{"id":32116,"date":"2017-05-30T17:49:42","date_gmt":"2017-05-30T16:49:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32116"},"modified":"2017-05-30T17:49:42","modified_gmt":"2017-05-30T16:49:42","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-lombra-dorata-di-alessandra-chiappori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32116","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;ombra dorata&#8221; di Alessandra Chiappori"},"content":{"rendered":"<p>\u00abVedi questa luce?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 il sole \u2013 aveva fatto spallucce lui &#8211; siamo a luglio, le giornate sono lunghe: c\u2019\u00e8 la luce. Oggettivamente ti stai arrampicando sugli specchi con inutili discorsi intellettuali alle sette di sera\u00bb.<\/p>\n<p>Giorgia si era imposta di contare fino a quattro. Solo quattro: a cinque si sarebbe insospettito. La conosceva troppo bene, sapeva che detestava risposte cos\u00ec e che avrebbe protestato. Quattro secondi dovevano bastare per non rispondere male, non insultarlo, non bruciarsi la spiegazione. Dolcezza, serviva dolcezza.<\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 cosa ovvia che a luglio sia chiaro fino a tardi \u2013 aveva inspirato a fondo e ritentato &#8211; Intendevo il tipo di luce. Non la vedi? Il sole \u00e8 quasi al tramonto e la luce \u00e8 calda, laterale, fa ombre lunghe. Se ti giri e ci guardi sull\u2019asfalto te ne accorgi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSe non mi stessi facendo una spiegazione imparentata alla lontana con ragioni scientifiche, potrei prenderla per una terribile immagine da coppiette\u00bb.<\/p>\n<p>Lo sguardo rassegnato di Giorgia si era allungato scuro come le ombre sopra la sua espressione di finta indifferenza. Fino a pochi mesi prima l\u2019avrebbe sfoggiata recitando la parte della persona superiore alle questioni di mera apparenza e alle sterili polemiche da stereotipo in cui Giacomo sguazzava senza ritegno. Avrebbe continuato a credere di stare bene cos\u00ec, di condividere qualcosa.<\/p>\n<p>In fondo, dentro di lei la persona offuscata dall\u2019idillio e in grado di non accorgersi della povert\u00e0 di quelle risposte esisteva ancora. Era stata messa all\u2019angolo a suon di cazzotti da quella che, discutendo di luce dorata del tramonto, fingeva di pensare esclusivamente a cose materiali, assaporando di nascosto, con orgoglio silenzioso, le due ombre che pedinavano un\u2019apparente coppia di ritorno da un pomeriggio di mare. Il sole lo permetteva senza chiedere nulla in cambio: proiettare il loro cammino insieme, lungo la strada. Era una soddisfazione piccola piccola, innocente, infantile. Non avrebbe fatto male a nessuno se fosse riuscita a contenere quel pensiero dentro di lei senza permettere alle rughe del sorriso e al bagliore nello sguardo di renderlo leggibile.<\/p>\n<p>Ogni giorno, ogni minuto passato insieme a Giacomo erano ormai una camminata folle e senza meta sul filo di una lama. Lo percepiva, il rischio innato in ogni parola, gesto o semplice idea. Sapeva che su quel percorso sarebbe finita male, e sapeva anche che avrebbe dovuto guardare altrove. Ma poi c\u2019erano le sue telefonate, la certezza di trovarlo, i suoi sorrisi. A sorreggere tutto restava la logica irrazionale di collegamenti impossibili tra parole mai dette e gesti ambivalenti, sfuggiti di mano nella cornice di un\u2019amicizia che era tale, certo che lo era, ma aspirava a essere qualcosa di diverso.<\/p>\n<p>Il rischio era enorme e girava come una trottola impazzita. Giorgia passava le giornate pigre dell\u2019estate a destreggiarsi intorno al meccanismo infernale, a rammendare gli strappi accidentali, a scansare i nuovi, ad allontanarsi con la voglia costante di ricomparire. Litigio, silenzio, messaggini, scuse, sorrisi, serata esilarante, abbracci, battute, altro litigio e via nel loop. Tutto perfetto, davanti. Dietro, una scenografia intaccata dai tarli: le altre, quelle che cercava e voleva lui.<\/p>\n<p>Giorgia e Giacomo erano <em>solo<\/em> amici. Tanto amici. Cos\u00ec tanto che le cavalleresche imprese in cerca di donzelle e i due di picche a profusione di Giacomo, Giorgia li conosceva alla perfezione. Cos\u00ec tanto che era lei a rispondere a telefonate notturne di sfogo, a bisbigliare di lasciar perdere, che Elisa era una sciacquetta, Chiara un\u2019ipocrita, Alice disinteressata, Simona non se lo filava nemmeno di striscio e no, Giacomo, tu non ti meriti un trattamento cos\u00ec. Cos\u00ec tanto che sempre pi\u00f9 spesso Giorgia spariva. Non era pi\u00f9 una ragazza di 26 anni, ma il compare maschio con la mente di donna, unica interprete della matassa di pensieri di un coetaneo sfigatissimo in amore. Una sfortuna che condividevano, lo sapeva molto bene da quando era successa quella cosa l\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quella cosa l\u00e0 risaliva a una festa in spiaggia del mese prima, una birra di troppo in mano a Giorgia e un\u2019improvvisa complicit\u00e0 nei confronti di Giacomo. \u201cCosa c\u2019\u00e8?\u201d chiedeva lui, intuendo l\u2019arrivo del peggio, sfuggendole e ritornando a sostenerla per paura che l\u2019ebrezza la facesse inciampare negli scogli.<\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 che mi piaci\u00bb era esplosa lei.<\/p>\n<p>Silenzio. Risatina nervosa. Sguardo gelido.<\/p>\n<p>\u00abLo so che \u00e8 un casino, ora non credere\u2026\u00bb ma lui l\u2019aveva interrotta, in un crescendo di imbarazzo.<\/p>\n<p>\u00abNon credo: <em>\u00e8<\/em> un casino\u00bb.<\/p>\n<p>Ormai era fatta, aveva pensato lei, accettare la sciagura successiva.<\/p>\n<p>\u00abIo lo sapevo che non esisteva l\u2019amicizia tra uomo e donna, e tu sei la conferma\u00bb<\/p>\n<p>\u00abNon \u00e8 vero che non esiste, noi <em>siamo<\/em> amici\u00bb<\/p>\n<p>\u00abEra una finzione\u00bb<\/p>\n<p>\u00abMa io sono affezionata a te\u00bb<\/p>\n<p>\u00abQuesta cosa \u00e8 assurda, \u00e8 perversa\u00bb<\/p>\n<p>\u00abPerversa? Ti ho solo detto che mi piaci, sarebbe pure un complimento\u00bb.<\/p>\n<p>Sospiri. Ansie.<\/p>\n<p>\u00abNon possiamo andare avanti cos\u00ec, lo sai, vero?\u00bb Aveva concluso lui puntando gli occhi a terra.<\/p>\n<p>\u00abGuarda che come abbiamo fatto finora, possiamo fare ancora \u2013 e cos\u00ec Giorgia aveva polverizzato il nervosismo in un discorso autodistruttivo &#8211; Se la consideri da fuori \u00e8 molto lineare: io propongo, tu rifiuti. Bon. Amici come prima\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNon sar\u00e0 pi\u00f9 come prima. E mi fa tristezza\u00bb<\/p>\n<p>\u00abSapessi a me\u2026\u00bb si era morsa un labbro.<\/p>\n<p>\u00abNon sto scherzando: ti ferisco e so di farlo, e non vorrei\u00bb<\/p>\n<p>\u00abTranquillo, ci sono abituata\u00bb ma la voce ormai le si era spezzettata in un singhiozzo.<\/p>\n<p>L\u2019aveva riportata a casa, premuroso come sempre, e poi era calato il sipario. Da quella sera, timidezze e tentativi di evitarsi si erano piano piano scongelati al sole di luglio in un riavvicinamento che <em>sembrava<\/em> l\u2019amicizia di prima, ma ne era solo l\u2019ombra. Un\u2019ombra dorata, tuttavia. Uscivano, progettavano viaggi, scherzavano e passavano tantissimo tempo insieme. Salvo quello che lui aveva iniziato a ritagliarsi per s\u00e9, e per le altre.<\/p>\n<p>Giorgia lo intuiva, la gelosia le mordeva la gola, ma non aveva alcuna giustificazione per lamentarsi. Ricamare dolcezze su una stupidaggine come le loro ombre proiettate sull\u2019asfalto era diventata la misera, conciliante e dolcissima fiamma di felicit\u00e0 interiore che si concedeva in silenzio, stando attenta a non oltrepassare il confine oltre il quale si sarebbe scatenato il disastro. Ma la fiamma durava poco, spenta la maggior parte della volte da episodi di crudelt\u00e0 gratuita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Finire un discorso anche solo superficialmente serio con Giacomo era sempre stato impossibile: \u201cla mia mente \u00e8 un piano inclinato \u2013 diceva \u2013 tutto rotola gi\u00f9\u201d. Mentre Giorgia cercava di concludere il ragionamento sulla luce del tramonto, il bianco peplo di Eleonora, e tutto ci\u00f2 che non nascondeva, avevano introdotto un nuovo scivolo. In caduta libera, i neuroni di Giacomo avevano salutato il discorso di Giorgia per riversarsi sul corpo scultoreo della ragazza che stava andando loro incontro.<\/p>\n<p>Giorgia si domandava dove fosse, prima, la strabordante evidenza empirica di ora. Si chiedeva se l\u2019incostanza di lui fosse intenzionale, se lo fosse il perpetuo orientare l\u2019attenzione alle altre, alle <em>ragazze<\/em>, appellativo che a lei non era concesso. Se fosse un gesto, uno dei tanti che da quella sera famosa lui aveva messo insieme, aumentandoli esponenzialmente, per schiacciarla ancora un po\u2019, allontanandola con disprezzo e crescente gelo.<\/p>\n<p>Non era la gelosia spicciola innescata dal constatare che il ragazzo che popolava la sua vita e stava camminando di fianco a lei stava guardando avidamente un\u2019altra \u2013 magari pi\u00f9 bella, magari pi\u00f9 attraente, o semplicemente iscritta al club delle ragazze perfette \u2013 mentre lei gli parlava convinta che lo stesse ascoltando. Giorgia era quasi sicura di poterla percepire come un fluido mieloso e viscido: la cattiveria. Di sapere esattamente cosa stesse provando lei durante quella parentesi di chiacchiere con lui, e di voler tirare il freno a mano bruscamente, per una forma di intolleranza sorda, la risposta puramente fisica dell\u2019aver visualizzato, sul sonar della caccia ormonale, una ragazza perfetta, danzante tra candidi veli, l\u2019abbronzatura e la regolarit\u00e0 dei connotati e del viso esaltati da quella maledetta luce dorata del tramonto.<\/p>\n<p>Aveva accelerato il passo, Giacomo, sorrideva gi\u00e0 a Eleonora, la salutava. Per mantenere cordiali rapporti di freddezza, Giorgia le aveva invece fatto un cenno, e prevedendo di voler evitare il classico siparietto in cui lui faceva lo speciale con ragazze che non lo consideravano nemmeno un po\u2019, si era mantenuta sulle sue, a debita distanza.<\/p>\n<p>La scena si era svolta come sempre: un classico, pilotato da flussi ormonali prevedibili per un maschio ventiseienne. Il che schiacciava senza tregua Giacomo nel calderone delle persone prive di alcunch\u00e9 di speciale. Il solito, squallido, prevedibile e tristissimo ragazzo single con l\u2019ormone a palla. Una nuova sconfortante, scontata ma luminosa conferma a pensieri gi\u00e0 masticati e riposti nel cassetto delle constatazioni razionali. Troppa luce, troppo alta, per perdersi nella malinconia di quel tramonto dorato, due ombre distanti allungate sull\u2019asfalto della sera.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32116\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32116\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abVedi questa luce?\u00bb. \u00abC\u2019\u00e8 il sole \u2013 aveva fatto spallucce lui &#8211; siamo a luglio, le giornate sono lunghe: c\u2019\u00e8 la luce. 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