{"id":3234,"date":"2010-04-11T18:32:06","date_gmt":"2010-04-11T17:32:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3234"},"modified":"2010-04-11T18:32:06","modified_gmt":"2010-04-11T17:32:06","slug":"zelda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3234","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Zelda&#8221; di Rosanna Figna"},"content":{"rendered":"<p class=\"c1\" style=\"333.0pt;\"><strong><\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"333.0pt;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Il rumore dei cucchiaini e della tazzine mosse in continuazione, si univa al cicaleccio degli avventori, in quella mattina di primavera, nel Bar Magenta. Era un locale con pretese d\u2019eleganza, ma non propriamente di lusso, a frequentazione soprattutto diurna, nelle ore classiche del caff\u00e8 e dell\u2019aperitivo. Una bella ragazza bionda, con riccioli piatti e tailleur Chanel chiaro era seduta al bancone, con una coppa di<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>Martini fra le mani. L\u2019aria era da persona rispettabile, ma quel giorno aveva bevuto come una spugna. La testa era appoggiata alla mano destra e si capiva che aveva un equilibrio instabile; la gente l\u2019osservava con aria di rimprovero. In quel locale si parlava, come sempre, di calcio, di stagione, di nuovi modelli <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>di auto o di vestiti. Quando lei chiese un altro drink, il barista glielo neg\u00f2 e la invit\u00f2 cortesemente a prendere un po\u2019 d\u2019aria fresca, magari sulle panchine, nei giardinetti di fronte. Lei, lentamente e ciondolando, si alz\u00f2, ed il suo attraversamento di strada fu un miracolo: si sistem\u00f2 su una panchina, puntando gli occhi al cielo, di un azzurro limpido, attraverso il verde chiaro delle foglie nuove. L\u2019alcol le faceva molto effetto perch\u00e9 prendeva regolarmente degli psicofarmaci . Era successo esattamente un anno prima <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>da quel momento, il rimorso non le dava pace<span style=\"underline;\"> per quanto a lungo avesse potuto vivere, non avrebbe mai potuto dimenticare di aver ucciso qualcuno. <\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Sorella, mi sa che siamo sulla stessa barca \u2013 sent\u00ec dire di fianco a lei. Un <em>clochard<\/em>, nemmeno tanto vecchio, con un cappotto che doveva essere stato di sartoria, la guardava con occhi pungenti; si era seduto di fianco a lei.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 No, dico, l\u2019ho vista camminare ed ho capito lei \u00e8 piena come un uovo, a me quel livello l\u00ec arriva solo verso sera! Si vede che non \u00e8 un\u2019 <em>habitu\u00e9<\/em> del bicchiere. Lo fa per non pensarci, vero? Lo fa per dimenticare, ma mi creda: \u00e8 peggio. Dopo, oltre al suo problema, avr\u00e0 anche la sbronza da smaltire<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 E lei cosa ne sa? \u2013 chiese Zelda con le palpebre che le tremavano un po\u2019.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Ci sono passato, ci sono passato anch\u2019io\u2026 e non ne sono uscito. Ora il bere \u00e8 un bel vizio che mi tiene compagnia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Sempre meglio avere un mal di testa da farti passare<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>che un\u2019angoscia fissa che ti accompagna<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>e non ti lascia mai, un\u2019ossessione che compare anche quando dormi\u2026 perfino nei sogni vedo Marco che mi chiede perch\u00e9 l\u2019ho fatto.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Chi \u00e8 Marco?<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Quello che ho accoppato.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Urca! Qui la storia si fa tosta!\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Ecco, ormai gliel\u2019ho detto. Tanto vale che le racconti la storia \u2013 disse con tono strascicato\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Sicuro! Tanto, anche se vado a spifferare qualcosa, a me non crede nessuno. Vai, sorella, inizia! E mi raccomando, con dovizia di particolari, che di tempo ce n\u2019\u00e8.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Il mio nome \u00e8 Zelda. Non mi chiami sorella, che non siamo nemmeno parenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">La voce di lei si fece pi\u00f9 ferma, i suoi occhi, per\u00f2, erano fissi verso il cielo.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Una notte, esattamente un anno fa, mi svegliai di soprassalto nel mio appartamento acquistato da poco. Il gatto sul mio letto aveva inarcato la schiena ed aveva il pelo irto. Sentii dei rumori, qualcosa di ovattato ma inequivocabile: c\u2019era qualcuno in casa. Il terrore mi accelerava i battiti e mi creava una corrente lungo la schiena. Avrei voluto nascondermi sotto il letto o nell\u2019armadio. Invece, istintivamente, mi alzai. Col cuore in gola, quasi senza pensarci, presi il tagliacarte antico sul mio scrittoio, e\u2026<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Beh, roba antica,\u00e8 cosa efficace. Mica la plasticaccia od i taglierini moderni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">Lei lo guard\u00f2 con aria di rimprovero, come se non desiderasse essere interrotta.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Al buio mi diressi in cucina. Vidi un\u2019ombra che stava per aprire il frigorifero, alzai il braccio e feci per affondare la lama su di lui. Mi blocc\u00f2 e mi tenne ferma. Prima del suo volto, riconobbi il suo profumo e la sua voce. Era Marco, il mio ex fidanzato: mi aveva lasciato sei mesi prima. Accesa la luce, i suoi occhi mandavano lampi di ironico divertimento. \u00abZelda, sei uno splendore! Non immaginavo ti fossi trasferita in questi quartieri niente male\u2026 Ti sei sistemata molto bene!\u00bb. Io ero paralizzata. Una somma di sentimenti ed emozioni si susseguivano dentro di me in maniera cos\u00ec forte da immobilizzarmi. Adesso, nel carnet delle sue bravate c\u2019era quella di fare il \u201ctopo d\u2019appartamento\u201d. Erano cose che il giorno dopo raccontava agli amici, divertendosi un mondo. Aveva 30 anni, e viveva ancora cos\u00ec; era annoiato, e cercava continue sfide. Per lui c\u2019erano solo emozioni controllate, come in un videogame. Mi ricordai che una volta mi disse: \u00ab\u00c8 bello rubare per vocazione e non per necessit\u00e0\u00bb. Non gli bastava avermi fatto soffrire quando stavamo insieme e dopo che mi lasci\u00f2\u2026 Sa, gli uomini, all\u2019inizio sono tutti fantastici: mazzi di fiori, cenette\u2026 lui, poi, ricco e bello, mi capisce, aveva tutte le carte<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>necessarie, le carte di cuori. Poi ha iniziato ad umiliarmi, a mancare agli appuntamenti, ad essere di malumore. Forse, io per lui non ero all\u2019altezza, o\u2026 chiss\u00e0, magari faceva sempre cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Bel bastardo!<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Ecco, quella sera ha ricominciato a fare il \u201ccarino\u201d con me. Non per paura che lo denunciassi. \u00abMa come sei bella, anche cos\u00ec in camicia da notte. In effetti, noi due siamo stati molto bene insieme. Non so\u2026 non riesco a capire perch\u00e9 ti ho lasciato\u2026\u00bb. Sa quei discorsi ipocriti? \u00c8 iniziata a montare in me una rabbia sorda, un desiderio di vendetta enorme: l\u2019adrenalina che mi aveva scatenato aumentava la mia ira. Pensavo che, oltre al danno di avermi fatto star male, poteva anche farmi quello di svaligiarmi l\u2019appartamento solo per riderci su dopo tutto il lavoro ed i risparmi impiegati per arredarlo. Andai in bagno per guardarmi allo specchio: volevo vedere se tutto quell\u2019odio traspariva dalla mia faccia, volevo una pausa<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>per pensare. Vidi quelle gocce di sonnifero che la mia amica si era dimenticata l\u00ec. Come nel perfido Jago, sorse in me un piano di nera vendetta. Gli erano sempre piaciuti i miei cocktails. Gliene preparai uno con molta angostura per nascondere il sapore del sonnifero: venti gocce, una dose poderosa. Fui carina, gli dissi che lo avevo perdonato, che grazie alla nostra storia avevo capito molte cose, e per festeggiare lo scampato pericolo d\u2019un vero ladro, gli proponevo un brindisi. Bevvi anch\u2019io insieme a lui. Il mio, per\u00f2, era \u201cnormale\u201d. Gi\u00e0 lo vedevo schiantato con la sua Porsche o la sua Jaguar, che sembravano quelle di Diabolik, contro un guardrail o un muro. Abitava fuori citt\u00e0, ed aveva la mania di andare ai 200. Sonnifero, alcool, velocit\u00e0: una miscela quasi sicuramente mortale. In effetti, fu cos\u00ec. Quella notte dormii benissimo. Fu l\u2019ultima. Lessi la notizia la mattina sui giornali: pioveva a dirotto, l\u2019alta velocit\u00e0, la strada scivolosa e la scarsa visibilit\u00e0, avevano provocato lo schianto mortale. Credo che la famiglia non avesse nemmeno chiesto l\u2019autopsia.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Per\u00f2. Bella fortuna, farla franca cos\u00ec. Io mi sono rovinato perch\u00e9 da anni mi accusano d\u2019aver fatto fuori mia moglie. Ci hanno visti litigare al ristorante della nave da crociera sulla quale ci trovavamo, poi lei \u00e8 scomparsa, e mi incolpano da anni di uxoricidio. Dicono che l\u2019ho gettata in mare, ma le prove non ci sono\u2026 ho una frustrazione che mi impedisce di vivere da anni.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">\u2013 Farla franca, lei dice? Ma sa che questo rimorso mi ossessiona da un anno? Qualsiasi cattivo comportamento non vale il prezzo di una vita. Lui avrebbe potuto cambiare, sposarsi, farsi una famiglia. Non avevo il diritto di fare quel gesto, non sono un giustiziere! Ogni oggetto in casa mi ricorda quella notte\u2026 ho commesso qualcosa che non ha rimedio, che fa s\u00ec che io non possa pi\u00f9 riparare: un errore senza scampo. Niente sar\u00e0 mai pi\u00f9 come prima, tutto \u00e8 peggiorato, ed ho fermato una vita umana prova ad immedesimarsi, lei, in tutto questo?Oltretutto devo<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>tenerlo segreto , e nessuno pu\u00f2 darmi un rimedio. Riesce ad immedesimarsi in tutto questo?<span style=\"yes;\">\u00a0\u00a0 <\/span>Il rimorso \u00e8 qualcosa a cui non puoi dare una svolta, non \u00e8 un problema od uno stato d\u2019animo che pu\u00f2 guarire. <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>A volte \u00e8 un peso che sembra quasi ti impedisca di respirare, poi immagini di morte che ti scorrono davanti ,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>\u00e8 un qualcosa che ti mangia l\u2019anima , <span style=\"yes;\">\u00a0<\/span>prosciuga la voglia di vivere \u2026\u2026.<\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small-caps;\"><span style=\"small;\">\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small-caps;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Il gioco del rimorso \u00e8 finito.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small-caps;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Se volete imparare a provare \u201cRabbia\u201d, tornate indietro e cliccate 1.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small-caps;\"><span style=\"small;\"><span style=\"Times New Roman;\">Per \u201cFrustrazione\u201d, invece, cliccare 2.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small-caps;\"><span style=\"small;\">Sono disponibili anche le seguenti emozioni: Tristezza. Orgoglio. Orgoglio ferito. Meraviglia. Paranoia. Lussuria. Umiliazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"p2\" style=\"exactly;\"><span style=\"small;\">GAME OVER<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3234\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3234\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rumore dei cucchiaini e della tazzine mosse in continuazione, si univa al cicaleccio degli avventori, in quella mattina di primavera, nel Bar Magenta. 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