{"id":32257,"date":"2017-05-31T17:13:25","date_gmt":"2017-05-31T16:13:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32257"},"modified":"2017-05-31T17:13:25","modified_gmt":"2017-05-31T16:13:25","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-berlino-lato-stazione-di-silvana-lorenzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32257","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Berlino. Lato stazione&#8221; di Silvana Lorenzi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Dopo venti ore di cuccetta sigillata, venti ore attraverso lo spettacolo immobile e grigio di Matrioske emulate, chine su tappeti di ghiaccio, gomitoli di donna rattrappiti su steppe che non hanno nulla da dare, il treno si ferma. Ultima stazione. Oltre \u00e8 \u00a0gi\u00e0 DDR. Territorio non permesso.<\/p>\n<p>Dove sto andando? Quanto freddo pu\u00f2 fare fuori?<\/p>\n<p>Scendo e mi invade un odore acre, risultato olfattivo di cibi del sud fritti in ghiacciaie con le ruote, sar\u00e0 per sempre l\u2019odore di Berlino per me, del gorek di Istanbul resta solo il tanfo della pasta fillo fritta in olio troppo scuro, i profumi delle spezie non resistono al freddo.<\/p>\n<p>U-Bahn, vado per deduzione, dopo venti ore di treno l\u2019arrivo ad una Bahn non pu\u00f2 che tradursi in meta, fine di un lungo viaggio su rotaie, mi manca ancora un pezzo\u2026<br \/>\nBahn, la ferrovia, U, sar\u00e0 qualcosa del tipo \u201cunderground\u201d, spero\u2026<\/p>\n<p>Devo contare e non perdere il conto, otto fermate a Schlesisches Tor, la voce annuncia ma non trovo nessuna corrispondenza con le scritte, devo contare e non farmi distrarre.<br \/>\nSono la pi\u00f9 anonima, tutti sul mio vagone hanno stile, niente a che vedere con la moda nostra, cos\u00ec omologata e rassicurante, forte contrasto al grigio del cielo questi colori, questa ricchezza creativa di individui lontani nell\u2019obbligato contatto \u2026 nessuno sguardo a infrangere l\u2019inviolabile altro.<\/p>\n<p>10 minuti a piedi e il freddo mi tagliuzza la faccia, lungo la Sprea case belle, senza tende, posso guardarci dentro e immaginare\u2026 stanze calde arredate con una cura per il dettaglio che illude, amore devoto alle cose, luci soffuse, poltrone per padroni di casa con la coscienza a posto che leggono la \u201cTaz\u201d, la sinistra alternativa e intellettuale conciliata al meritato agio, c\u2019\u00e8 anche un bicchiere di Chianti\u2026 immagino una calda vestaglia da camera, musica jazz, una pipa, immagino, ma la stanza \u00e8 vuota, tutte le stanze sono vuote, le luci accese per nessuno, accese per chi non sa, e si lascia sedurre da ingannevoli promesse di caldo.<\/p>\n<p>Il caldo arriv\u00f2 quel 1 maggio del 1989, l\u2019inverno pi\u00f9 gelido della mia vita se n\u2019era andato all\u2019improvviso, lasciando spazio a un sole cocente, afa soffocante e folle promiscue in bermuda e t-shirt che affollavano i Biergarten e in particolare Der Blaue Himmel, dove da esattamente tre ore avevo preso servizio per il mio sessantacinquesimo giorno di lavoro.<br \/>\nOra li capivo i miei clienti generosi, ma mi mancava la scioltezza linguistica che, pensavo, avrebbe detto di me, dei tormenti, della strafottente ironia a nascondere la paura.<br \/>\nQuella mancanza di carattere nella mia parlata in tedesco mi avrebbe riportato a casa, ma pi\u00f9 tardi.<br \/>\nMa il primo giorno non era stato cos\u00ec, impossibilitata dal chiedere e comprendere le indicazioni avevo dovuto contare le fermate della metro per non perdermi. Tra una fermata e l\u2019altra avevo pensato ai lifting della prof di tedesco, alle nostre giocate a scala 40 mentre lei leggeva l\u2019ultimo numero di Vogue Deutschland, queste erano le sue lezioni, l\u2019avevo pensata e l\u2019avevo odiata profondamente, pi\u00f9 che mai.<br \/>\nNon capisco niente, a scuola mi hanno ingannato, tu brutta stronza mi hai ingannato, cosa me ne faccio della coniugazione delle 5 \u201ce\u201d, se devo capire che birra vuoi, 7 minuti per una birra, questo l\u2019ho capito perch\u00e9 mi hai guardato male quando sono arrivata trionfante e rapida. 7 minuti? Cos\u00ec tanto? Epicur\u00e8o del nord\u2026 Mi dai una seconda chance, perch\u00e9 in fondo ti diverte la mia goffaggine, la fragilit\u00e0 della mia statura, il bisogno che ho della tua tolleranza di sinistra, di una conversazione in inglese anche con i tuoi amici, cos\u00ec da non farmi sentire esclusa, ma non basta.<br \/>\nI miei occhi sono troppo scuri per riflettere trasparenza, i miei occhi non sono trasparenti.<br \/>\nE il pensiero tornava a Tonio, Tonio che \u201camava Hans in primo luogo perch\u00e9 era bello; poi perch\u00e9 in tutto appariva il contrario e l&#8217;opposto di quel che era lui. \u201d<br \/>\nNon era bastata una decolorazione feroce e un biondo platino quasi blu, perch\u00e9 gli occhi tradivano, dimensioni, colore e taglio escludevano dal blu diffuso.<br \/>\nIl blu era anche nel colore dell\u2019aria fumosa, nel 1989 il fumo ancora non uccideva, per lo meno non nei locali pubblici, e blu era quel banco dal quale lei aveva osservato tutta la scena e, complice la Tequila, aveva sorriso, anche lei indulgente, tollerante come solo al nord sanno essere. Sul banco blu troneggiava la bottiglia di Tequila Brown, o quel che ne rimaneva, risparmiato dall\u2019avidit\u00e0 mattutina di Ingrid e una lunga serie di pinte piene a met\u00e0, apparentemente avanzate.<br \/>\nLe donne del nord hanno dolori pi\u00f9 profondi da lenire, e bevono superalcolici, per i dolori degli uomini del nord \u00e8 perfetta invece la birra. Ma spinata come si deve, lasciando che la furia del getto riempia di schiuma la pinta e aspettando che pian piano la schiuma si sciolga in liquido perdendo anidride carbonica. L\u2019attesa della birra fa gi\u00e0 parte del piacere che dar\u00e0 la birra senza bollicine, che io adoro ma qui sono bandite.<br \/>\nMa sei stato cos\u00ec chiaro con quel tuo sguardo tra l\u2019indulgente e il severo, che ti ho fatto aspettare un po\u2019 di pi\u00f9 di 7 minuti, e tu questa attenzione l\u2019hai apprezzata e quando hai chiesto il conto, mettendomi 10 marchi in mano me l\u2019hai appena stretta, piano, con accortezza e hai detto \u201cstimmt so \u201d, e questo lo so cosa vuol dire, grazie, e so anche cosa vuol dire guadagnare 200 marchi in un giorno a botte di Trinkgeld, che nome simpatico per dire mancia, i soldi per la bevuta, offro io. Grazie.<br \/>\nMa oggi altro che 200, oggi sar\u00e0 il record, oggi vado da Axel in Oranienstrasse e me la compro la bicicletta rossa cos\u00ec stanotte al Tunnel ci vado in bicicletta. Magari con Axel che di notte si infila una parrucca rosa per non farsi notare, che lui la lingua di qui la parla bene, ma non sempre basta per sentirsi a casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32257\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32257\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo venti ore di cuccetta sigillata, venti ore attraverso lo spettacolo immobile e grigio di Matrioske emulate, chine su tappeti di ghiaccio, gomitoli di donna rattrappiti su steppe che non hanno nulla da dare, il treno si ferma. 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