{"id":32169,"date":"2017-05-26T19:12:12","date_gmt":"2017-05-26T18:12:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32169"},"modified":"2017-05-30T22:41:35","modified_gmt":"2017-05-30T21:41:35","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-corpus-hominis-di-alessandra-sambuco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32169","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Corpus Hominis&#8221; di Alessandra Sambuco"},"content":{"rendered":"<p>Mi piace tornare qui per le feste importanti, mi fa sentire ancora parte di qualcosa. Sono lontano da questa comunit\u00e0 ormai da tempo, fisicamente e mentalmente, ma sono cresciuto con le feste della mia chiesa ed ora sono una scusa per rivedere gli amici, radicati qui per questioni di donne e famiglia, e per venire a trovare mio padre. Sin da ragazzino mi sono sentito molto diverso da lui, tutti mi dicevano che ero la fotocopia di mamma, ma la ricordo a malapena: il viso tondo e gli occhi scuri, sempre pronta a ricordarmi che avrei dovuto trovare un posto nel mondo, per non restare come lei incatenata a questi tre vicoli di paese.<\/p>\n<p>Quando la mamma mor\u00ec mio padre mi costrinse ad andare a messa ogni domenica e a fare il chierichetto e, quando sono stato abbastanza grande e forte, anche a portare la statua del Santo. Per\u00f2 ci andavo volentieri, alla fine era un modo per condividere un momento di vita con l\u2019unico genitore che mi era rimasto, senza contare che \u201c<em>il segno di pace<\/em>\u201d era uno dei pochi contatti fisici tra di noi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec gli amici mi richiamano ogni giugno per tornare nella piazzetta, ch\u00e8 si parte da l\u00ec, dalla chiesa, con San Leonardo ed il suo baldacchino, e poi si scende sotto l\u2019arco e si risale fino al cimitero. Sempre lo stesso percorso ma dicono che senza di me proprio non ce la fanno; mi piace la loro scusa.<\/p>\n<p>Faccio un giro veloce lungo la via centrale per godermi le coperte colorate stese alle finestre, usanza di qui per festeggiare il Patrono, e vedo che mio padre, prima di uscire, ha steso quella della mia bisnonna; da ragazzino era la mia preferita.<\/p>\n<p>Raggiungo in fretta gli altri in chiesa e indosso gli abiti di rito: una tunica bianca con una cinta nera annodata alla buona in vita. Quando Michele grida \u201c<em>3, 2, 1&#8230;<\/em>\u201d mi sale l\u2019ansia come ogni anno, come la prima volta, che avevo paura di non farcela a tirar su tutto quel peso e a portarlo a spalla fino al cimitero, distante poco pi\u00f9 di un chilometro, dove Andrea mi avrebbe dato il cambio per riportarlo in chiesa. Ma come ogni anno, e come anche la prima volta fu, nessun inconveniente.<\/p>\n<p>Sento che il baldacchino pesa meno del solito, eppure la statuta \u00e8 sempre la stessa, ma sulle mie spalle ancora giovani ma gi\u00e0 cariche di esperienze oggi sembra pi\u00f9 leggero. Ignoro la sensazione e continuo il mio percorso.<\/p>\n<p>Dopo pochi passi alzo lo sguardo ed inizio a notare le facce della mia fanciullezza: zia Maria, sempre col velo nero in testa che snocciola un rosario consumato, zio Alberto, con la sua camminata fiera e le mani agganciate dietro la schiena e poi Giulia, mia amica di infanzia, con grandi occhiali da sole, per nascondersi meglio: \u00e8 bella la tranquillit\u00e0 che percepisco nel tornare qui e trovare sempre tutto uguale, anche le curve che dalla Cassia mi portano fin dentro il paese, anche loro non cambiano mai, una sorta di garanzia.<\/p>\n<p>Lasciamo la piazzetta ed iniziamo la discesa fino all\u2019arco, dove saremo costretti ad abbassarci per farci passare sotto la statua. So che mio padre non \u00e8 qui tra la folla, sa che non voglio che assista alle mie ansie, mi mette ancora pi\u00f9 in tensione saperlo li a guardarmi. Ma, appunto, lui lo sa, mi rispetta e come sempre sar\u00e0 davanti al cimitero a chiacchierare con il sindaco. Tra di noi le cose stanno cos\u00ec: senza essercelo mai detto abbiamo rispettato le paure altrui. Devo ricordarmi di ringraziarlo.<\/p>\n<p>L\u2019arco lo passiamo senza problemi: siamo in sei ad abbassarci all\u2019unisono, lo facciamo insieme da pi\u00f9 di dieci anni, siamo una squadra che funziona. D\u2019ora in poi \u00e8 tutta salita, sotto il sole di questo mezzogiorno estivo. In tasca il mio cellulare inizia a vibrare, sicuramente \u00e8 Laura, la mia fidanzata, che \u00e8 a casa nostra e vorr\u00e0 sapere se ho gi\u00e0 parlato con pap\u00e0, e i miei pensieri tornano a tre settimane fa, alla mia giovane amica che mi guardava terrorizzata e non parlava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giulia mi aveva chiesto di vederci \u00abma in un luogo tranquillo, Maur\u00e8, che ti devo parlare\u00bb, cos\u00ec ho pensato che casa mia a Roma sarebbe stato il posto pi\u00f9 adatto. Laura ci aveva lasciati in salotto ed era andata a lavorare nel suo studio. Il divano, che prima trovavo comodo e confortevole, stava diventando territorio di brutti ricordi. La mia amica continuava a fissarmi senza dire niente, una pausa interminabile. Poi era riuscita a prendere fiato e dirmi \u00abMio padre mi ha detto che 28 anni fa ha avuto una relazione con tua madre, dice che sei suo figlio\u00bb.<\/p>\n<p>Mi stava passando un baldacchino molto pesante, non \u00e8 come quello di San Leonardo, il suo la stava distruggendo sotto tutto quel peso e aveva bisogno di chiedermi di farlo portare anche un po\u2019 a me, sulle mie spalle. \u00abMi ha detto che lui lo sa da sempre ma che non ha avuto mai modo e coraggio di dirtelo, perch\u00e9 in realt\u00e0 tua madre non voleva che tu lo sapessi. Io lo so da una settimana, scusa se ho fatto passare un po\u2019 di tempo, non ci sto capendo niente!\u00bb ed era scoppiata in un pianto liberatorio. Il grande uomo, suo padre, aveva mandato questo scricciolo terrorizzato a dirmelo. Avrei voluto avere lui davanti a me per capire meglio, per fargli cento domande che non potevo fare a Giulia, lei non aveva le risposte. Avrei preferito che mia madre fosse ancora viva, ovviamente per abbracciarla ancora, ma anche per interrogarla sui mille perch\u00e9 che mi balenavano in quel momento in testa. Poi, all\u2019improvviso, un po\u2019 di chiarezza: la poca somiglianza con l\u2019uomo che chiamo pap\u00e0 e i discorsi di mia madre prima della sua morte mi stavano facendo unire i puntini. E una volta finito, avevo tutto chiaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La salita sta finendo, dietro la curva a destra c\u2019\u00e8 il cimitero. Scorgo mio padre tra la piccola folla che attende e sorrido dentro di me; lo sapevo che era l\u00ec. E so anche che il baldacchino pesa di meno perch\u00e8 la consapevolezza e l\u2019accettazione, paradossalmente, mi rendono le cose pi\u00f9 leggere: in fin dei conti ci ho guadagnato una sorella. Pap\u00e0, invece, sar\u00e0 sempre l\u2019uomo che mi ha cresciuto, e nessun altro.<\/p>\n<p>Ancora pochi passi e lascio San Leonardo sulle spalle di Andrea e in questo caso il peso \u00e8 fisico, non metaforico. Me lo ritrovo davanti, ma di spalle, che appoggia quella sinistra sotto alla trave del baldacchino e poco alla volta sento che prende lui la responsabilit\u00e0 del Santo. Raddrizzo la schiena, non solo per far riprendere i miei muscoli, e mi avvio sorridente verso mio padre. Incontro gente che mi ferma e saluta, dopotutto passo cos\u00ec poco tempo qui che questa \u00e8 l\u2019unica occasione che ho per scambiare quattro chiacchiere con molti. Nei loro occhi, per\u00f2, vedo qualcosa che non avevo mai notato prima, forse loro sanno da sempre quello che io ho scoperto da poco. Non voglio domandarmelo davvero.<\/p>\n<p>Qualcuno mi afferra il braccio destro ed io mi giro di istinto: me lo ritrovo davanti che mi fissa, il padre di Giulia, con gli occhi lucidi spalancati, la bocca che vorrebbe dire qualcosa ma non dice. Mi tolgo dell\u2019invisibile polvere dal mio braccio, costringendolo cos\u00ec a mollare la presa, e riprendo a camminare. Prima o poi dovr\u00f2 affrontare quell\u2019uomo ma non qui e non ora, ho cose pi\u00f9 importanti da fare adesso.<\/p>\n<p>Ed ecco, pap\u00e0, che mi tende la mano \u2013 \u201c<em>scambiatevi un segno di pace<\/em>\u201d \u2013 ed io ricambio, appoggiandogli l\u2019altra sulla spalla. Non importa quello che mi ha detto Giulia, non importa se non ci somigliamo fisicamente, lui mi conosce come io lo conosco, sappiamo cosa aspettarci l\u2019uno dall\u2019altro. Va bene cos\u00ec.<\/p>\n<p>Torniamo sotto braccio da dove siamo venuti e incrocio lo sguardo di Giulia, che adesso si \u00e8 tolta gli occhiali da sole: non serve dirsi altro.<\/p>\n<p>Abbiamo appena passato l\u2019arco quando mio padre si ferma di colpo, mi guarda intensamente e mi dice con un filo di voce: \u00abMi somigli sempre di pi\u00f9\u00bb. Lo guardo ancora un istante e poi gli dico: \u00abPap\u00e0, Laura \u00e8 incinta, diventerai nonno!\u00bb. Non riesco a scorgere molto nel suo sguardo, forse vedo solo la gioia del momento. Vorrei guardare pi\u00f9 a fondo per capire se lui sa ma ho una domanda pi\u00f9 importante: \u00abSei fiero di me?\u00bb. La risposta \u00e8 in quella piccola incrinatura nello sguardo, nell\u2019accenno di un sorriso e nella testa che asserisce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi piace tornare qui per le feste importanti, mi fa sentire ancora parte di qualcosa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32169\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32169\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi piace tornare qui per le feste importanti, mi fa sentire ancora parte di qualcosa. Sono lontano da questa comunit\u00e0 ormai da tempo, fisicamente e mentalmente, ma sono cresciuto con le feste della mia chiesa ed ora sono una scusa per rivedere gli amici, radicati qui per questioni di donne e famiglia, e per venire [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32169\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32169\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":13280,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-32169","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32169"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/13280"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32169"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32561,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32169\/revisions\/32561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}