{"id":32062,"date":"2017-06-01T11:22:32","date_gmt":"2017-06-01T10:22:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32062"},"modified":"2017-06-01T15:55:45","modified_gmt":"2017-06-01T14:55:45","slug":"premio-racconti-nella-rete-2017-misterioso-omicidio-al-ristorante-di-danilo-nucci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=32062","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2017 &#8220;Misterioso omicidio al ristorante&#8221; di Akhenaton"},"content":{"rendered":"<p><u>Personaggi:<\/u><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><u>Amedeo<\/u><\/strong>: Proprietario del ristorante. Personaggio molto borioso e sicuro di s\u00e9. Sposato con Marta.<\/li>\n<li><strong><u>Marta<\/u><\/strong>: Moglie di Amedeo e direttrice di sala. Donna molto sofisticata e affascinante. Ha una storia segreta con Daniele<\/li>\n<li><strong><u>Daniele<\/u><\/strong>. Sommelier. Ha una storia da anni con Marta. Ma non rinuncia a fare il galante con altre belle fanciulle.<\/li>\n<li><strong><u>Noemi<\/u><\/strong>: Capo Chef. Orgogliosa di essere arrivata cos\u00ec in alto pur essendo giovane. \u00c8 in competizione con Paolo, che vuole soffiarle il posto ed \u00e8 geloso di lei.<\/li>\n<li><strong><u>Paolo<\/u><\/strong>: Secondo Chef. Maschilista e arrogante. E\u2019 geloso di Noemi e mal sopporta un capo donna.<\/li>\n<li><strong><u>Laura: <\/u><\/strong>Aiuto cuoca. Sempre sorridente ha un carattere molto accomodante, e cerca di conciliare le frizioni tra Noemi e Paolo.<\/li>\n<li><strong><u>Agata<\/u><\/strong>: Cassiera. Sa sempre tutto di tutti \u2013 e ama il pettegolezzo. Si considera una donna fatale, anche se in genere gli uomini non condividono questa sua opinione.<\/li>\n<li><strong><u>Margherita<\/u><\/strong>: Responsabile degli acquisti. E\u2019 sempre di corsa, divisa tra le mille responsabilit\u00e0 del lavoro e la famiglia.<\/li>\n<li><strong><u>Marcello<\/u><\/strong>: Cameriere e inguaribile pettegolo. Noto anche per\u00f2 per la sua grande bont\u00e0.<\/li>\n<li><strong><u>Hiro<\/u><\/strong>: Cameriere giapponese. Molto preciso e noto per le sue mille fissazioni e stranezze.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il corpo giaceva nudo, adagiato sul tavolo grande di cucina, su un letto di rucola in un enorme vassoio ovale di silver plate che abitualmente era utilizzato per le grandi presentazioni di carni o selvaggina nelle cene importanti. Era stato disteso a bocconi, con la testa appoggiata sul bordo del vassoio, girata da un lato. Tutto il corpo, un corpo grasso e flaccido, glabro per natura, era stato legato con lo spago bianco utilizzato per legare il roast beef o altre carni e cosparso di sale, pepe, olio extravergine di oliva ed erbe aromatiche come alloro, bacche di ginepro e abbondante rosmarino, due rametti del quale erano stati inseriti anche sotto le ascelle. Anche le braccia erano state legate, allo stesso modo, lungo il corpo. Le gambe sporgevano, quasi interamente dal vassoio e poggiavano direttamente sul tavolo di cucina. La bocca era tenuta spalancata da una mela che era stata incastrata a forza fra le due arcate dentarie. Gli occhi, ancora spalancati conferivano al volto un\u2019espressione di stupore e di incredulit\u00e0. Il forchettone a due punte che di solito veniva usato per estrarre il bollito dal brodo di cottura era conficcato profondamente nella schiena Altre ferite nella schiena indicavano che vari colpi erano stati inferti con il forchettone, prima che questo venisse piantato definitivamente in mezzo alle scapole. Sotto il corpo si era creata una pozza di sangue, ormai raggrumato, fuoriuscito dalle ferite della schiena del povero Amedeo.<\/p>\n<p>Era stata Laura, l\u2019aiuto cuoca, ad entrare per prima, verso le 10.00 nel ristorante e nella cucina ed aveva fatto la macabra scoperta. Laura aveva un carattere molto dolce ma era anche molto forte e determinata e, soprattutto, molto razionale. Superato lo sgomento iniziale e il disgusto per quella scena insolita per la cucina di un ottimo ristorante \u201cnouvelle cuisine\u201d(se non altro per il fatto che le porzioni erano di solito assai meno generose di quella che era sotto i suoi occhi), Laura incominci\u00f2 a valutare la situazione.<\/p>\n<p>Marta, la moglie di Amedeo, abitava al piano superiore. Gli altri sarebbero arrivati tutti di l\u00ec a pochi minuti per iniziare i lavori di giornata. L\u2019alternativa era: o chiamare subito la polizia o cercare di capire subito, nel pi\u00f9 breve tempo possibile, chi poteva aver commesso il delitto fra tutti quelli che abitualmente gravitavano attorno all\u2019attivit\u00e0 del ristorante. Di questo era certa, l\u2019assassino doveva essere fra i familiari o fra i collaboratori di Amedeo: era pi\u00f9 che un semplice presentimento. Inoltre Amedeo era un uomo che faceva di tutto per rimanere antipatico, con quella sua aria di superiorit\u00e0 e i suoi modi villani. Il rapporto con Marta si era incrinato da anni. Tutti sapevano che Marta aveva una relazione segreta con Daniele, il sommelier, che l\u2019aveva conquistata con le stesse dolci frasi con le quali descriveva ai clienti tutti i pregi di un vino d\u2019annata.<\/p>\n<p>Mentre meditava sul da farsi, i colleghi di lavoro incominciavano ad arrivare. Quando vide Daniele, Laura gli chiese di chiamare la signora e farla scendere, perch\u00e9 era successa una cosa gravissima. Dopo pochi minuti Marta scendeva, accompagnata da Daniele, mentre tutti gli altri erano ormai arrivati al lavoro. Laura li invit\u00f2 a trattenersi un attimo nell\u2019atrio del ristorante. Quando ebbe la loro attenzione disse gravemente: \u201cQuesta notte \u00e8 successo un fatto orribile: il signor Amedeo \u00e8 stato assassinato, di l\u00e0, in cucina!\u201d. A queste parole Marta lanci\u00f2 un grido e fece l\u2019atto di precipitarsi\u00a0 verso la cucina, ma Daniele la trattenne. Gli altri rimasero impietriti guardandosi l\u2019un\u00a0 l\u2019altro negli occhi con espressioni piene di stupore. Si, stupore, ma Laura non colse in quegli sguardi il senso del dolore, n\u00e9 tanto meno della disperazione. Evidentemente Amedeo non era amato.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 tutto\u201d, continu\u00f2 Laura, \u201cil corpo \u00e8 stato sottoposto ad un ulteriore spregio. E\u2019 stato preparato con cura, come se dovesse essere cucinato!\u201d. Gli sguardi si fecero ancora pi\u00f9 stupiti, qualcuno ripeteva l\u2019ultima parola di Laura: \u201ccucinato?\u201d. Marcello, il cameriere, apparve sinceramente dispiaciuto, ma con un lampo di curiosit\u00e0 negli occhi, chiese: \u201cMa chi pu\u00f2 aver fatto questo?\u201d. \u201cNon lo so\u201d , rispose Laura, \u201cma credo che l\u2019assassino o gli assassini siano qui in questo momento\u201d. \u201cQui? Non \u00e8 possibile!\u201d mormoravano gli altri guardandosi nuovamente negli occhi, ma in tutti loro (o meglio in quasi tutti) incominciava a farsi strada l\u2019idea che Laura dicesse la verit\u00e0 e lo sguardo di stupore si trasform\u00f2 in un istante in sguardo inquisitore.<\/p>\n<p>Laura, riprese, lentamente il discorso: \u201cEntreremo in cucina, un po\u2019 alla volta, facendo attenzione di non toccare niente. Mi aspetto che prima di chiamare la polizia l\u2019assassino confessi il suo crimine, in modo tale da evitarci inutili fastidi e interminabili interrogatori\u201d.<\/p>\n<p>I primi ad entrare con Laura furono Marta e Daniele che la sosteneva. Quando furono entrati Laura chiuse la porta dietro di s\u00e9. Marta, vista la scena, chiuse istintivamente gli occhi e si volt\u00f2, nascondendo la faccia contro il petto di Daniele, che invece mantenne il suo sguardo fisso sul cadavere di Amedeo. Anche Marta, dopo alcuni secondi, si volt\u00f2 molto lentamente e guard\u00f2 Amedeo. Lo spettacolo era allucinante, provava orrore ma, nonostante tutto, non riusciva a provare quel dolore che sarebbe stato logico provare di fronte al marito morto e a quella messa in scena feroce. Il suo matrimonio era finito da anni. Amedeo, cos\u00ec pieno di s\u00e9, cos\u00ec egoista, tutto preso dalla sua attivit\u00e0 e dalle innumerevoli relazioni extraconiugali che avevano costellato quei venti anni di convivenza, ormai per lei non rappresentava pi\u00f9 niente. Aveva ritrovato in Daniele un po\u2019 di interesse per la vita. Ne era stata affascinata, fino dai primi momenti che aveva iniziato a lavorare nel ristorante. L\u2019aveva sentito parlare con i clienti e decantare con parole dolci e suadenti i caratteri organolettici dei vini che si accingeva a servire. Parlava di vini corposi, eterei, evanescenti, generosi, rotondi, speziati, fruttati e le sembrava quasi che quegli aggettivi fossero rivolti a lei. La loro relazione si trascinava da anni. Tutti ne erano a conoscenza, eccetto Amedeo che, nella sua presunzione, non poteva immaginare neppure lontanamente di poter essere tradito, o forse anche lui sapeva ma non gliene importava molto. E ora, vedere il marito disteso su un vassoio di portata, cos\u00ec legato e \u201ccondito\u201d a dovere, la faceva quasi sorridere in cuor suo. In fondo era quello che si era meritato.<\/p>\n<p>Daniele sembrava turbato nel guardare Amedeo, o almeno questa era l\u2019impressione che ne ebbe Laura. In realt\u00e0 non riusciva a togliersi dalla mente un pensiero assurdo: uno di quei pensieri che ti vengono, all\u2019improvviso, in situazioni che dovrebbero richiamare tutt\u2019altro alla mente. Cercava di ricacciarlo nei neuroni pi\u00f9 nascosti del suo cervello, ma questo riemergeva prepotentemente: quale poteva essere il vino pi\u00f9 adatto per \u201cquel\u201d tipo di piatto? Dopo qualche tentativo di rimozione, decise di dare una risposta a quella domanda che, altrimenti, si sarebbe ripresentata con insistenza. Ebbene, era carne rossa, non c\u2019era alcun dubbio e al sangue, era evidente, drogata con saporite erbe aromatiche mediterranee. S\u00ec, un bel Brunello, sufficientemente ossigenato per qualche ora in decanter, sarebbe stato ideale!<\/p>\n<p>Girarono attorno al tavolo e videro il volto di Amedeo. Marta trasal\u00ec: quella bocca forzatamente spalancata e soprattutto quegli occhi sbarrati che sembravano voler dire qualcosa.<\/p>\n<p>Laura pens\u00f2 che Amedeo probabilmente era morto per quelle ferite sulla schiena, ma prima doveva essere stato stordito o narcotizzato, per poter essere prima sottoposto a tutta la fase preparatoria. I tre uscirono dalla cucina e ritornarono dagli altri.<\/p>\n<p>Laura chiam\u00f2 Noemi e Paolo. Erano i due che lei conosceva meglio perch\u00e9 lavorava tutti i giorni alle dipendenze di entrambi. Era noto a tutti che i due non si sopportavano. Avevano iniziato a lavorare nel ristorante di Amedeo pi\u00f9 o meno nello stesso periodo. Era immediatamente iniziata fra i due una vera e propria guerra nella quale ognuno cercava di prevalere. Sapevano che c\u2019era in ballo la nomina del Capo Chef e ognuno ambiva a quel posto. Le discussioni fra i due in cucina erano continue e Laura doveva fare i salti mortali per cercare di tenerli a freno e di trovare un punto d\u2019incontro, ma non sempre ci riusciva. Erano loro che ideavano i nuovi piatti che poi erano sottoposti ad Amedeo il quale dava il suo assenso, suggerendo (o meglio, ordinando, come era nel suo carattere) eventuali aggiunte o varianti. Nessuno dei due stimava Amedeo ma erano costretti a compiacerlo per realizzare il loro obbiettivo di diventare Capo Chef. Una volta Paolo aveva creato un piatto di carne di manzo brasata che accompagnava con verdure fritte di stagione, fra cui fiori di zucca. Noemi sugger\u00ec di inserire nei fiori di zucca un piccolo filetto di alici, ma Paolo rifiut\u00f2 decisamente. Noemi era una sarda professionalmente molto preparata, ma testarda e permalosa. All\u2019insaputa di Paolo riemp\u00ec i fiori di zucca di filetti di alici, in quantit\u00e0 tale da renderli immangiabili. Alla prova dell\u2019assaggio di Amedeo successe il finimondo. Riuscirono a stento a separarli. Quando Noemi fu nominata Capo Chef, per Paolo fu una grande delusione. Gli scontri accesi diminuirono ma non le tensioni.<\/p>\n<p>Paolo guard\u00f2 a lungo il cadavere di Amedeo e poi, rivolto a Noemi, disse con tono acido: \u201cChe ci volevi preparare, il \u201cporceddu\u201d sardo?\u201d E Noemi, ancora pi\u00f9 tagliente: \u201cPensavo che fosse la tua ricetta della \u201cporchetta\u201d alla maremmana!\u201d. Laura decise di farli uscire: non ne avrebbe ricavato molto di pi\u00f9. Girarono attorno al tavolo di cucina e Laura rivide ancora una volta quegli occhi sbarrati: era una sguardo fisso, ma non spento, rivolto verso l\u2019alto in modo innaturale (se si pu\u00f2 parlare di modo naturale per un morto ammazzato disteso e guarnito su un vassoio di silver plate). Laura apr\u00ec la porta e i tre ritornarono dagli altri.<\/p>\n<p>Ora era la volta di Agata, la cassiera e di Margherita, la responsabile degli acquisti.<\/p>\n<p>Appena Laura apr\u00ec la porta Agata si precipit\u00f2 dentro in preda ad una curiosit\u00e0 morbosa di vedere. Era indispettita dal fatto che non era entrata fra i primi e che aveva dovuto attendere il suo turno, accontentandosi di mezze frasi dette da chi usciva dalla cucina. La cosa la faceva impazzire. Avrebbe potuto poi raccontare a mezzo mondo quello che avrebbe visto, ricamandoci sopra un sacco di deduzioni e di fantasie per rendere ancora pi\u00f9 interessante il racconto. Non capita tutti i giorni di trovarsi coinvolti in un delitto. Avrebbe pagato qualunque cosa pur di\u00a0 avere l\u2019esclusiva. Appena entrata cerc\u00f2 di guardare con attenzione ogni particolare, muovendosi lentamente per la cucina per non farsi sfuggire niente che potesse servirle nei resoconti. Forse, pensava, le avrebbero richiesto anche qualche intervista e doveva essere pronta.<\/p>\n<p>Margherita era molto pi\u00f9 frettolosa. Era abituata a destreggiarsi tra mille impegni e pur riuscendo a fare tante cose, aveva perso un po\u2019 la capacit\u00e0 di concentrarsi sulle cose. Cos\u00ec guardava qua e l\u00e0 molto distrattamente mentre girava un po\u2019 a caso nella stanza.<\/p>\n<p>Agata, ad un certo punto, disse: \u201cPovero Amedeo. Non avrei mai pensato di vederlo ridotto cos\u00ec. Non era quello che si dice un brav\u2019uomo, ma gli ero affezionata. Se non altro per la corte spietata che mi aveva fatto qualche anno fa\u201d. E cos\u00ec dicendo, si sistem\u00f2 un ciuffo di capelli ribelle. Le altre due si guardarono come per dire: \u201cCi risiamo!\u201d \u201cEh s\u00ec\u201d continu\u00f2 Agata \u201cAmedeo aveva proprio preso una sbandata per me. Ma io lo rifiutati e lui dovette accontentarsi della signora Marta. Lei, in seguito, l\u2019ha saputo e non mi ha pi\u00f9 potuto vedere\u201d.<\/p>\n<p>In quel momento squill\u00f2 il cellulare di Margherita. Lei rispose subito, imbarazzata. Era sua suocera che, con voce petulante, le chiedeva che cosa doveva preparare per pranzo. Margherita fece qualche tentativo per farle capire che quello non era il momento ma la suocera continuava imperterrita ad elencare tutte le alternative possibili al menu di mezzogiorno. Infine l\u2019arzilla vecchietta le disse che forse la cosa migliore sarebbe stata fare quel bel pezzo di carne di manzo che aveva in frigo; avrebbe potuto legarlo bene e insaporirlo con erbe aromatiche, olio, sale e pepe \u2026 e tutto questo mentre Margherita stava osservando il corpo di Amedeo. La poveretta ebbe un conato di vomito e chiuse di colpo il telefono, cercando piano, piano di riprendersi. Fu allora che girando dall\u2019altra parte del tavolo vide, quasi per caso, una cosa strana e chiam\u00f2 Laura. Vicino al bordo del vassoio, all\u2019altezza del busto di Amedeo, c\u2019era sul tavolo di marmo bianco una specie di scritta rossa. Sembrava scritta con il sangue di Amedeo. La scritta iniziava con qualcosa di illeggibile, poi si distingueva una A, poi una R e una T. Per ultimo c&#8217;era l&#8217;inizio di un&#8217;altra lettera con una lunga sbaffatura verso il basso.<br \/>\nLaura vide che il braccio destro di Amedeo era libero dai lacci e il dito indice della mano era ancora macchiato di sangue, il suo stesso sangue. Laura pens\u00f2 che Amedeo era stato trafitto pi\u00f9 volte dal forchettone. L\u2019assassino se ne era andato, credendolo morto. Cessato l\u2019effetto della narcosi e prima di morire veramente era riuscito a liberare un braccio, anche se non l\u2019avambraccio e, seppure in condizioni disperate, era riuscito ad intingere il dito nel sangue che era uscito dalle sue ferite e a scrivere quella traccia che lui riteneva evidentemente importante per individuare il suo assassino.<\/p>\n<p>Agata si avvicin\u00f2 a guardare, un po\u2019 indispettita perch\u00e9 era stata Margherita e non lei ad accorgersi della scritta. \u201cMarta! E\u2019 stata Marta!\u201d esclam\u00f2. Laura le fece cenno di tacere e la invit\u00f2 a non farne parola con gli altri. Ma sapeva che sarebbe stato impossibile!<\/p>\n<p>Uscirono dalla cucina. Rimanevano ora soltanto Marcello e Hiro, il cameriere giapponese.<\/p>\n<p>Erano i due camerieri del ristorante. Professionalmente molto capaci ma erano l\u2019uno l\u2019opposto dell\u2019altro. Nessuno dei due aveva un buon rapporto con Amedeo che non perdeva occasione per maltrattarli di fronte ai clienti. Marcello riusciva a prendere la cosa in tono scherzoso. Aveva un buon carattere, molto gioviale e aperto e la battuta facile, cos\u00ec che riusciva a strappare ai clienti la confidenze pi\u00f9 intime e imbarazzanti che, naturalmente, poi andava a raccontare a tutto lo staff del ristorante. Tutti si ricordavano di quando un anziano cliente si raccomand\u00f2 in segreto di servirgli piatti particolarmente afrodisiaci, perch\u00e9 avrebbe dovuto dimostrare, nel dopo cena, tutte le sue doti amatorie. Fu allora che Marcello inser\u00ec nei Vol au vent all\u2019aragosta una pillola di Viagra. Quando il cliente ritorn\u00f2 a cena la volta successiva lasci\u00f2 una mancia da nababbi, ammiccando soddisfatto a Marcello. Hiro era invece un altro genere. Sempre molto serio, preciso al limite del maniacale, permaloso; mal sopportava infatti gli scherzi che ogni tanto Marcello gli faceva. Una volta, ad un tavolo, c\u2019erano un anziano tutt\u2019altro che bello e un\u2019avvenente signorina, pi\u00f9 giovane di lui di circa quaranta anni. Marcello, con il suo savoir faire riusci a fare ordinare ai due, esattamente i due piatti di pesce che aveva in mente: gallinella per lui e scorfano per lei. Si trattava per l\u2019esattezza di \u201cfiletti di gallinella in salsa agrodolce, con concass\u00e9e di pomodorini e julienne di zucchine\u201d e \u201cbrodetto di scorfano mediterraneo alle erbe provenzali\u201d. Poi mand\u00f2 il povero Hiro a servire. Hiro, si avvicin\u00f2 al tavolo e disse: \u201cQui abbiamo la gallinella per il signore e lo scorfano per la signorina\u201d. \u201cNon faccia lo spiritoso, giovanotto o la faccio rimandare subito in Cina!\u201d, rispose risentito l\u2019anziano signore. Oltre agli scherzi, Hiro non sopportava essere scambiato per un cinese. Cos\u00ec, rientr\u00f2 in cucina come una furia e trov\u00f2 Marcello e tutto lo staff che ridevano a crepapelle. Ci volle un bel po\u2019 a calmarlo.<\/p>\n<p>Anche questa volta i tre fecero un giro per la cucina. Girarono attorno al cadavere di Amedeo e neppure in questa occasione Marcello perse il suo senso dell\u2019umorismo. \u201cTi ricordi?\u201d disse, rivolgendosi a Hiro, \u201cquando ci diceva: \u2018se qualche cliente non \u00e8 soddisfatto del vostro servizio, vi cucino io per le feste!\u2019 E guarda un po\u2019 chi \u00e8 finito condito e quasi cucinato!\u201d Hiro gli lanci\u00f2 un\u2019occhiata furibonda ed emise, fra i denti, frasi gutturali e nasali nella sua lingua d\u2019origine che non avevano l\u2019aria dei complimenti. Laura non pot\u00e8, ancora una volta, evitare di incrociare quegli occhi sbarrati e di percepirne ancora lo stesso senso di disagio, di qualcosa che avrebbe dovuto capire ma che non riusciva a capire.<\/p>\n<p>Quando rientrarono dagli altri, Agata aveva naturalmente gi\u00e0 raccontato tutto della scritta. Laura lo cap\u00ec subito perch\u00e9 Marta, seduta sul divano continuava a ripetere, disperata: \u201cNo, non sono stata io, non sono stata io \u2026\u201d<\/p>\n<p>Laura rifletteva e pensava che, nonostante che nessuno dei presenti amasse particolarmente Amedeo, apparentemente nessuno aveva una ragione specifica che poteva aver scatenato un omicidio e una messa in scena cos\u00ec cruda <em>(l\u2019aggettivo era quanto mai calzante, perch\u00e9 era proprio la cottura che mancava al povero Amedeo n.d.r.)<\/em>. Doveva esserci un\u2019altra ragione sconosciuta, ma a questo punto, soltanto la polizia avrebbe potuto sciogliere il nodo. La cosa le seccava un po\u2019. Aveva letto e visto tanti \u201cgialli\u201d in cui innocue signore, come la Signora Marple, erano riuscite a risolvere trame molto intricate e situazioni in cui la polizia brancolava nel buio. E lei, invece, doveva, arrendersi.<\/p>\n<p>Fu in quel momento che, dal capannello dei presenti che parlavano animatamente, citando episodi personali\u00a0 e ricordi di Amedeo, furono pronuciate, non si sa da chi, alcune parole: \u201c\u2026diceva sempre: \u00e8 la Bibbia dello chef italiano \u2026\u201d. Quelle parole furono percepite da Laura, come una mazzata. In poche frazioni di secondo si innesc\u00f2 quasi automaticamente un processo mentale, un ragionamento che la fece trasalire.<\/p>\n<p>Disse agli altri: chiamate la polizia, torno un attimo di l\u00e0.<\/p>\n<p>Rientr\u00f2 in cucina, si chiuse la porta dietro le spalle, gir\u00f2 attorno al tavolo e guard\u00f2 con attenzione la scritta fatta da Amedeo con il sangue. Il viso di Laura si illumin\u00f2 di soddisfazione. Poi guard\u00f2 di nuovo lo sguardo di Amedeo. Era chiaramente rivolto in alto verso la parete che stava di fronte alla porta di ingresso, quella che costituiva la biblioteca degli chef. Segu\u00ec lo sguardo di Amedeo: indicava il penultimo scaffale in alto. Scorse rapidamente le costole dei volumi, fino a quando non lo trov\u00f2. Era \u201cL\u2019arte di mangiar bene\u201d di Pellegrino Artusi. Era quello che Amedeo aveva voluto indicare con la scritta. Quei segni incerti, zigzaganti, prima della \u201cA\u201d che potevano sembrare una \u201cM\u201d, in realt\u00e0 erano stati causati dalle difficolt\u00e0 di Amedeo nell\u2019iniziare a scrivere in quelle condizioni, parzialmente legato e pochi minuti prima di esalare l\u2019ultimo respiro. Anche l\u2019ultimo segno, incompleto, non poteva essere una \u201cA\u201d, l\u2019ultima lettera di Marta, perch\u00e9 questa lettera era abbozzata partendo dall\u2019alto, mentre la prima \u201cA\u201d non poteva essere stata fatta iniziando con due tratti obliqui partendo dall\u2019alto. Date le condizioni e l\u2019impossibilit\u00e0 di Amedeo di poter vedere quello che stava scrivendo, difficilmente i due tratti avrebbero potuto essere perfettamente congiunti; avrebbero dovuto essere staccati o incrociati. Era invece l\u2019inizio di una \u201cU\u201d, rimasta incompleta per la sopraggiunta morte di Amedeo.<\/p>\n<p>Laura sfogli\u00f2 rapidamente il libro che Amedeo definiva spesso, appunto, la Bibbia dello chef italiano, e, quasi nel mezzo trov\u00f2 una busta indirizzata proprio ad Amedeo che aveva come mittente una certa Elena Bianchi, Via Cairoli, 8 \u2013 Grosseto. Dentro c\u2019era una lettera che Laura lesse rapidamente. Poi, apr\u00ec la porta di cucina e torn\u00f2 dagli altri.<\/p>\n<p>Lentamente, porse la lettera a Paolo che, alle prime righe, sbianc\u00f2 in volto. La lettera era questa:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cCaro Amedeo,<\/em><\/p>\n<p><em>sono ormai vicina alla fine. So che hai cancellato da tempo il ricordo di me e di tuo figlio, quel figlio che non hai mai voluto riconoscere. Ci hai abbandonati prima della sua nascita per seguire il sogno della tua vita, il tuo lavoro. Per te noi eravamo soltanto un intralcio. Anche per me il tempo \u00e8 passato e sono ormai\u00a0 sfumati tutti i rancori e i risentimenti. <\/em><\/p>\n<p><em>Con grande sacrifici, anche a prezzo della mia salute, sono riuscita, da sola, a crescere il nostro Paolo e a farlo studiare. Ben presto aveva manifestato anche lui grande interesse per la cucina e cos\u00ec decise di seguire la scuola alberghiera. In pochi anni \u00e8 diventato aiuto Chef e credo che sia molto capace.<\/em><\/p>\n<p><em>Sarebbe una grande consolazione per me, prima di morire, sapere che lavora con suo padre. <\/em><\/p>\n<p><em>Ti prego di esaudire questo mio ultimo e unico desiderio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Elena\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Paolo fin\u00ec di leggere. \u201cE con questo?\u201d. \u201cNon \u00e8 tutto\u201d lo interruppe Laura. Amedeo, tuo padre, ci ha voluto lasciare l\u2019indizio per individuare l\u2019assassino. Poteva scrivere semplicemente \u201cPaolo\u201d ma nessuno avrebbe capito il rapporto che esisteva fra voi due e tu avresti avuto mille modi per scagionarti; invece ha voluto anche darci un\u2019 indicazione del movente, la vendetta: ed \u00e8 contenuto in questa lettera che aveva riposto nell\u2019Artusi. La scritta col sangue indicava appunto Artusi e non Marta, come poteva sembrare.<\/p>\n<p>Paolo apparve molto turbato. Poi, con calma assoluta disse: \u201cHa avuto ci\u00f2 che meritava. Ci ha abbandonati, ha ucciso mia madre costringendola ad una vita di sacrifici e di privazioni. Poi ha accettato che lavorassi nel suo ristorante ma non mi ha mai risparmiato una critica ed infine ha preferito Noemi a me per il ruolo di Capo Chef. Non so perch\u00e9, ma mi odiava, come odiava mia madre. Finalmente ho potuto cucinare un piatto senza che lui potesse distruggerlo con le sue perfide critiche. Sono fiero di ci\u00f2 che ho fatto\u201d.<\/p>\n<p>In quel momento, si sent\u00ec una sirena e suon\u00f2 il campanello: la polizia. In un balzo, Paolo raggiunse la porta di cucina ed entr\u00f2 e si chiuse dal di dentro.<\/p>\n<p>Quando la polizia sfond\u00f2 la porta trov\u00f2 Paolo riverso sul corpo di suo padre. Aveva preso il coltello pi\u00f9 affilato, quello che usavano per preparare il \u201csushi\u201d e si era tagliato la gola con un colpo deciso.<\/p>\n<p>Il sangue defluiva lento dalla ferita e andava a mischiarsi con il sangue di Amedeo.<\/p>\n<p>Si era ricreata, \u201cpost mortem\u201d quella consanguineit\u00e0 cos\u00ec drammaticamente rifiutata in vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 F I N E<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32062\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32062\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Personaggi: &nbsp; Amedeo: Proprietario del ristorante. Personaggio molto borioso e sicuro di s\u00e9. Sposato con Marta. Marta: Moglie di Amedeo e direttrice di sala. Donna molto sofisticata e affascinante. Ha una storia segreta con Daniele Daniele. Sommelier. Ha una storia da anni con Marta. Ma non rinuncia a fare il galante con altre belle fanciulle. [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_32062\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"32062\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":12806,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[398],"tags":[],"class_list":["post-32062","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2017"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32062"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12806"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=32062"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32062\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32855,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/32062\/revisions\/32855"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=32062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=32062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=32062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}