{"id":32325,"date":"2017-05-31T17:34:10","date_gmt":"2017-05-31T16:34:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32325"},"modified":"2017-05-31T17:34:10","modified_gmt":"2017-05-31T16:34:10","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-per-amore-di-greta-rabitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32325","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Per amore&#8221; di Greta Rabitti"},"content":{"rendered":"<p>\u201cRallenta l\u2019andatura, ragazzo, queste povere bestie ne hanno di contrade da percorrere\u201d lo esort\u00f2 Sir Umberto, portandosi al suo fianco.<\/p>\n<p>Anselmo annu\u00ec, tirando un poco le briglie del cavallo.<\/p>\n<p>La sua scarsa esperienza lo tradiva ancora.<\/p>\n<p>Esattamente come al campo d\u2019addestramento, quando il sole del pomeriggio fiaccava le membra e lui non aveva la forza necessaria a sopportare il peso dell\u2019armatura.<\/p>\n<p>\u201cAvere timore della prima battaglia \u00e8 cosa assai comune\u201d gli disse l\u2019anziano cavaliere, con voce bonaria \u201cMa nel momento in cui impugni la spada, niente e nessuno deve occupare i tuoi pensieri. Soltanto il nemico che hai di fronte\u201d.<\/p>\n<p>\u201cQuesto lo so. Me lo avete gi\u00e0 ripetuto pi\u00f9 volte\u201d.<\/p>\n<p>\u201cLa ripetizione stimola la memoria\u201d.<\/p>\n<p>Anselmo sorrise.<\/p>\n<p>Sir Umberto gli aveva gi\u00e0 ripetuto anche quello.<\/p>\n<p>Sir Umberto che lo proteggeva come un padre.<\/p>\n<p>Un uomo dal cuore nobile e dalla straordinaria saggezza, i cui preziosi consigli erano rinomati in tutto il regno.<\/p>\n<p>Almeno quanto i titoli che aveva conseguito in battaglia.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 alla buona Clotilde, costretta a vederlo ancora partire.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 a lei e pens\u00f2 a quei due bambini, che attendevano il suo ritorno.<\/p>\n<p>Si chiese se Sir Umberto, cos\u00ec solido e ligio al dovere, sentisse mai nostalgia di loro.<\/p>\n<p>Per\u00f2 non ebbe il coraggio di domandarglielo.<\/p>\n<p>Un cielo plumbeo si stagliava all\u2019orizzonte, preannunciando il baldanzoso avvicinarsi di una tempesta.<\/p>\n<p>E una fitta cortina di nebbia circondava il sentiero, al punto che non era possibile intravederne la fine.<\/p>\n<p>Le desolate terre del nord si facevano sempre pi\u00f9 vicine.<\/p>\n<p>Un crudele senso di vuoto dilag\u00f2 nel petto del giovane cavaliere.<\/p>\n<p>Ma poi si ricord\u00f2 di essere un guerriero.<\/p>\n<p>E un guerriero non poteva permettersi di piangere.<\/p>\n<p>Allora chiuse gli occhi.<\/p>\n<p>Fu soltanto un attimo.<\/p>\n<p>Per\u00f2, dentro di se, la vide.<\/p>\n<p>Rivide una casa, lass\u00f9, sulla collina.<\/p>\n<p>Gli ampi prati della sua fanciullezza.<\/p>\n<p>Le sguardo gentile di una donna alla finestra.<\/p>\n<p>Lo sguardo di sua madre.<\/p>\n<p>E, per un momento, desider\u00f2 tornare da lei.<\/p>\n<p>Rivide un grande scudo appeso alla parete.<\/p>\n<p>Quello che, un giorno lontano, era appartenuto al suo povero padre.<\/p>\n<p>Rivide i sogni di gloria di un bambino.<\/p>\n<p>Il pane che troppo presto veniva a mancare e la minestra calda in inverno, quando il freddo gelava le ossa.<\/p>\n<p>Rivide il timido raggio di luce che filtrava dalla vetrata della cattedrale, assumendo mille sfumature diverse.<\/p>\n<p>E il modo in cui lui soleva incantarsi a guardarlo, sperando in qualcosa di grande.<\/p>\n<p>Rivide le mura austere del castello e lo stendardo che svettava sulla torre, assicurandogli che nulla aveva da temere.<\/p>\n<p>E poi gli zoccoli veloci del suo puledro galopparono fra i ricordi.<\/p>\n<p>Rivide il manto lucente e la scura criniera.<\/p>\n<p>Rivide le corse nella prateria e il sorriso sghembo di un amico.<\/p>\n<p>Le sere stipati, uno a fianco dell\u2019altro, sulle panche della taverna.<\/p>\n<p>L\u2019odore del vino e delle risate.<\/p>\n<p>Rivide un cielo cosparso di stelle, che gli teneva compagnia, quando l\u2019addestramento lo portava lontano.<\/p>\n<p>La mano severa del suo comandante.<\/p>\n<p>Il sudore e le ferite.<\/p>\n<p>Quel bardo corpulento che cantava nella piazza, accarezzando le corde di un vecchio liuto.<\/p>\n<p>Quanto ci si sentisse piccoli, attraversandola nella sua immensit\u00e0.<\/p>\n<p>Le campane che suonavano i rintocchi del mezzogiorno.<\/p>\n<p>I banchi del mercato, straboccanti di novit\u00e0.<\/p>\n<p>La pioggia sferzante sul ponte levatoio.<\/p>\n<p>Navi straniere che giungevano in porto, portando chiss\u00e0 quali tesori lontani.<\/p>\n<p>Sir Umberto con la figlia sulle spalle.<\/p>\n<p>Quella ragazzina dalle guance paffute che gli regalava collane di fiori.<\/p>\n<p>Ricord\u00f2 i bei giorni di festa, quando si faceva la giostra, nelle tenute del palazzo.<\/p>\n<p>Ricord\u00f2 il cuore in trepidazione, ogni volta che si trovava dinnanzi ad un nuovo avversario.<\/p>\n<p>Le canzoni antiche e i trofei.<\/p>\n<p>Una dolce figura, tanto a lungo cercata, in mezzo alla folla.<\/p>\n<p>Anselmo rivide la fulgida chioma bionda.<\/p>\n<p>Il portamento altero.<\/p>\n<p>Occhi bellissimi e sfuggenti.<\/p>\n<p>E poi un\u2019ombra.<\/p>\n<p>L\u2019ombra crudele ed implacabile della guerra, che inarrestabile scendeva, fino a farle scomparire.<\/p>\n<p>Fino a divorarle e a strapparle per sempre dalle sue mani, quelle immagini che non sarebbero tornate.<\/p>\n<p>Fino a che non sarebbero rimasti che terra sterile e sangue.<\/p>\n<p>E tutte le persone che lui, umile cavaliere, nel suo giovane cuore, aveva amato, tutto quello che aveva conosciuto \u2026<\/p>\n<p>La guerra avrebbe distrutto ogni cosa.<\/p>\n<p>Ma forse Anselmo neanche avrebbe avuto il tempo di rendersene conto.<\/p>\n<p>Il nemico avanzava inesorabile.<\/p>\n<p>E forse lo avrebbe ucciso prima di domani.<\/p>\n<p>Per\u00f2 si ricord\u00f2 di essere un guerriero.<\/p>\n<p>E un guerriero non poteva permettersi di piangere.<\/p>\n<p>\u201cTi senti bene, ragazzo?\u201d la voce di Sir Umberto lo fece tornare alla realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec\u201d ment\u00ec \u201cSto davvero bene\u201d.<\/p>\n<p>La notte era fredda, all\u2019accampamento.<\/p>\n<p>Una notte senza stelle.<\/p>\n<p>Anselmo sedeva alla luce fioca della sua tenda e pensava.<\/p>\n<p>Pensava a se stesso e a quella paura disarmante che gli divorava il cuore, come un orrendo mostro.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se poteva ancora considerarsi un guerriero.<\/p>\n<p>Sir Umberto gli aveva detto che era una reazione comune.<\/p>\n<p>Ma Sir Umberto non esitava mai, di fronte a niente e a nessuno.<\/p>\n<p>Forse Sir Umberto non sentiva la mancanza della buona Clotilde.<\/p>\n<p>E neanche dei suoi bambini.<\/p>\n<p>Anselmo, invece, voleva tornare a casa.<\/p>\n<p>Voleva tornare da sua madre e assicurarle che tutto andava bene: non l\u2019avrebbe pi\u00f9 abbandonata.<\/p>\n<p>Voleva cavalcare ancora, al fianco del suo amico, e rintanarsi a cantare nella taverna.<\/p>\n<p>Voleva perdersi nella meraviglia, osservando il raggio di luce della cattedrale.<\/p>\n<p>E voleva rivedere lei, guardarla negli occhi, un\u2019ultima volta.<\/p>\n<p>Dirle che l\u2019amava, a dispetto delle tradizioni e di ogni rango sociale.<\/p>\n<p>E che non aveva mai dimenticato quelle promesse appena sussurrate, una mattina come tante, dietro i banchi del mercato.<\/p>\n<p>Il modo in cui si erano presi per mano, entrando di nascosto nella cattedrale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il raggio stava l\u00ec come sempre.<\/p>\n<p>Per\u00f2 guardarlo in due era completamente diverso.<\/p>\n<p>Ma, forse, era ormai tardi.<\/p>\n<p>Tardi per ricordare quei tempi spensierati, quando la vita gli appariva ancora felice.<\/p>\n<p>E forse era tardi anche per considerarsi un guerriero.<\/p>\n<p>Un guerriero non ha esitazioni, n\u00e9 debolezze.<\/p>\n<p>Per\u00f2 quella notte era diverso.<\/p>\n<p>Quella notte un giovane cavaliere decideva di essere soltanto se stesso.<\/p>\n<p>E di piangere in silenzio, nella luce fioca della sua tenda.<\/p>\n<p>Il mattino seguente era sereno e sgombro di nuvole.<\/p>\n<p>Ma nel cuore di Anselmo infuriava la tempesta.<\/p>\n<p>Sir Umberto lo aveva svegliato presto, dicendogli che ormai il tempo dei pensieri era terminato.<\/p>\n<p>Adesso bisognava imbracciare le armi e salire a cavallo.<\/p>\n<p>Avevano camminato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec tanto che, a stento, i cavalli andavano ancora avanti.<\/p>\n<p>E poi, ad un tratto, Anselmo li vide.<\/p>\n<p>Fieri e terribili, in sella ai loro destrieri.<\/p>\n<p>Erano comparsi all\u2019orizzonte, i barbari del nord.<\/p>\n<p>Avanzavano inesorabili, freddi come il ghiaccio che li aveva dati alla luce, lasciando dietro di loro nient\u2019altro che distruzione.<\/p>\n<p>\u201cCi siamo\u201d gli sussurr\u00f2 Sir Umberto, guardandolo di sottecchi.<\/p>\n<p>Anselmo strinse le briglie vicino al petto.<\/p>\n<p>Poteva sentire uno ad uno i battiti del proprio cuore.<\/p>\n<p>Non era pronto.<\/p>\n<p>Non lo sarebbe mai stato, adesso ne era sicuro.<\/p>\n<p>Sent\u00ec la paura entrargli nelle vene, fino a gelargli il sangue.<\/p>\n<p>Era solo questione di un attimo.<\/p>\n<p>Di un soffio di vento, un battito di ciglia.<\/p>\n<p>E dopo di lui non sarebbe rimasto pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>Maled\u00ec il giorno in cui aveva deciso di diventare cavaliere \u2026<\/p>\n<p>In cui aveva pensato che quella vita fosse fatta per lui.<\/p>\n<p>Maled\u00ec la guerra.<\/p>\n<p>E il suo infausto destino.<\/p>\n<p>Maled\u00ec se stesso per non essersene andato, quando ancora gli era possibile farlo.<\/p>\n<p>Poi ripens\u00f2 agli occhi di Madonna Violante.<\/p>\n<p>Ai suoi occhi indomiti, sotto il raggio di luce della cattedrale.<\/p>\n<p>E alle sue parole d\u2019addio.<\/p>\n<p>Alla confessione che gli aveva fatto con la voce che tremava appena, sfiorandosi il ventre.<\/p>\n<p>E allora Anselmo cap\u00ec.<\/p>\n<p>Cap\u00ec che era normale avere paura, poich\u00e9 la guerra era quanto di pi\u00f9 sbagliato potesse esistere.<\/p>\n<p>Ma cap\u00ec anche che Sir Umberto non aveva lasciato la sua casa per amore della armi, ma per amore di Clotilde e dei bambini.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 aveva qualcuno da proteggere.<\/p>\n<p>E anche Anselmo ce l\u2019aveva.<\/p>\n<p>Avrebbe combattuto i barbari per amore.<\/p>\n<p>Per amore di un passato che non doveva essere distrutto e di un futuro ancora tutto da scrivere.<\/p>\n<p>Per amore di quella creatura che Madonna Violante portava in grembo e che non avrebbe dovuto conoscere nessuna forma d\u2019odio o di violenza.<\/p>\n<p>Avrebbe combattuto per garantire a suo figlio un futuro felice, un futuro in cui i barbari non sarebbero stati che un lontano ricordo.<\/p>\n<p>Guard\u00f2 il sole che splendeva alto, nel cielo.<\/p>\n<p>Lo stesso sole che, un giorno, avrebbe vegliato su suo figlio, come ora vegliava su di lui.<\/p>\n<p>Poi impugn\u00f2 la spada, con tutto il coraggio che aveva in corpo.<\/p>\n<p>E spron\u00f2 avanti il cavallo, sentendo crescere dentro di se un ardore mai sperimentato prima.<\/p>\n<p>Sent\u00ec che questa volta non avrebbe esitato, di fronte a niente e a nessuno.<\/p>\n<p>Come faceva Sir Umberto.<\/p>\n<p>Come faceva un guerriero.<\/p>\n<p>E allora and\u00f2.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32325\" class=\"pvc_stats all  \" 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