{"id":32083,"date":"2017-05-30T17:46:05","date_gmt":"2017-05-30T16:46:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32083"},"modified":"2017-05-30T17:46:05","modified_gmt":"2017-05-30T16:46:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-laeroplano-di-giorgio-castellari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32083","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;L&#8217;aeroplano&#8221; di Giorgio Castellari"},"content":{"rendered":"<p>Carlo si stava godendo gli ultimi giorni di vacanza, pedalava con calma nei sentieri di campagna tanto amati, cercava di cogliere gli ultimi segni dell\u2019estate che ormai si stava perdendo in un&#8217;altra stagione, assieme alla quale sarebbero arrivati le sveglie precoci, le mattine in un\u2019aula, i pomeriggi riempiti dai compiti, il freddo, il buio, la nebbia.<\/p>\n<p>Si rendeva conto della futilit\u00e0 di quelle preoccupazioni, c\u2019era da pensare ad altro, alla guerra, ai bombardamenti, ai tedeschi con le loro batterie a difesa del ponte, ai ragazzi lontani in tutte le parti del mondo e di cui spesso non si sapeva pi\u00f9 nulla e si potevano solo affidare alle preghiere, ma lui non ci poteva fare nulla, quelli erano i pensieri del suo cervello.<br \/>\nAvvert\u00ec uno strano rumore. Era quello di un motore di aereo, di quelli che si abbassavano sul paese per andare a colpire il ponte sul grande fiume, ma con qualcosa di strano, pi\u00f9 cupo del solito, pi\u00f9 sordo. Lo vide finalmente e cap\u00ec il motivo: dalla carlinga usciva una striscia di fumo e perdeva quota a vista d\u2019occhio dirigendosi verso il paese. Gli era gi\u00e0 capitato altre volte di vedere cose del genere, ma sempre in lontananza e sempre in quelle occasioni si era aperto l\u2019ombrello bianco con un uomo attaccato circondato dai traccianti delle mitragliatrici. Adesso, invece, non c\u2019era traccia del pilota nel cielo, anzi gli parve di vederlo nella cabina quando gli pass\u00f2 sulla testa a pochi metri d\u2019altezza.<br \/>\nDopo pochi secondi sent\u00ec un tremendo botto e vide alzarsi grosse volute di fumo nero verso il cielo. Si diresse pigiando all\u2019impazzata sui pedali verso il luogo dell\u2019impatto. Secondo i suoi calcoli doveva essere senz\u2019altro in paese, lontano, comunque, da casa sua. Arrivato sul posto, vide l\u2019apparecchio schiantato contro il muro esterno della riseria. Gli operai avevano organizzato una catena e facevano arrivare dei secchi d\u2019acqua per spegnere l\u2019incendio.<br \/>\nSul posto, intanto, andava radunandosi tutto il paese. Fra la folla vide suo padre, ma cerc\u00f2 di tenersi distante da lui per non essere mandato a casa, mentre non voleva assolutamente perdersi una seppur piccola parte di quella storia. Fu Enrico suo amico e compagno di scuola a informarlo su quanto accaduto \u201cQualcuno ha visto l\u2019aereo arrivare e ha dato l\u2019allarme. Tutti hanno fatto in tempo a uscire e disperdersi nei campi, anche se poi l\u2019apparecchio ha buttato gi\u00f9 solo il muro di cinta e i macchinari e il riso sono salvi.\u201d<br \/>\nIntanto le fiamme erano state spente e alcuni pi\u00f9 coraggiosi si avvicinavano. Fra la folla radunata incominci\u00f2 a correre voce che il pilota fosse stato sbalzato fuori dalla cabina e il suo corpo carbonizzato. Alcune donne si fecero il segno della croce, mentre Don Guglielmo il parroco se ne stava fermo con le mani giunte recitando a bassa voce una preghiera, incerto se fosse suo dovere avvicinarsi e impartire la benedizione a quelle povere spoglie. Poteva trattarsi di un eretico, di un anticristo, le insegne degli Stati Uniti sulla carlinga non lo rassicuravano del tutto. Alla fine la carit\u00e0 cristiana prevalse e si avvicin\u00f2 ma fu aggredito dal Morganti, il padrone della riseria \u201cCosa fa, signor Parroco, benedice le spoglie di un nemico? E\u2019 venuto qua sulla nostra terra a sganciare bombe, a uccidere donne e bambini e lei pure lo benedice? Preghi piuttosto per i nostri valorosi soldati e per il nostro amato duce, liberato dalla prigionia dove lo tenevano i traditori per continuare la lotta a fianco del nostro alleato tedesco.\u201d<br \/>\nMentre pronunciava queste parole e Don Guglielmo rimaneva in mezzo al guado senza sapere cosa fare e cosa dire, si avvicin\u00f2 il capostazione \u201cBravo signor Morganti, lei \u00e8 un vero patriota.\u201d I due parlottarono un po\u2019 fra loro poi si avvicinarono all\u2019aereo, cominciarono a prendere a calci il corpo del pilota supino per terra.<br \/>\nLa situazione fu risolta dall\u2019arrivo dalla cittadina vicina in bicicletta del maresciallo dei carabinieri, accompagnato da due militi. Dopo aver ripreso un po\u2019 fiato, fecero allontanare tutti dal rottame ancora fumante. Il sottoufficiale ordin\u00f2 ai due sottoposti di non fare avvicinare nessuno, inforc\u00f2 ancora la bicicletta e torn\u00f2 dopo un po\u2019, con l\u2019impresa delle pompe funebri. I due addetti prelevarono il corpo del pilota, lo posero in una bara di legno grezzo, la caricarono su un carro e se ne andarono assieme ai carabinieri.<br \/>\nI due amici se ne stettero l\u00ec sino all\u2019ultimo per non perdere niente di quell\u2019avvenimento venuto a rompere la quiete del paese, finch\u00e9 non furono intercettati dal padre di Carlo che li invit\u00f2 piuttosto energicamente a tornarsene a casa dove ormai le madri stavano preparando la cena. A malincuore dovettero ubbidire, ma fissarono un appuntamento per la mattina seguente.<br \/>\nIl rottame dell\u2019aeroplano stette l\u00ec ancora per parecchi giorni, ormai nessuno ci badava pi\u00f9, faceva parte del paesaggio. La storia ritorn\u00f2 in auge per breve tempo quando si sparse la voce dell\u2019inumazione di quella povera salma in forma anonima nel cimitero di un paese vicino, ma poi non se ne parl\u00f2 pi\u00f9.<br \/>\nGli unici a non volere dimenticare erano i due ragazzi. Passavano gran parte del loro tempo nei pressi di quelle lamiere contorte e non volevano staccarsene. Erano tenuti lontano dai cartelli con le gravi sanzioni previste per chi si fosse avvicinato e soprattutto dalle minacce dei loro genitori, indispettiti per quella fissazione, nel caso si fossero messi nei guai.<br \/>\nDopo alcuni giorni arriv\u00f2 un camion dell\u2019aeronautica miliare, per recuperare i resti dell\u2019apparecchio e trasportarli chiss\u00e0 dove. Uno degli addetti durante una pausa si rec\u00f2 al bar, dove fra una consumazione e l\u2019altra confess\u00f2 ai pochi avventori, impegnati nella solita partita di scopa, come quei rottami interessassero moltissimo i servizi segreti impegnati nello studio di sistemi contraerei pi\u00f9 efficaci. Nonostante l\u2019enfasi del militare gli ascoltatori, dopo che lui si fu allontanato, commentarono piuttosto ironicamente le sue parole vista la cronica inefficienza della contraerea, piuttosto bisognosa di una regolata Infatti, con le centinaia di aerei arrivati a colpire il ponte in quegli ultimi mesi quelli abbattuti si potevano contare sulle dita di una mano. I due ragazzi presenti fra gli uditori non sapevano a chi credere e se la versione del militare solleticava la loro fantasia, lo scetticismo dei loro compaesani li convinceva di pi\u00f9 per l\u2019evidente desiderio del giovane di attirare l\u2019attenzione dell\u2019 avvenente barista.<br \/>\nUna volta allontanatosi il mezzo militare con il suo carico, si recarono sul luogo dove era rimasta a lungo la carlinga dell\u2019aeroplano sospirando per la delusione quasi fosse finita un\u2019eccitante e irripetibile avventura. Stavano per salutarsi quando Enrico proruppe \u201cSaranno state anche interessanti queste lamiere, ma se ne sono dimenticate una parte, \u201d indicando un frammento nascosto dietro un cespuglio.<br \/>\nI due ragazzi si guardarono e senza parlarsi concepirono lo stesso pensiero. Mentre Enrico si guardava intorno per accertarsi che nessuno li vedesse, Carlo afferr\u00f2 quel pezzo di metallo, per fortuna non pesante, inforc\u00f2 la bicicletta e si diresse a tutta velocit\u00e0 verso la campagna, seguito dall\u2019amico. Arrivati ai boschi, lasciarono le biciclette e si diressero verso un punto dove la vegetazione era particolarmente folta. Con una pietra spaccarono senza troppa difficolt\u00e0 il reperto in due parti e le seppellirono in maniera affrettata. Due sere dopo, approfittando del buio, vennero a recuperare quei cimeli e se li portarono a casa cercando un posto dove i loro genitori non potessero scoprirli.<br \/>\nDue anni dopo la fine della guerra Carlo se ne stava al bar del paese, impegnato con gli amici nella solita partita a biliardo della sera, dopo aver finito i compiti e prima della cena, quando entr\u00f2 nel locale un avventore nuovo per lui, evidentemente, per\u00f2, ben conosciuto dai titolari e da qualcuno dei clienti, con la pronuncia italiana tipica di un anglosassone. Incuriosito, si avvicin\u00f2 alla barista, sempre bella e avvenente, ma con una lucente vera all\u2019anulare della mano sinistra \u201cChi \u00e8 quel tipo, cosa ci fa da queste parti?\u201d<br \/>\nLa donna gli rispose immediatamente \u201c Ma come non lo sai, \u00e8 un giornalista americano, venuto a fare una ricerca su quell\u2019aereo caduto nel settembre del 44, quello che \u00e8 andato a sbattere contro il muro della riseria, te lo ricordi? Sembra che voglia scrivere un articolo su quell\u2019accaduto.\u201d<br \/>\nCarlo quell\u2019episodio se lo ricordava, eccome. Si avvicin\u00f2, perci\u00f2, al nuovo venuto. Si present\u00f2 come ben informato su quegli avvenimenti, convinto di poter dare un contributo significativo alla loro ricostruzione, ma la risposta fu piuttosto scoraggiante \u201cLa ringrazio, ma ormai so tutto quello che c\u2019era da sapere, ho intervistato tanta gente fra i quali il maresciallo dei carabinieri, che mi ha indicato la tomba del pilota ormai vuota perch\u00e9 i nostri dopo la fine della guerra hanno recuperato il corpo. Ho sentito il proprietario della riseria, che\u201d e qui gli scapp\u00f2 un sorrisino sarcastico \u201c prese a calci quel povero corpo per nascondere agli occhi della gente le sue simpatie antifasciste, pericolose a quell\u2019epoca. Il capostazione, invece, \u00e8 stato trasferito e non ho potuto ascoltarlo ma non credo possa aggiungere altri elementi interessanti alla storia.\u201d<br \/>\nCarlo rimase deluso, ma gli balen\u00f2 un\u2019idea \u201cCapisco, ma forse posso aggiungere qualche cosa, ho un pezzo della carlinga di quell\u2019aereo ben custodito nella cascina a casa mia, forse vuole vederla o scattare una fotografia da pubblicare. \u201d<br \/>\nL\u2019americano lo guard\u00f2 scuotendo la testa \u201cNo, non m\u2019interessa, in questi giorni ho visto un centinaio di quei pezzi, sembra che ogni abitante di questo paese ne abbia uno.\u201d<br \/>\nQuella sera Carlo, contrariamente alle sue abitudini, non mangi\u00f2 quasi nulla e la madre gli chiese se stesse poco bene.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32083\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32083\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" 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