{"id":32352,"date":"2017-05-31T17:49:28","date_gmt":"2017-05-31T16:49:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32352"},"modified":"2017-05-31T17:49:28","modified_gmt":"2017-05-31T16:49:28","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-il-mondo-visto-da-sotto-di-marco-de-angelis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32352","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Il mondo visto da sotto&#8221; di Marco De Angelis"},"content":{"rendered":"<p>Accadeva spesso a Paolo di trovarsi sotto il tavolo, non sentiva il freddo del pavimento perch\u00e9 poteva starci in piedi, bastava che chinasse un po\u2019 la testa e di colpo era sotto. Pochi ci stavano come lui, per questo lo considerava il suo posto, tutto intorno invece c\u2019erano gli altri, avvolte tutti, altre nessuno, solo una persona c\u2019era sempre, sua nonna; quella era la sua casa.<\/p>\n<p>Appena si entrava nella cucina, di fronte c\u2019era il tavolo, colpiva per la sua lunghezza e il piano di marmo grigio con venature nere, freddo d\u2019inverno e fresco d\u2019estate.<\/p>\n<p>Sulla destra c\u2019era una stufa per cucinare, nera con i bordi argentati, il piano di cottura in ghisa e sotto una serie di sportelli da cui uscivano polli arrosti, capponi lessi, o cotolette di agnello. Solo la nonna ci cucinava, perch\u00e9 era l\u2019unica che non si scottava mai; si proprio cosi e lo faceva vedere anche a Paolo, ogni tanto poneva la mano sul piano di ghisa e \u2026 non succedeva niente:<\/p>\n<p>\u201c Guarda non m\u2019ha fatto niente vedi ?\u201d diceva.<\/p>\n<p>Paolo guardava e non c\u2019erano scottature, per\u00f2 sentiva il calore della piastra.<\/p>\n<p>Sempre a destra del tavolo nell\u2019angolo c\u2019era il camino, enorme, come una bocca spalancata due metri per uno, con un ceppo che bruciava nel mezzo (d\u2019inverno ovviamente) e Paolo entrava anche l\u00ec, come sotto il tavolo, peccato che alla nonna non le andasse gi\u00f9; anzi gli raccontava storie di pentole d\u2019acqua calda che si rovesciavano e scottature, ma non erano le storie che lo facevano star lontano, quanto gli scappellotti.<\/p>\n<p>Tutti i giorni alle sei del pomeriggio la nonna si sedeva di fronte al fuoco e recitava il rosario, solo che lui ripeteva pochi versi, infatti, appena la nonna diceva:<\/p>\n<p>\u201cMater intemerata\u201d<\/p>\n<p>Paolo diceva: \u201c<em>Ora pro nobis<\/em>\u201d,<\/p>\n<p>\u201cMater amabilis\u201d<\/p>\n<p>\u201c<em>Ora pro nobis<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Oppure la nonna continuava:<\/p>\n<p>\u201c Agnus Dei, qui Peccata Mundi\u201d,<\/p>\n<p>Paolo rispondeva:<em>\u201cmisere nobis\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Gli piaceva dire il rosario con lei, solo che non sapeva il significato; anzi come neo chierichetto il rosario lo aveva recitato in chiesa, sotto la statua della Madonna, ma si annoiava, invece con la nonna era diverso, in una lingua sconosciuta, con il fuoco di fronte e nessun santo a cui raccomandarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La domenica tutta la famiglia si riuniva l\u00ec attorno al tavolo a mangiare, solo che Paolo, in questi momenti, preferiva starci sotto ma gli altri non volevano, per questo la zia diceva:<\/p>\n<p>\u201cMa dov\u2019\u00e8 Paolo ?\u201d; e la mamma rispondeva:<\/p>\n<p>\u201cNon lo so mo\u2019 lo cerco\u201d:<\/p>\n<p>Giravano per casa chiamandolo, Paolo sapeva che sapevano, anzi dir\u00f2 di pi\u00f9 Paolo sapeva che sapevano che Paolo sapeva, morale s\u2019infastidiva e per questo non usciva. Solo una volta il trucco aveva funzionato ed era stata la nonna a farlo, infatti, appena sent\u00ec che lo chiamava, usc\u00ec e and\u00f2 da lei, e vedendola in volto, cap\u00ec, ma non si meravigli\u00f2, in realt\u00e0 la nonna sapeva tutto.<\/p>\n<p>Infatti, aveva per tutti qualcosa da dire, una raccomandazione, un consiglio, alcune volte anche un richiamo, ma per Paolo e suo fratello sempre una storia da raccontare, anche se non usciva mai, ma proprio mai; infatti, aveva le gambe tanto gonfie che faticava a muoversi e non la ricordava fuori di casa, ma che dico, fuori dalla cucina. C\u2019era un parente che, quando litigava con la moglie, veniva dalla nonna per un consiglio, ma Paolo ne aveva paura e appena lo sentiva salire le scale e la nonna dire:<\/p>\n<p>\u201cDume\u2019 sc\u00ec tu ?\u201d.<\/p>\n<p>Zac!\u00a0 si fiondava sotto il tavolo e non usciva fino a che non fosse andato via, anzi una volta si fece pure la pip\u00ec addosso.<\/p>\n<p>Comunque come detto, le domeniche Paolo non usciva, per questo dai trucchetti si passava alle maniere forti, il primo a mettere il braccio sotto il tavolo era lo zio Tarc\u00ec ( Tarcisio di nome, sembra strano ma una consuetudine delle zone ove abitava Paolo erano i nomi bisillabi , o meglio un nome poteva avere anche pi\u00f9 di due sillabe , ma solo due se ne pronunciavano), mentre con l\u2019altra si appoggiava al piano, e ogni volta Paolo si incuriosiva per la mano, perch\u00e9 lo zio aveva perso il pollice da giovane, Paolo vedeva le altre dite allungarsi e dove c\u2019era il pollice\u2026 niente, ma lo zio gli diceva che ogni tanto gli prudeva l\u2019unghia , si proprio cosi l\u2019unghia, quindi Paolo pensava che il dito ci fosse se c\u2019era un unghia da grattare , solamente che era nascosto e per questo cercava di scorgerlo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per prendere Paolo per\u00f2 lo zio non bastava, il tavolo era troppo grande e ci si muoveva con troppa facilit\u00e0, per questo a dargli manforte c\u2019era suo fratello Nicola, aveva solo quattro anni in pi\u00f9 ma c\u2019entrava bene sotto il tavolo, anzi una volta tutta questa commedia la facevano insieme, ma ora non pi\u00f9, l\u2019aveva chiesto alla nonna perch\u00e9 e lei gli disse che stava diventando grande, ma non di statura.<\/p>\n<p>Lo schema per farlo uscire era sempre lo stesso, lo zio tirava Nicola, lui stringeva Paolo che a sua volta resisteva afferrando delle doghe sotto il piano, nel frattempo la nonna diceva:<\/p>\n<p>\u201cEh su\u2019, smettetela, pure tu Tarc\u00ec lascilu st\u00e0, vedrai che esce\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando a Paolo la presa veniva meno, c\u2019era solo una cosa da fare, due calci secchi al fratello affinch\u00e9 lo mollasse e via verso la nonna, l\u2019unica che l\u2019avrebbe difeso, oddio non sempre\u2026ogni tanto pure lei gli dava due ceffoni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>All\u2019una in punto si mangiava e allora tutti intorno al tavolo, ma mica a casaccio, ognuno al suo posto, ed era sempre quello, il padre e lo zio erano a capotavola uno da una parte ed uno dall\u2019altra, da un lato Paolo, suo fratello e sua madre, e dall\u2019altra sua zia con i suoi cugini, solo la nonna non c\u2019era, lei era su un piccolo tavolino alle spalle di tutti.<\/p>\n<p>Durante il pranzo tutti parlavano, ma alla fine solo due persone continuavano a discutere, suo padre e lo zio; allora Paolo si ficcava di nuovo sotto il tavolo e vedeva le loro gambe muoversi animatamente, alcune volte anche in piedi per rafforzare la loro disquisizione, mentre la mamma e la zia andavano su e gi\u00f9 per la cucina sparecchiando o lavando i piatti; solo la nonna ascoltava, senza intervenire.<\/p>\n<p>Una volta, quando gli animi erano pi\u00f9 caldi del solito, si chin\u00f2 e lo chiam\u00f2 a se, Paolo corse e chiese:<\/p>\n<p>\u201cMa di cosa parlano?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cOh vedi Paolo\u201d, disse la nonna:<\/p>\n<p>\u201cMi ricordo quando pranzavamo intorno a questo tavolo con tuo nonno Nicola da una parte e il fratello Cesare dall\u2019altra e alla radio ci dicevano che \u2018le navi italiane condotte dal Duce hanno affondato navi americane da centomila tonnellate\u2019, solo che succedeva tutti i giorni e tuo nonno diceva che era una cavolata, come era possibile che gli americani avessero tutte st\u00e8 tonnellate di ferro, ma lo zio Cesare rispondeva che non capiva niente, e che la marina militare italiana, condotta dal Duce, era la prima al mondo, e ne parlavano tutti i giorni calcolando le tonnellate affondate, mentre io e zia Iole ( moglie di zio Cesare ) chiudevamo le finestre di casa; sai era meglio che non ci sentisse nessuno allora; oppure quando volevano acquistare una bicicletta , allora era una bella spesa, prima ne volevano una, poi due , una per ognuno, dopo tre, una anche per noi donne di casa, e pi\u00f9 parlavano e pi\u00f9 il numero aumentava; alla fine sai quante ne acquistammo? mezza, in comprorpit\u00e0 con i Merl\u00ec, la famiglia che abitava sotto di noi\u201d.<\/p>\n<p>La nonna si pass\u00f2 il fazzoletto sulla fronte e continu\u00f2:<\/p>\n<p>\u201cVedi Paolo, non importa di cosa si parla, quando ti siedi a questo tavolo, pensa a stare di fianco a tuo fratello\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32352\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32352\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Accadeva spesso a Paolo di trovarsi sotto il tavolo, non sentiva il freddo del pavimento perch\u00e9 poteva starci in piedi, bastava che chinasse un po\u2019 la testa e di colpo era sotto. 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