{"id":32171,"date":"2017-05-30T22:31:50","date_gmt":"2017-05-30T21:31:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32171"},"modified":"2017-05-30T22:31:50","modified_gmt":"2017-05-30T21:31:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-trasporto-eccezionale-di-ambra-ferraro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32171","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Trasporto eccezionale&#8221; di Ambra Ferraro"},"content":{"rendered":"<p>Alle ore 7.55 Dario Nasturzi esce di casa trafelato e si butta in macchina sbuffando. Gira la chiave e parte l\u2019assolo di chitarra iniziale di <em>Search and destroy<\/em> di Iggy Pop a tutto volume: \u00abI\u2019m a streetwalking cheetah with a heart full of napalm\u00bb, intona Dario buttandosi in strada a tutta velocit\u00e0 e sorpassando subito un vecchio Fiorino scassato, a Dario sembra sempre che stiano l\u00ec ad aspettare lui questi reperti dell\u2019anteguerra. Come quasi tutte le mattine Dario \u00e8 in ritardo, e il tragitto per il lavoro si trasforma in un delirio di insulti e imprecazioni, accompagnato da canti a squarciagola: \u00abI am the world\u2019s forgotten booooy, the one who searches and destrooooys\u00bb.<br \/>\nAlle ore 8.14 Dario varca il cancello della Ser-all snc, la fabbrica di serramenti dove lavora come assemblatore. Si fionda dentro, attraversa l\u2019officina correndo, raggiunge il timbratore e clic-clac compare un bel 8.16 rosso fuoco, equivalente a ben 16 minuti di ritardo, che significava mezz\u2019ora in meno in busta paga e un bel cazziatone. Neanche farlo apposta in quel momento compare la Tina, la figlia del titolare, con il suo solito ghigno malizioso: \u00abEhi ciao Dario, in ritardo anche stamattina eh?\u00bb, \u00abS\u00ec Tina cosa vuoi che ti dica\u00bb risponde Dario ridacchiando per darsi un tono, \u00abper strada ho trovato un trasporto eccezionale che aveva creato una coda pazzesca ed era impossibile superare\u00bb. La Tina non sembrava tanto convinta: \u00abs\u00ec Dario come no, ormai \u00e8 vecchia questa scusa inventatene un\u2019altra\u00bb, spegne Dario in due secondi e rincara subito la dose, \u00abDario sei tu ad essere il trasporto eccezionale, si vede benissimo che non te ne frega un cazzo di lavorare qua\u00bb, colpito e affondato. Dario non si sforza neanche di risponderle perch\u00e9 tanto era innegabile che fosse cos\u00ec. La Tina poi se ne torna su nel suo ufficio voltandogli le spalle imbronciata e Dario rimane l\u00e0 a guardare il suo culo enorme mentre fa le scale. A Dario nonostante tutto quella ragazza piaceva, alla fine lo conosceva meglio di tanta altra gente, ma rimaneva sempre e comunque la figlia di Baldan, per cui stava dalla parte del nemico. E poi lui non voleva avere una ragazza fissa. La sua storia pi\u00f9 lunga era stata di un anno e mezzo, poi si era rotto le palle. Il problema era stato quando era ritornato Natale e lei le aveva riproposto di fare la stessa cosa dell\u2019anno prima: pranzo coi suoi, cena da lui. Si era sentito opprimere le ossa e se n\u2019era scappato alla grande.<br \/>\nQuando le persone lo rimproveravano, ed accadeva spesso, a Dario risuonava sempre in testa la frase che gli aveva detto quel beone di suo nonno quando, da bambino, per fargli uno scherzaccio, Dario gli aveva sfilato la sedia mentre lui stava lentamente abbassando il culo per sedersi, e il nonno era finito per terra a gambe all\u2019aria: \u00abDario sei fatto solo per distruggere e danneggiare\u00bb gli aveva urlato. Forse era stata una premonizione perch\u00e9 la sua vita effettivamente era un casino e non c\u2019era niente che fosse concreto o che gli interessasse davvero. Lavorava l\u00ec da tre anni e aveva un contratto a tempo indeterminato che pi\u00f9 che farlo sentire sicuro gli pesava addosso come un macigno. Si era laureato quattro anni prima in sociologia a Padova, ma non era mai riuscito a inserirsi nel suo settore. Quando Baldan lo aveva assunto Dario si era sentito pi\u00f9 uno scienziato che stava per compiere un esperimento sociale sul campo, che un nuovo dipendente dell\u2019azienda con contratto di assemblatore di serramenti in PVC. Dario Nasturzi era uno che di curiosit\u00e0 ne aveva da vendere e questo lo aveva portato a ficcarsi da una situazione all\u2019altra in modo incontrollato, senza una meta precisa, alla ricerca di chiss\u00e0 cosa.<br \/>\nDario, con in testa l\u2019immagine fissa di suo nonno a terra, se ne va verso il suo bancone pensando che la giornata era iniziata abbastanza di merda. Si infila lentamente la tuta quando sente afflosciarsi le ginocchia mentre Cheng gli fa un lopez all\u2019improvviso che lo fa sentire ancora pi\u00f9 coglione, con Lin dietro il suo bancone che se la ride di gusto sputacchiando, \u00abEhi Dalio tu sei sveglio oggi?\u00bb ridacchia Cheng mentre Dario lo manda a fanculo gesticolando. In quello si sente la voce dell\u2019Armando, il capofficina, che sbraita: \u00abe allora vi mettete al lavoro, o stamattina si fa festa? Non siamo mica alla sagra del maiale in agrodolce qua\u00bb guardando Dario e i cinesi. L\u2019Armando era il classico fascista d\u2019altri tempi, abituato a spiegarsi a insulti e a menare all\u2019occorrenza. Veder lavorare quel comunistello fattone di Dario a fianco di quei due cinesi insolenti non l\u2019aveva mai convinto: \u00abcinesi tutto il giorno insieme a un comunista, \u00e8 come mettere vicino un fiammifero acceso a un cero di dinamite\u00bb amava ripetere.<br \/>\nDario non fa in tempo ad infilarsi la tuta che vede andare verso di lui il solito autista della Sun&amp;Glass design, loro miglior cliente, a caricare il materiale pronto. Quel tizio con quei capelli alla Sandy Marton gli sta proprio sul cazzo, \u00abDai diamoci una mossa che abbiamo fretta, poi a quest\u2019ora c\u2019\u00e8 traffico e devo andare in altri due posti\u00bb, gli fa a Dario, \u00abs\u00ec ok sono appena arrivato, tempo di timbrare\u00bb, sbruffone\u00a0di merda, pensa Dario camuffando la rabbia, ma vattene a suonare la keytar a Ibiza. C\u2019andrebbe anche Dario volentieri a Ibiza, anche se era un posto un po\u2019 troppo cafone, lui era pi\u00f9 un tipo da rave improvvisato a Punta Sabbioni. Dario allora inizia a ripensare alle serate in spiaggia di tanti anni fa, la musica, le tipe, del buon fumo, quando una voce squarcia i suoi pensieri, \u00e8 l\u2019Armando: \u00abDario allora datti una mossa a caricare, \u00e8 l\u2019ordine R 541 fatto in persona dall\u2019architetto Giuffrida, va in consegna oggi per forza!\u00bb. Attimo di smarrimento, quel numero non gli dice niente stranamente, mentre lui di solito se li ricorda tutti i numeri di commessa recenti, aveva sempre avuto una memoria di ferro per i numeri e per i nomi. Dario inizia a sfogliare uno ad uno i numeri dei fogli d\u2019ordine nervosamente, \u00abeh\u2026 s\u00ec dovrei averlo fatto se era da fare, sar\u00e0 l\u00e0 in mezzo con gli altri pronti\u00bb, e l\u2019Armando \u00abse c\u2019era non ti chiedevo dov\u2019era\u00bb, non fa una piega il ragionamento dell\u2019Armando, vecchia volpe, pensa Dario. Sandy Marton intanto fa manovra col furgone per andare meglio a caricare i bancali, il problema era quali bancali? Dove diavolo era quel maledetto ordine? E soprattutto era stato fatto?<br \/>\nA un tratto si sentono delle imprecazioni in lontananza, una voce stridula inconfondibile: sta arrivando anche Baldan e Dario sente che la situazione sta per tramutarsi in dramma. Baldan fiutava gli errori come un levriero fiuta una preda, e s\u2019insinuava sempre e comunque facendola pagare cara a chi aveva osato sbagliare. L\u2019Armando e Baldan si piazzano attorno al bancone di Dario mentre lui cerca disperatamente quel dannato foglio d\u2019ordine R 541, \u00aballora Dario \u00e8 stata fatta la roba vero?\u00bb, Dario continua a rigirare i fogli inutilmente, come se potesse magicamente comparire l\u2019R 541 e stop, si prende il muletto, si carica e addio Sandy Marton. Dario guarda il muletto smarrito, avrebbe voluto che diventasse un blindato con cui andarsene dove cazzo voleva lui, distruggendo le fabbriche, i capannoni e i palazzi, e riportando gli uomini a uno stato primitivo originario di armonia con la natura come descritto da Jean-Jacques Rousseau, il filosofo che amava tanto citare il suo caro vecchio prof. Bonaiuti, suo mentore all\u2019universit\u00e0, che aveva abbandonato la vita accademica per trasferirsi in Brasile, pare per unirsi a una comunit\u00e0 di cacciatori-raccoglitori della foresta amazzonica. Niente pi\u00f9 stronzi prepotenti come Baldan, l\u2019Armando o Sandy Marton, solo buoni selvaggi che cacciano in gruppo\u00a0spartendosi il cibo mentre le donne, sulla soglia della caverna, preparano il fuoco e crescono i figli allattandoli insieme\u00a0ai cuccioli di animali orfani.<br \/>\nA un tratto Dario, all\u2019apice del suo delirio mentale, vede spuntare un lembo di foglio dal pavimento sotto il bancone. Lo raccoglie, R 541 c\u2019\u00e8 scritto in alto a sinistra, eccolo l\u00ec l\u2019ordine dell\u2019architetto Giuffrida, \u00abeh per sbaglio dev\u2019essermi caduto quando l\u2019Armando me l\u2019ha dato da fare insieme agli altri fogli\u2026 lo faccio subito in velocit\u00e0, in un\u2019oretta farla grande \u00e8 pronto\u00bb dice Dario tutto d\u2019un fiato a denti stretti simulando tranquillit\u00e0, tanto che aggiunge rivolgendosi a Baldan \u00ab\u00e8 solo chi non fa niente che non sbaglia mai\u00bb, con la faccia da sbruffoncello che sfoderava solo nei momenti pi\u00f9 cupi e incerti della sua esistenza. Appena Dario volta le spalle per mettersi al lavoro parte la mitragliatrice di insulti e bestemmie, tanto che Baldan calcia un cestino che rotola sparpagliando in giro tutto il contenuto e, totalmente fuori di s\u00e9, tira un pugno fortissimo sul bancone di Dario ma becca un chiodo che gli perfora il lato della mano e si accascia dal dolore.<br \/>\nA quel punto la situazione degenera totalmente: l\u2019Armando, cercando di soccorrere Baldan che \u00e8 steso a terra come una cimice con le zampe all\u2019aria, inciampa sul cestino e cade a sua volta a terra su un fianco. Sandy Marton, con un gesto risoluto, si toglie la maglietta a m\u00f2 di bagnino di Baywatch che sta per tuffarsi in mare a salvare una vita, e la stringe attorno alla mano del Baldan per fermare il sangue mentre l\u2019Ornella, la signora del reparto zanzariere, starnazza impazzita urlando che \u00abil signor Baldan \u00e8 ferito, chiamate un\u2019ambulanza\u00bb, facendo accorrere tutti gli altri operai curiosi. Cheng e Lin, nel frattempo, pi\u00f9 divertiti che altro, ne approfittano per accendersi una sigaretta: \u00abbel casino che hai fatto Dalio, adesso sono cazzi tuoi\u00bb sputacchia Cheng. Arriva anche la Tina correndo veloce verso di loro con garze e disinfettante, scuotendo tutta la sua notevole massa corporea. Non l\u2019aveva mai vista muoversi cos\u00ec velocemente, poveretta era proprio in allarme e Dario si sente in colpa. Gli dispiace pi\u00f9 per la Tina che per Baldan, alla fine era solo un vecchio iroso che non si sapeva controllare, prima o poi gli sarebbe venuto un infarto, ma la Tina era una ragazza speciale e lui ci teneva.<br \/>\nDario intanto non aveva saputo far di meglio che restarsene immobile a osservare senza sapere cosa fare, pensando che quella scena poteva essere stata il videoclip perfetto di <em>Disorder<\/em> dei Joy Division, che capolavoro, con quella vaga sensazione di tragedia ma anche di cinica speranza. Mentre guarda impietrito il vecchio Baldan che ansima a terra con le gambe all\u2019aria rivede l\u2019immagine di suo nonno tanti anni prima e si sente proprio un coglione. La Tina poi lo guarda per un attimo coi suoi occhi tristi di sempre, \u00abscusa Tina\u00bb dice a bassa voce Dario imbarazzato, \u00abpossiamo vederci fuori da qua?\u00bb, la Tina gli sorride.<br \/>\nDario alle ore 8.45 se ne esce dal capannone a testa alta, verso l\u2019incerto. Sale in macchina e spara Iggy Pop come in tutte le giornate dei suoi tre anni trascorsi l\u00ec, andandosene in cerca di altro. Era tempo di cambiare musica.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32171\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32171\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle ore 7.55 Dario Nasturzi esce di casa trafelato e si butta in macchina sbuffando. 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