{"id":32140,"date":"2017-05-26T17:32:40","date_gmt":"2017-05-26T16:32:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32140"},"modified":"2017-05-26T17:32:40","modified_gmt":"2017-05-26T16:32:40","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-osvaldo-lo-scarafaggio-e-la-famiglia-martini-di-orietta-corradi-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32140","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Osvaldo lo scarafaggio e la famiglia Martini&#8221; di Orietta Corradi (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p><strong>Clara ha la febbre<\/strong><\/p>\n<p>Osvaldo, uno scarafaggio nero nero lucido e grosso, abitava sotto il caminetto di casa Martini, con sua moglie Clara e due figlioletti.<\/p>\n<p>Un\u00a0 vecchio proverbio dice:<\/p>\n<p>\u201cDicembre gelato non va disprezzato\u201d. Quell\u2019anno per\u00f2 quanto a gelo, Dicembre stava veramente esagerando. La casetta di Osvaldo e Clara non era mai\u00a0 abbastanza calda:ogni sera bisognava aggiungere una copertina in pi\u00f9 sui lettini. Botto e Betta dormivano con calde cuffiette e due buffi scalda-antenne rossi; Osvaldo aveva sempre le zampette fredde e i piedini congelati mentre Clara, ad\u00a0 intervalli regolari, chiudeva gli occhietti, alzava la testa, arricciava il naso ed iniziava a fare una serie di starnuti, il cui numero variava dai dieci\u00a0 ai quindici ogni volta.<\/p>\n<p>I signori Martini erano partiti per la settimana banca, perci\u00f2 sia i termosifoni che il caminetto erano spenti. Bisognava resistere a quel terribile gelo per sette lunghi giorni. Una mattina Clara non riusc\u00ec ad alzarsi dal letto: aveva la febbre altissima e tremava come una foglia!<\/p>\n<p>Botto e Betta riempirono un\u00a0 secchiello d\u2019acqua: ogni cinque minuti bagnavano un fazzoletto e lo mettevano sulla testolina della mamma, ma la temperatura era cos\u00ec alta che il fazzoletto si scaldava \u00a0in un baleno. Erano tutti molto preoccupati!<\/p>\n<p>Osvaldo, agitatissimo, decise di chiamare un dottore, anzi non \u201cun\u201d dottore, ma \u201cil\u201d dottor Gedeone Moscone: il pi\u00f9 bravo.<\/p>\n<p>Attesero tutta la mattinata finch\u00e8,\u00a0 alle 12.00 in punto, finalmente sentirono bussare alla porta.<\/p>\n<p>Quando Osvaldo apr\u00ec, si trov\u00f2 di fronte un vecchio moscone panciuto, con lunghi baffi grigi; aveva \u00a0un\u00a0 faccione\u00a0 simpatico e\u00a0 sorridente. Indossava un elegante completo marrone e un lungo cappotto \u00a0di pelle nero. Botto e Betta l\u2019accompagnarono subito in camera di Clara. Il dottore, appena la vide, \u00a0fece un ampio sorriso, poi le prese delicatamente la zampetta e disse:<\/p>\n<p>\u201cSono il dottor Moscone Gedeone\u00a0 che per ogni malanno\u00a0 trova sempre la souzione, parlo in rime da quando son nato perch\u00e9 cos\u00ec mi hanno insegnato! Tutti quanti a casa mia, dalla nonna alla zia, si dedicano alla poesia. Se qualcuno ci viene a visitare la rima deve trovare!\u201d<\/p>\n<p>Clara, nonostante la febbre altissima, fece un bel\u00a0 sorriso: il\u00a0 dottor Gedeone l\u2019aveva conquistata!<\/p>\n<p>La visita fu molto lunga e scrupolosa. Quando termin\u00f2, il dottor Moscone Gedeone sedette sul lettino e inizi\u00f2 a dire:<\/p>\n<p>\u201cSe avesse male al dente, avrei una cura sorprendente: due fettine di limone, una foglia di lampone e un scaglia di sapone. Tutto cotto in acqua bollente, il dolore passerebbe rapidamente.<\/p>\n<p>Se avesse mal di testa, avrei una cura lesta: una coda di ranocchio uno spicchi di finocchio e un dente di marmocchio. Tutto cotto in una pentolina sarebbe meglio di un\u2019aspirina.<\/p>\n<p>Se avesse mal di cuore, avrei una cura ancor migliore: quattro fiori di girasole, due mazzetti di viole e sei dolci parole. Tutto insieme presentato, il cuore sarebbe subito ben curato.<\/p>\n<p>Clara ho visitato attentamente e di tutto questo non ha niente. Ho sentito solo un fischietto provenire dal suo petto, un fischietto cos\u00ec acuto e netto che non fa un bell\u2019effetto. La mia diagnosi \u00e8 sicura e, quindi, le prescrivo la cura:<\/p>\n<p>Luned\u00ec, marted\u00ec e mercoled\u00ec due punture al d\u00ec, per tutti gli altri giorni della settimana una puntura pomeridiana. Se la prescrizione seguirete attentamente la febbre passer\u00e0 sicuramente!<\/p>\n<p>Poi, guardando tutti con molta calma, aggiunse:\u201dCari amici ora vi devo lasciare altri malati devo visitare. Vi auguro che per tanti anni non avrete pi\u00f9 malanni!<\/p>\n<p>Il dottor Moscone Gedeone con la sua simpatia e la sua bravura, aveva rasserenato\u00a0 tutti. Accompagnandolo alla porta, Osvaldo lo ringrazi\u00f2\u00a0 molte volte\u00a0 e Botto e Betta lo baciarono sulle \u00a0paffute guanciotte. Clara aveva ancora la febbre molto alta, ma ormai erano sicuri che sarebbe guarita preso. Ora bisognava soltanto cercare un\u2019infermiera esperta in punture.<\/p>\n<p>Osvaldo non voleva perdere tempo: raccomand\u00f2 a Botto e Betta di stare vicino alla mamma, indoss\u00f2 cappotto, cappelli e sciarpa ed usc\u00ec. Nevicava. Osvaldo fece molta strada. Chiese allo scarafaggio il dottor Battista, al droghiere Ermete, a Marta la sarta, al vigile Guido Piano, ma nessuno conosceva un\u2019infermiera esperta in punture.<\/p>\n<p>Stanco, sconsolato, stretto stretto nel suo cappottino, con la testa bassa, mentre a piccoli passetti decise di tornare a casa, sent\u00ec un canto provenire da una vecchia cantina. Incuriosito si avvicin\u00f2 alla finestra; con la manica del cappotto pul\u00ec il vetro sporco di neve, ma proprio mentre stava per schiacciarci il nasino contro per vedere meglio l finestra si apr\u00ec e du splendide cicale lo invitarano ad entrare. \u201cHola amigo! Viene dentros a riscaldarte un pochino. Nos semo dos\u00a0 cicales espagnole Paquita e Caramensitas in Italia per imparare a cantare in italiano; avemos mucio amigos e tutte le sere nos ci riuniamo intorno al fuego.\u201d<\/p>\n<p>Osvaldo, di fronte a quell\u2019invito cosi\u2019 spontaneo e sincero,dimentic\u00f2 tutta la sua diffidenza nei confronti degli stranieri ed entr\u00f2. Conobbe un gruppo\u00a0 rock composto da quattro grilli spagnoli che,stanchi del flamenco, erano in Italia in cerca di fortuna; due pulci russe e un pidocchio cinese,acrobati di un circo; una farfalla cubana ballerina, un calabrone trombettista jazz americano;una famiglia di formiche rumene in cerca di una sistemazione e una giovane zanzara africana, detta \u201ctigre\u201d per via della minigonna tigrata che indossava, infermiera provetta disoccupata.<\/p>\n<p>\u201cLa mia felicit\u00e0 non si pu\u00f2 misurar, a gioia batte cos\u00ec forte nel mio cor che\u00a0 mi provoca dolor. Le mie zampette non riesco a fermar perch\u00e9 voglio ballar lalala\u2026..lalala..!!!<\/p>\n<p>Gli insetti pensarono che fosse\u201dleggermente scioccato\u201d. Quando si calm\u00f2, erano tutti intorno a lui ammutoliti e piuttosto sconcertati: i grilli spagnoli erano rimasti con le dita immobili sulle corde delle chitarre, le pulci russe si erano sedute tremolanti, il pidocchio cinese si grattava ripetutamente la testolina pensieroso, la farfalla cubana spaventata aveva aperto le ali ed era volata su un vecchio armadio, il calabrone trombettista jazz americano aveva sbarrato gli occhi e teneva la tromba come se avesse un bastone pronto a colpire, le formiche si erano prese tutte per mano. Solo Tamara la zanzara africana ebbe il coraggio di avvicinarsi e , con un filo di voce, chiese intimorita: \u201cSignore scusade: avete bisogno de quache gosa?\u201d Osvaldo la guard\u00f2\u00a0 per un attimo come si guarda un tesoro appena scoperto, poi, tirando il cappello in\u00a0 aria, ricominci\u00f2 a saltellare e a cantare. A quel punto tutti si convinsero che non fosse\u201dleggermente sciroccato\u201d ma \u201cgravemente sciroccato\u201d. Pi\u00f9 di tutti ne era assolutamente convinto il calabrone jazz americano che gi\u00e0 stava per tirare una bella strombettata sulla\u00a0 testa di Osvaldo quando improvvisamente lui cess\u00f2 di saltellare e disse:<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 tutto il pomeriggio che cerco un\u2019infermiera. Ho camminato per ore ed ore chiedendo a tutti un indirizzo, un nome, ma niente. Mia moglie Clara \u00e8 molto malata e deve fare delle \u00a0punture. Non riesco a crederci: senza volerlo l\u2019ho trovata proprio qui! Grazie, grazie a tutti voi!\u201d<\/p>\n<p>A quelle parole si commossero tutti e spontaneamente applaudirono. Applaudirono alla storia di Osvaldo finita\u00a0 bene, a Tamara la zanzara non pi\u00f9 disoccupata e a tutti quanti loro uniti da un grande\u00a0 spirito di amicizia!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32140\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32140\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Clara ha la febbre Osvaldo, uno scarafaggio nero nero lucido e grosso, abitava sotto il caminetto di casa Martini, con sua moglie Clara e due figlioletti. 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