{"id":32213,"date":"2017-05-31T17:07:16","date_gmt":"2017-05-31T16:07:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32213"},"modified":"2017-05-31T18:24:14","modified_gmt":"2017-05-31T17:24:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lalveare-di-teresa-carpino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32213","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;alveare&#8221; di Teresa Carpino"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">La roccia era l&#8217;elemento dominante di quel piccolo paese dove sono nata e dove ho vissuto per molti anni. Costruito a ridosso delle montagne, con quelle case, pietra su pietra, della stessa materia sedimentaria; rughe di vecchiaia, e vertice della terra. E gli alberi del bosco, anch&#8217;essi erano padroni del paesaggio rassicurante che ancora ritorna ai miei occhi. In primavera mi venivano incontro, le distese di forsizia e le ginestre, i gerani fioriti ai balconi, gli orti dietro le case, il mormorio del fiume e delle chiome degli alberi mosse dal vento, le nuvole rosse di un magnifico tramonto di maggio. Mio padre, che era apicoltore, aveva sistemato le arnie in prossimit\u00e0 del bosco sotto gli alberi di acacia profumati. Il mondo delle api, per me, era magico.<\/p>\n<p align=\"justify\">Con gli occhi di una bambina non mi stancavo di seguire il movimento, la loro danza gioiosa da un fiore all&#8217;altro. Nella bella stagione, quando i prati fiorivano con ciclamini e anemoni, lasciavo lo studio, i libri aperti sul tavolo e correvo fino al bosco di acacia, alla scoperta di un mondo che mi rapiva. C&#8217;\u00e8 magia in tutto ci\u00f2 che non si comprende. C&#8217;\u00e8 magia in questi insetti, nella loro straordinaria organizzazione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nel sofisticato linguaggio con cui comunicano non solo tra loro, ma anche con gli uomini. C&#8217;era magia in mio padre, che dialogava con loro, gestiva il delicato equilibrio dell&#8217;alveare. Sono cresciuta in un ambiente sano, all&#8217;aria aperta, a contatto con la natura. Nell&#8217;atmosfera semplice e pulita ero straordinariamente ricca, avevo tutto. L&#8217;affetto della famiglia, i prati in cui correre, i boschi da esplorare, il sole caldo, le belle giornate di primavera e dell&#8217;estate. Tanti alberi da frutto, un abbondanza di pesche, susine, ciliegie. Ah, le ciliegie nel mese di maggio!<\/p>\n<p align=\"justify\">Mi arrampicavo sugli alberi per raggiungere le pi\u00f9 belle, veloce come uno scoiattolo. In autunno c&#8217;erano le castagne e le noci. Andavamo nei boschi a raccoglierle ed era un compito che spettava a noi bambini mentre gli adulti cercavano i funghi e mio padre rincasava sempre con il cesto pieno. Al ritorno, da quelle lunghe passeggiate, eravamo accaldati e pieni di entusiasmo. Mia madre aveva gi\u00e0 pronta la merenda, che era una fetta di pane e miele, e noi eravamo gi\u00e0 felici, ma era una gran festa quando preparava le frittelle; di pasta semplice che faceva lievitare in una ciotola coperta e messa al caldo. Era un dolce umile, ma buonissimo e genuino, impreziosito dal nostro miele del colore dell&#8217;oro. Il profumo, il gusto sono tra i pi\u00f9 bei ricordi dell&#8217;infanzia. In quel piccolo paese regnava una grande armonia. Ci conoscevamo da sempre, ed eravamo sempre pronti a darci una mano.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nessuno viveva ai margini della societ\u00e0. Nessuno era mai solo. Sapevamo che l&#8217;impegno e la salute di ciascuno di noi erano importanti per il benessere della comunit\u00e0 e il destino dipendeva dal comportamento di ogni singolo. Mi piace pensare che eravamo come le api, umili e laboriose. Le api che escono ad esplorare il mondo, si nutrono di nettare e sono appagate dal loro lavoro. La felicit\u00e0 \u00e8 sempre nelle piccole cose che portano buoni frutti, come il miele, alimento prezioso. Dentro una goccia si nasconde tutto il loro paziente lavoro. Nei ricordi, rivedo mio padre, giovane e bellissimo, intento al lavoro, che amava, e richiedeva un grande impegno e tanti sacrifici, soprattutto nei mesi della primavera. Quando il movimento delle api diventa frenetico, anche il suo impegno si faceva intenso, non aveva un attimo di riposo.<\/p>\n<p align=\"justify\">La sera, tornava a casa molto stanco, aveva solo il tempo di cenare e andare a letto. Un lavoro fatto di pazienza e amore, di equilibrio, ordine e rispetto; solo cos\u00ec riusciva a mantenere il dialogo. La natura e le stagioni dettavano le regole. La natura raccoglie in s\u00e9 un grande potere magico, e questo potere \u00e8 energia e amore. Senza appassionati come lui, la vita delle api sarebbe stata meno facile. Il suo rapporto era di dare e avere, sempre nel massimo rispetto per questi insetti eccezionali. Sono legata al mondo delle api, alla loro vita, non solo per i pensieri che mi portano agli anni felici, ma perch\u00e9, dopo averle conosciute bene, sono stata in grado di apprezzare la loro opera. Dobbiamo essere grati alle api, non solo per il miele che producono. Da millenni, svolgono un ruolo fondamentale nell&#8217;ecosistema garantendo la sopravvivenza di un gran numero di specie vegetali. Il mantenimento della biodiversit\u00e0 vegetale, \u00e8 possibile solo se c\u2019\u00e8 una quantit\u00e0 elevata di insetti impollinatori.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tra questi, le api svolgono un ruolo di primaria importanza. Di questa opera lenta e fondamentale siamo consapevoli solo ora che le api stanno scomparendo. Aggredite, da una realt\u00e0 che non \u00e8 pi\u00f9 a loro misura, hanno cominciato a morire in massa e sono sempre di meno in tutti i paesi d&#8217;Europa e del mondo. Le responsabilit\u00e0 sono molteplici, i cambiamenti climatici, le colture geneticamente modificate, e gli insetticidi usati in agricoltura per liberarsi dei parassiti. Meno api, meno impollinazione, impoverimento botanico. Ci sono alcune piante e fiori che servono ad attirarle e a nutrirle, a rifornirle di polline per tutto l&#8217;anno e si possono seminare anche in citt\u00e0. Ce ne sono per ogni stagione. Il rosmarino e i tulipani in primavera. Salvia e basilico d&#8217;estate. In autunno, i crisantemi mantengono la fioritura fino a dicembre inoltrato. Il nostro piccolo universo, era fatto di case di pietra, strade sterrate e muretti costruiti a secco, dove si arrampicava l&#8217;edera e si insinuavano le lucertole. Il cielo rosso al tramonto prometteva sempre il sereno. Ogni stagione aveva le sue bellezze e i frutti da offrire. L&#8217;inverno i noccioli con le loro lunghe, infiorescenze, le siepi di rosmarino e della salvia dei prati, i bucaneve e le primule, e gi\u00e0 a febbraio, spuntavano le violette, l&#8217;erica, il biancospino.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le ginestre annunciano la primavera, e il profumo dell&#8217;acacia entrava, intenso, nella nostra vita, i prati erano fioriti con ciclamini, anemoni, fiordalisi, non ti scordar di me. I papaveri, splendide macchie di colore nei campi di grano e la camomilla da raccogliere ed essiccare, la malva e la melissa. E tutte le erbe dei campi, oggi perlopi\u00f9 ignorate, che nessuno conosce e raccoglie. Eppure le coltivazioni sono arrivate solo dopo, e per secoli, di quelle erbe, ci siamo nutriti, senza la necessit\u00e0 di coltivare acri di monocultura, rispettando le diversit\u00e0 biologiche. Per me erano motivo di gioia, quei pomeriggi da trascorrere all&#8217;aria aperta, a cercarle, a raccoglierle e i buoni piatti che mia madre sapeva preparare erano una vera delizia per il palato. La cicoria, i finocchi, le carote selvatiche, gli asparagi, l&#8217;ortica, sapori antichi e persi irrimediabilmente. Aspettavamo l&#8217;estate per uscire a raccogliere le more, i mirtilli e le fragoline selvatiche. Avevamo tutto, la bellezza della natura, le nostre querce, i castagni secolari, e i nostri forti legami emotivi; dove, oggi, regna la fragilit\u00e0 e l&#8217;incertezza, anche dei sentimenti. In un&#8217;atmosfera sbiadita, opaca, i fiori hanno perso il loro profumo e le api, disorientate, girano a vuoto, fino a disperdersi.<\/p>\n<h4 class=\"western\"><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\">\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32213\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32213\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La roccia era l&#8217;elemento dominante di quel piccolo paese dove sono nata e dove ho vissuto per molti anni. 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