{"id":32367,"date":"2017-05-29T17:43:14","date_gmt":"2017-05-29T16:43:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32367"},"modified":"2017-06-06T09:27:57","modified_gmt":"2017-06-06T08:27:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-un-castello-di-carte-di-maria-pia-pieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32367","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Un castello di carte&#8221; di Maria Pia Pieri"},"content":{"rendered":"<p>La villa era proprio come se la ricordava, grande, squadrata e solida, con due piani pieni di finestre e di persiane verdi. Sopra, l\u2019altana dove la madre stendeva il bucato quando pioveva, dove si potevano trovare vecchie mele, piccole e aggrinzite, un po\u2019 d\u2019uva fragolina quasi secca e le noci ancora nere del loro mallo. Aveva scritto che la restaurassero per\u00f2 senza togliere e aggiungere niente e il risultato lo appagava almeno in parte.. Costruita in alto rispetto al paese, da l\u00ec si potevano vedere colline,\u00a0 montagne, altri paesi e,\u00a0 soprattutto, l\u2019altra villa, quella gi\u00f9 in basso.<\/p>\n<p>Erano passati tanti anni, troppi, sempre con il desiderio del ritorno nei luoghi\u00a0 dove era nato e nella villa che gli stava davanti, dove da bimbetto, quando non c\u2019erano i padroni, poteva andare a curiosare e giocare sotto gli occhi della madre che ne era la custode e la serva. Certe volte giocava a fare\u00a0 il padrone. Allora chiamava i cani, due alani, pi\u00f9 alti di lui, e cominciava a passeggiare tutto dritto. \u201cImpalato\u201d, gli diceva la madre, \u201ccosa fai? Vieni piuttosto ad aiutarmi.\u201d<\/p>\n<p>Era nato nella casa del contadino, con la cantina e la stalla a piano terra, la scala di pietra all\u2019esterno e quella interna piccola, di legno, per salire su dalla cucina alle due camere. Si ricordava ancora il freddo, il tetto a tegole che lasciava passare luce e umido e vento. Una casa che pensava di riparare e rendere comoda quando da giovane immaginava di andarci a vivere con colei che amava, e che invece era andata in rovina ed era stata abbattuta.<\/p>\n<p>Aveva fatto fortuna e ora era tornato, solo. Il padre era morto pochi anni dopo la sua partenza per il nuovo mondo; la madre molto pi\u00f9 tardi;\u00a0 anche la\u00a0 moglie,\u00a0 nata da genitori italiani emigrati in America, bellina, brava, americanizzata, era morta da qualche anno. I due figli erano sistemati bene, uno proseguiva la sua attivit\u00e0 imprenditoriale &#8211; gli faceva sempre venire voglia di ridere quando sentiva questa espressione, ma cos\u00ec era e per il meglio visti i profitti &#8211;\u00a0 l\u2019altro aveva\u00a0 studiato: college, universit\u00e0, scuola di legge e ora era avvocato. Entrambi\u00a0 con poco interesse per i luoghi d\u2019origine e i ricordi del padre, tanto meno per il rancore che si portava dentro. Forse se avesse avuto una figlia, come aveva tanto desiderato, avrebbe potuto prendere altre decisioni e rimanere l\u00e0 dove aveva fatto fortuna, ma cos\u00ec non era andata.<\/p>\n<p>Entr\u00f2 perch\u00e9 lo doveva fare, non poteva restare all\u2019esterno e poi voleva salire su all\u2019altana e vedere bene la\u00a0 villa in basso, quella degli altri padroni,\u00a0 quella dapprima tanto amica, poi diventata oggetto d\u2019odio.<\/p>\n<p>Anche qui c\u2019era una casa di contadini dove era nata e cresciuta Isolina,\u00a0 pure lei figlia unica, un caso insolito per quei tempi ma adatto a far nascere amicizie e amori. E cos\u00ec era stato tra loro due per un tempo beato. Poi lui era dovuto partire soldato di leva. Allora, come si usava, fu deciso di aspettare il suo ritorno per il fidanzamento ufficiale e il matrimonio. Ma qualcosa era accaduto: il figlio dei padroni se ne era innamorato, ne aveva approfittato e l\u2019aveva sposata. Lui non l\u2019aveva pi\u00f9 vista. Appena tornato dal servizio militare si era imbarcato per l\u2019America. Solo pi\u00f9 tardi, da una lettera della madre, aveva saputo che Isolina aveva partorito una figlia morta e che subito dopo anche lei era morta. Isolina solare e dolce.<\/p>\n<p>La madre\u00a0 era rimasta ad attendere il suo ritorno, ma lui non era tornato.\u00a0 Avrebbe voluto che fosse lei a venire nel nuovo mondo, ma non aveva mai insistito di fronte ai suoi rifiuti<strong>. <\/strong>Anche la madre era parte di un passato che avrebbe voluto dimenticare e che invece gli faceva ancora tanto male dentro.<\/p>\n<p>Vide la villa, piccola in confronto a quella che ora era sua, comprata con tanti soldi, troppi per i suoi figli non abbastanza per il suo rancore. Niente sembrava mutato, sent\u00ec dei rumori, parole, persone. Pens\u00f2 che il padroncino si fosse risposato e avesse avuto altri figli e nipoti che vivevano l\u00ec.<\/p>\n<p>\u201cVendetta, tremenda vendetta\u201d, le parole del Rigoletto gli risuonavano dentro e talvolta, quasi inconsciamente, gli affioravano sulle labbra. Da allora lo avevano\u00a0 accompagnato per buona parte della vita, da aiutante e poi panettiere in una bakery\u00a0 a Chicago, fino alla decisione di lasciare la grande citt\u00e0 e sistemarsi in un luogo pi\u00f9 piccolo, pi\u00f9 simile al suo di partenza, in California, ma non a San Francisco, di cui tutti parlavano, bens\u00ec a Sacramento, nell\u2019interno, nelle vallate lontano dal mare. L\u00e0, fare il pane all\u2019Italiana si era dimostrata una scelta di successo a cui\u00a0 in seguito aveva aggiunto la produzione del vino. \u00a0Dall\u2019orto, avuto in eredit\u00e0 da un vecchio immigrato, era passato alla maggiore azienda vinicola della zona con distribuzione commerciale negli stati dell\u2019Unione fino in Europa.\u00a0 Aveva dato lavoro a tanti connazionali e non, operai e dirigenti, gente che andava e veniva dall\u2019America all\u2019Italia per lui e che faceva prosperare i suoi affari. \u00a0Ma lui non aveva mai partecipato a questi viaggi, fino a quando, morti i vecchi padroni e con i parenti che non avevano soldi per tenerla in vita, aveva potuto comprare la villa grande. \u00a0Allora aveva lasciato nelle mani dei figli tutto ci\u00f2 che in quaranta anni aveva costruito ed era tornato, spinto non tanto da una voglia di vendetta, anche se le parole del Rigoletto gli risuonavano spesso sulle labbra, quanto dal bisogno di liberarsi del suo dolore.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Sapeva che in paese aspettavano il suo ritorno. I lavori alla casa erano stati seguiti con curiosit\u00e0, ammirazione e probabilmente con pettegolezzi. All\u2019inizio gli era sembrata una iniziativa che potesse restare anonima, quasi nascosta, ma non era stato possibile, e ora il sindaco e anche il pievano volevano incontrarlo e dargli il benvenuto e forse benedirlo. Lui che, partito dal paese, in chiesa non c\u2019era pi\u00f9 stato se non per cerimonie ufficiali, battesimi, matrimoni e funerali. L\u2019indomani sarebbe dovuto andare alla messa e incontrare tutti.<\/p>\n<p>Cos\u00ec fece. La chiesa era piena per la celebrazione delle dieci, pi\u00f9 del solito perch\u00e9 i paesani si aspettavano la sua partecipazione e volevano vederlo. Nella chiesa affollata le prime persone che scorse, seduti nella prima panca, furono il padroncino, anche lui ormai con la testa imbiancata, e una donna con un ragazzo vicino. Una Isolina giovane, viva, sorridente, bella. La vista gli si annebbi\u00f2, pens\u00f2 di essere sul punto di svenire, si fece forza e riusc\u00ec a sedersi sulla\u00a0 panca pi\u00f9 vicina. Poi nascose il volto tra le mani come per pregare, in realt\u00e0 per potersi riprendere. Ricord\u00f2 la lettera della madre: Isolina \u00e8 morta di parto insieme alla sua creatura. Si rese conto che era stata una pietosa bugia che lo aveva accompagnato in tutti quegli anni, in quella specie di isolamento e di distacco dal paese in cui aveva voluto vivere.<\/p>\n<p>Sopraffatto da una moltitudine di ricordi e di emozioni, non si accorse di quello che accadeva all\u2019altare e intorno a lui, finch\u00e9 il prete gli si avvicin\u00f2 per salutarlo ma anche per fargli notare che era rimasto solo nella chiesa ormai vuota. Ringrazi\u00f2 sorridendo stancamente e usc\u00ec sulla piazza del paese dove gruppetti di persone stavano ad aspettarlo, sorridenti e quasi euforici per il suo ritorno. Lui sentiva solo il bisogno di allontanarsi, di rinchiudersi in casa e dare sfogo al pianto. Ma il padroncino si avvicin\u00f2, l\u2019abbracci\u00f2 chiamandolo vecchio amico, gli present\u00f2 la figlia\u2026 Ho tanto sentito parlare di lei, che piacere conoscerla, venga a trovarci<strong>.<\/strong> Pi\u00f9 tardi, ripensandoci, si rese conto di non sapere cosa avesse risposto. Appena gli fu possibile si allontan\u00f2 e arrivato a casa si accovacci\u00f2 in un angolo scuro dell\u2019ingresso come un animale ferito, incapace perfino di respirare.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 cos\u00ec parecchie ore, cominci\u00f2 a riprendersi quando tutto l\u2019ingresso divenne buio e fu finalmente in grado di ripensare a quello che aveva scoperto. Isolina era morta ma la figlia era sopravvissuta ed era cresciuta diventando simile alla madre nel fisico e forse anche nello spirito. L\u2019ultimo dono per il suo rivale. Per la prima volta sent\u00ec che tutto quello per cui aveva vissuto e lavorato, sempre con quel rancore dentro, era stato invano. Altro che vendetta, erano amore e calore quello di cui avrebbe avuto bisogno. Pens\u00f2 anche che i figli avevano avuto ragione quando gli avevano detto che il ritorno e l\u2019acquisto della villa sarebbero state uno spreco di energie. Che sarebbe andato incontro a delusioni.<\/p>\n<p>\u201cUn castello di carte non regge\u201d, cos\u00ec gli diceva la madre quando da piccolo si divertiva, come tanti suoi coetanei, a costruire un castello con le carte da gioco. Andava tutto bene, sembrava che la costruzione tenesse, lui era bravo con le sue piccole mani leggere, ma sul pi\u00f9 bello, quando doveva sistemare l\u2019ultima carta, le carte cadevano sul tavolo in un mucchietto senza costrutto. Era sempre cos\u00ec.<\/p>\n<p>In quel momento sent\u00ec di odiare la villa. Non era pi\u00f9 il rifugio che aveva voluto e idealizzato ma un peso opprimente che lo schiacciava, qualcosa da cui liberarsi. Sal\u00ec su fino all\u2019altana, si affacci\u00f2 alla balaustra e guard\u00f2 in basso. Nel prato erano sbocciati i primi fiori.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32367\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32367\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La villa era proprio come se la ricordava, grande, squadrata e solida, con due piani pieni di finestre e di persiane verdi. Sopra, l\u2019altana dove la madre stendeva il bucato quando pioveva, dove si potevano trovare vecchie mele, piccole e aggrinzite, un po\u2019 d\u2019uva fragolina quasi secca e le noci ancora nere del loro mallo. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32367\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32367\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":3410,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-32367","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32367"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3410"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32367"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32367\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33011,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32367\/revisions\/33011"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32367"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32367"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32367"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}