{"id":32457,"date":"2017-06-01T17:25:03","date_gmt":"2017-06-01T16:25:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32457"},"modified":"2017-06-01T17:25:03","modified_gmt":"2017-06-01T16:25:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-scarpe-nuove-per-camminare-di-daniela-pietragalla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32457","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Scarpe nuove per camminare&#8221; di Daniela Pietragalla"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00a0<\/em><em>Emorragia intra parenchimale.<\/em><\/p>\n<p>Emma sbircia queste tre parole dal foglio di ricovero che suo fratello tiene in mano.<\/p>\n<p>\u00e8 cos\u00ec insolito per la sua flemma quel tremito incontrollato delle dita.<\/p>\n<p>Lui che con l\u2019autorevolezza del suo camice bianco sa parlare alle pazienti con voce ferma e bassa accompagnata sempre da un sorriso.<\/p>\n<p>Oggi le sue labbra sono serrate e livide.<\/p>\n<p>In un attimo lo rivede bambino sulla spiaggia\u00a0 di Pescoluse, tremante per la puntura di una medusa, tra le braccia di mamma e pap\u00e0.<\/p>\n<p>Ricaccia quell\u2019immagine, poi vorrebbe raggomitolarcisi dentro, anche se non ha senso.<\/p>\n<p>Non ora, non l\u00ec, sotto quelle luci artificiali che fanno sempre notte, con l\u2019odore acre della vestaglia di mamma che ha raccolto da una sedia e che non pu\u00f2 fare a meno di continuare a stringere.<\/p>\n<p>Ha appena ripreso fiato dopo una corsa folle.<\/p>\n<p>Il chilometro e mezzo in salita che separa casa sua dall\u2019ospedale l\u2019ha percorso come un treno impazzito inghiottendo volti, alberi, macchine strombazzanti.<\/p>\n<p>Sono passati appena venti minuti da quando se ne stava in poltrona a bere un caff\u00e8 quando il telefono ha ribaltato per sempre l\u2019orizzonte quotidiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora sua madre \u00e8 al di l\u00e0 di una porta chiusa.<\/p>\n<p>Lei che appena due ore prima stava decidendo che cosa preparare per il pranzo.<\/p>\n<p>Bisogna aspettare, le dicono.<\/p>\n<p>Va alla ricerca di qualche segnale.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato qualcosa di strano? Un sentore di burrasca?<\/p>\n<p>Due giorni prima si erano stese sul letto dopo aver pranzato e sua madre d\u2019un tratto le aveva accarezzato i capelli a lungo, cosa che non faceva mai.<\/p>\n<p>E la sera prima\u2026<\/p>\n<p>Avevano\u00a0 scherzato,\u00a0 per telefono, su una foto di famiglia.<\/p>\n<p>Avevano parlato a lungo.<\/p>\n<p>Strano anche questo, perch\u00e9 la sera sua madre era telegrafica.<\/p>\n<p>Stava sempre seguendo un film.<\/p>\n<p>Le bastava sapere che erano tutti vivi e che avevano mangiato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ora tutto qui.<\/p>\n<p>Bisogna aspettare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco \u00e8 uscito in cortile a fumare.<\/p>\n<p>Ha guardato la TAC appena arrivata dal reparto di radiologia, pallidissimo si \u00e8 chiuso in una stanza con due colleghi e l\u2019ha lasciata in piedi accanto a quel padre che le sembra di vedere per la prima volta.<\/p>\n<p>Lo vorrebbe abbracciare ma sono anni che non lo fa pi\u00f9 e le pare che non sia pi\u00f9 tempo di gesti delicati e lenti ma di passi nervosi lungo un corridoio semideserto, nell\u2019attesa che i medici parlino, spieghino, diano la loro sentenza.<\/p>\n<p>Non sa quanto tempo \u00e8 passato quando vengono fatti accomodare in una stanzetta angusta.<\/p>\n<p>Una dottoressa con i capelli corti e scuri inizia a sciorinare statistiche e probabilit\u00e0 che la sua mente si rifiuta di seguire presa come da un solo pensiero.<\/p>\n<p>Si riscuote quando si accorge che qualcuno la guarda aspettando un suo cenno.<\/p>\n<p>&#8211; Mimi \u2013 Marco la chiama come tanto tempo prima.<\/p>\n<p><em>L<\/em><em>\u2019<\/em><em>intervento <\/em><em>\u00e8<\/em> <em>rischioso, potrebbe peggiorare il danno. <\/em><\/p>\n<p>Si guardano negli occhi. Un <em>no<\/em> come un\u2019eco sembra snocciolarsi da una bocca all\u2019altra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non sono mai stati d\u2019accordo su niente.<\/p>\n<p><em>Sulla pasta pap<\/em><em>\u00e0<\/em> <em>poco sugo e molto parmigiano, Emma niente parmigiano, Marco molto sugo e pecorino non parmigiano. Meglio la montagna, no il mare, s<\/em><em>\u00ec<\/em> <em>per<\/em><em>\u00f2<\/em> <em>la montagna d<\/em><em>\u2019<\/em><em>estate, d<\/em><em>\u2019<\/em><em>inverno <\/em><em>\u00e8<\/em> <em>troppo freddo<\/em>.<\/p>\n<p>Miracolosamente ora sono d\u2019accordo.<\/p>\n<p>Niente intervento.<\/p>\n<p><em>Vediamo come va<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finalmente pu\u00f2\u00a0 vederla.<\/p>\n<p>Soprascarpe, camice, cuffia e mascherina.<\/p>\n<p>Oltre la porta chiusa, sua madre \u00e8 l\u00e0 senza vestiti, lei che si chiude sempre in camera per cambiarsi, in un groviglio di tubi che le tengono inarcata la testa in modo innaturale.<\/p>\n<p>D\u2019un tratto Emma pensa alle gocce per gli occhi. Deve mettere il collirio ogni giorno.<\/p>\n<p>E se lo dimenticano? <em>Ha bisogno del collirio, altrimenti si risolve un problema e ne nasce un altro. <\/em><\/p>\n<p>Lo sussurra a Marco. Lui la guarda sconcertato.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 questo il problema d\u2019ora in poi.<\/p>\n<p>Bisogna aspettare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marco si fa inghiottire dal suo reparto. Un cesareo gemellare.<\/p>\n<p>Emma ridiscende verso casa con suo padre, di colpo silenzioso e vecchio.<\/p>\n<p>Sente che hanno fatto lo stesso pensiero.<\/p>\n<p>Finisce qui, oggi, ora.<\/p>\n<p>Comunque vada.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A casa \u00e8 come cancellare maldestramente un personaggio da un quadro.<\/p>\n<p>Gli oggetti rimarcano l\u2019assenza.<\/p>\n<p>I biscotti appena sfornati sul tavolo, l\u2019obl\u00f2 della lavatrice aperto, i panni da stendere.<\/p>\n<p>La vestaglia non vuole lavarla, la nasconde in un angolo.<\/p>\n<p>Puzzer\u00e0, pazienza.<\/p>\n<p>\u00e8 lei, il suo ultimo momento prima del buio.<\/p>\n<p>Dopo un\u2019ora Emma \u00e8 di nuovo in ospedale.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 entrare, lo sa, ma sa anche che non c\u2019\u00e8 un posto ora dove potrebbe stare. Fuori, l\u2019angoscia preme intollerabilmente.<\/p>\n<p><em>Ci sono io, ti faccio compagnia io, mamma.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Passa la prima notte.<\/p>\n<p><em>Ventilatore meccanico, pompe infusionali, saturazione periferica dell<\/em><em>\u2019<\/em><em>ossigeno<\/em> sono il nuovo lessico.<\/p>\n<p>Mamma \u00e8 braccia livide, occhi chiusi, neanche un pezzetto di viso libero dove appoggiare un bacio con la punta delle dita.<\/p>\n<p>La mano, la sua mano cos\u00ec affusolata e bella (una volta le hanno addirittura chiesto il permesso di fotografarle) ora \u00e8 gonfia.<\/p>\n<p>Cinque minuti, poi fuori.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 posto dove sedersi.<\/p>\n<p>Si butta per terra con i\u00a0 jeans che ha indosso dal giorno prima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il giorno dopo, quel lungo sonno continua.<\/p>\n<p>Attorno alle ciglia si forma una cispa color paglia.<\/p>\n<p>Ci sono le telefonate, le preghiere, i silenzi.<\/p>\n<p>Sembra gi\u00e0 che la vita sia sempre stata questo.<\/p>\n<p>Sedersi scomodamente dietro una porta e aspettare una manciata di minuti in cui ancora sussurrare <em>mamma.<\/em><\/p>\n<p>Nessuno sa dire se \u00e8 una questione di ore, di giorni, di settimane.<\/p>\n<p><em>Stress respiratorio acuto<\/em>.<\/p>\n<p>Ora la parola che le risuona nella testa \u00e8 <em>tracheotomia<\/em>.<\/p>\n<p>Ancora un giorno, al massimo due.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arriva la domenica.<\/p>\n<p>Suo padre si lava, si sbarba, si veste con cura, va a comprare le paste come ogni settimana.<\/p>\n<p>Emma intravede uno sforzo sovrumano in ogni suo minimo gesto.<\/p>\n<p>Mettere un passo avanti all\u2019altro, chiudere la porta di casa, affrontare i rumori del mondo.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 si \u00e8 di nuovo riempita.<\/p>\n<p>Domani apriranno le scuole.<\/p>\n<p>Il dolore di suo padre \u00e8 l\u00ec, concentrato nella linea piangente, appena accennata, delle sopracciglia.<\/p>\n<p>Salgono in silenzio in ospedale.<\/p>\n<p>Lui \u00e8 voluto rimanere da solo in queste notti.<\/p>\n<p><em>Hai riposato, pap<\/em><em>\u00e0<\/em><em>? S<\/em><em>\u00ec<\/em><em>. Hai mangiato?S<\/em><em>\u00ec<\/em><em>. Hai bisogno di qualcosa?No.<\/em><\/p>\n<p>Arrivano in reparto e Marco \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec.<\/p>\n<p>Le cose non vanno bene.<\/p>\n<p>La perfusione cerebrale diminuisce.<\/p>\n<p>Stavolta entrano tutti e due.<\/p>\n<p>Soprascarpe, camice, cuffia e mascherina.<\/p>\n<p>Sua madre \u00e8 in un sonno che potrebbe anche sembrare sereno se il naso e la bocca non fossero stravolti dalla pressione dei tubi.<\/p>\n<p>Suo padre si avvicina lentamente al lettino, le sfiora le mani, le bacia piano la fronte.<\/p>\n<p>Sulla porta si gira in silenzio a guardarla.<\/p>\n<p>Non torner\u00e0 pi\u00f9 a vederla.<\/p>\n<p>Seguir\u00e0 con trepidazione ogni respiro ma fuori da quella porta, lontano dal linoleum e dall\u2019odore di disinfettante.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luned\u00ec.<\/p>\n<p>Un altro passo verso il buio.<\/p>\n<p><em>Assenza di riflesso corneale<\/em>.<\/p>\n<p>La cartella clinica si infittisce di nuove grafie.<\/p>\n<p><em>Assenza di reazione a stimoli dolorifici portati nel territorio di innervazione del trigemino<\/em>.<\/p>\n<p>Ora sanno di avere un\u2019altra decisione da prendere.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Non bisogna essere egoisti<\/em>.<\/p>\n<p>Quasi sempre i discorsi di sua madre\u00a0 si concludevano cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ma sua madre\u00a0 non c\u2019\u00e8 gi\u00e0 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 in quelle palpebre ostinatamente serrate n\u00e9 in quell\u2019ammasso informe e gonfio che \u00e8 ora il suo viso.<\/p>\n<p>Ancora ventiquattro ore, dicono.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Silenzio elettrico cerebrale<\/em>.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il confine tra esserci e non esserci pi\u00f9. Un impulso elettrico.<\/p>\n<p>La somma dell&#8217;attivit\u00e0 elettrica di ogni singolo neurone.<\/p>\n<p>Miliardi di luci che si spengono inesorabilmente ad una ad una.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 possibile sottrarne un guizzo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arriva un momento in cui Emma non pu\u00f2 vederla pi\u00f9.<\/p>\n<p>L\u2019ennesima elettroencefalografia continua a monitorare dando sempre lo stesso responso.<\/p>\n<p><em>Morte encefalica.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci sono le telefonate, le lacrime. Ci sono i silenzi di chi non lo dice ma rimane perplesso.<\/p>\n<p><em>Anche gli occhi?<\/em><\/p>\n<p>La dottoressa con i capelli corti e scuri raggiunge Emma al distributore automatico.<\/p>\n<p><em>Grazie. <\/em><\/p>\n<p>Accenna a un sorriso.<\/p>\n<p><em>Fegato. Reni<\/em>. <em>Cornee. <\/em><\/p>\n<p>Stanno per partire cinque telefonate.<\/p>\n<p>Negli anni a venire non ci sar\u00e0 giorno che Emma non penser\u00e0 a quelle persone sconosciute chiedendosi se mai le capiter\u00e0 di incrociarle da qualche parte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019alba il blocco operatorio si illumina.<\/p>\n<p>Passi frettolosi e ruote di carrelli risuonano lungo i corridoi deserti.<\/p>\n<p>Ghiacciaie per il trasporto, soluzioni di conservazione, ghiaccio sterile, sacchetti e contenitori.<\/p>\n<p>Questo immaginano tutti e tre, ognuno nel silenzio della propria casa, mentre fuori la notte \u00e8 nuvolosa e umida.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alle sette Emma \u00e8 gi\u00e0 a casa di suo padre.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da pensare al vestito e sono le donne le necrofore della famiglia.<\/p>\n<p>Dall\u2019armadio della mamma si sprigiona un lieve sentore di cuoio, nota del suo profumo di sempre.<\/p>\n<p>I tailleur, le camicette di seta.<\/p>\n<p>Una parete di scarpe, dai toni caldi e discreti, riposte con cura e per gradazione di colore.<\/p>\n<p>Emma si butta sulla vecchia poltrona vicina al letto.<\/p>\n<p>\u00e8 gi\u00e0 stanca.<\/p>\n<p>Delle notti insonni, della penombra, del tempo incerto che verr\u00e0, di un dolore che \u00e8 l\u00ec per esplodere da qualche parte.<\/p>\n<p>Poi, d\u2019un tratto, si scosta.<\/p>\n<p>Si \u00e8 seduta su un piccolo pacco.<\/p>\n<p>Un sacchetto in cotone per scarpe con un post-it giallo attaccato sopra.<\/p>\n<p>Dentro un paio di <em>sneakers<\/em> beige.<\/p>\n<p><em>Ragazza fortunata! <\/em><\/p>\n<p><em>Scarpe nuove nuove, misura sbagliata per me, <\/em><\/p>\n<p><em>un bacio, mamma.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Emma scoppia in qualcosa che \u00e8 risata e pianto.<\/p>\n<p>Stringe forte il sacchetto, mentre fuori una pioggerellina sottile preannuncia un giorno grigio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32457\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32457\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Emorragia intra parenchimale. 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