{"id":32443,"date":"2017-06-01T17:22:09","date_gmt":"2017-06-01T16:22:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32443"},"modified":"2017-06-01T17:22:09","modified_gmt":"2017-06-01T16:22:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-dono-di-carla-cuminetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32443","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il dono&#8221; di Carla Cuminetti"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 ancora l\u00ec, addossato al muro della vecchia casa, la \u201cC\u00e0 d\u2019 Leo\u201d. Erano cresciuti insieme, l\u2019albicocco e i muri, mattone su mattone, sogni e speranze, un orizzonte nuovo per un futuro migliore.<br \/>\nEra alto e magro, Leo, braccia lunghe e mani grandi, mani che conoscevano il duro lavoro della terra, le spighe dorate dal sole, il fieno profumato nelle verdi distese dei prati, i turgidi grappoli che si offrivano alla sacralit\u00e0 della vendemmia. Conoscevano giorni assolati e piogge e stagioni ricche di frutti che riempivano di letizia il cuore.<br \/>\nMa sognava una casa sua, per i suoi figli, non pi\u00f9 la mezzadria che non gli apparteneva.<br \/>\nSognava una terra sua, da calpestare e arare, sentire nella grande mano e farla scivolare tra le dita come farina preziosa; sognava filari allineati con ordine meticoloso e alberi generosi di doni.<br \/>\nPassarono gli anni e la casa, un tempo piena di voci, si fece silenziosa e triste. Ma il vecchio albicocco continuava, stagione dopo stagione, a regalare il mazzo bianco dei suoi fiori e la fragranza dolce dei suoi frutti; la vita continuava anche se si era spenta nel segreto dei muri carichi ormai di profonde rughe come un viso stanco e appassito.<br \/>\nSembrava un grido soffocato di aiuto in un presente carico di passato e senza futuro. Quei muri chiedevano di tornare a splendere con un vestito nuovo, per ridare voce a chi aveva lasciato il segno di una vita profondamente radicata in quella terra.<br \/>\nCi fu grande movimento di ruspe, impalcature, coppi nuovi, travi, terra scavata, via vai di persone pronte ad abbattere tutto ci\u00f2 che intralciava i nuovi lavori.<br \/>\nL\u2019albicocco era sul ciglio di un imminente pericolo, solo in mezzo a quella terra impazzita.<br \/>\nLa ruspa insensibile dovette per\u00f2 sottomettersi alle preghiere di salvarlo e lavor\u00f2 ore e ore per non intaccare le sue radici che erano le radici stesse di quella casa, della famiglia, di Leo.<br \/>\nTornarono a risuonare le voci e grande fu la riconoscenza del vecchio albero. Non c\u2019era inclemenza del tempo che lo turbasse, n\u00e9 temporali, n\u00e9 venti impetuosi, n\u00e9 lampi taglienti come spade.<br \/>\nPuntuale come sempre, a ogni primavera offriva l\u2019esplosione dei suoi fiori come un velo di sposa pronta alle nozze e il ronzio delle api ingorde come un canto di ringraziamento.<br \/>\nE le mani si tendevano ai suoi frutti caldi di sole, dolci come l\u2019amore, ammiccanti tra le foglie come visi lentigginosi.<br \/>\nL\u2019ultimo anno ci fu una fioritura inspiegabile, come un regalo, una melodia, un canto d\u2019addio e un\u2019abbondanza di frutti che come grappoli piegavano i suoi fragili rami. Calda primavera, sinfonia di bianchi petali; calda estate, armonia di macchie arancioni tra il verde smeraldo delle foglie.<br \/>\nPass\u00f2 anche quell\u2019inverno e le nevicate imbiancarono l\u2019antico albero che si stringeva contro il muro della casa, a cercare riparo, come un vecchio stanco, sfinito dagli anni, che ha concluso la sua corsa.<br \/>\nLa linfa sempre pi\u00f9 debole, la terra sempre pi\u00f9 avara, il corpo sempre pi\u00f9 rugoso. E la primavera non gli riport\u00f2 la vita.<br \/>\nNon pi\u00f9 gemme e timide foglioline, ma una resina collosa che lo imprigionava e gli toglieva il respiro. Non pi\u00f9 il fruscio del vento e il canto degli uccelli, n\u00e9 il ronzio di api, ma lunghe file di formiche che senza pace si insinuavano tra le squame della sua corteccia, quasi a divorarlo nella loro frenetica fatica quotidiana.<br \/>\n\u201c\u00c8 seccato\u201d mi dissero.<br \/>\nCome poteva quella sentenza cos\u00ec breve avere il peso di una pietra che schiacciava il cuore?<br \/>\nQuel giorno piansi.<br \/>\nEra come perdere un amico, come mettere la parola fine sul film di una vita; era come se quella terra che lo aveva nutrito lo avesse inghiottito per sempre sprofondandolo in un buco nero.<br \/>\n\u201cBisogna tagliarlo. Ne pianteremo un altro\u201d mi dissero.<br \/>\nUn altro! Nessun altro avrebbe potuto riempire quel buco, avrebbe potuto sostituire quel tronco nodoso, annerito e la magica scultura dei suoi rami che, ormai nudi, ricamavano pizzi azzurri di cielo.<br \/>\nTestarda, continuavo a sperare in un risveglio che la ragione sapeva impossibile, ma il cuore non credeva perduto per sempre. Da quel coma poteva risvegliarsi, se gli stavo vicino, se gli parlavo, se accarezzavo la sua corteccia ruvida dove la vita, forse, era soltanto sopita.<br \/>\nE l\u2019albero stanco rimase al suo posto.<br \/>\nGli misi accanto un glicine bianco. Gli avrebbe tenuto compagnia nei giorni e nelle notti di attesa, crescendo lo avrebbe avvolto come in un abbraccio e gli avrebbe donato lo stesso colore dei suoi fiori lontani.<br \/>\nE l\u2019albicocco poteva ancora vivere nella vita di un altro.<br \/>\nPoi, un giorno di primavera, il dono.<br \/>\nRespiravo l\u2019aria chiara del mattino, nel silenzio della casa ancora addormentata, quando lo sguardo si pos\u00f2 su una macchia verde sotto l\u2019albicocco. Corsi a guardare. Una piantina aveva bucato la terra poco distante dal tronco e le piccole foglie brillavano imperlate di gocce di rugiada.<br \/>\nCapii che il vecchio amico aveva voluto ricambiare il mio affetto con un germoglio nuovo di s\u00e9, uscito da un nocciolo un giorno caduto in quella terra che lo aveva protetto e nutrito.<br \/>\nCrebbero insieme, il nuovo albicocco e il glicine bianco e i nostri occhi scrutavano la loro crescita e gioivano.<br \/>\nFino a quando un giorno giganti grappoli bianchi vestirono i secchi neri rami e tra le foglie occhieggiarono tre superbe albicocche.<br \/>\nQuesta \u00e8 una storia vera. Una storia di speranza e di fede.<br \/>\nPerch\u00e9 \u201c<em>se il chicco di grano non cade in terra e non muore rimane solo; se invece muore, porta molto frutto\u201d (Gv 12,20-33)<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nuvola bianca.<br \/>\nCome di neve<br \/>\ni grappoli del glicine<br \/>\nrinnovano l\u2019incanto<br \/>\ndi una nascente primavera.<br \/>\nRitorna la vita<br \/>\nsul vecchio tronco<br \/>\nannerito dal tempo.<br \/>\nCon forza lo rinserrano<br \/>\ni tralci forti<br \/>\nche a lui si abbandonano<br \/>\ncome in un tenero abbraccio.<br \/>\nNel vento i bianchi fiori<br \/>\nsussurrano una nuova melodia.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32443\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32443\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ancora l\u00ec, addossato al muro della vecchia casa, la \u201cC\u00e0 d\u2019 Leo\u201d. 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