{"id":3239,"date":"2010-04-11T18:47:12","date_gmt":"2010-04-11T17:47:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3239"},"modified":"2010-04-11T18:47:12","modified_gmt":"2010-04-11T17:47:12","slug":"priorita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3239","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Priorit\u00e0&#8221; di Marco Subbrizio"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">La sala d\u2019aspetto era bianca, asettica, come ci si aspetta che sia la sala d\u2019attesa di un ospedale. Piastrelle fino a un metro e mezzo di altezza e poi una mano d\u2019intonaco; su un lato, alcune finestre con il telaio di metallo occupavano tutta una parete, e lungo il perimetro della stanza erano disposte anonime sedie con piano e schienale di formica verde chiaro. Erano circa le nove e mezza del mattino, e non c\u2019era molta gente. Una donna era seduta nell\u2019angolo, accanto a una delle finestre semiaperte. Leggeva un libro. Aveva quarant\u2019anni e poco prima aveva eseguito una mammografia bilaterale.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">A partire da quell\u2019et\u00e0, il servizio sanitario regionale offre a tutte le donne un test annuale di controllo al seno per la prevenzione dei tumori femminili. Il programma prevede l\u2019esecuzione della sola mammografia, ma lei era riuscita a prenotare per lo stesso giorno anche un\u2019ecografia mammaria. C\u2019era ancora una donna davanti a lei, e ora l\u2019attesa per questo secondo esame si stava prolungando. Cercava di proseguire nella lettura di qualche pagina del libro, ma non riusciva a concentrarsi. Non aveva dormito bene ed era un po\u2019 irritabile, niente di speciale. Poco prima aveva anche fatto una sgradevole telefonata di lavoro, per sollecitare un pagamento.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Finalmente, dopo una ventina di minuti, nel corridoio l\u2019infermiera scand\u00ec il suo nome, e la fece entrare in uno studio. Il medico era una donna, pi\u00f9 o meno della sua et\u00e0, di aspetto curato e impersonale, che si distingueva in particolare per una gran massa di capelli fulvi. Scambiarono qualche parola e la dottoressa trascrisse su una scheda i dati anagrafici della paziente. La donna si svest\u00ec e si sdrai\u00f2 sul lettino. La dottoressa si sedette accanto a lei, spalm\u00f2 il gel sulla sonda e inizi\u00f2 l\u2019ecotomografia al seno. La donna, sdraiata, poteva sbirciare lo schermo del computer. Un dedalo caotico di linee, sembrava impossibile che qualcuno potesse raccapezzarcisi per cavarne qualcosa. Spost\u00f2 lo sguardo nella stanza, abbandonandosi al massaggio leggero della sonda sul seno destro. Lo studio medico era piccolo e piuttosto buio, perch\u00e9 l\u2019unica finestra aveva le persiane chiuse. La luce era assicurata da un paio di lampade, una accanto al macchinario che serviva per effettuare l\u2019esame, l\u2019altra sulla scrivania. Pens\u00f2 che quel sistema, finestre oscurate in pieno giorno, servisse a distinguere meglio quella confusione di ombre mobili sul monitor. Sulla parete di fondo c\u2019era un lavandino e forse un armadietto. Gir\u00f2 la testa. Accanto alla porta che dava sul corridoio vide l\u2019attaccapanni sul quale aveva appeso la maglietta e il reggiseno, un tavolino pieno di fogli disposti con ordine, un grande cesto per la spazzatura. Il soffitto era a pannelli metallici traforati, con un tubo al neon \u2013 spento \u2013 che correva pi\u00f9 o meno lungo il perimetro. Le pareti erano nude, forse grigio pallido, anzich\u00e9 bianche. Mentre guardava tutto questo l\u2019infermiera era rientrata e aveva posato un foglio sulla scrivania, e senza dire nulla era uscita di nuovo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Sulla scrivania c\u2019era anche una borsetta, anzi una borsa piuttosto grande, e a quel punto, dall\u2019interno della borsa, risuon\u00f2 lo squillo di un telefono cellulare. La dottoressa sospese la visita, si alz\u00f2 e and\u00f2 a pescare il cellulare per rispondere. \u201cPronto. Ciao Rosanna!\u201d disse con convinzione. La donna sul lettino non poteva fare a meno di ascoltare la conversazione, che peraltro non sembrava riguardare argomenti troppo intimi. La dottoressa stava confermando qualcosa, forse una semplice cena tra amici, che sarebbe andata bene per quella sera. \u201cPer quattro\u201d, disse, \u201cquattro o cinque. Alla fine non so se \u2026\u201d. La donna sul lettino aveva leggermente freddo e si copr\u00ec il seno con le braccia. Sent\u00ec l\u2019umido appiccicoso del gel sull\u2019avambraccio. \u201cNon ne ho idea\u201d, diceva ora la dottoressa. La conversazione prosegu\u00ec ancora per qualche minuto. La donna sempre distesa ricominci\u00f2 a guardarsi intorno nella stanza, con una leggera irritazione crescente. \u201cDiciamo otto, otto e mezza\u201d, concluse la dottoressa. \u201cVa bene? A presto. Ciao, ciao\u201d. Chiuse lo sportellino del cellulare e lo gett\u00f2 alla rinfusa nella borsa. Girandosi disse \u201cScusi\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Forse sarebbe stato meglio non dire niente, perch\u00e9 la sua paziente non si trattenne e disse: \u201cLo trovo scorretto, comunque\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cPrego?\u201d<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cMi sembra scorretto da parte sua interrompere una visita per questo motivo\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cLe ho fatto perdere appena cinque minuti\u201d, disse piccata la dottoressa, \u201cnon mi sembra il caso di irritarsi\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cNon \u00e8 questione di tempo, \u00e8 che trovo scorretto far attendere un paziente seminudo per occuparsi di questioni personali\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cLe ho gi\u00e0 chiesto scusa\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">La cosa fin\u00ec l\u00ec, ma la dottoressa era visibilmente irritata. La donna era pi\u00f9 dispiaciuta che pentita o alterata. Pens\u00f2 che comunque aveva avuto ragione, un medico non dovrebbe interrompere una visita per una conversazione personale; pensa che avrebbe dovuto dire \u201cti richiamo pi\u00f9 tardi\u201d, e telefonare se mai tra un paziente e l\u2019altro, o per lo meno <em>prima<\/em> di iniziare una visita.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">La visita riprese con un po\u2019 di tensione, ma l\u2019imbarazzo era destinato ad aumentare per un altro motivo. L\u2019esame alla mammella destra era completato, e proseguiva ora con la mammella sinistra. Alla donna sul lettino la pressione della sonda pareva appena pi\u00f9 brutale, ma probabilmente era solo una sensazione indotta dal clima che si era creato. La dottoressa sembrava invece aver dimenticato la spiacevole conversazione, ed essere pi\u00f9 che altro concentrata su quello che stava osservando.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">La paziente ebbe una conferma di questo cambio di atteggiamento quando l\u2019infermiera entr\u00f2 dicendo qualcosa, e la dottoressa rispose senza distogliere gli occhi dal monitor. \u201cDopo. Adesso ho un problema\u201d, disse. La frase poteva anche riferirsi allo sgradevole scambio di battute di poco prima, ma in realt\u00e0 pareva proprio che stesse accadendo qualcos\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">L\u2019infermiera usc\u00ec. \u201cQualcosa non va?\u201d, domanda la donna dal lettino.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cLei ha un tumore\u201d, sibil\u00f2 bruscamente il medico. Poi pi\u00f9 gentilmente: \u201cC\u2019\u00e8 un nodulo sospetto; fortemente sospetto, direi\u201d. Aggiunse: \u201cMi dispiace\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">La donna sul lettino sent\u00ec crescere il batticuore. Sembrava incerta se sollevarsi, come per dire qualcosa che per\u00f2 non veniva fuori, o rimanere sdraiata in attesa, chiss\u00e0, di una smentita che poteva ancora arrivare. Le balen\u00f2 persino che potesse trattarsi di uno stupido scherzetto, una piccola vendetta per il rimprovero di poco prima. Del resto, come si pu\u00f2 esser certi di qualcosa in quel groviglio di linee? Dev\u2019essere facile sbagliarsi.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u201cAspetti ancora un attimo\u201d, diceva intanto la dottoressa. \u201cMi faccia vedere bene\u201d. La sonda piezoelettrica ondeggiava sul seno sinistro nello spazio di qualche millimetro. Il silenzio non finiva mai. Cliccando un paio di volte un tasto la dottoressa isol\u00f2 qualcosa tra le linee del monitor. \u201cVede qui? Riesce a vedere?\u201d. Orient\u00f2 il monitor verso il lettino. \u201c\u00c8 questa macchia pi\u00f9 scura abbastanza grande. Dovrebbe essere una microcalcificazione. Con ogni probabilit\u00e0 lo \u00e8. Potrebbe essere una neoplasia maligna\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">La donna sul lettino sembra sbiancare, forse ha un calo di pressione, suda ed \u00e8 sul punto di svenire. La dottoressa le tasta il polso. \u201cNon si agiti\u201d, dice. \u201cSe vuole le do un calmante\u201d. Senza aspettare una risposta si alza e da una vetrinetta nascosta nel buio prende una scatola di compresse. La apre e ne sguscia una dal <em>blister<\/em>. Poi sciacqua un bicchiere e lo riempie d\u2019acqua. Porge il tutto alla donna che si \u00e8 messa a sedere sul lettino. \u201cGrazie\u201d sussurra lei. Mentre butta gi\u00f9 la pastiglia con una mano e beve con l\u2019altra, solleva le braccia e la dottoressa le osserva il seno. \u00c8 grande e florido. Leggermente appesantito e cadente, come il suo, ma gli uomini lo trovano ancora pieno e bello.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Quando la donna ha finito con quell\u2019operazione, la dottoressa le prende il bicchiere dalle mani e lo posa dietro di s\u00e9 sulla scrivania, poi si siede sullo sgabello accanto alla macchina. La donna seduta \u00e8 sbigottita e remissiva, muta. Forse dovrei prenderle una mano, pensa la dottoressa; rimane un attimo incerta. Ogni tanto capitano queste cose, pensa. \u201cLe prescriveranno qualche esame\u201d, dice senza fretta. \u201cPrima di tutto far\u00e0 una biopsia. Non \u00e8 del tutto certo che sia una massa tumorale maligna, ma devo avvertirla che le probabilit\u00e0 ci sono\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">Non c\u2019\u00e8 altro da dire. Si alza, e strappa un lungo lembo di carta da un grosso rotolo di carta asciugamani. Lo mette in mano alla donna. \u201cSi asciughi, e si rivesta pure\u201d, dice. Va a sedersi alla scrivania e scrive il referto medico, dando le spalle alla donna. Lei si asciuga, meccanicamente, si alza e va a rimettersi il reggiseno e la maglietta, osserva la stanza nella penombra e le spalle della dottoressa, il bianco del camice, ma senza vedere niente, risentita, come tradita da qualcosa. Recupera la borsetta che aveva posato in terra accanto all\u2019attaccapanni. Dopo alcuni minuti la dottoressa si alza. Ha messo il referto in una grande busta gialla, insieme all\u2019ecografia. Consegna tutto alla donna. Sulla porta, ancora socchiusa, con la mano sulla maniglia, dice: \u201cLe faccio i miei auguri\u201d e le porge la mano. L\u2019altra donna gliela stringe. Dice solo: \u201cGrazie\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"Times New Roman;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3239\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3239\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sala d\u2019aspetto era bianca, asettica, come ci si aspetta che sia la sala d\u2019attesa di un ospedale. 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