto magico.<br \/>\nAvevano persino chiesto all\u2019uomo del paese di farle una piccola statuetta in bronzo per omaggiare la dea.<br \/>\nLe preoccupazione degli adulti erano giustificate dal fatto che la vita al villaggio era diventata molto pericolosa proprio da quando dei guerrieri che arrivavano dalle valli vicine, attraverso un passaggio a nord della radura, avevano conquistato le cime pi\u00f9 alte del monte da cui nasceva il fiume e avevano abitato le montagne.<br \/>\nAppostati negli anfratti pi\u00f9 impervi tra rocce e speroni, erano pronti ad attaccare gli uomini che da sempre vivevano quelle terre. Erano soprattutto le greggi ad essere in pericolo e quindi i pastori che attraversavano i sentieri lungo i boschi, diventavano bersaglio dei predatori. In molti si chiedevano al villaggio chi fossero quegli uomini rivestiti di armature in ferro e armati di lance pronte ad essere scagliate, al passaggio delle carovane, dei selvaggi nei volti ma acuti guerrieri nei modi.<br \/>\nNon bastavano di certo le suppliche che le donne facevano alla dea del lago, portandole delle piccole statuette delle gambe o delle braccia dei pastori feriti, a fermare quegli \u201cuomini venuti dal nord\u201d.<br \/>\nQuelli che iniziavano ad spingersi sempre di pi\u00f9 a valle; forse per la mancanza di cibo nel rigido inverno. Era la foce del \u201cfiume grande\u201d \u2013 come lo chiamavano loro \u2013 il punto da cui partivano.<br \/>\nSeguivano poi le acque di un piccolo ruscello che scavava tenue la roccia per farsi poi sempre pi\u00f9 poderoso, ed era lo stesso che i pastori avevano l\u2019abitudine di costeggiare con le greggi per non perdere la strada del ritorno.<br \/>\nMa il pericolo degli adulti non spaventava di certo Iside che quella mattina doveva lasciare il suo piccolo monile alla principessa, a qualunque costo; e mentre la brina imbiancava le foglie degli alti ciliegi, lei aveva il passo sempre pi\u00f9 inquieto tanto da raggiungere di slancio la sponda del lago.<br \/>\nErano solo pochi metri a separarle dalle acque ma non era prudente correre in quel modo, non con quella nebbia, ma Antea non pot\u00e9 nulla al cospetto di quella bimba, curiosa e volitiva.<br \/>\nArrivata alla riva si ferm\u00f2. Tutta quell\u2019ansia di raggiungere la principessa si era placata, anzi con grande stupore da parte della donna, la piccola apr\u00ec le braccia e rivolse i palmi delle mani verso l\u2019alto, mentre Antea accompagnava quei gesti con un canto che, complice la posizione della conca, inizi\u00f2 pian piano a diffondersi, e ad elevarsi dal pelo d\u2019acqua fino al cielo.<br \/>\nGuardava ammirata quel prodigio mentre pian piano il giorno si faceva presente. Era l\u2019energia di Iside e la forza che emanava a rendere quel luogo ancora pi\u00f9 speciale quella mattina.<br \/>\nSolo un\u2019anima candida come la sua poteva produrre quell\u2019incanto. Un sorriso le segn\u00f2 il viso mentre guardava la piccola ma ben presto dovette interrompere quell\u2019incanto.<br \/>\n\u201cIside adesso \u00e8 tardi! Sta per levarsi il sole sul villaggio e qualcuno si accorger\u00e0 che non sei nella capanna, dobbiamo fare in fretta, \u00e8 giunto il momento di fare il tuo voto\u201d.<br \/>\n\u201cNo, non ancora mia signora, la principessa non ha ancora visto che sono qui\u2026 Sta dormendo sotto il lago, e io devo aspettare che veda che sono qui! Che sono qui per lei!\u201d.<br \/>\n\u201cPiccola mia \u2013 disse Antea guardandola con infinita tenerezza \u2013, la principessa non si fa vedere da chi abita qui\u2026 \u00e8 fatta delle cose del cielo\u201d.<br \/>\n\u201cE allora dimmi come si fa a diventare come Lei, tutta di cielo\u201d.<br \/>\n\u201cNon c\u2019\u00e8 un modo! Noi nasciamo nelle viscere della dea Madre e l\u00ec torniamo, lei \u00e8 nata dagli astri nella notte del Mondo e adesso \u00e8 qui vicino a noi, per rendere sacre queste acque e guarirci, \u00e8 divina\u201d.<br \/>\n\u201cAllora va bene, lei \u00e8 diversa da noi, ho capito ma io devo darle questa\u201d &#8211; disse Iside alzando verso Antea la statuetta che aveva portato con s\u00e9.<br \/>\n\u201cBene, avvicinati pi\u00f9 che puoi all\u2019acqua e quando pensi di esser pronta, dalle il tuo dono\u201d.<br \/>\nIside si avvicin\u00f2 alle acque e con una forza che sconfessava la sua esile figura, lanci\u00f2 lontano da s\u00e9 la piccola scultura, proprio al centro del lago l\u00ec dove pensavano abitasse lo spirito della dea. La statuetta raffigurava Kore vestita con un chitone decorato con segni a forma di piccole linee a zig-zag, come l\u2019alfabeto delle valli.<br \/>\nLa raffiguravano cos\u00ec nei panni di Kore gli abitanti della Ciliegeta e veneravano le acque salubri del lago, mentre compivano riti oracolari lungo la riva a sud dei monti, l\u00ec dove i torrenti sfociavano nella conca, per poi continuare ad attraversavano i valichi ad ovest. I pastori avevano notato che al di l\u00e0 della cima pi\u00f9 alta, le acque si insinuavano in un antro roccioso senza riemergere pi\u00f9 in pianura. Era uno dei misteri della valle e la natura con le sue \u201cmagie\u201d governava ogni cosa. E la fitta selva tutt\u2019attorno era un luogo in cui si celebravano culti antichi, tra la fitta vegetazione di alberi ad alto fusto come abeti, aceri e ciliegi appunto, diventava \u2013 soprattutto durante le lunghe notti del periodo del freddo \u2013 un rifugio sicuro per gli sciamani del villaggio. Ma nel bosco, si tenevano anche le cerimonie per eleggere i cavalieri. Ogni volta che si concludevano il tempo della semina e del raccolto, si sceglievano nelle trib\u00f9 della valle, dei giovani da iniziare all\u2019arte della guerra, giovani che superavano le prove del fuoco e dell\u2019acqua, mostrando la forza di dominare gli elementi, in grado di resistere ai pericoli che incombevano dal nord, con gli attacchi di quegli uomini selvaggi, gli altri invece erano destinati a dedicarsi alla pastorizia.<br \/>\nEra molto prestigioso per\u00f2 diventare combattenti per difendere gli animali e le genti del villaggio. Persino il padre di Iside, Aron aveva un passato da guardiano della valle, ma poi raggiunta la maturit\u00e0 di uomo faceva parte del clan dei saggi della trib\u00f9 che prendeva le decisioni pi\u00f9 importanti per la comunit\u00e0.<br \/>\nIside era convinta, prima di giungere al lago, che Kore l\u2019avrebbe accolta nel suo regno delle acque o che si fosse mostrata per ricevere il suo dono ma dopo che Antea le aveva spiegato che riposava sul fondo del lago, aveva capito che era tempo di andar via. Sarebbe tornata di certo, lo promise alla dea proprio mentre lanciava la statuina, \u201cTorner\u00f2 qui ogni giorno, e per tanti giorni ancora\u201d le aveva sentito sussurrare Antea.<br \/>\nLa caparbiet\u00e0 di quello scricciolo aveva sempre impressionato tutti al villaggio, tanto che il padre le ripeteva spesso che se fosse stata un maschio, sarebbe stata il pi\u00f9 determinato e impavido dei cavalieri.<br \/>\nMa lei e Kia erano due splendide bambine e venivano istruite a raccogliere i frutti e a curare le greggi e ad aiutare la madre a preparare il cibo e sistemare gli indumenti. Il loro era un destino gi\u00e0 segnato come era stato quello della madre che giovanissima era stata promessa ad un uomo pi\u00f9 grande di lei che se ne sarebbe preso cura. Ma Iside guardando ai culti del lago, voleva per lei quella vita, la vita scelta per le vergini consacrate.<br \/>\nQuando Antea la lasci\u00f2 sull\u2019uscio della capanna e i primi bagliori dell\u2019alba si vedevano lampeggiare ad est, oltre il crinale della montagna, scorse nello sguardo di Iside uno strano luccichio. Forse un brillare di felicit\u00e0 o forse gli occhi umettati lasciavano trasparire il dispiacere di aver lasciato il lago. Ma poi la piccola le volse le spalle ed entr\u00f2 per prendere posto nel giaciglio che le spettava di fianco a Kia che dormiva ancora, mentre Antea si allontan\u00f2 nel silenzio, tra le capanne.<br \/>\nEra stata pericolosa quella sortita ma andava fatta. Il giorno dopo poi era un giorno importante per la comunit\u00e0: era del giorno del sacrificio all\u2019ara magna, e lei si sentiva pronta alle scelte dei grandi.<br \/>\nLa principessa del lago le apparve ancora nei sogni, quella notte e altre notti ancora, ma poi Iside si svegliava ed era giorno ad Arezzo, e la principessa del lago non la vedeva pi\u00f9 e Antea neanche, solo Kia, la sua sorellina, dormiva nel lettino accanto al suo e le strappava sempre un sorriso al risveglio.<br \/>\nCon il tempo le avrebbe detto di quei sogni e della dea, era sicura che la storia della Ciliegeta l\u2019avrebbe incantata come era accaduto a lei nei sogni di bambina, dopotutto non aveva bisogno della realt\u00e0 per sapere di essere o di essere gi\u00e0 stata, una di quelle ancelle del lago.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32543\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32543\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quella mattina si incamminarono quando le prime luci dell\u2019alba non erano ancora apparse all\u2019orizzonte, mentre la nebbia avvolgeva, come un manto, la fitta boscaglia. 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