{"id":32087,"date":"2017-05-30T22:04:33","date_gmt":"2017-05-30T21:04:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32087"},"modified":"2017-05-30T22:04:33","modified_gmt":"2017-05-30T21:04:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-pioggia-di-vincenza-alba-elia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32087","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Pioggia&#8221; di Vincenza Alba Elia"},"content":{"rendered":"<pre>...e aspiette che chiove\r\n l'acqua te 'nfonne e va\r\n tanto l'aria s'adda cagna'\r\n (Pino Daniele)<\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pioggia continuava a martellare le vetrate, coprendo a tratti la voce flebile della signora, seduta sulla sedia bassa davanti alla scrivania.<br \/>\n&#8220;Mi scusi, non ho afferrato il suo nome&#8221; era stanca, dopo una notte di sonno inquieto e una mattinata fitta di visite in ambulatorio. Quella era l&#8217;ultima, se Dio voleva, poi andassero tutti a quel paese, lei sarebbe corsa a timbrare l&#8217;uscita prima che l&#8217;infermiera del reparto potesse raggiungerla con altre richieste <em>(Il dottor Cognetti<\/em> <em>\u00e8<\/em>\u00a0<em>stato chiamato un&#8217;ora fa in Pronto Soccorso e<\/em> \u00a0<em>non<\/em>\u00a0<em>\u00e8\u00a0<\/em><em>ancora<\/em> <em>tornato<\/em>, <em>la paziente aspetta la cartella per la dimissione, la prego dottoressa ci pensi lei).<\/em> E gi\u00e0: Cognetti al bar del Pronto Soccorso aspettando che spiova, il primario a Villa Immacolata a inseminare uteri refrattari, Milani ancora in malattia, del resto non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 da far conto di lei dopo l&#8217;incidente, per\u00f2 non posso far tutto io, porca miseria! Ah, c&#8217;\u00e8 pure la ragazza in travaglio, va a finire che mi toccher\u00e0 scendere in sala parto&#8230;<br \/>\nCome ha detto che si chiama, questa? Uno sguardo alla cartella, quel cognome insolito, sar\u00e0 il suo o quello del marito? si chiamava cos\u00ec anche lui &#8211; e che, solo lui? chiss\u00e0 quanti ce n&#8217;\u00e8 con quel cognome!<br \/>\n&#8220;No dottoressa, \u00e8 il cognome di mio marito, \u00e8 calabrese, ma di origine greca&#8221; appunto, sar\u00e0 un parente, un membro di quella trib\u00f9, ma guarda combinazione, Graziella il nome.<br \/>\n&#8220;Va bene, vada sul lettino che facciamo la visita&#8221; e anche l&#8217;et\u00e0 potrebbe corrispondere&#8230;<br \/>\nVent&#8217;anni fa. Gli ultimi esami prima della laurea, settimane di studio senza riposo. Lui sempre pi\u00f9 distante, diradati gli incontri, poche telefonate tempestose. <em>Ma come, neanche questa domenica possiamo vederci? Ho studiato giorno<\/em>\u00a0<em>e notte per avere la domenica libera!<\/em> &#8211; <em>Abbi pazienza, sar\u00e0 per domenica prossima, ora ho questo impegno con un amico, gliel&#8217;ho promesso, non posso tirarmi indietro<\/em> &#8211; <em>Allora il tuo amico conta pi\u00f9 di<\/em> me &#8211; <em>Ma che discorsi fai, Graziella<\/em> &#8211; esasperato &#8211; <em>Come, Graziella? io non sono Graziella&#8230;<\/em> Un crac, dentro, proprio in quel momento, lo ricordava benissimo.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\n&#8220;E lei di dov&#8217;\u00e8, signora? Non mi sembra romana, dall&#8217;accento&#8221;<br \/>\nI ferri tintinnarono nella vaschetta d&#8217;acciaio, mentre la voce flebile esalava &#8220;Firenze&#8221; in un sospiro quieto. Lo speculum entr\u00f2 agevolmente, nonostante la secchezza delle mucose. &#8220;Mi sono trasferita a Roma vent&#8217;anni fa, dopo sposata. Mio marito era stato assunto qui all&#8217;Archivio di Stato, noi si sarebbe stati pi\u00f9 volentieri a Firenze, ma col primo figlio in arrivo non si poteva far mica gli schizzinosi.&#8221; Il colposcopio aveva centrato una cervice dall&#8217;aspetto piuttosto malandato.<br \/>\n&#8220;E cos\u00ec venite da Firenze&#8230; una citt\u00e0 meravigliosa, a chi non piacerebbe viverci?&#8221; Il rumore della pioggia si era attenuato, ma ora il martell\u00eco si era trasferito alle sue tempie. Stanchezza, sonno, forse fame, forse&#8230; brutta per\u00f2 questa cervice, mucosa congesta e friabile, la punta morbida del tampone provoca gi\u00e0 sanguinamento.<br \/>\n&#8220;Sapesse, dottoressa, che nostalgia ho della mia Firenze! Lui no, lui stava a Perugia, studiava l\u00e0, veniva a trovarmi quasi tutti i fine settimana, o a volte andavo io da lui&#8230; ahi!&#8221;<br \/>\n&#8220;Mi scusi, ho dovuto prelevare un campione di mucosa cervicale per l&#8217;esame istologico, c&#8217;\u00e8 una forte infiammazione, per questo ha sentito un po&#8217; male&#8221; e forse la pressione della pinza era stata un tantino pi\u00f9 forte, ma tu non lo sai che cosa hai detto, tu stai l\u00ec a gambe aperte, con quella vocina sospirosa, e hai detto Perugia, e non lo sai, tu non sai a chi lo hai detto, tu non sai niente di me, ed io niente di te, ma ti guardo dentro attraverso il colposcopio, e vedo me stessa, e vedo l&#8217;uomo che \u00e8 tuo marito, il suo pene dentro di te, lo riconosco, Perugia hai detto, Firenze-Perugia quasi ogni fine settimana, s\u00ec quasi, perch\u00e9 altri fine settimana era Roma-Perugia, ma tu non lo sai. Forse.<br \/>\n&#8220;Quanti figli ha detto di avere?&#8221; La stazione Termini, un giorno di nuvole e pioggia, l&#8217;aveva atteso al binario come tante altre volte, ma quella volta era diverso, lui doveva ripartire subito, aveva detto poco prima al telefono, voglio salutarti ma non posso fermarmi. E lei aveva mollato i libri e si era scapicollata gi\u00f9 da Monte Mario, dopo aver coperto sotto due dita di fondotinta e ombretto i segni del pianto.<br \/>\n&#8220;Uno solo, ha dieci anni. Prima di lui ci sono stati tre aborti, non riuscivo a portare a termine le gravidanze, ho fatto tante cure&#8230; Ci tenevo tanto ad avere dei figli, sa? Ma poi ci siamo fermati a questo&#8221; la voce ora diventava un sussurro, come un coro di ombre. Ombre passavano dietro le vetrate, nuvole pi\u00f9 scure e pi\u00f9 chiare. Ombre sullo schermo dell&#8217;ecografo che scandagliava le profondit\u00e0 uterine. Qui il seme era germogliato. Il seme di cui lui era cos\u00ec avaro con lei, allora. Non possiamo correre rischi, diceva. Lei gli dava ragione, contro il bruciante desiderio del suo corpo. Sempre trovava in se stessa le ragioni di lui a contrastare quegli spasmi, quei conati violenti e inefficaci da cui infine scaturiva il pianto &#8211; quando lui si era addormentato, sazio e tranquillo, volgendole le spalle.<br \/>\n<em>&#8211; Come mai non puoi fermarti? resta almeno fino<\/em>\u00a0<em>a domani, chiedo al mio collega di lasciarci la stanza<\/em> &#8211; <em>Non posso ti ho detto, devo fermarmi<\/em>\u00a0<em>a Firenze stanotte, c&#8217;\u00e8 mio cugino che mi aspetta, sua madre mi ha dato della roba per lui.<\/em> Risentiva il freddo della panchina sotto i pantaloni di tela, giugno quell&#8217;anno era gelido. Piazza dei Cinquecento, il grande vestibolo di Roma, intorno a loro non smetteva di vorticare. &#8211;\u00a0<em>Penso<\/em>\u00a0<em>che andr\u00f2\u00a0al cinema con Antonello, stasera<\/em> &#8211; Il sorriso di lui aveva una sfumatura di piet\u00e0? &#8211;\u00a0<em>Fai bene,<\/em> aveva detto alzandosi,<em> salutiamoci qui, non c&#8217;\u00e8 bisogno che tu venga al treno<\/em> &#8211; <em>D&#8217;accordo.<\/em> L&#8217;ultimo bacio non se lo ricordava, le pareva d&#8217;essere andata via senza voltarsi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Utero fibromatoso, gi\u00e0. Pare che la mancata detensione delle fibre muscolari, la congestione prolungata che non sfocia nell&#8217;orgasmo, costretta alla stagnante mortificazione del deflusso lento, possa nel tempo condurre all&#8217;ispessimento fibrotico. Ci si indurisce dentro, ecco tutto.<br \/>\n&#8220;Un figlio \u00e8 comunque gi\u00e0 un bell&#8217;impegno per noi che lavoriamo, no? Che lavoro fa lei, signora?&#8221; e perch\u00e9 diamine stava dando per scontato che lei non fosse una casalinga? solo perch\u00e9 ricordava l&#8217;avversione di lui per le casalinghe, per le donne sciatte e trascurate, perse dietro le cure della casa e dei figli? E questa qui era senza dubbio ben messa nell&#8217;aspetto e nell&#8217;abbigliamento, ma pure aveva l&#8217;aria di chi non se ne cura, come se vestirsi e truccarsi fosse un&#8217;altra delle mansioni consuete, come se anche il suo corpo fosse un oggetto domestico da mantenere in buono stato, pulito e ordinato. Cos\u00ec faccio anch&#8217;io, pens\u00f2, e la mano che ora palpava e premeva sui fianchi trem\u00f2 impercettibilmente.<br \/>\n&#8220;Sono segretaria in un&#8217;azienda telefonica. Ha ragione, dottoressa, non \u00e8 mica facile crescere un figlio in una citt\u00e0 come Roma, e con la famiglia lontana. Mia madre mi avrebbe dato una mano, ma \u00e8 a Firenze con le mie sorelle. Sono proprio contenta di aver trovato lei qui oggi, continuava rivestendosi dietro il paravento, con una donna \u00e8 pi\u00f9 facile, ci si capisce meglio&#8221;.<br \/>\nDa dietro il paravento non poteva vedere la smorfia che piegava le labbra della dottoressa, china sulla cartella alla scrivania.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>**<\/p>\n<p>Sul lungotevere il traffico era scarso a quell&#8217;ora, e anche la pioggia s&#8217;andava quietando. Goccioloni radi venivano gi\u00f9 a tratti da nuvole sciorinate in slarghi d&#8217;azzurro. La dottoressa camminava a passo svelto, assecondando la voglia di muoversi delle gambe, scansando le pozzanghere e le auto parcheggiate a casaccio.<br \/>\nNon aveva voglia di infilarsi gi\u00f9 per le scale della metro, di pigiarsi tra la folla brulicante nel sottosuolo. Non aveva voglia di tornare a casa. Del resto, pens\u00f2 chiudendo l&#8217;ombrello, a casa non l&#8217;aspettava nessuno. La porta a vetri del bar-gastronomia le rimand\u00f2 la smorfia consueta delle labbra.<br \/>\nSeduta a un tavolino davanti a un&#8217;insalata e una focaccia, si accorse che non riusciva a ricordare il viso di lui. La memoria le riportava solo una foto. Era davanti a un piccolo monumento sul piazzale di una chiesa di montagna, i rossi capelli sulla fronte, il busto di tre quarti, il piede sul basamento di marmo, guardava tranquillo e deciso l&#8217;obiettivo. Lei un po&#8217; indietro, composta e sorridente, ma lo sguardo fuggiva di lato, quasi con vergogna. Chi aveva scattato quella foto, e di che si vergognava, infine?<br \/>\n&#8211; <em>Cos\u00ec, guarda, metti le mani qui. Stai ferma<\/em> &#8211; <em>Non ci riesco&#8230;<\/em> &#8211; <em>Dai, solo il tempo dello scatto<\/em> &#8211; <em>Ancora?<\/em> &#8211; <em>Allarga le gambe<\/em> &#8211; <em>Mi vergogno<\/em> &#8211; <em>Ora fai questa qui, su, girati,<\/em>\u00a0<em>\u00e8 facile<\/em> &#8211; <em>Ma<\/em><em>&#8230;<\/em>\u00a0&#8211; <em>Ferma cos\u00ec, ancora una. Che fai, piangi?<\/em> &#8211; Moriva di vergogna sotto l&#8217;obiettivo, sotto il suo sguardo asettico e distante. &#8211; <em>Va bene, basta, non sei portata<\/em> &#8211; infine con gentile degnazione &#8211; <em>sono foto pessime, se vuoi puoi tenerle<\/em> &#8211; <em>Non le voglio.<\/em><br \/>\nStupida. Stupida. Stupida.<br \/>\nMa anche questa Graziella, non doveva essere poi cos\u00ec diversa: sempliciotta, le pareva, pure lei soggiogata da quell&#8217;uomo. Eppure lei era riuscita a prenderselo, a tenerlo per s\u00e9 &#8211; a che prezzo, chiss\u00e0. O forse invece era stata felice con lui, forse era riuscita a toccargli il cuore, con quel fare garbato da gattamorta&#8230;<br \/>\nCon quale fiducia, con quale stanco abbandono, quella donna era venuta a mettersi nelle sue mani! Davvero non sapeva, non immaginava? Lei non aveva bisogno di aspettare il referto istologico per fare diagnosi. Si sprecavano, in reparto, le battute sul suo occhio clinico&#8230;<br \/>\nLa pioggia era cessata. Si alz\u00f2, and\u00f2 alla cassa a pagare, fu di nuovo fuori, nel traffico che ora si era animato, nel luccicore bagnato del marciapiede. Scese le scale della metropolitana, si tuff\u00f2 nelle viscere della citt\u00e0, desiderando di essere presto a casa.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32087\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32087\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8230;e aspiette che chiove l&#8217;acqua te &#8216;nfonne e va tanto l&#8217;aria s&#8217;adda cagna&#8217; (Pino Daniele) &nbsp; La pioggia continuava a martellare le vetrate, coprendo a tratti la voce flebile della signora, seduta sulla sedia bassa davanti alla scrivania. &#8220;Mi scusi, non ho afferrato il suo nome&#8221; era stanca, dopo una notte di sonno inquieto e [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32087\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32087\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":11897,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-32087","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32087"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11897"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32087"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32550,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32087\/revisions\/32550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}