{"id":32284,"date":"2017-05-28T20:52:30","date_gmt":"2017-05-28T19:52:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32284"},"modified":"2017-05-31T17:23:44","modified_gmt":"2017-05-31T16:23:44","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-la-voce-dei-ricordi-di-cecilia-gambaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32284","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;La voce dei ricordi&#8221; di Cecilia Gambaro"},"content":{"rendered":"<p>Il ticchettio sommesso delle scarpe della donna rompeva il silenzio di una tranquilla giornata di maggio. Aveva il viso arrossato a causa della camminata veloce che aveva fatto verso la scuola elementare del paese in cui viveva.<\/p>\n<p>Il nuovo insegnante della figlia l\u2019aveva convocata in ufficio per chiederle il motivo per il quale si era dimenticata di andare a prendere la piccola. Le pareva di aver gi\u00e0 sentito quella voce, ma poco importava.<\/p>\n<p>Camminava in fretta, stringendo a s\u00e9 il golfino nero che le era costato un occhio della testa, e si rimproverava per la pessima figura fatta.<\/p>\n<p>Davanti al cancello chiuso si pass\u00f2 una mano tra i capelli neri per sistemarli prima di suonare il campanello. L\u2019aprirono subito e la donna entr\u00f2, veloce, diretta verso la porta con la sicurezza che la caratterizzava. Prima che toccasse la maniglia, un paio di occhi castani che conosceva benissimo la stavano fissando con severit\u00e0, senza dar segno di averla riconosciuta. \u201cLe pare una cosa possibile un\u2019ora e mezza di ritardo?\u201d La donna deglut\u00ec sentendo quel tono accusatorio che mai, prima di quel momento aveva sentito. Non riusciva a parlare, si era bloccata. \u201cMi ha sentito? E\u2019 qui con noi?\u201d \u201cSs\u00ec, dov\u2019\u00e8 Annalisa?\u201d \u201cMa dico, mi ha ascoltato?\u201d \u201cCerto e non vedo cosa dovrei risponderle. \u00c8 stata una dimenticanza e non credo di dovermi giustificare con lei.\u201d Rispose acida. Odiava essere messa sotto accusa, soprattutto da lui e le dava ancora pi\u00f9 fastidio il fatto che non la riconoscesse.<\/p>\n<p>\u201cNon vuole venire a casa.\u201d La donna strabuzz\u00f2 gli occhi verdi e lo fiss\u00f2. \u201cMi sta prendendo in giro? Mi consegni subito mia figlia altrimenti chiamo le autorit\u00e0.\u201d \u201cSe la bimba manifesta questo disagio nel tornare a casa, sono obbligato a fare rapporto ai servizi sociali.\u201d La donna era sempre pi\u00f9 sconvolta e la rabbia le ribolliva nelle vene. \u201cTi \u00e8 andato di volta il cervello, Lorenzo? Non ti azzardare a farlo!\u201d L\u2019uomo la fiss\u00f2. Il modo in cui la donna aveva pronunciato il suo nome era inconfondibile. Non riusciva a crederci. Aveva i capelli pi\u00f9 corti e ondulati, vestiti firmati e aveva una figlia. Quante cose erano cambiate in 20 anni. \u201cArabella?\u201d Lei alz\u00f2 gli occhi al cielo come faceva un tempo. \u201cChi vuoi che sia? Dammi la bambina, non ho tempo da perdere.\u201d Lorenzo not\u00f2 che i modi erano rimasti gli stessi. \u201cTi ripeto che non vuole venire a casa con te. Secondo il regolamento si deve indagare sulle cause.\u201d \u201cNon mi interessa un bel niente del regolamento, la bambina \u00e8 mia e torna a casa con me. Faccio tardi al lavoro perci\u00f2, Lorenzo, chiamala.\u201d \u201cNon sono il ragazzo di venti anni fa, Arabella! Ora le cose sono diverse.\u201d La vide ondeggiare sui tacchi e le sfior\u00f2 un braccio per sorreggerla, ma lei si scost\u00f2. Si fissarono negli occhi e Lorenzo vide lo smarrimento della donna che aveva aperto leggermente le labbra. \u201cSono passati venti anni? Mi sembra ieri&#8230;\u201d \u201cGi\u00e0&#8230;\u201d Arabella si pass\u00f2 una mano tra i capelli con fare nervoso e si allontan\u00f2 da lui. \u201cPossiamo risolvere questa spiacevole questione fuori di qua? Non&#8230;mi sento molto bene. Possiamo andare nel bar qui di fronte?\u201d Lorenzo la fiss\u00f2, era pallida, pi\u00f9 del solito e, nonostante gli anni, dimostrava ancora un senso di protezione nei suoi confronti. Annu\u00ec e spar\u00ec a prendere sua figlia. Arabella si arrabbi\u00f2 con se stessa per essersi fatta riconoscere. Doveva ammettere che era migliorato, da ragazzino un po\u2019 in carne era diventato un uomo alto, con un fisico palestrato e i capelli pi\u00f9 lunghi di quello che ricordava. Quando torn\u00f2,tenendo la bimba per mano, Annalisa la guard\u00f2 torva e non la salut\u00f2. \u201cEhi, tesoro, come stai? Come mai non vuoi tornare a casa?\u201d le chiese la madre inginocchiandosi davanti a lei. Avevano gli stessi occhi e il colore\u00a0 dei capelli era il medesimo. \u201cNon voglio stare con la baby-sitter. Voglio te.\u201d \u201cVieni qua\u201d, e la strinse forte tra le braccia. La bimba le si avvicin\u00f2 come trascinata da una calamita; era raro che la mamma la abbracciasse in pubblico. Arabella la sollev\u00f2, le scost\u00f2 una ciocca di capelli e le diede un bacio sulla fronte. \u201cAllora, che ne dici se la mamma chiede un pomeriggio libero?\u201d Annalisa sorrise mostrando la boccuccia sdentata e inizi\u00f2 a darle tanti bacini sulle guance. Lorenzo osservava la scena senza intervenire, un po\u2019 scostato. Guardava Arabella sorridere felice, con quella sua fossetta sulla guancia destra. Tutti quelli a cui donava il suo affetto si sentivano soddisfatti, euforici e lui lo sapeva, lo aveva provato.<\/p>\n<p>\u201cMangiamo un gelato, mammina?\u201d Arabella guard\u00f2 Lorenzo. \u201cA te va bene?\u201d \u201cCerto.\u201d \u201cViene anche il maestro, mamma?\u201d chiese la bambina con gli occhi verdi spalancati. \u201cS\u00ec,\u00a0 ci conosciamo dalla scuola&#8230;\u201d<\/p>\n<p>Uscirono dall\u2019edificio. Arabella appoggi\u00f2 la bimba per terra e la prese per mano. Quando i tre arrivarono alla gelateria ed ebbero ordinato, Annalisa corse a giocare verso l\u2019altalena, lasciando soli gli adulti. \u201cDove lavori?\u201d \u201cIn uno studio legale, sono una dei soci.\u201d \u201cHai realizzato il tuo sogno!\u201d \u201cNo, non ancora.\u201d\u00a0 Lorenzo sapeva perfettamente che avrebbe voluto lavorare a New York, ma doveva accontentarsi di Venezia dato che aveva una bimba piccola. \u201cCome mai hai deciso di insegnare? Hai sempre odiato la scuola\u201d gli fece notare Arabella, mentre mangiava il suo gelato. \u201cGrazie a te. Eri cos\u00ec intelligente e riuscivi a spiegare tutto quello che non capivo con una tale facilit\u00e0&#8230;avevo la speranza che se ci fossimo incontrati ti avrei conquistata per sempre.\u201d La donna spalanc\u00f2 gli occhi, non si aspettava una risposta del genere. Odiava i sentimentalismi, li aveva sempre detestati. \u201cIo&#8230;Mi spiace se ti ho fatto soffrire.\u201d \u201cNon devi. Anche i momenti in cui mi odiavi sono stati belli.\u201d \u201cLorenzo&#8230;non ti odiavo, ma quando mi si affeziona qualcuno&#8230;non riesco&#8230;\u201d Gli porse il gelato, le si era chiuso lo stomaco ripensando al passato. \u201cArabella, quel giorno in cui sono entrato in classe, temuto da tutti, gli unici occhi che mi hanno guardato come se non fossi diverso, erano i tuoi. Non mi temevi, nonostante quello che si raccontava in giro, non avevi paura di me. Ed \u00e8 da quel preciso istante che mi sei piaciuta.\u201d La donna sorrise, con gli occhi persi nel passato. \u201cMe lo ricordo, sembravi arrabbiato con il mondo, e tutti ti guardavano come se fossi un orso.\u201d Lorenzo rise piano e si sedette pi\u00f9 vicino a lei. La donna se ne accorse e si scost\u00f2 un po\u2019, non le era mai piaciuto troppo il contatto. \u201cTi ricordi quando hai chiesto alla prof di matematica se poteva metterti vicino a me? Mi sono sentito un dio. Ero riuscito a conquistarti mi dicevo, forse potevo addirittura sperare di mettermi con te, ero al settimo cielo. Quando poi sono venuto a casa tua per la prima volta e tu mi hai sorriso, con quella tua fossetta, avrei fatto qualsiasi cosa per te, persino uccidere qualcuno. Mi parlavi, mi ascoltavi, mi guardavi strano quando dicevo cose che sapevi benissimo che non pensavo. E tutto questo solo per fare colpo su di te. Penso sia stato il periodo pi\u00f9 bello della mia vita.\u201d Arabella non fiatava, guardava il cielo, persa in riflessioni su quel passato cos\u00ec lontano, persa nel racconto di Lorenzo che, nonostante tutto, non la odiava.<\/p>\n<p>\u201cA cosa pensi, Arabella?\u201d Lei ci mise un po\u2019 a rispondere. \u201cA quella volta in cui mi hai detto che dovevi giocare a pallavolo e che se vincevi era merito mio. Che avresti pensato a me e di sicuro avresti vinto.\u201d \u201cOh s\u00ec, era vero\u2026 peccato per\u00f2 che abbiamo perso\u2026 Ma pensavo davvero a te, mi davi la carica; mi ripetevo che non dovevo deluderti, che dovevo impegnarmi cos\u00ec da piacerti.\u201d Lorenzo fin\u00ec il gelato di Arabella e la vide agitarsi sulla panchina, chiaramente a disagio. \u201cPeccato che poi le cose siano cambiate\u201d mormor\u00f2 piano e Lorenzo non riusc\u00ec a spostare lo sguardo dal suo profilo. \u201cSai, anche quando mi reputavo il tuo ragazzo, ti sentivo sempre sfuggente, ma non mi ha mai dato fastidio. Anzi, ero felice che passassi un po\u2019 di tempo con me, che lo usassi per parlare con me e rimanere in braccio a me, anche se, in fondo, penso di aver sempre saputo che mi saresti sfuggita \u00a0e infatti\u2026\u201d \u201cLorenzo, mi spiace se ti ho ferito. Quando qualcuno entra troppo nei miei spazi, automaticamente lo allontano, a costo di sembrare una strega. Per quanto ci provi, non ci riesco, sono un\u2019anima solitaria.\u201d Arabella non lo guardava, non voleva incrociare i suoi occhi castani. Non voleva ammettere che non sarebbe mai riuscita a legarsi a nessuno, non voleva che lui vedesse che cosa lei provasse, dato che era sempre stata un libro aperto. \u201cArabella, non ti sto giudicando. Volevo solo che sapessi che non ti odio e non potr\u00f2 mai farlo. Anche quando mi hai allontanato, non volevi pi\u00f9 stare vicino a me e mi sopportavi. So che nonostante ti prendessero in giro, mi hai sempre difeso. Ed \u00e8 per questo che ti ho sempre am\u2026adorato. E un pezzetto del mio cuore apparterr\u00e0 sempre a te.\u201d Arabella tremava. Aveva gli occhi lucidi e non riusciva a guardarlo. Si domandava come, dopo averlo trattato cos\u00ec male, continuasse a \u00a0parlarle. Quando si decise a girarsi, vide che sorrideva malinconico. \u201cSei sempre stato troppo buono con me, Lolo. Dovresti odiarmi, ma non lo fai. Penso di non meritare quel posto nel tuo cuore, ma sono felice di averlo. Ti voglio bene.\u201d E con questo si alz\u00f2, gli diede un bacio sulla guancia e una folata di vento le mosse i capelli. Lorenzo respir\u00f2 il suo profumo, nello stesso tempo familiare e forestiero.<\/p>\n<p>Annalisa arriv\u00f2 trotterellando e prese la mano della madre. \u201cAnch\u2019io Arabella, molto. Non ti rivedr\u00f2 pi\u00f9 vero?\u201d le chiese mentre si allontanava. E lei, contrariamente alle sue aspettative, si gir\u00f2, gli sorrise, gli fece l\u2019occhiolino e continu\u00f2 a camminare.<\/p>\n<p>E Lorenzo cap\u00ec che quello era un addio e, questa volta, per sempre.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32284\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32284\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ticchettio sommesso delle scarpe della donna rompeva il silenzio di una tranquilla giornata di maggio. Aveva il viso arrossato a causa della camminata veloce che aveva fatto verso la scuola elementare del paese in cui viveva. Il nuovo insegnante della figlia l\u2019aveva convocata in ufficio per chiederle il motivo per il quale si era [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32284\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32284\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13330,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-32284","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32284"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13330"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32284"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32289,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32284\/revisions\/32289"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}