{"id":32429,"date":"2017-06-01T17:23:11","date_gmt":"2017-06-01T16:23:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32429"},"modified":"2017-06-02T16:56:40","modified_gmt":"2017-06-02T15:56:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-storie-in-transito-di-margherita-lomangino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32429","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Storie in transito&#8221; di Margherita Lomangino"},"content":{"rendered":"<p>Sono le 13.25 e sono seduta da circa dieci minuti. Carrozza 4, posto 5A.<\/p>\n<p>Il treno partir\u00e0 tra un quarto d&#8217;ora ma arrivo sempre con un deciso anticipo, la sola idea di vederlo sparire all&#8217;orizzonte per un soffio mi d\u00e0 un senso di vertigine.<\/p>\n<p>Ho scelto come sempre il posto lato finestrino, mi piace avere la vista libera, perdermi nei paesaggi. Ho scelto come sempre la carrozza centrale perch\u00e9 mi sono fatta l&#8217;idea che, in caso di incidente, le carrozze centrali sarebbero le pi\u00f9 sicure.<\/p>\n<p>Ho con me un libro, come sempre.<\/p>\n<p>I posti attorno al mio sono ancora liberi e la cosa non mi stupisce affatto visto l&#8217;anticipo.<\/p>\n<p>Il finestrino mi regala sequenze che si ripetono sempre uguali, di gente che corre trascinandosi dietro pesanti bagagli, donne con bambini in braccio che raggiungono trafelate l&#8217;entrata, qualche sporadico gentiluomo che si offre di alleviare dalla fatica esili braccia femminili e brandelli di sciagurata umanit\u00e0 distesi sulle panchine o in cerca di elemosina.<\/p>\n<p>Apro il libro ed entro nella vita di Addie e Louis, due settantenni che decidono di affrontare le reciproche solitudini facendosi compagnia durante la notte, raccontandosi la loro vita, la quotidianit\u00e0, le paure e le speranze di quel che resta.<\/p>\n<p>Osservo i primi passeggeri passare davanti al mio posto. Mi chiedo quali volti si fisseranno nella mia memoria durante il viaggio, quali storie ascolter\u00f2, in quali vite mi infiler\u00f2 furtivamente per poche ore.<\/p>\n<p>A sedersi, dall&#8217;altro lato del corridoio, \u00e8 un giovane sui venticinque anni. Indossa jeans strappati, una t-shirt grigia, occhiali da sole specchiati. Parla al cellulare con un tono di voce piuttosto alto e con un deciso accento meridionale. Rassicura la persona dall&#8217;altra parte, dicendole &#8211; capisco dalla conversazione che si tratta di una donna \u2013 di non preoccuparsi, che si metter\u00e0 tutto a posto, che la raggiunger\u00e0 a Cuba, che aprir\u00e0 un locale e che sistemer\u00e0 tutto con quelli l\u00ec. E se dovessero creare problemi, sapr\u00e0 lui come risolverli. Una telefonata piuttosto sospetta. Cerco di distogliere l&#8217;attenzione e, soprattutto, di non far intendere che ascoltavo.<\/p>\n<p>Louis accoglie inizialmente con scetticismo e incredulit\u00e0 la proposta di Addie. Si conoscono appena, cosa penser\u00e0 la gente. Ma alla loro et\u00e0 il giudizio della gente non conta. Iniziano cos\u00ec a inanellarsi una dopo l&#8217;altra notti di mani nelle mani, delicati abbracci, confidenze sincere.<\/p>\n<p>Due donne, una sulla settantina e l&#8217;altra pi\u00f9 giovane, forse prossima ai quaranta si avvicinano. La pi\u00f9 anziana ha un passo malfermo, affaticato. La donna pi\u00f9 giovane ha un fisico robusto, capelli color rame e carnagione chiara. La fa accomodare tenendole il braccio, le chiede se vuole dell&#8217;acqua, si premura di sistemarla come si farebbe con una bambola di porcellana sul divano.<\/p>\n<p>Sono sedute di fronte a me. I nostri sguardi si incrociano per pochi istanti, quasi ad annusarsi per farsi un&#8217;idea di chi condivider\u00e0 spazi cos\u00ec ristretti.<\/p>\n<p>Nelle notti di Addie e Louis si riaprono antiche ferite in cerca di assoluzione attraverso parole confessate che squarciano silenzi sepolti. Per Addie la morte violenta e improvvisa della figlia Connie, per Louis l&#8217;ombra del tradimento, di una passione intensa e bruciata troppo in fretta per lasciare feriti.<\/p>\n<p>Si sentono due fischi decisi e pochi istanti dopo il treno inizia la sua corsa.<\/p>\n<p>La donna anziana guarda fuori dal finestrino, oltre il finestrino.<\/p>\n<p>Ti ho mai raccontato di come ci siamo conosciuti?<\/p>\n<p>No, non credo, risponde la sua compagna di viaggio.<\/p>\n<p>Vorrei non ascoltare ma c&#8217;\u00e8 troppa umanit\u00e0 sui treni per leggere un solo racconto.<\/p>\n<p>Ero sola sul treno che mi avrebbe portato a Roma incontro al futuro. Avevo i sogni negli occhi e una sola valigia. Leggevo il copione che avrei recitato. Alberto si sedette di fronte a me e mi rivolse subito la parola. Indossava una vistosa e ridicola camicia scozzese rossa e verde. Fu un lungo e fastidioso interrogatorio e fui sul punto di cambiare posto, ma la sua sfacciataggine da un lato mi irritava dall&#8217;altro mi attraeva. La ragazza di provincia, sempre scostante, educata a non dare confidenza, fin dove avrebbe tollerato? Fino a che punto lo avrei lasciato intromettersi nella mia vita con i suoi \u201cperch\u00e9\u201d, \u201ccome mai\u201d, \u201csecondo me\u201d, \u201cse fossi in te\u201d?<\/p>\n<p>Improvvisamente le loro notti non sono pi\u00f9 segrete. Occhi indiscreti scorgono le misteriose migrazioni notturne. Si vocifera di una relazione, quasi scandalosa, a quella et\u00e0. Qualcuno si espone raccomandando comportamenti pi\u00f9 convenienti, i figli dell&#8217;uno e dell&#8217;altra non nascondono una ostinata disapprovazione.<\/p>\n<p>Il treno si ferma, \u00e8 un regionale, sputa e raccoglie quasi ogni dieci minuti.<\/p>\n<p>\u00c8 ora di pranzo, studenti salgono e scendono in paesini di provincia di cui faticher\u00f2 a ricordare i nomi. Dal finestrino del treno fermo vedo una ragazza sui sedici anni con grandi occhiali da sole e una sigaretta tra le labbra. Ad attirare il mio stupore sono i suoi capelli rossi avvolti in enormi bigodini celesti. Mi chiedo come si possa stare cos\u00ec conciati a fumare una sigaretta sulla banchina di una stazione con tanta indifferenza.<\/p>\n<p>E mentre ancora rimugino su cosa possa averla spinta ad uscire in quel modo, la vedo salire sul mio treno ed accomodarsi accanto a me.<\/p>\n<p>Sono quasi imbarazzata, il finestrino aveva svelato solo un ritaglio di quella meravigliosa opera adolescenziale.<\/p>\n<p>I bigodini celesti solo la vetta di un&#8217;espressione creativa fuori da ogni mia logica. Dall&#8217;alto in basso, bigodini celesti, un parka verde indossato su una lunga vestaglia da casa grigia in pile, sneakers bianche, pigiama bianco e zaino in spalla.<\/p>\n<p>Tutto bene, mi sono detta, gli adolescenti sono cos\u00ec, spontanei, provocatori, indifferenti al &#8220;non si fa, non sta bene&#8221; ma, nel frattempo, il mio cervello inquadrato in logiche opposte ha disegnato infiniti scenari, rocambolesche fughe, porte sbattute in faccia, dolorosi addii&#8230;<\/p>\n<p>E tuttavia la sua tranquillit\u00e0 quasi mi rasserena. Quell&#8217;espressione da &#8220;Che c&#8217;\u00e8? Qualcosa di strano?&#8221;, allenta le tensioni e lascia in me e in chi la osserva solo innocui punti interrogativi di passaggio.<\/p>\n<p>Quell&#8217;audizione non la superai. Ma Alberto entr\u00f2 nella mia vita per non uscirne pi\u00f9. Nacque Luca appena un anno dopo e la cosa suscit\u00f2 non poco scandalo. Non sposati, con lavori di fortuna.<\/p>\n<p>Amelia, \u00e8 l&#8217;ora della pillola, le dice la donna pi\u00f9 giovane.<\/p>\n<p>Solo adesso mi accorgo del suo leggero accento straniero, forse dell&#8217;est Europa. E il fatto che la chiami per nome mi fa subito intendere che si tratta molto probabilmente della sua badante.<\/p>\n<p>La donna prende la pillola, reclina la testa all&#8217;indietro e chiude gli occhi. Per qualche minuto non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla, le voci sembrano essersi tutte spente, inghiottite dalla galleria che stiamo attraversando.<\/p>\n<p>Il ragazzo ha chiuso la sua lunga telefonata, la donna anziana ha interrotto il suo racconto, la ragazza \u00e8 ormai da una buona mezz&#8217;ora con la testa china sul suo cellulare e digita con entrambe le mani con una rapidit\u00e0 impressionante.<\/p>\n<p>L&#8217;intimo rituale notturno viene improvvisamente interrotto dall&#8217;arrivo di Jamie, nipotino di Addie. Gene, suo figlio, ha bisogno di lasciarlo da lei per qualche tempo, per risolvere le sue difficolt\u00e0 economiche e matrimoniali. Quello che inizialmente sembra presentarsi come un ostacolo, diventa presto fonte di nuova e inaspettata ricchezza. I bambini non fanno domande, gli adulti sottovalutano il loro spirito di osservazione e comprensione.<\/p>\n<p>Tutto prosegu\u00ec felicemente &#8211; riprende &#8211; pochi soldi ma tanto amore. Luca cresceva. Alberto continuava a riempirmi di parole, di progetti, di proposte, di domande. Avevamo in mente di tornare da dove eravamo partiti, di rilevare qualche vecchia masseria e di aprire un agriturismo, di vivere nella natura, di dare a Luca una vita sana, di aprire quel recinto cittadino in cui era costretto a vivere e di lasciarlo correre libero, a piedi nudi.<\/p>\n<p>La vita a tre con Jamie si trasforma in uno spasso, il piccolo ritrova il sorriso, gli regalano anche un cane, Bonny. E non nasconde la sua simpatia per Louis.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 Gene non scopre quello che accade e il mondo crolla.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 Alberto non si ammal\u00f2 e il mondo croll\u00f2.<\/p>\n<p>Addie \u00e8 costretta a cedere al ricatto. O Louis o Jamie. Sangue del suo sangue, Addie compie la sua scelta disperata.<\/p>\n<p>Alberto peggior\u00f2 nel giro di pochi mesi, strane vertigini, dolori allo stomaco e la diagnosi che, come una mannaia, spezz\u00f2 sogni, progetti, sorrisi.<\/p>\n<p>Addie cade e si rompe un&#8217;anca, bloccata in un letto, senza pi\u00f9 mani tra le mani, senza abbracci, senza la carezza di parole morbide e leggere. Solo il peso di un&#8217;assenza e il tempo della solitudine.<\/p>\n<p>Alberto si spense in estate. Ero andata a trovarlo come ogni giorno in ospedale. Quella mattina indossavo un vestito giallo. Lui amava i colori vivaci ed io volevo portargli la luce, quella che si stava affievolendo ora dopo ora. Mi guard\u00f2 e mi sorrise. Secondo me il giallo \u00e8 il colore che ti dona di pi\u00f9, disse, non smettere di portarlo.<\/p>\n<p>Si gira verso il finestrino, sollevo per un attimo lo sguardo e mi pare di vederle gli occhi lucidi. La donna accanto a lei non sembra particolarmente colpita dal racconto, forse non \u00e8 la prima volta che lo ascolta, forse ne ha gi\u00e0 sentiti troppi, forse \u00e8 solo il suo mestiere ed \u00e8 pagata per fingere interesse.<\/p>\n<p>Siamo arrivati, le dice. Andiamo.<\/p>\n<p>Vanno via e mi lasciano malinconici brandelli di vita.<\/p>\n<p>La ragazza digita ancora sul cellulare. Di lei sapr\u00f2 solo quello che avr\u00f2 immaginato dal suo aspetto.<\/p>\n<p>Il ragazzo muove la gamba nervosamente, star\u00e0 facendo congetture su come sistemare quelle fastidiose faccende.<\/p>\n<p>Addie e Louis mi resteranno dentro come la promessa consolatoria di speranze senza scadenze.<\/p>\n<p>E intanto penso, se i treni potessero parlare quante storie avrebbero da raccontare, quanti frammenti di esistenza intrappolati in queste fredde lamiere, quante vite frettolose in transito.<\/p>\n<p>Il mio lungo viaggio prosegue, aspetto i prossimi passeggeri, sono tutta orecchi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32429\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32429\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono le 13.25 e sono seduta da circa dieci minuti. 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