{"id":32494,"date":"2017-06-01T17:27:59","date_gmt":"2017-06-01T16:27:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32494"},"modified":"2017-06-01T17:27:59","modified_gmt":"2017-06-01T16:27:59","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-una-breve-lettera-di-crescenzo-zito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32494","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Una breve lettera&#8221; di Crescenzo Zito"},"content":{"rendered":"<p>Napoli, venticinque giugno<\/p>\n<p>Questa breve lettera di lungo addio sta accompagnando la nascita di un nuovo giorno e, al sorgere del sole, in me nulla pi\u00f9 sar\u00e0 come prima.<br \/>\nQualche giorno fa, parlando del poi ripensavo al gi\u00e0 fatto; pensavo a te che ribolli nei miei pensieri come lava incandescente dai fumi densi e soffocanti.<br \/>\nChe cosa scrivo dopo cos\u00ec poco tempo? Come posso credere di restare lucido o, per me impossibile, distaccato, se sono passate solo poche ore?<br \/>\nNon lo sono mai stato, ho vissuto d\u2019impeto, di passione; non so se ci\u00f2 possa essere un errore, di sicuro \u00e8 disagio in questo mondo di ipocrite relazioni.<br \/>\nTu, invece, sei sempre vissuta nel delirio, in una ricerca continua dall\u2019unica meta; sempre estasiata nel leggere e raccontare di Lui.<br \/>\nSei partita convinta che il grande amore ti avrebbe strappato al dolore, lo dicevi spesso:<br \/>\n\u201cPrima o poi tocca a tutti, anch\u2019io avr\u00f2 il mio amore e per sempre\u201d.<br \/>\nVorrei essere come te: sicura; avere le tue certezze, i tuoi punti forti e credere come te in quel futuro.<br \/>\nNonostante il blaterare sui tuoi impegni a venire, mi hai salutato in un modo che mai dimenticher\u00f2; tu, purtroppo non potrai mai pi\u00f9 ascoltarmi o leggere queste righe lucide e per questo dolorose.<br \/>\nOramai non posso pi\u00f9 rintracciarti, non sapr\u00f2 mai come siano andate le cose, se esiste una verit\u00e0 dietro la tua realt\u00e0.<br \/>\nSar\u00e0 andata proprio cos\u00ec? Sei felice ora?<br \/>\nSei davvero in quel luogo tanto agognato o, fuggendo da me, ti sei dissolta nel nulla?<br \/>\nIn realt\u00e0 non so quanto hai capito del mio amore; n\u00e9, io, ho mai saputo leggere i tuoi sguardi luccicanti, d&#8217;altronde ti ho sempre manifestato sdegno.<br \/>\nRabbia per quel che credevo un tuo oltraggioso silenzio.<br \/>\nMi accorgo che tra i rami del mio rancore era celato una gemma d\u2019amore che, come un fiore venefico, \u00e8 sbocciata nel mio cuore solo ora che sei fuggita via.<br \/>\nOggi non ho pi\u00f9 dubbi, sento profondamente la tua mancanza, io che sono ritornato qui solo per te.<br \/>\nNon siamo riusciti a chiarirci, n\u00e9 abbiamo mai parlato chiaramente del nostro dolore, ma ha senso interrogarsi ora che non puoi pi\u00f9 rispondermi?<br \/>\nPerch\u00e9 continuo a scriverti se non leggerai mai queste righe?<br \/>\nDovevo fuggire prima di nutrirmi del tuo latte avvelenato; avrei dovuto rifiutare il tuo seno, non quello delle altre donne.<br \/>\nScusami ma non lo scrivo per ferirti, nessuno ora pu\u00f2 pi\u00f9 farlo.<br \/>\nC\u2019\u00e8 asprezza nelle mie parole?<br \/>\nNon credo, \u00e8 il dolore del bambino che si perpetua nell\u2019adulto.<br \/>\nRicordo perfettamente il giorno di due anni fa, quando mi hai annunciato che te ne saresti andata via.<br \/>\n\u201cNon rester\u00f2 ancora per molto\u201d.<br \/>\nOra quel \u201cper molto\u201d \u00e8 passato e tu con esso.<br \/>\nPerch\u00e9 allora ti scrivo con questa grafia illeggibile?<br \/>\nPer stemperare il dolore?<br \/>\nPer trovare un equilibrio su queste pagine che, nonostante le righe perfettamente parallele, non contengono la mia follia grafica.<br \/>\nAnch\u2019io, forse, avrei bisogno di righe parallele dove adagiarmi, come su nuvole soffici.<br \/>\nSei serena tu?<br \/>\nPossibile che non ti senta sola?<br \/>\nChe tutto il disagio sia in me?<br \/>\nAscoltare il mio dolore non ti far\u00e0 felice perch\u00e9 tu, ora ho la certezza, hai sempre voluto il mio bene.<br \/>\nStanotte ho rovistato in un tuo cassetto e ho trovato le foto che feci sette anni fa, ricordi? Siamo in un vaporetto, in viaggio per Ischia. In partenza per le terme a curare quella che una dottoressa da quattro soldi, sbagliando, aveva diagnosticato come artrosi; in realt\u00e0 erano i germogli del male.<br \/>\nEra il primo viaggio che facevamo io e te; un\u2019occasione ghiotta per la mia mania di fotografare. Senza troppo pensarci ho iniziato a scattarti foto, poi ho deciso di farle insieme a te e ho installato la fotocamera sul cavalletto.<br \/>\nAll\u2019inizio eri intimidita, ti sembrava cos\u00ec strano, poi hai seguito il mio consiglio di non pensare al posto e alla gente, ma di soffermarti sui tuoi sentimenti.<br \/>\nOra, in silenzio e con il desiderio di riascoltare il rumore del mare, mi rigiro tra le dita instabili due foto uguali se non per i pochi minuti trascorsi tra uno scatto e l\u2019altro. Siamo seduti ad un tavolo del bar, l\u2019abitacolo sottocoperta \u00e8 deserto; solo noi due in balia di queste onde che fanno sobbalzare, con i tavolini, i nostri cuori.<br \/>\nMamma, l\u2019autoscatto ha immortalato la tua gioia di vivere e la felicit\u00e0 di essere in viaggio con me. Siano a fianco l\u2019un l\u2019altra, vicini ma distanti in questo gioco di luce ed ombre sbiadite dal tempo; ambedue con le braccia incrociate e il tuo gomito quasi sfiora il mio ma non lo tocca. Il sorriso del tuo volto \u00e8 reale ma non intacca il mio silenzio. Guardiamo avanti, attenti al futuro, quasi incuranti del rovinoso passato poggiato suoi nostri corpi: due anime travolte dallo stesso uomo.<br \/>\nQuando le hai viste hai affermato che avevo talento perch\u00e9 \u201cle tue fotografie svelano l\u2019animo nascosto della gente\u201d; quello che non sapevi e che quest\u2019attitudine mi viene da te perch\u00e9 tu col solo sguardo, da sempre, capivi l\u2019essenza delle persone.<br \/>\nStanotte ho rifatto il viale che da bambino facevo assieme a te, mi sono fermato e seduto nel medesimo posto in penombra, ma la tua ombra non c\u2019era, era notte fonda.<br \/>\n\u2026Chiss\u00e0 se sei cambiata, come me, in questo; se ancora ami la luce e il sole\u2026<br \/>\nHo risalito le scale e mi sono bloccato sulla soglia, non ho avuto il coraggio di oltrepassarla; mi sono allontanato e sono stato inghiottito dal cono oscuro della tua assenza.<br \/>\nDevi sapere che stento a rendermi conto di possedere un\u2019ombra, di essere ancora vivo in un corpo malandato e, ora, anche trascurato.<br \/>\nIl tuo come sar\u00e0 domani?<br \/>\nE domani l\u2019altro?<br \/>\nE l\u2019altro ancora?<br \/>\nOso solo scriverlo ma non voglio immaginarlo.<br \/>\nTi ricordi quando, diversi anni fa, ti ho accompagnato al cimitero?<br \/>\nNessun altro ha avuto il fegato di accompagnarti, l\u2019ho fatto io, per starti vicino, per non lasciarti sola.<br \/>\nHo visto tirare su la bara da becchini inesperti, aprirla e, una dopo l\u2019altra, depositare le ossa su un pezzo di stoffa steso dentro una carriola.<br \/>\nTu, con me a fianco, con sguardo da mastino, accertavi che tutto procedesse bene; controllavi che nessuno osso sparisse perch\u00e9 \u2013 mi hai detto- \u201crubano le ossa per farne polvere con cui fare cattive fatture ai vivi.\u201d<br \/>\nLa cultura sacro\/contadina era in te.<br \/>\nAbbiamo guardato gli operai lavare le ossa, pulirle, asciugarle e metterle al sole e solo allora ho notato nell\u2019osso della caviglia il perno d\u2019acciaio conficcato.<br \/>\n\u201cGuarda, c\u2019\u00e8 ancora il perno nel piede\u2026\u201d<br \/>\nTu hai guardato e mi hai detto, con voce fievole:<br \/>\n\u201cE\u2019 colpa mia\u2026\u201d<br \/>\nMi hai ripetuto per l\u2019ennesima volta l\u2019episodio che, adesso, non voglio raccontare.<br \/>\nHai preso dalla borsa il borotalco e un panno di lino in cui avvolgere le ossa mentre io le fissavo pensando a tutte le violenze subite dal defunto.<br \/>\nCon i pugni tremanti, ricercavo, tra le ossa del bacino, il pene che per tanti anni aveva oltraggiato il mio corpo di bimbo impaurito. Niente, sparito nel nulla l\u2019organo che ha appesantito cos\u00ec tanto il mio quotidiano e che circola, come un topo schifoso, nei miei circuiti celebrali.<br \/>\nHanno deposto lo scheletro dove si doveva, hai ringraziato e pagato gli operai.<br \/>\nMentre uscivamo mi hai detto:<br \/>\n\u201cCost\u00e0, hai visto? Era gi\u00e0 tutto pulito, stava proprio bene pap\u00e0\u2026\u201d<br \/>\nPap\u00e0? Scusami, mamma, ho sbagliato a non rivelarti le violenze subite, ma ho sempre creduto che tu ne fossi a conoscenza, che il tuo fosse un orrendo assenso.<br \/>\nChe cosa significano queste poche righe?<br \/>\nHai accarezzato il tuo volto con la mia mano mentre stavi per lasciarmi e mi hai sorriso prima che quelle orrende contrazioni ti deturpassero il bel volto smagrito. Il tuo gesto ha reso tangibile l\u2019amore nei miei riguardi, tu non hai mai smesso di amarmi e questa nuova consapevolezza mi procura una mialgia insanabile.<br \/>\nTenevo la tua mano nella mia con cautela avevo paura di farti del male e ti ho parlato, ho cercato di rassicurarti, non so come io ci sia riuscito perch\u00e9 ero, e resto, in empatia con te.<br \/>\nSpero che la mia presenza, seppure con voce commossa, ti abbiano rasserenata ed accompagnata nel tuo mondo.<br \/>\nNon ti ho lasciato sola, non avrei potuto farlo, purtroppo l\u2019ho fatto in passato, ma ho rimediato restandoti vicino per un anno intero; un anno di condivisione con la tua sofferenza.<br \/>\nTra i tanti hai scelto me, mi hai ricercato e hai affidato quello che rimaneva del tuo corpo al tuo figliol prodigo.<br \/>\nHai sempre capito tutto di me, avevi intimamente compreso la mia precoce fuga.<br \/>\nIl tuo sorriso mi ha fatto capire che eri contenta anche se so che non si pu\u00f2 essere felice nel partire da soli.<br \/>\nTi ho amata troppo per desiderare la morte che ti avrebbe annientati i dolori; egoisticamente non ho mai veramente desiderato il tuo decesso.<br \/>\nEri di nuovo con me ma da meno di un anno e non volevo perderti, mi rimanevi solo tu e ho potuto soltanto rincuorarti mentre sopportavi dolori inenarrabili.<br \/>\nNon volevi i sedativi e per sentire la tua preghiera ho dovuto accostare il mio orecchio alla tua bocca perch\u00e9 le tue parole non avevano pi\u00f9 voce e mai, in quella casa, l\u2019avevano avuta:<br \/>\n\u201cTi prego, non farmi fare la morfina\u2026voglio essere lucida fino alla fine\u2026 se perdo il pensiero tanto vale morire subito\u2026voglio regalare a Ges\u00f9 la mia sofferenza, per te&#8230; e per i tuoi fratelli\u2026\u201d<br \/>\nNon so se ci\u00f2 si possa chiamare un dono, comunque mi sono opposto agli altri per farti vivere fino in fondo i tuoi ansimi; spero che in quelle ore tu abbia messo a posto i tasselli della tua vita.<br \/>\nNon potr\u00f2 mai dimenticare l\u2019amore totale che ci ha resi unici e complici nel dolore. La tua presenza regner\u00e0 nel mio inconscio e l\u2019anima mia sar\u00e0 piena di te, ma so anche la profondit\u00e0 del vuoto che lasci in me.<br \/>\nMinuto dopo minuto il mio cervello replica la tua assenza, come l\u2019orologio costretto a scandire le stesse ore in eterno.<br \/>\nDa oggi vivrai nel mio pensiero e mi illuder\u00f2 di averti accanto per sempre.<br \/>\nChe cosa ne sar\u00e0 di me, da questo nuovo abbandono?<br \/>\nDelle mie lacerazioni o di quant\u2019altro ancora?<br \/>\nMamma, ti auguro che nella tua vita futura, tu sia distante per sempre dall\u2019uomo che ci ha cos\u00ec profondamente segnato, da cristallizzare te e me in un adolescenza infinita.<br \/>\nUn abbraccio.<br \/>\nP. S.<br \/>\nMamma, il dolore che con coraggio e stoicismo hai sopportato, non ha intaccato la tua spiritualit\u00e0 e ha trasformato le rughe del tuo volto in solchi dolcissimi, linee artistiche, grafite preziosa.<br \/>\nAddio<br \/>\nTuo Costanzo<\/p>\n<p>\u201cNudo sono innanzi a Te<br \/>\nun filo di paglia<br \/>\nmi pu\u00f2 trafiggere \u201d<br \/>\n-Bartolo Cattafi-<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32494\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32494\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Napoli, venticinque giugno Questa breve lettera di lungo addio sta accompagnando la nascita di un nuovo giorno e, al sorgere del sole, in me nulla pi\u00f9 sar\u00e0 come prima. 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